31 maggio 2006

Psst

andate a vedere la torta di Irenella...
La zia Kat

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Buon compleanno Walt (Whitman)

Prima la ricetta, poi dirò di te Walt, uno dei pochi, pochissimi autori americani che mi abbiano mai colpita, e tutti quelli che mi hanno colpita (Leonard Cohen e Paul Simon in testa) sono in qualche modo figli tuoi.
Tu amavi profondamente la natura ma chissà se ti piacevano i fiori di sambuco ? Remy, appassionato delle tradizioni dei nativi americani, mi ha detto che in una delle centinaia di lingue delle tribù indiane il sambuco si chiama "albero buono a nulla". Mah... io ci curo febbre e raffreddore, da bambina ci facevo fischietti e da giovane ho imparato dalla Signora Anna ad usarne i fiori per profumare una "torta della nonna".
Per festeggiarti l'ho traformata in muffins, non tanto in omaggio alla tua americanità quanto perché la fretta creativa del mondo che tu cantavi (Urge and urge and urge/Always the procreant urge of the world) centocinquant'anni dopo è diventata un tormento che obbliga a mediare. Magari in modo goloso...



Per 12-14 Muffins gialli ai fiori di sambuco :
· 1 etto di farina gialla fine (meglio ancora polenta fioretto)
· 1 etto di farina bianca
· 1 etto di burro
· 1 etto di zucchero
· 2 uova
· 1/2 bustina di lievito
· 1 tazzina di latte (= 150 ml = un vasetto dello yogurt)
· 3 cucchiai di fiori di sambuco (erboristeria, almeno quelli non sono inquinati)

Tolgo il burro dal frigo.
Metto il latte e i fiori di sambuco in un pentolino. Porto a bollore spegnendo appena prende l'onda. Lascio in infusione. Quando è freddo filtro schiacciando bene i fiori nel colino sennò si tengono loro tutto il latte.
Lavoro il burro ormai morbido con lo zucchero. Unisco le uova poi il lievito, la farina e il latte aromatizzato. Verso nelle formine (imburrate e infarinate se non sono quelle di silicone) e metto in forno a 180° per 20-25 minuti. Faccio raffreddare su una griglia e, se non li mangiamo subito, li chiudo appena freddi in una scatola di latta perché si seccano in fretta.

E ora accenniamo a te, Walt. Forse un giorno gli Scribacchini and friends si inventeranno un compleanno di Walt ...Disney. Chi avesse la ricetta della torta di Nonna Papera si faccia avanti, sarà ben accolto, ma oggi rileggo te, Whitman ( 1819 - 1892) poeta a lungo dimenticato, tornato vagamente alla ribalta quando il tuo O Capitano, mio Capitano divenne il filo conduttore del bellissimo film L'attimo fuggente. Critici illuminati dicono di te che hai aperto la strada al linguaggio poetico dell'America democratica. Io so solo che imparasti ad amare le parole , e le amasti perdutamente, quando a 12 anni ti toccò diventare stampatore. So che amavi la musica e posso dire che la musica ti amò visto che venne ad abitare nei tuoi versi. Versi liberi, come libero fu il tuo profondo legame con la natura, natura umana compresa. Senza barriere di razza o di sesso. E a questo punto basta una data, 1855, quella della prima pubblicazione delle tue Foglie d'erba, per fare di te un precursore da scoprire o riscoprire. Anche se non c'è verso di linkare per bene quanto segue...
http://www.americanpoems.com/poets/waltwhitman

Buon compleanno Walt. Ti festeggerò facendo una passeggiata nel bosco col mio amore. Forse ci vorrà la giaccavento ma poco importa.
Kat

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30 maggio 2006

Belli e cicciosi

Sì, ultimamente i peperoni sono belli carnosi, e spellarli (dopo la dovuta permanenza in forno) è una pacchia...




Poi basta asciugarli un po',
farli riposare in compagnia di qualche spicchio d'aglio intero
e condirli con sale, olio buono e un po' di prezzemolo...

Belli belli, buoni buoni e neanche indigesti!

Se invece volete a tutti i costi far faticare la digestione,
si può sempre accompagnarli ad una salsina ispirata alla bagna cauda...
Acciughe dissalate fatte fondere in poco olio,
un po' d'aglio (spicchio intero da levare, se non volete inimicarvi consorte, amici e colleghi),
prezzemolo e - volendo - una cucchiaiata di panna o latte.
Slurp!

Marì-che-certe-volte-le-sue-radicette-piemontesi-si-fanno-sentire

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Ci è toccato spolverarle tutte

Le speziate . Special guest il curry kenyota di provenienza sanremese

Le due vagabonde che trasportano biscotti a casa di amici e, meraviglia, non sempre tornano vuote...

Tutte cromateeee, 10 hp. Il porta penne viaggia con passaporto falso, in realtà ospita i pennelli da pasticciere.

Teatime

Chicca finale ( di questa prima tornata... ;-)
Tutto ciò, naturalmente, per l'ultimo meme di Cannella!
Kat e Remy

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29 maggio 2006

Non sono scomparsa...

... per lomeno, non ancora! E' che ci ho un sacco di cose da fare ... per esempio, questa torta per la festa a scuola di irene per fine anno...



Una faticata... ma, dalla faccia di irene direi che ne e' valsa la pena: che ne dite?
---
gen

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Non piove più!

Ore 20.20 dal terrazzo:


Clikkate sulla foto, sono due!


Colori che rasserenano una giornata finora un po' "così".


Dedicato a tutti voi, amiche e amici che passate di qui!

Patt

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Variazioni

La partenza è sempre la stessa, tomini farciti con speck. Però stavolta non li ho solo scaldati nell'antiaderente.
Ho affettato mezza cipolla e l'ho soffritta in poco burro con un pizzico di semi di sesamo. Quando la cipolla ha iniziato a scurirsi, ho aggiunto i tomini farciti e li ho fatti dorare da ambo le parti, girandoli una sola volta. Un'idea di pepe nero e ... in tavola!
Il contorno? Insalata novella, ma ci vedrei più che bene un tot di funghi. Porcini appena scottati nel burro o chiodini saltati con olio aglio e prezzemolo. Ecco, questa sarà la prossima variazione. :-)

Patt

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Il Karma e le Scatole di Latta

Le scatole hanno un'intensa vita interiore, è cosa nota ed evidente.
Per questo non mi lascio sedurre dalla loro vuota bellezza, devono avere un vissuto, se non addirittura un passato tormentato...

Questa, poveretta, nella sua vita precedente è stata scatola di champagne...


Ora: lo vedete tutti che è un tipo quadrato, con i piedi per terra, la testa sulle spalle...
lei soffriva, costretta a portare dentro di sè il simbolo del lusso, del piacere effimero...
Ora è serena:
sono già diversi anni che le ho restituito la dignità colmandola di spaghetti e linguine,
ed ogni volta che apro la credenza lei mi sorride.

E quest'altra?!?


Tipetto snob: si crede un'intellettuale, anche se è rimasta un po' bambina, e contenere una t-shirt di cotone non la faceva sentire realizzata...
Adesso che l'ho destinata a segnalibri e belle cartoline (riciclate come segnalibro) me ne è molto grata.

Nei confronti di questa qui, invece, provo grossi sensi di colpa, per questo la colmo di gioielli (...beh... gioielli è una parola grossa... diciamo bijoux etnici).


Eh sì, è arrivata a casa mia piena di dolcezza, tutta profumata di spezie...
ed io l'ho praticamente aggredita.
Non avevo cattive intenzioni, questo no, ma da lei ho preteso che mi desse tutta sè stessa in men che non si dica.
D'altro canto i Pepparkakor dell'Ikea sono una delle mie poche debolezze in fatto di dolci...

Marì per l'ultimo meme di Cannella

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28 maggio 2006

Punti di vista

Da vicino non è neanche male il nostro giardinetto, vero?
Il problema sorge quando si allarga il campo e non si riesce a dimenticare il contorno. Noi abbiamo deciso di non vederlo proprio, anche perché ci ricordiamo il nido di mozziconi e calcinacci che c'era prima sotto quella bruttissima scala di fronte a casa. Si potrebbe fare di meglio ma quell'angolo non è nostro e nemmeno sappiamo a chi chiedere il permesso.
Il più difficile è sempre scegliere piante che amino l'ombra da piazzare nella zona centrale. A fare compagnia all'ortensia, due Stephy (ci hanno poi detto che il loro vero nome è spatiqualchecosa ma ormai li avevamo battezzati così ;-)


Kat e Remy

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27 maggio 2006

Errata corrige


Quelli che vi abbiamo venduto per neonati frutti del Kiwi erano boccioli che ora si stanno aprendo :-)
Appena arrivano i frutti chiederemo scusa di nuovo. Kat e Remy

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AAA - cercasi dosi pasta alla ricotta per torte salate

Ho provato a farla a naso, un parte di ricotta al posto di una parte di burro ma non l'ho azzeccata e non trovo più la ricetta, buuuuuuuuuuuuuuuuh!
Mangiabile era mangiabile, solo un po' gnucca al limite del gommoso eppoi, sommo tripudio, così ho fatto fuori la borsata di spinaci che l'ogb aveva raccolto nell'orto (finché sarà stagione di spinaci devo trovare un sistema per farlo rimanere a casa ... o per farle mondare e lavare a lui quelle fogliacce terrose ;-)
In cambio della ricetta, anticipo un trucchetto valido per tutte le torte salate. Anziché mettere il formaggio grattugiato nel ripieno, lo stendo tra la pasta e il ripieno e sopra la torta. Così, sotto, isola la pasta dall'umidità del ripieno e, sopra, fa la crosticina.
Kat

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Pubblicità intollerante - il MIO Brodo


Finalmente chi produce alimenti bio o dietitetici ha aperto occhi e orecchie e si è accorto che non bastava proporre un brodo granulare senza glutammato ma che ne serviva pure uno senza lievito di birra, base di tutti i "brodi" pronti e imputato n. 1 , con il frumento, di molte intolleranze alimentari. Se poi vi piace la noce moscata, questo vi farà innamorare.
Attenzione però, è parecchio salato.
Kat

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26 maggio 2006

Un assaggio

Cassaforte per croccantini ...
Segue, uh se segue ! Il meme sarà anche stato involontario , ma ora...
Kat e Remy

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25 maggio 2006

Pagnottine da Festa

Abbiamo fatto una scommessa, uscire dall' ufficio alla solita ora ma postare pagnottine degne della Festa del pane prima di mezzanotte. Senza saltare la cena, eh ! Missione compiuta grazie alla nostra amata impastatrice e alla collaborazione del forno, che ultimamente faceva un po' lo svenevole ma questa sera era bello motivato.
Tadan, ecco a voi le pagnottine allo yogurt di Gennarino, che però oggi è impegnata in una inenarrabile impresa di pasticceria (di cui speriamo di avere presto notizie) e si è dovuta fidare degli apprendisti.
Che dite ?


Kat e Remy

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Festa Nazionale del Pane


Ma, dite, voi lo sapevate? Io, confesso, no. Sono entrata per caso in panificio, e le bandierine appese qua e là mi hanno dato la lieta novella, mentre mi lasciavo avvolgere dai "soliti" inebrianti profumi.
Per festeggiare degnamente, in attesa di quelli che il pane lo sanno fare davvero, vi offro questo delizioso "Pan de Belùn", con (tra l'altro) farina di mais, noci, nocciole, cioccolato e semi di papavero.


Buona Festa Nazionale del Pane a tutti! :-)))

Patt

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Promesse da mantenere n. 3 - Capperi !


Confrontando con i kiwi (qui sotto), anche in una foto senza riferimenti riguardo alle dimensioni (queste sono praticamente a grandezza naturale) si nota che il cappero è un bocciolo verde glabro in cima ad un lungo picciolo rivolto all'insù. Cerca la luce per aprisi a fiore. Il kiwi, che da frutto qual'è arriva dopo il fiore, è bruno e peloso e pendulo già da piccolo.


Da Palermo ci è arrivata questa bella foto di capperi "da giardino". Grazie Lionello!


Kat

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24 maggio 2006

Lezione di economia

Tema:
minimo sforzo - massimo rendimento

Svolgimento:
Prendete una torta allo yogurth (sì, quella coi vasetti, quella che sanno tutti) possibilmente fatta dalla mamma per la colazione del giorno dopo.
Dividetela approssimativamente in due cerchi, anche un po' così-così.
Prendete la panna fresca che nel vostro frigo non manca mai e montatela con 2 cucchiai di zucchero.
Condite con un po' di zucchero una manciata di fragole a pezzetti, tenendo da parte le più belle per guarnire.

Dopo un po' prelevate il succo che le fragole hanno prodotto ed aspergete un disco della torta; mescolate le fragole scolate a qualche cucchiaio di panna montata, quindi spalmate il tutto. Coprite con l'altro disco di torta, quindi con la panna.
Ghirigorate con altra panna e inghirlandate con le fragole, a piacere.

Fotografate solo una fetta, e da distanza molto ravvicinata, così i difetti non si vedono :)

Ciao! Marì

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Come cani gatti e gatti

Vi ricordate di Grip? Beh, è cresciuto un po', si è sbiancato parecchio (quasi quasi lo mando a fare la reclàme della varecchina) e si è viziato moltissimo, o meglio: è stato bravissimo ad educare i suoi umani!
Già, i suoi umani. Quei due vagabondi hanno pure in mente di andare in ferie, e lui non può certo stare da solo!

Io non ho nulla in contrario ad ospitarlo, ma bisogna vedere che ne pensano i padroni di casa, quindi si impone un incontro di presentazione.
Detto, fatto. Lunedì arriva la pargola con trasportino e micio. Considerando la stazza dei miei bestioni e quella di Grip, decidiamo che è meglio lasciarlo nella gabbietta, almeno all'inizio, e lo appoggiamo sul tavolo, in bella mostra.
Tutto non secondo le previsioni, ovviamente. ;-)
Tigre, che di solito non si scompone mai, come ha visto l'intruso è partito all'attacco, ha rognato e soffiato tutto il tempo che ha avuto Grip davanti agli occhioni, poi si è ritirato nei suoi appartamenti, continuando però a controllare la situazione dall'alto.
Memeo, gatto estremamente possessivo e poco incline alla vita di società, nonchè gelosissimo della pargola, pensavo avrebbe fatto il diavolo a quattro; invece no: ha emesso solo una soffiatina, giusto per darsi un contegno, ha studiato il rivale per un po', poi se ne è andato con aria mooolto offesa (macchecciavrà quello sgorbio più di me?), tornando ogni tanto, sculettando e col naso in aria, per mostrarci che lui quello lì proprio non lo vedeva!
Attila, che secondo tutti i precedenti avrebbe dovuto trasformarsi in una palla di pelo ringhiante (ero già pronta con la vegetale), ha cercato in tutti i modi di fare amicizia, con moine e miagolii accattivanti, ma lui niente: soffi e parolacce indegne di un micino perbene. Lei si è perfino accucciata lì vicino, con le zampine sotto, tutta caruccia, tanto che abbiamo aperto la gabbietta. (Sai mai che è tutta una manovra? "Lui lascia la protezione extraterritoriale del trasportino e io lo demolisco".) Niente da fare. A distanza di un giorno, Attilina ancora sospira e aspetta il suo Grip.
Tessi è stata l'unica nella norma: dotata di grande istinto materno, avrebbe voluto avvicinarlo, però era spaventata perché sa di non essere in forma, così si è tenuta a distanza di sicurezza, dato anche che quel piccolo impudente ci aveva preso gusto e rognava e soffiava senza interruzione. Era abbastanza divertita, probabilmente stava pensando a cosa ne avrebbe fatto qualche anno fa! ;-)
In conclusione, non abbiamo risolto nulla (questo sì era previsto), ma intanto si sono conosciuti. Tra qualche giorno riproveremo.
Tutta la faccenda non è stata però senza conseguenze: partito l'invasore, quando sono andata in camera ho trovato, proprio in mezzo al letto, un chiaro segnale della serie "quello lì, qui, non-lo-vo-glia-mo!". Gatti!!!
Prossimamente gli sviluppi, forse con qualche sorpresa! :-)


Patt

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23 maggio 2006

E qualcuno dice ancora che le rompo!



E dopo la prova n.1, ecco un campionario:
  • un'altra "storica"
  • quella che fa miao
  • quella natalizia
  • quella dolce
  • quella alcoolica
  • quell'altra dolce
Basta così, o mi tocca spolverare le altre? ;-)

Tutto ciò, naturalmente, per l'ultimo meme di Cannella!

Patt

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Lino su lino


L'impasto è quello del pane tipo Altamura imparato da Gennarino e mai più abbandonato.
Da Glutine ho imparato invece come far aderire bene i semini.
Dalla mia nonna ho imparato che il lino nuovo va tassativamente lasciato a bagno in acqua fredda per qualche ora prima di essere lavato in acqua calda. Sennò l'appretto entra inesorabilmente e definitivamente nelle fibre e il telo o, peggio, il capo di lino rimarrà rigido per sempre.
I teli da Fontina (grandi quadrati di puro lino a trama media che immagino siano reperibili in tutte le zone dove si produce formaggio, perlomeno quei tipi di formaggio la cui cagliata viene separata dal latticello con un telo) me li sono procurati all'agraria più vicina, tanto ero già lì per acquistare la farina. Asciutti vanno benissimo per avvolgere il pane mentre si raffredda (un'altra cosa imparata da Gen e da allora le mie pagnotte non sono più sanpietrini da manifestazione) oppure per far riposare la pasta all'uovo. Bagnati e strizzati sono fantastici per mantenere umidi, senza mai attaccarsi, gli impasti mentre lievitano. Ancora una scoperta di Gen, una donna una garanzia.
E se le fischiano le orecchie, pazienza.
Se da voi non si fa il formaggio, buttate un occhio nel baule del corredo della nonna. Qualche pezza senza ricami si finisce sempre per trovarla.
Kat

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22 maggio 2006

Fragole, fragole, fragole!


Nemmeno fosse stato lanciato un meme: le fragole vanno alla grande!
Per cui, oggi: crostata!

Ingredienti:
- per la frolla
100 grammi di burro
100 grammi di zucchero
2oo grammi di farina 00 (oppure, consigliato, 150 di farina e 50 di mandorle macinate fini)
1 cucchiaio di rum
un pizzico di sale
1 uovo intero + 1 tuorlo
- per la crema
2 tuorli
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di rum
un pizzico di sale
2 cucchiai di farina 00
260 gr di latte
- per la guarnizione
10-15 fragoloni maturi e sodi (la quantità dipende dalla misura della teglia e dalla dimensione delle fragole)
un po' di zucchero

Preparazione:
Preparate la frolla impastando il burro con lo zucchero e unendo poi il resto degli ingredienti, lavorate rapidamente e riponete in frigo a rassodare.
Preparate la crema montando i tuorli con il sale, lo zucchero e il rum e incorporando poi, delicatamente, la farina. Aggiungete il latte e ponete al fuoco, a fiamma bassa, mescolando sempre finché sentite che la crema sta rassodando. Inutile dirvi che non deve mai bollire, vero? :-) A cottura ultimata, trasferite immediatamente la pentola in una più grande colma di acqua ghiacciata, e continuate a mescolare finché la crema sarà fredda.
Lavate le fragole, tagliatele a metà, disponetele in un colapasta e spolveratele di zucchero.
Scaldate il forno a 180° (in realtà, nel mio bastano 140°, ma è un entusiasta).
Imburrate e infarinate la teglia, stendete la pasta rialzando bene il bordo, coprite con fagioli secchi e cuocete per 30-40 minuti, fino a quando comincia appena a prendere colore.
Sfornate e lasciate raffreddare, poi versate e livellate la crema e disponete le fragole.

Vualà! ;-)

Patt

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A sud invece è già stagione di...


Albicocche!
A farci sognare, l'amico Lionello da Palermo

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21 maggio 2006

Diamo a Cesare... e ad Esther

A chi ho rubato l'idea degli occhialini da piscina per affettare cipolle ?
Alla Sig.ra Esther, una delle formidabili nonne del libro Cuisines de nos grand-mères, edizioni Minerva (CH) dal quale è tratta questa foto. Mi è tornata in mente chiacchierando con Gen (che, se vi fosse sfuggito, suggerisce di affettare le cipolle con la mandolina, oppure di usare la maschera da sub con tanto di tubo).
Non so se questo volume sia già stato pubblicato in versione italiana. Un'altra bella pubblicazione della Minerva è uscita invece presso L'Ippocampo. Non sono belle solo le foto e le ricette. Sono stupende le donne.



Kat

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20 maggio 2006

Semprepiùveloci!

Remy provoca ...
e io rispondo: qui non serve nemmeno la ricetta! ;-)
Patt

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Pasta con verdure grigliate

Ebbene si, la mia solita pasta veloce, chepiùvelocenonsipuò!
Verdure grigliate (melanzane, peperoni e zucchine), scongelate al microonde, dadolate e mischiate a pomodorini, basilico, scagliette di grana, olio, sale, pepe e coriandolo.
Tutto qui!
Patt

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19 maggio 2006

Alla cortese attenzione di Cannella - 2

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Nord - Oggi - Prima colazione

Mentre le mucche grandi pascolano nel prato accanto, a noi manzette pazzerelle portano nel recinto la colazione già falciata .



Kat, me lo dai un po' di sale ?


Les vaches

Elles déplacent l'air
Au parfum d'herbe et de fumier
Elles sont si noires
qu'alentour le paysage s'éclaire

S.Corinna Bille in Un goût de rocher-edizioni Empreintes (CH)

Le vacche

Spostano nell'aria
effluvi d'erba e di letame
Son così nere
che attorno a loro si rischiara il paesaggio

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Sud - Ieri - Estasi

Lionello ci segnala :

"… Vi sono sfumature mirabili della terra e del mare, tramonti fiammeggianti e lune di melodrammatica grandezza che cavalcano le cime dei monti, o nuotano esultanti nell’etere; gole colorate d’ambra in cui le ombre dormono nelle giornate scintillanti di giugno, e il folle tumulto estivo dei rampicanti che inondano con verde frenesia ulivi ed olmi e fichi.

Vi sono tremule fiamme violette che si librano sull’arenaria calcinata dal sole, brume marine che salgono con inghirlandata maestosità tra fenditure bagnate e i bagliori sulfurei di un’alba con lo scirocco, quando i pescherecci rimangono sospesi come pallidi spettri sulla linea dell’orizzonte; vi sono migliaia di estasi come queste, ma i nativi non le vedono, anche se, per far piacere agli stranieri, fingono di vederle…

Le spirali di muscoli sulle spalle di qualche adolescente mentre si irrigidisce per sollevare un grande blocco di arenaria; una fanciulla le cui forme esuberanti promettono fruttuose maternità; un ondeggiante campo di grano, un acquazzone in maggio, un piatto di grosse quaglie allo spiedo…

Tutto ciò è legittimamente bello: ma i monti costituiscono meri impedimenti all’agricoltura, spiacevoli protuberanze sul bel volto della terra; le caverne sono utili per accumularvi il fieno; le grotte marine azzurre o verdi servono a riparare le barche dalla pioggia; il mare stesso, con tutte le sue armonie corali, è semplicemente un luogo dove si prendono pesci… "

Sir Norman Douglas, "gran tourista" dei primi anni del 1900, nel suo La terra delle sirene.

La foto è stata scattata da Remy nelle Sporadi settentrionali (Grecia)

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18 maggio 2006

Anche questa e' musica...















Chitarra, caso mai qualcuno non la conoscesse...
Ci avete mai provato, voi? Non e' difficile. Se vi interessa, metto il resto delle foto...;-))
Gen

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Un'effimera dolcezza


Ha un profumo struggente la fioritura dell'acacia che colonizza, qualcuno dice infesta, il bordo delle strade e le scarpate lungo la ferrovia. Ancor più delle frittelle di mele, sanno d'infanzia e di natura ancora incontaminata quelle di "grappoli" d'acacia. Ma io friggo di rado e sento dire che non sono l'unica. Così ho rispolverato una ricetta un po' magica che sposa la crêpe con il clafoutis. Dormiva dimenticata nel Gran livre de la cuisine vapeur, del profeta della riscoperta delle cotture al vapore Jacques Manière, edito da Denoel nel 1985.
Non l'ho cucinata perché non avevo tempo di allontanarmi dalla strada in cerca di fiori sbocciati lontano dalle fonti di inquinamento, ma la fioritura dell'acacia è così breve che non ho voluto aspettare a proporvela.

Per 4 persone
1 tazzone di fiori d'acacia
1/2 litro di latte
150 gr di farina
3 uova
100 gr di burro
4 cucchiai di miele liquido, meglio se d'acacia
un pizzico di sale
una teglia antiaderente non di silicone
un rotolo d'alluminio

I fiori non si lavano. Al massimo si può spruzzare acqua sui grappoli e sgrondarli bene prima di staccare i fiori.
Si fa fondere il burro su fuoco bassissimo. Si mescolano in una ciotola la farina e il sale e le uova precedentemente sbattute. Quindi si versa il latte e si mescola fino ad ottenere una pastella fluida e omogenea. Si aggiungono il burro fuso e i fiori d'acacia. Si versa il tutto nella teglia antiaderente. Si copre con un foglio di alu e si fa cuocere al vapore per 15 minuti (oppure in forno a bagnomaria, ma non avendo provato questa versione non so per quanto tempo, probabilmente come per il crem caramel). Si gusta tiepido irrorato di miele. È troppo buono per essere dietetico.
Kat

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17 maggio 2006

A.A.A. consigli cercansi

Con i due post sulla rucola e sulla cipolla abbiamo inaugurato una nuova serie, da scrivere a molte mani.
Un quesito, tutte le risposte del mondo foodblog!
I post, con i relativi commenti che sono la parte più importante, li ritroverete qui, nel nostro archivio e anche qui (grazie Cannella!).

Gli Scribacchini

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A.A.A. consigli cercansi - rucola, che fare?

Secondo voi, che ci potrei fare con questo tot di rucola appena falciata, a parte questo?
Su, dài che aspetto!!! :-)

Patt

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A.A.A. consigli cercansi - Cip cip sniff


A parte attrezzandovi così, voi come fate a sminuzzare cipolle senza versare fiumi di lacrime?
'assie. Kat

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16 maggio 2006

Quando le foto dicono quasi tutto


Volevate sapere dov'eravamo finiti quest'ultimo fine settimana?
Abbiamo fatto un tuffo fra piadine e babà e compagnie di rara qualità.
Per le ricette segue o già si trova, un po' di qua e molto di e qualcosa anche qua.
Kat e Remy

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MEME "Cosa c'è in frigo" - Foto rubata

La foto è stata scattata a casa di Gennarino e viene ad aggiungersi agli outing precedenti.
Si intravedono :
- una teglia bianca che contiene gli gnocchi alla sorrentina che, dopo un adeguato soggiorno in forno, ci siamo scofanati a pranzo.
- Nell'ultimo cassettino della porta, uno strano involucro bianco bitorzoluto che sembra nato dall'incontro di una sopressa con il fantasmino dei cartoni animani. Trattasi di lievito madre in versione spugnosa.
- Barattoli e barattoli di una sostanza gialla cremosa, ovvero l'ultima cotta di Gen: il lemon curd. L'indomani ha guarnito tartelette de frolla pronte ad ospitare succulenti fragolini. Faccio una pausa per asciugare le bavette suscitate dal ricordo, poi riprendo...
- Un barattolo di ricotta "industriale" che Gen non avrebbe mai comprato. La colpa è mia e solo mia. (Il ketchup però non l'ho portato io ;-)
- Sul fondo, due sacchetti di verdure. Trattasi di spinaci selvatici e borraggine emigrati clandestinamente dalla Valle d'Aosta e per questo bolliti, tritati e mescolati alla suddetta ricotta per confezionare ravioli di magro. Ultimo indirizzo conosciuto, la cella congelatore che la foto non mostra e mi dicono contenga inoltre diversi tipi di fumetto di pesce e brodo di carne.

1) Dati anagrafici dell'apparecchio:
So solo che quel frigo è una bellezza, di marca italiana, adeguatamente formoso.
2) Grado di riempimento: ancora in grado di accogliere le buonezze in arrivo da Palermo. Dopo non era più un frigo ma un candelotto, anzi un barilotto di dinamite.
3) Quali sono i cinque ingredienti o alimenti che non mancano mai:
Vado a naso: lievito madre, conserva, uova - per la sfoglia e, d'ora in poi, per il lemon curd - burro - per i dolci e le brioche - e formaggio.
4) Quante volte all'anno lo sbrinate: ha una bella faccia da no frost però me ne intendo poco.
Kat che forse non verrà invitata mai più

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15 maggio 2006

Il sabato in cucina


Ho visto cose che voi umani...
Ho visto finocchietto di montagna viaggiare in aereo.
Ho visto un palermitano comprare il pesce al mercato di Modena senza neanche lamentarsi troppo.
Ho visto la cipolla squalgliarsi nell'olio partendo da freddo.
Ho visto cuocere la pasta nell'acqua di cottura del finocchietto.
Ho visto la pasta riposarsi ed essere infornata a sera.
Ho visto friggere melanzane e sbucciare mandorle.
Ho visto mangiare in religioso silenzio.
Ho visto focacce lievitare ed essere dimenticate in forno.
Ho visto pastiere mangiate a colazione.
Ho visto due astemi e...
Oscar, apri un'altra bottiglia.
Remy
Ps, ai fornelli Lionello (Albenghi del forum di Gennarino)

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Che cosa diventerà N° 2

Questo è davvero facile ma erano così belli.

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14 maggio 2006

Io e La Frolla


Uellà! Kat ha pubblicato le frolli-stelle, chissà se riesco a trasformarle in frolli-mici? Quasi quasi ... Dopo attento consulto con la mia guru preferita ('assie Kara :-D) metto a punto le modifiche: al posto del the, gocce di cioccolato e al posto di 100 grammi di farina, altrettanti di mandorle sgusciate, macinate -poche alla volta- insieme allo zucchero.
Peso, doso, trito, impasto e ficco in frigo per la sacramentale raffreddatura, poi mi armo di mattarello e carta forno e ... ci risiamo! La mia frolla rifiuta categoricamente di farsi mattarellare! Ennnò, ci sono gli stampini valdostani da inaugurare. Lottando tenacemente, riesco a stendere un po' di impasto, giusto giusto per ritagliare (a prezzo di immani fatiche!) un gattino per tipo, poi alzo bandiera bianca: impossibile lottare contro il Fato e contro la Frolla! Inforno i micetti, poi prendo un pezzetto di pasta per volta e lo schiaccio a mano, dandogli una forma vagamente tonda. Naturalmente mi distraggo e i micetti si abbronzano un pochettino, ma alla fine un bel cestino di biscotti è pronto e, assaggiando assaggiando, è già evaporato! Vado a preparane un'altra dose, cheèmmeglio! :-)


Patt

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Ho clafutato!


Per la ricetta, passare da Piperita. :-)

Patt

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13 maggio 2006

Delizie di primavera


Oggi abbiamo raccolto i primi spinaci novelli (quelli seminati perchè quelli spontanei è un po' che li mangiamo).
Ci siamo fatti un'insalatina con un uovo barzotto, qualche nocciola tostata e pestata grossolanamente, un buon olio d'oliva e poco sale (non usiamo aceto nell'insalata).
L'alibi era che dovevamo stare leggeri in vista di un fine settimana impegnativo.
Kat e Remy

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12 maggio 2006

Quel piccolo tocco in più


Un cuoco a noi molto caro ci ha insegnato una marinata semplice semplice ma incredibilmente efficace per rendere veramente super le bistecche, che a noi piacciono di bovino adulto e un po' spessotte, alla francese.
Servono solo, oltre alle bistecche (di sottofiletto o scamone):
poco succo di limone
olio evo
timo o santoreggia
carta cucina
Per due bistecche emulsioniamo un cucchiaio di succo di limone con tre cucchiai d'olio. Versiamo questa marinata in un piatto fondo (noi usiamo una tortiera di pirex che è indifferente al limone) aggiungiamo due o tre pizzichi di erbe aromatiche, vi adagiamo sopra le bistecche asciugate con la carta cucina, le giriamo, sfreghiamo e volendo massaggiamo anche un po' con la marinata. Sigilliamo con pellicola e mettiamo in frigo almeno un'ora.
Mentre la padella si arroventa, asciughiamo nuovamente le bistecche. Cottura rapida, girandole una volta sola. Al massimo, se la bistecca è davvero spessa, si abbassa la fiamma mentre cuoce il secondo lato.
Il sale lo mettiamo invece in tavola e ognuno sala secondo i suoi gusti.
Kat e Remy (e... la cooperativa allevatori di Pollein- AO)

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11 maggio 2006

Sotto le stelle del jazz


Certi capivano il jazz
l'argenteria spariva...
ladri di stelle e di jazz
cosi eravamo noi, cosi eravamo noi

Pochi capivano il jazz
troppe ciabatte cravatte sbagliate...
ragazzi-scimmia del jazz
cosi eravamo noi, cosi eravamo noi

Chissà perchè anche questa volta mi è venuta in mente questa canzone di Paolo Conte?
Ma io ci riprovo...!
Remy

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Nudi o vestiti ?

In questo periodo l'orto, malgrado il freddo barbino, ci regala spinaci selvatici e borraggine in quantità. Siccome vanno entrambi strappati per lasciar spazio alle piante "perbene", ci capita spesso di avere "erbette" a disposizione.
Se abbiamo solo 10 minuti, più i tempi di lavaggio che possono essere lunghi, ci limitiamo a cuocere, strizzare e surgelare.
Ecco cosa ne facciamo quando abbiamo un'ora di tempo a disposizione. (In due si fa in fretta! Inoltre questa è la prima cosa che abbiamo cucinato assieme e siamo molto affezionati a questo piatto)
La ricetta proviene da un librone di cucina pubblicato da Selezione del reader's digest inizio anni 80 che non è più in catalogo. Grazie Nonna, non mi sono dimenticata che era un tuo regalo. Come vedi (chissà se mi vedi?) lo uso ancora.
In città, il modo più comodo per procurarsi 100 gr di erbe cotte e strizzate consiste nell'usare cubetti surgelati di bietole o spinaci.

Nudi
Per due porzioni da 12 gnocchi l'una:
100 gr erbe cotte e strizzate
150 gr ricotta
2 cucchiai di farina
1 uovo
40 gr di parmigiano grattugiato
noce moscata, a piacere
olio
aglio
maggiorana

Tritiamo le erbette e le facciamo insaporire in padella con un cucchiaio d'olio e uno spicchio d'aglio. Si si, la ricetta originale parla ovviamente di burro. Togliamo l'aglio, aggiungiamo la ricotta e facciamo cuocere dolcemente per altri tre minuti. Si tratta soprattutto di asciugare il composto.
Se non risultasse omogeneo conviene passare al minipimer. Aggiungiamo due terzi del parmigiano e la noce moscata e, quando sono ben incorporati, la farina, poca per volta e girando bene per evitare i grumi. Per finire, a composto già tiepido, amalgamiamo l'uovo sbattuto.
Stendiamo su un piatto e lasciamo rassodare in frigo almeno un'ora. Poi ne facciamo palline di 2 cm di diametro che vanno fatte rotolare nella farina.
Si fanno lessare brevemente in una pentola larga. Se raddoppiate le dosi, prevedete due giri di cottura sennò rischiano di agglutinarsi miseramente.
Peschiamo i gnocchetti con la schiumarola, sgoccioliamo bene e li buttiamo man mano nella padella dove abbiamo rosolato un altro spicchio d'aglio con l'aggiunta di due pizzichi di maggiorana secca. Una spadellata veloce e via nella o nelle pirofile. Una abbondante spolverata di parmigiano e infiliamo sotto al grill giusto per gratinare un po'.

Vestiti, ovvero sotto forma di pasta ripiena (nel qual caso il ripieno non prevede farina)
ci sono piaciuti molto semplicemente spadellati con stesso olio, aglio e maggiorana e cosparsi di scaglie di pecorino di Pienza. Non troppo, non deve dominare.


Kat e Remy e l'orto, bontà sua.

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10 maggio 2006

Questa sera siamo tutti veneti


Quella santa donna ci ha mandato, con posta celere, una cofana di castraùre.
Dopo averle celermente fritte e religiosamente gustate (leggi spazzolate) ci sentiamo un po' veneti anche noi ed è decisamente piacevole.
Grazie Patt,
Kat e Remy
Ps, anche Punkie e Nioula, che si sono cibate di altro, si leccano i baffi.

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Pan ner (questa volta ci siamo)

Lo pan ner, il pane nero, è il pane di segale tradizionale della Valle d'Aosta. Si fa ancora oggi nei forni comunitari tutti insieme, di solito prima di Natale e, come un tempo, dura tutto l'anno. Oggi, come un tempo, quando diventa secco e duro lo si spezza e lo si usa nelle minestre o con il brodo dando origine alle seupette come la celeberrima Valpellinentze. Oppure, ma è più raro, a colazione nel latte o, molto meno raro, con lo zucchero e il vino rosso nella tradizionale zuppa dell'asino (ipertesi astenersi).
La farina di segale non è facile da gestire perchè è pesante e non lievita facilmente e fare a casa questo pane richiede un certo numero si esperimenti. Alla fine ci sono arrivato grazie ai consigli di un collega ex panettiere.

Per la biga:
230 g farina tipo "0"
180 ml acqua
2 g di lievito di birra fresco

Impastare il tutto e lasciare lievitare da 12 (dodici) a 14 ore (per tempi più lunghi mettere in frigo).

Secondo impasto:
100 g farina tipo "0"
500 g farina di segale
250 ml acqua
8 g lievito di birra fresco
un cucchiaino di malto d'orzo
sale secondo le abitudini (10 g)

Dopo aver impastato, mettere in un ciotola coperta da un panno umido e lasciar lievitare un'ora e mezza.
Lavorare velocemente la pasta per sgassarla e darle la forma. Metterla su una teglia, coprirla con un panno umido e lasciare lievitare un'ora.
Preriscaldare il forno a 240° infornare e, dopo 10 minuti, abbassare a 180° per 40 - 50 minuti.
Bisognerebbe lasciarlo riposare almeno 24 ore prima di mangiarlo (magari con ciò che segue...)
Remy

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Il Re Felino


Non è il re leone, è quello che a mio personalissimo giudizio è il massimo dei massimi in fatto di salame di Felino:
il Cavalier Umberto Boschi (mi raccomando, non accettate imitazioni ne' ... cognomonimi!)
Eccolo (in versione mignon) in compagnia di un cesto di fave appena colte... un'esperienza fantastica :)
Marì

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Ultimi tulipani


Domenica, mentre fotografava i fiori nei giardini dei vicini (compreso quello del parroco che è poi il più bello ;-) Remy ha catturato questo piccolo tulipano ritardatario che mi ha fatto tornare in mente una deliziosa leggenda inglese, si si inglese, perché dovete sapere che le fate dei tulipani non abitano in Olanda, paese dei tulipani, ma in Gran Bretagna, paese delle fate.

Dalle parti di Dartmoor in Cornovaglia, vicino ad un campo abitato dalle Pillywiggins, piccole fate assai allegre e amanti dei fiori, viveva un tempo un'anziana signora. Nel giardino della sua vecchia casupola, coltivava amorevolmente una sconfinata aiuola di tulipani, un incantevole macchia di corolle colorate. Si narra che le Pillywiggins si fossero innamorate di quell'angolo di giardino e vi portassero ogni notte i loro bimbi a dormire.
Capitava spesso, al calar della notte, di sentire un dolce canto, una tenue melodia, sprigionarsi da quei fiori e quando i tulipani ondulavano nella brezza della sera, sembrava si cullassero anche loro.
Non appena i loro piccoli dorminavo, le Pillywiggins tornavano correndo nel vicino campo e si mettevano a danzare. Tutte le notti danzavano e notte dopo notte i loro minuscoli piedi tracciavano nell'erba gli strani cerchi che molti chiamano, credendola una fantasia, cerchi delle fate.

Ai primi bagliori dell'aurora, le fatine facevano ritorno tra i fiori. Nessuno le ha mai viste, le Pillywiggins sono invisibili, ma i più mattinieri giuravano di aver sentito più volte un allegro mormorio e uno schioccare di teneri baci alzarsi dall'aiuola dei tulipani.

Un giorno, alla cara vecchia signora che non tollerava che si cogliesse un solo tulipano toccò la sorte che tocca a tutte le vecchie signore. Il caso volle che ad ereditare la casupola ed il giardino fosse un nipote che dei giardini amava solo le verdure. Neppure l'aiuola di tulipani scampò alle sue manie ortolane ma... nulla mai riusci a crescere in quell'angolo di terra.
Si narra che le Pilliwiggins strappassero ogni benché minimo germoglio avesse l'ardire di spuntare dove un tempo fiorivano le amate corolle.
Si narra anche che nel piccolo cimitero di Dartmoor ci fosse un angolo di terra sempre coperto di fiori benché nessuno fosse mai stato visto a piantarli.


Tradotto e adattato da una leggenda riportata da Pierre Dubois nella raccolta Contes de Féérie , edizioni Hoebeke.

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09 maggio 2006

Buon compleanno James (Matthew Barrie)


Caro James
Vogliamo scommettere che sono in parecchi a chiedersi "E chi sarà mai questo J.M. Barrie?"
E allora sveliamo subito il mistero. Sei il papà di Peter Pan, Wendy, Campanellino, l'ideatore dell'isola che non c'è.
Che forma potevo mai dare ai biscotti infornati per invitarti ad un té di compleanno, se non quella della seconda stella a destra?
Si perché, se ci dimentichiamo spesso il tuo nome, il mondo incantato da te creato è diventato stabilmente parallelo al nostro da più di un secolo ormai. Peter (che in realtà nella tua imaginazione è nato anni prima, probabilmente nel 1902) come figura letteraria avrà ufficialmente cent'anni nel 2011. Tu nascesti invece il 9 maggio 1860 nelle Lowland scozzesi. E ci ispiri ancora. La canzone di Edoardo Bennato è del 1980.
E il bellissimo Hook, il film di Steven Spielberg, del 1991.

Per festeggiarti, ho scelto questa ricetta un po' fatata sperando che basti a placare la gelosia di Campanellino. Eh si, perché la Trilly, se ben ricordo quanto scrivi, come tutte le fate è troppo piccola per ospitare più di un sentimento alla volta. Siccome ama Peter ... inevitabilmente non sa che farsene di Wendy. Cose che capitano anche fra gli umani...!
Queste Frollistelle al té Earl Grey nascono da una ricetta di Mariage frères pubblicata tra le schede di Elle France. Ognuno la potrà adattare ai propri gusti. Io ho usato uno speziatissimo "Té di natale"(cannella, chiodi di garofano, petali di rosa e mandorle tostate). Vedrai, sono molto profumati ma non molto dolci.

2 cucchiai di té Earl Grey (ovvero al bergamotto)
250 gr di farina
1 uovo
125 grammi di burro morbido
75 grammi di zucchero a velo

Siccome ho l'abitudine di fare da me lo zucchero a velo, macinandolo in un vecchio macina caffé elettrico, macino contemporaneamente anche il té. Fine fine.
Mescolo burro e zucchero e té, poi incorporo un uovo sbattuto e infine la farina.
Faccio la palla e metto a riposare in frigo. Almeno un'ora, deve rassodarsi.
Rullo la pasta su un foglio di carta forno, la ritaglio e cuocio i biscotti nel forno bello caldo (180 gradi nel mio, 210 in quelli caratterialmente più miti) per una decina di minuti.
Li lascio raffreddare su una griglia e siccome con queste dosi ne vengono 30 o 40, secondo pezzatura, chiuderò quelli che non gusteremo subito in una scatola di latta.
Si sposano divinamente con un gelato.

Caro James, non ti offendi se dedico queste stelle anche a MuffaMonica, vero? Oggi è anche il suo compleanno e mi manca moltissimo.

Eppoi dritti fino al mattino...
Kat

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08 maggio 2006

MEME "Cosa c'è in frigo"

Cannella chiama e gli Scribacchini rispondono!
Per ringraziarla, le dedichiamo tre calamitine! ;-)




Però non vi diciamo a chi appartengono i vari frighetti, abbinateli voi a noi! ;-)))


Col mio frigo ho un rapporto di amore-odio: ci ficco le cose a casaccio e il resto della famiglia mi aiuta validamente a mantenere il caos perenne. D'inverno non è mai tanto pieno, in estate le cose cambiano. I congelatori sono la chiara dimostrazione che io non so buttare nulla: negli strati alti navigano le cose a utilizzo frequente, ma per esplorare gli strati bassi ci vorrebbe Indiana Jones!


1) Dati anagrafici dell'apparecchio:
Non ve li dico, non se lo merita; 'sto lazzarone ha già richiesto l'intervento del tecnico due volte in otto anni, con tanto di cambio motore, mentre il suo predecessore ha portato a termine vent'anni di onorata carriera senza mai capricci, nonostante due traslochi e un utilizzo a dir poco brutale.


2) Grado di riempimento:
Dipende dalla stagione. Ora siamo in fase tranquilla, perché l'orto produce solo insalata e radicchio cogli-e-mangia, quindi manca tutto il reparto vegetale. Stesso discorso per i congelatori: le scorte per l'inverno sono agli sgoccioli e la nuova produzione è là da venire. Se non si era capito, siamo praticamente delle capre.


3) Quali sono i cinque ingredienti o alimenti che non mancano mai:
Latte, burro, formaggi di ogni tipo a vari gradi di stagionatura (dallo stracchino al piave vecchio, dal montasio mezzano al grana padano), 'nduja e/o harissa, salamino piccante;
per i gatti: fesa di manzo cruda e pollo allo spiedo.
Dei beveraggi non si parla nel meme, ma io li metto lo stesso: acqua minerale, chinotto, birra, vino.
Naturalmente è sempre presente la ciotolina d'ordinanza col bicarbonato.


4) Quante volte all'anno lo sbrinate:
Il frigo, bontà sua, si sbrina da solo, per i freezer la foto parla da sola!





Complice l'ultima pensata di Canny e una compiacente temperatura di una decina di gradi, ideale per far migrare sul balcone gli alimenti sfrattati durante tale operazione, il frigo ha beneficiato di una pulizia estemporanea e ringrazia di cuore (di freon o affini)


1) Dati anagrafici dell'apparecchio:
Si chiama Ariston chennesoabitiamoinunammobiliato. Ha 20 anni e speriamo che ne faccia altri 20

2) Grado di riempimento:
Quello della foto è il livello medio (?) però a volte ci avviciniamo orgogliosamente agli standard di Canny (Alberto, anche noi siamo in 2)

3) Quali sono i cinque ingredienti o alimenti che non mancano mai:
Lievito di birra, Uova, Senape, Harissa, Marmellata
Guest star una ciotola di bicarbonato pour che non puzz

4) Quante volte all'anno lo sbrinate:
Sbrinare? Vabbè, confessiamo, purtroppo una volta all'anno lo facciamo anche noi.


Nella celletta congelatore solo gli ingredienti di prima necessità (burro di panna porzionato, erbe aromatiche dell'orto, qualche muffin, brodo di carne e fumetto di pesce e in questa stagione cubetti di ghiaccio e un accumulatore di freddo per la borsa termica del pranzo da asporto)

Tutto il resto sta in un congelatore di media capienza che è convinto di essere un baule della nonna perché sta in un sottotetto così basso che nemmeno la più corta delle Scribacchine ci sta in piedi tutta.




LARGO AGLI ALTRI SCRIBACCHINI, SIA STANZIALI CHE DI PASSAGGIO...


In quelli degli amici potete sbirciare qui
E se volete conoscere un frigo molto speciale, andate a leggere in fondo -ma proprio in fondo- a Namberuan! :-)))

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07 maggio 2006

Peso

Chissà perchè, quando faccio la pennichella, sento come un peso...


....sulle ginocchia.
Remy

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Alla cortese attenzione di Cannella


Scommetto che questa, piccina picciò, non ce l'hai ! ;-ppp
Kat

Alla cortese attenzione della Siora Patt
Il dolcetto è questo qui . In questo caso fatto con due uova ma ne è avanzato per due cocottine.

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06 maggio 2006

Promesse da mantenere n. 2 - Scones Alternativi


Dunque dunque, io di Clea mi fido ciecamente ma c'è chi ancora non la conosce e manda avanti me. Eppoi c'è chi il francese non lo mastica (ancora).
Ecco quindi il risultato dell'esperimento vegetaliano dei muffin inglesi o scones che siano.

Per una decina di pezzi:
250 g di farina a vostra scelta (anche integrale purché fine)
10 g (2/3 di bustina, quelle italiane dichiarano 17 g) di lievito per dolci
(oppure mezzo cucchiaio di bicarbonato e mezzo di cremor tartaro)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero integrale
2 cucchiai di olio evo o di riso se lo preferite insapore
15 cl di latte di riso o soja o mandorle

Il procedimento è identico a quello originale ma oggi sono buona e ricopio io l'essenziale...
Nella farina a fontana si mette il lievito, il sale e lo zucchero quindi si aggiunge l'olio e il latte. Se avete un robot lasciate impastare a lui, bastano due minuti. Sennò girate dapprima con un cucchiaio quindi impastate a mano. L'impasto diventa rapidamente elastico. Lo si stende subito, alto un centimetro come vuole la tradizione, si ritaglia con un bicchiere o un apposito cerchio e si infornano le "cialde" ottenute per una decina di minuti. Senza lasciar colorare, sempre secondo tradizione.
Si mangiano belli caldi, aperti in due e farciti di marmellata, burro o slurperie varie
Kat

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05 maggio 2006

Fatto penitenza ...


Giorni fa, commentando un mio post, l'Ivano mi ha messo in punizione. E io, da brava, ho eseguito: ho ritrovato le castraùre e stavolta le ho fotografate vestite a festa!
Dirò di più: sono anche stata attenta alle dosi, così posso scrivere per benino quel che ho fatto. :-)
Per vestire 12 carciofi di Sant'Erasmo, tagliati ciascuno in 4 spicchi (gambo compreso), ho stemperato circa 2oo grammi di farina bianca 00 in un quarto di litro di birra chiara fredda, poi ho tuffato gli spicchi nella pastella, pochi alla volta, e li ho fritti in abbondante olio di arachide. Scolato su carta per togliere l'unto in eccesso (anche se va detto che non assorbono affatto l'olio) e salato.
Tutto qui. Facile, rapido e soprattutto buono!
Ivano, mi dai un'altra penitenza? ;-)

Patt

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Mousse cioccoalternativa di Clea


Tra le blogger di lingua francese, Clea è una delle mie preferite. Anche quando sostituisce la panna col tofu. Tofu vellutato sia chiaro ;-) Con quello sodo non funziona.
Di cosa sa il tofu? mi ha chiesto chi può mangiare panna a gogò e mai ha assaggiato quella preparazionetradizionaleasiaticapraticamenteinsaporemacremosa.
Solo quello meno buono ha un retrogusto di fagioli. Nelle piccole città si trova nei negozi di dietetici e prodotti bio che hanno il banco frigo. Magari in quelle grandi lo vende anche qualche supermercato figo.
Niente grassi animali e, se avete la pazienza di aspettare abbastanza, una consistenza e un sapore davvero soddisfacenti.
Con una vaschetta di tofu vellutato si ottengono 6-8 cocottine, secondo le dimensioni sia delle cocottine che della vostra voglia di cioccolato.
Servono solo :
una vaschetta di tofu vellutato da 400 gr
200 gr di cioccolato fondente non troppo amaro
un pentolino per far fondere il cioccolato
qualche cucchiaio di latte di soja o di riso
un frullatore ad immersione
volendo, aromi naturali (buccia d'arancia non trattata, cannella, zenzero...)
Faccio fondere il ciocco nel "latte", aggiungo l'eventuale aroma, il tofu scolato della sua acquetta e mixo mixo mixo. Verso la mousse nelle cocottine, sigillo con pellicola e dimentico in frigo per almeno 8 ore, meglio 12. Tutto qua. Merci Clea.
Kat

Aggiornamento : per 4 porzioni va benissimo la classica vaschetta di Tofu vellutato da 275 g con 130 g di cioccolato da copertura al 62%. Oltre è troppo amaro.
No che non aggiungo zucchero. Noooooooooo!

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04 maggio 2006

Gira che ti passa!


:-)))

Patt

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E questo?


Cosa diventerà?
Remy

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Nera per l'invidia


E dopo il sontuoso risotto con gli asparagi di Patt, Riso venere e seppie al nero. Oh!
Kat

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03 maggio 2006

Gradite un panino...?















Appena appena sfornati, sono di grano duro...

La ricetta? Ve la da' l'oggibbi', che se non ricordo male e' il primo pane che ha fatto... :-D

/ps. dimenticavo, Irene vi vorrebbe mostrare stellina...

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Risotto di Primavera con Asparagi Verdi


Ingredienti per 3 persone:

250 gr di riso
una cipolla piccola
una carota
una costa di sedano verde con tutta la foglia
uno spicchio di aglio piccolo piccolo
un ciuffetto di prezzemolo riccio
asparagi verdi, almeno 3 o 4 a testa, se sono di più è meglio

una noce di burro
un cucchiaio scarso di olio d'oliva e.v.
un dado (ebbene si, confesso!)
sale
formaggio grana a piacere

facoltativi, se ne avete sottomano, alcuni funghi champignon e/o un pugnetto di pisellini piccoli

Preparazione.

Incominciate (con largo anticipo!) dagli asparagi: lavateli e tagliate la parte terminale del gambo, quella dura e legnosa, che NON butterete via ma metterete a bollire in un litro abbondante d'acqua non salata. Lasciate cuocere a lungo, aggiungendo acqua via via che evapora, così otterrete il brodo di asparagi per il vostro risotto.
Preparate un trito con tutte le verdure, tranne l'aglio, che lascerete intero per poterlo poi togliere, e gli asparagi che taglierete a rondelle lasciando però intatte le punte. Fate soffriggere il tutto (tranne le punte) con l'olio e il burro -poco, mi raccomando- poi unite il riso, fatelo insaporire rigirandolo per qualche minuto e spegnete con una prima mestolata di brodo bollente.
Eliminate l'aglio e continuate a "tirare" il riso aggiungendo brodo man mano che occorre, sbriciolatevi dentro il dado e, se necessario, aggiustate di sale. A metà cottura unite le punte degli asparagi, dopodiché badate a mescolare con delicatezza per non romperle.
Questo riso non va mantecato, servitelo un po' all'onda, accompagnato da formaggio grana.

Se volete approfittare delle ultime offerte di asparagi per farne scorta, preparate il brodo come sopra descritto, dividete la parte buona del gambo dalle punte e mettete in congelatore le porzioni complete, composte da brodo, gambi da rondellare e punte: risotti garantiti tutto l'anno!

Patt

(Qui Belluno, a voi Aosta!) ;-)

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02 maggio 2006

Briciole

Briciole.
Non servono a nulla, tanto vale buttarle.
E invece no!
Con le briciole si sfamano gli uccellini!
E con le briciole delle tasse si aiuta chi ne ha bisogno. :-)
Non costa nulla, solo il tempo di una firma. Non occorre nemmeno fare apposta la denuncia dei redditi, se già non dovete: basta compilare il modulo per la scelta del cinque per mille che avete ricevuto insieme al CUD e presentarlo, gratuitamente, in busta chiusa, in banca o alla posta. (Non è l'otto per mille che ha fatto la dieta, è una novità che lo affianca!)
Tante briciole insieme possono formare un gigantesco pane per tanti amici, è così facile e così bello, provate a pensarci!
Io darò le mie briciole agli amici di zampa, se volete farlo anche voi dovete solo scegliere chi beneficiare e cliccare sul link relativo per appuntarvi il codice necessario: il wwf o la lav? I cani della lega o gli uccelli della lipu? Oppure potete scegliere altre associazioni o enti, l'Agenzia delle Entrate fornisce la lista completa, mentre una spiegazione semplice di come funziona la trovate in fondo a questa pagina.
Ciò che importa è cogliere questa opportunità: decidere cosa verrà fatto con le nostre tasse.
Beh, con le briciole, ma se sono tante ...

Patt

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Coraggio, si torna in pista

E allora tengo da parte la mousse cioccoalternativa di Clea (ma non dubitate, ve la propinerò comunque in settimana perchè mi è piaciuta un sacco) e imbuco uno dei dolcetti preferiti di casa Kat e Remy da lui ribattezzati Pistaciocchi.


E' l'impasto base, rapidissimo, della complicata Torta Wolfi. Proviene all'origine dal bellissimo libro di Valérie Cupillard Feste bio, che temo sia l'unico suo pubblicato in Italia ad ora.
Calorie parecchie ma niente farine né grassi animali né lieviti.
Questa dose con un uovo solo, ovvero per 3 dolcetti, è facilmente moltiplicabile per tre se siete in tanti o volete strafogarvi

una chiara d'uovo
50 gr di pistacchi non salati oppure di mandorle o nocciole lievemente tostate
35 gr (3 cucchiai) di zucchero
35 gr di cioccolato fondente ( 2 cucchiai di gocce)

Accendo il forno su 180°.
Mixo lo zucchero in un vecchio macina caffé elettrico perché la ricetta consiglia (e secondo me richiede) zucchero a velo.
Poi trito i pistacchi, pochi per volta, con un po' di zucchero in modo da sfarinarli finemente senza che facciano l'olio.
Monto la chiara a neve ferma e la mescolo delicatamente con zucchero e "farina" di pistacchi.
Faccio fondere il cioccolato e lo incorporo subito all'impasto.
Verso nei pirottini oppure nelle scodelline di una forma da muffin e cuocio una quindicina di minuti. Cuocendo gonfiano di un buon terzo.
Ciomp!
Kat

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01 maggio 2006

Primo Maggio

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