30 giugno 2006

Zucchine? Velluto verde


Una crema di verdure semplice semplice, da gustare fredda ma non troppo. Meglio toglierla dal frigo una quindicina di minuti prima di sedersi a tavola. Si può preparare ore prima. Malgrado la presenza dell'avocado non annerisce.

per due porzioni:
1 bella zucchina
1 o 2 cipollotti oppure 1 piccola cipolla bianca
brodo vegetale (una tazza)
1/2 avocado maturo oppure 1 Philadelphia o altro latticino cremoso.
prezzemolo e/o basilico e/o mentuccia e/o dragoncello

Faccio lessare le verdure tagliate a pezzettoni in pochissimo liquido finché la cipolla non è bella tenera. Quando sono fredde, aggiungo l'avocado o il formaggio e mixo col minipimer aggiungendo il brodo, ugualmente freddo, poco per volta fino ad ottenere la consistenza voluta. A mio avviso è migliore se un po' densa.
Aggiusto di sale (di solito unendo brodo vegetale in polvere) e mixo ancora un po' per rendere la crema un po' spumosa.
Niente olio, ci pensa già abbondantemente l'avocado. Una spolveratina di erbe aromatiche tritate (volendo) e stop.

Se procedo alla cottura poco prima di mangiare, per accelerare il raffreddamento, verso le verdure in una ciotola a prova di sbalzi di temperatura che immergo in acqua fredda (la cambio man mano che intiepidisce) e aggiungo cubetti di ghiaccio anziché brodo. Voilà!
Kat

P.S.: la versione invernale, calda, prevede che si usi formaggino. Quello però è un alimento che a casa nostra non si usa. Noi risolviamo con qualche mandorla tritata fine oppure una mezza vaschetta di tofu vellutato.

Etichette: , ,

COMMENTI (5)

invia a un amico

29 giugno 2006

Un fiore per la Nipotina


Buon compleanno, Nipotina! :-)))

Gli ziotti Scribattari

COMMENTI (0)

invia a un amico

Un fiore per Ietta


Buon compleanno, Ietta! :-)))

Gli ziotti Scribattari

COMMENTI (0)

invia a un amico

Un fiore per Ietti Bambam



Buon compleanno, Ietti Bambam! :-)))

Gli ziotti Scribattari

COMMENTI (0)

invia a un amico

Un fiore per Ietti



Buon compleanno, Ietti! :-)))

Gli ziotti Scribattari

COMMENTI (0)

invia a un amico

Un fiore per Iaietti


Buon compleanno, Iaietti! :-)))

Gli ziotti Scribattari

COMMENTI (0)

invia a un amico

Un fiore per la Bimba


Buon compleanno, Bimba! :-)))

Gli ziotti Scribattari

COMMENTI (1)

invia a un amico

Un fiore per Gaia


Chissà perché proprio oggi, eh?
Siccome, malgrado l'apparenza, si lascia mangiare (lo zio ne ha fatto fuori un quarto in 4 minuti, ripetendo ad ogni pié sospinto "ma non sa di carote!") ecco le dosi per 6 persone:

200 grammi di carote grattugiate fini
60 gr di zucchero integrale (magari Dulcita, sia per il colore che per il sapore)
150 gr di crema di riso o farina di riso fine
1/2 cucchiaio di lievito oppure un cucchiaino di bicarbonato e uno di cremor tartaro
60 ml di olio (d'oliva se piace, sennò di riso che è insapore)
2 uova
cannella o altre spezie gradite
qualche albicocca secca sminuzzata oppure 2-3 cucchiai di uvetta bionda ammollata e infarinata

Per decorare, un'altra piccola carota grattugiata fine fine e zucchero a velo.

Dopo aver mescolato tutti gli ingredienti secchi, aggiungiamo le carote, quindi le uova sbattute e l'olio e infine albicocche o uvetta.
Inforniamo a 180° per una mezz'ora, o poco più se lo strato di impasto è spesso.
Noi abbiamo usato una teglia di 22 cm di diametro.
Ci siamo accorti troppo tardi che le carote del cuore si potevano candire un attimo in sciroppo di zucchero. Le avevamo già mangiate così com'erano "puciandole" nello zucchero a velo.

Tanti tanti tanti auguri Ietti, anzi di più.
Gli zii Scribacchini al gran completo

P.S.: una montagna di coccole anche alla patacca

Etichette: , ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

28 giugno 2006

Le polpette dell'orto


Dunque dunque, chi ha l'orto ora come ora non sa già più a chi regalare le zucchine.
(Che dite, ne facciamo un meme? ;-)
Fa troppo caldo per accendere i fornelli. Però, se avete un fornetto che accetti di soggiornare sul balcone...
Per colpa della mandorle, questa ricetta vegetariana, anzi vegan, non è propriamente light, in compenso non prevede uova quindi nessun grasso animale e nemmeno fritture.

Ingredienti per 2 porzioni
- 2 zucchine medie
- 4 cucchiai di fiocchi d'avena o altro cereale di vostro gusto
- 3 cucchiai di mandorle o nocciole tritate
- 2 cucchiai di olio e.v.o per l'impasto
- un altro cucchiaio d'olio per ungere la teglia
- sale
- curry e/o erbe aromatiche e/o spezie varie

Lavo e asciugo le zucchine, le grattugio finemente e le metto in un colino sopra un recipiente. Mentre preparo gli altri ingredienti, inizieranno a perdere acqua.
Trito nel mixer o in un macinino la frutta secca prescelta e metà dei fiocchi d'avena, lasciando interi gli altri. Li mescolo in un recipiente e aggiungo l'olio. Strizzo le zucchine con le mani perché espellano l'acqua in esubero e le mescolo agli altri ingredienti. Aggiungo le spezie e il sale. Siccome da crudo questo mix non sta facilmente assieme, lo distribuisco a cucchiaiate nelle formine generosamente oliate di una teglia da pizzette, o forse tartellette, insomma con scodelline tonde poco profonde. Schiaccio a polpetta e rigiro in modo che siano leggermente unti entrambi i lati. Livello con un cucchiaio bagnato.
Inforno a 180° per 20-25 minuti.
Si possono mangiare calde, fredde o tiepide. A me piacciono molto come antipasto con un coulis di peperoni ovvero peperoni spellati alla fiamma mixati con poco olio e sale.

Ovviamente queste polpette sono interpretabili in chiave formaggiosa. Una bella grattata di parmigiano o pecorino sostituisce gradevolmente la frutta secca.
Chi non può o non vuole mangiare ne formaggio ne frutta secca aumenterà la quantità di fiocchi di cereali.
Da cotto, il mix sta assieme senza uovo ma volendo e potendo, anziché un uovo intero, un albume sbattuto consente di ottenere polpette più spumose.
Il curry smorza un po' il sapore dolce di zucchine e avena ma si può optare per un mix di erbe aromatiche, aggiungere mezzo cipollotto tritato fine fine, insomma ci si può sbizzarrire.
Kat

Il colore dell'acqua rilasciata dalle zucchine grattugiate è già di per se uno spettacolo.
Remy


Etichette: , ,

COMMENTI (15)

invia a un amico

27 giugno 2006

Utensilino utile

A gentile richiesta, ecco qui il coso che trasforma le zucchine (e le carote, il formaggio, ecc. ecc.) in spaghetti:



dettaglio lama:


In pratica, è come un pelapatate ma con la parte sotto della lama dentellata.
Non posso mostrarvelo all'opera, perché l'ometto ortolano, appena mi giro, mi schiaffa tutte le zucchine sulla griglia! Grrrrrrrr!!!

Non so dirvi, purtroppo, dove si acquisti: io l'ho preso un paio d'anni fa a una dimostrazione della Tupper.

Se proprio non riuscite a trovarlo, potete sempre chiedere aiuto a Attilina! :-)


Patt

Etichette: ,

COMMENTI (13)

invia a un amico

Zucchine? Gli spaghetti dell'ogb

Alla cortese attenzione della Siora Patt, dovesse mai tornarle la voglia di accendere i fornelli.


Una cosa veloce come piace a te, per usare gli zucchini (zucchine?). Le carote invece potresti sgranocchiarle così come sono mentre cucini.

Ingredienti per una persona che rientra tardi dall'orto.
un po' di spaghettoni (80- 120 g)
uno zucchino
tre o quattro fiori di zucca (se ci sono)
uno spicchio d'aglio (magari fresco)
olio evo
ricotta salata stagionata
due foglie di basilico
Schiaccia lo spicchio d'aglio in una padella e aggiungi tre cucchiai d'olio poi metti su l'acqua per la pasta. Lava lo zucchino e taglialo a rondelle fini con la mandolina. Fai scaldare l'olio e mettici le fette di zucchino quando non è ancora bollente. I fiori si aggiungono invece poco prima di scolare la pasta. Quando la pasta sarà cotta saranno pronte anche le zucchine. Metti il tutto in un piatto e spolvera con abbondante ricotta grattuggiata e il basilico spezzettato con le mani.
Remy

Etichette: , , ,

COMMENTI (7)

invia a un amico

26 giugno 2006

Risultato


Ecco fatto. Ho ascoltato i suggerimenti, preso nota di quelli che realizzerò in futuro, ripescato l'attrezzino per "spaghettare" le zucchine e assemblato il piattino che vedete. Bono! :-)

Per una porzione:
1 zucchina con il fiore
1 carota piccola
prezzemolo riccio
rucola
formaggio semistagionato (di una latteria qui vicino; direi che può andar bene un Montasio mezzano o un Piave)
4 olive nere toste
coriandolo macinato
sale
aceto balsamico
olio evo

Ho ridotto in spaghetti la zucchina, la carota e il formaggio, ho tritato la rucola e il prezzemolo, sminuzzato le olive, salato e mescolato il tutto. Ho condito con il coriandolo, qualche goccia di aceto balsamico e olio evo, all'ultimo momento ho aggiunto il fiore della zucchina tagliato a striscioline.
Lasciato riposare il tempo della foto e .... gnamm!

Patt

Etichette:

COMMENTI (9)

invia a un amico

Sondaggio


L'ortolano mi ha consegnato quanto sopra, io mi rifiuto di accendere i fornelli, stasera bisognerà pur cenare: suggerimenti? :-)))

Patt

ps : qui il risultato

Etichette:

COMMENTI (12)

invia a un amico

25 giugno 2006

Cavoli!

Questi sono quelli cresciuti nella succursale valdostana dell'orto dell'amico Bellunese.

Grazie Nando,
Kat e Remy

Etichette:

COMMENTI (10)

invia a un amico

Trasparenza


Ebbene si, siamo rientrati alla base e, se passate da qui, vi toccherà sopportare sia la nostra nostalgia per quel mare che la nostra pochissima voglia di tornare a lavorare e, inoltre, qualche foto nuova. Eh si, quelle che avete visto fin'ora erano foto "vecchie", scattate lo scorso settembre. Perché c'è un posto in Grecia che finisce sempre col richiamarci a se, malgrado le tre ore di autobus su strada "panoramica"che fanno da ciliegina ad un viaggio che non riesce mai a durare meno di 12 ore. E forse è proprio quello l'unico difetto della Grecia: quella vera è lontana. Non che le belle isole modaiole raggiungibili in due ore d'aereo siano finte, però viene il dubbio che siano diventate esotiche propagini del più vicino aeroporto.

In ogni caso, l'ultimo tuffo lo abbiamo fatto da qui.
Kat e Remy

COMMENTI (9)

invia a un amico

Bentornati!!!


Non è quello che avete mangiato lì, però vi tocca accontentarvi! ;-)

Gen

COMMENTI (5)

invia a un amico

23 giugno 2006

È quasi ora di rifare le valigie


Il sole cala sulla spiaggia.
Kat e Remy

COMMENTI (3)

invia a un amico

22 giugno 2006

Ti vedo, ti sento, ma non parlo ...


Anche gli Scribacchini

sono

CONTRO L'ABBANDONO!!!


E tu? Rilancia l'appello! Salva il manifesto che la Franci ha creato e pubblicalo sul tuo blog!

Siamo in tanti, qualcuno ci ascolterà. Se anche un solo amico di zampa si salverà, ne sarà valsa la pena.

Grazie a tutti.

Gli Scribacchini
Indicazioni utili.

Etichette:

COMMENTI (28)

invia a un amico

Hanno detto NO all'abbandono


Vogliamo ringraziare qui tutti gli amici che hanno pubblicato i manifesti anti abbandono creati da Franci, o comunque hanno detto NO. Se qualche nome mancasse, per favore segnalalo: aggiorneremo subito l'elenco.

Se vuoi pubblicare anche tu i manifesti nel tuo blog o sito, farne un post e/o un banner, puoi liberamente prenderli da qui con un semplice copia-incolla, oppure scriverci per averli via e-mail.

Grazie di cuore a tutti!


Etichette:

COMMENTI (3)

invia a un amico

Un saluto da Nauplia


Kat e Remy

COMMENTI (6)

invia a un amico

21 giugno 2006

Pomodori con riso e patate


"Alla romana" dovrei dire! Ma così il titolo veniva troppo lungo. E poi io romana non sono e ci ho messo del mio, quindi diciamo ... pomodori alla "quasi" romana. :-)

Vediamo come si fa.

Per quel piattino lì della foto ho usato:

2 pomodori grandi e maturi
5 cucchiai da minestra colmi di riso
1 cipolla bianca novella piccola
2 patate novelle medie
1 spicchio d'aglio (ce ne voleva di più, ma l'avevo finito ...)
alcune foglie di basilico fresco
coriandolo macinato
sale e pepe
olio evo

Raccomandazione: i pomodori devono essere davvero maturi. Sodi ma maturi. Quello di destra non lo era abbastanza e il risultato ... beh, inzomma ... ;-)

Tagliare la calottina superiore ai pomodori, svuotarli e mettere tutto il "ripieno", compreso il liquido, in una ciotola. Tagliuzzarlo se occorre, aggiungere il riso (crudo!), lo spicchio d'aglio intero (poi si toglierà), il basilico tritato grossolanamente, salare, pepare e coriandolare, un bel cucchiaio d'olio e mescolare bene. Salare i pomodori all'interno e, checché ne dica la tradizione, NON capovolgerli: l'acqua di vegetazione che si formerà all'interno favorirà la cottura del riso.
Mentre il composto riposa e i pomodori sudano, pelare le patate e tagliarle a tocchetti piuttosto piccoli, tagliare a spicchi la cipolla, salare, pepare e oliare e disporre in una teglia.
Riempire per tre quarti i pomodori con il composto di riso, chiudere con la calottina, adagiarli sopra il letto di patate e cipolla, sparpagliare in giro il composto di riso avanzato, un giro d'olio in superficie e infornare. A 200° (preriscaldato) per circa mezz'ora.
Non dimenticatevi che avete qualcosa in cottura: controllate spesso e se vedete che si è asciugato troppo ma non è ancora cotto, aggiungete un goccetto d'acqua.

A me piacciono caldi, ma sono ottimi anche freddi.

Patt

COMMENTI (10)

invia a un amico

Sulla strada per la spiaggia

Kat e Remy

COMMENTI (7)

invia a un amico

20 giugno 2006

W la libertà!


L'insalata di riso è un piatto democratico: non ha una ricetta fissa e inderogabile, ognuno la fa con quel che più gli piace, trovando il proprio equilibrio di sapori preferito.
Io ci metto, in ordine sparso e in quantità variabili: pomodorini secchi, capperi dissalati, würstel, tonno sott'olio, acciughe sott'olio, salsiccetta piccante, peperoni sott'olio, olive verdi in salamoia, olive verdi piccanti, olive nere toste, grana padano, montasio mezzano, asiago vecchio, coriandolo macinato, succo di limone, olio evo; oltre naturalmente al riso, lessato al dente e sciacquato a lungo sotto l'acqua fredda (per bloccare la cottura ed evitare l'effetto "attaccaticcio").
Lascio riposare il composto in frigo per alcune ore, poi lo riporto a temperatura ambiente e lo accompagno con le "personalizzazioni fresche" che i commensali aggiungono a piacere nel proprio piatto: pomodori, peperoni, zucchine, carote, rucola, prezzemolo, basilico, uova sode, maionese, harissa ... e quant'altro offrano al momento l'orto, il frigo e la dispensa!

Patt

Etichette:

COMMENTI (5)

invia a un amico

In gita all'isola di Spetze

Kat e Remy

COMMENTI (4)

invia a un amico

19 giugno 2006

Ribadisco: fa caldo!

E quando fa caldo, una delle cose che preferisco in assoluto è un tot di pesche gialle, mature, profumate, succose, tagliate a pezzetti e fatte macerare con zucchero e succo di limone.
Insieme a pane fresco tocià nel sughetto è stata la mia cena di stasera, e finché sarà stagione di pesche replicherò spesso!
Patt

COMMENTI (6)

invia a un amico

Vi pensiamo

Kat e Remy

COMMENTI (1)

invia a un amico

18 giugno 2006

Self service!


Quando la sete si fa sentire, Muni, di Paola, provvede in autonomia! :-)

Patt

COMMENTI (10)

invia a un amico

Siamo arrivati

qui ...

Saluti e baci da Porto Heli (Argolide-Grecia)
Kat e Remy

Etichette:

COMMENTI (10)

invia a un amico

17 giugno 2006

Fa caldo, ma ...


... leggendo Cat, ispirato da Fiordizucca, ho pensato bene di aderire al rituale scaramantico e di preparare un piattino tricolore per questa sera.
Sissamai ... ;-)

Patt

COMMENTI (4)

invia a un amico

Transumanza

Mentre le mandrie raggiungono i pascoli alti e anche le arnie stanno monticando, una parte degli Scribacchini prende il volo per qualche giorno e se ne va qui...


Però torniamo. Molto prima di quanto immaginate...
Kat e Remy

Etichette:

COMMENTI (2)

invia a un amico

16 giugno 2006

Chiuso Aperto per Ferie


Esssì, gente! Kat e Remy stanno facendo le valigie e domani voleranno verso le sudate vacanze!
Noi li aspetteremo, spignattando un po', mentre loro si tufferanno nel relax per tornare belli carichi e pronti all'opera perché ...


(cliccando qui sopra, si poteva ascoltare "Chi non lavora ..." ma ora non c'è più, sorry)
BUONE VACANZE!!!!!
Gli Scribacchini (con la complicità di Berso e Jazzer)

Etichette:

COMMENTI (11)

invia a un amico

Crackers stregati

Nessun malefizio. Ci siamo semplicemente ispirati alle famose Streghe delle Sorelli Simili, sostituendo però lo strutto con olio d'oliva. Nessun pregiudizio, anzi, ma una delle tante intolleranze di Kat (eggià, anche il maiale, uffi stra-uffi!).
Sono buonissimi con l'hummus di cannellini.
Questa dose necessita due sole infornate (in un forno di taglia normale). La doppia dose richiede complessivamente un'ora di cottura e le ultime due teglie riescono meno bene perché aspettano troppo.

100 g di farina 0 forte
150 gr di farina integrale (anche multicereali)
100 g di acqua
25 g d'olio evo
12 g di lievito di birra
2 cucchiaini (scarsi) di sale
mattarello e macchina per tirare la sfoglia
coltello o rotella tagliapasta
pennello da pasticciere

Abbiamo messo nell'impastarice tutti gli ingredienti per una decina di minuti (la pasta non deve essere troppo tenera) e lasciato riposare coperto per un'oretta.
Senza rilavorare la pasta, ne abbiamo prelevato un pezzo e lo abbiamo steso con il mattarello sino ad uno spessore di mezzo centimetro, quindi infarinato e ripiegato su se stesso. Poi, sempre con il mattarello, l'abbiamo portata alla dimensione adatta a farla passare nella macchina per la pasta dell'Imperia, massimo spessore (così rimane uniforme).
Abbiamo tagliato la sfoglia in rettangoli con un coltello, ma si può usare una rotella tagliapasta.
Stesi delicatamente su una teglia ricoperta con un foglio di carta forno, li abbiamo spennellati con olio evo e messi nel forno, preriscaldato a 210° per 10 minuti.
Quando sono freddi, chiuderli in una scatola di metallo. Noi abbiamo fatto fatica ad aspettare :-)
Kat e Remy

COMMENTI (7)

invia a un amico

15 giugno 2006

Buon NON compleanno Cuoca rossa

"Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta"
"Come lo sai che sono matta?" disse Alice.
"Per forza", disse il gatto, "altrimenti non saresti venuta qui" "Dunque", proseguì il gatto, "tu sai che i cani quando sono arrabbiati ringhiano, e quando sono contenti agitano la coda. Invece io ringhio quando sono contento, e agito la coda quando sono arrabbiato. Perciò sono matto"
"Be'! Mi è capitato spesso di vedere un gatto senza sorriso", pensò Alice, "ma mai un sorriso senza gatto! E' la cosa più curiosa che abbia visto in vita mia"
(Lewis Carroll in Alice nel paese delle meraviglie)


La gattaiola

Di lui credevo di sapere tutto. Lei me lo aveva descritto mille volte.
Mi aveva raccontato il profumo della sua pelle, simile al miele amaro, la buffa carta da parati della sua camera, il suo sesso un po’ incurvato, i suoi piedi così grandi.
Che fosse strabico non l’aveva detto. Forse neppure notato. Mi venne il dubbio che davanti a lei non si fosse mai tolto gli occhiali.
Li tolse.
Il suo sguardo mi accalappiò all’istante, così come il suo accento, lieve, addomesticato, come stilizzato, quasi un vezzo ormai, un attestato di estraneità o, chissà, una qualche forma di fedeltà ai suoi antenati.
- Ho apprezzato molto la fermezza del tuo letto, mi aveva detto a mo’ di presentazioni.
Stavo per accennare alle mie vertebre bislacche – chi meglio di un fisoterapista come lui...? – quando mi tornò in mente che, la sera del mio rientro, Marie aveva infilato in lavatrice con una strana fretta le nostre lenzuola di lino, bofonchiando che i gatti stavano cambiando il pelo.
Il mio ritorno dalla ferie aveva suscitato in loro un’ombra di perplessità e nulla più delle vaghe coccole dei felini di buona famiglia.
Sembravano attendere, nostalgici e trasognati, un altro rumore di passi.
- Si dorme davvero bene con i tuoi gatti in fondo al letto!
- Sicché eri tu quello che cercavano!
- Beh, immaginavo tu sapessi che approfittano della gattaiola per invitare i loro amici...
- Anche Marie a quanto pare!
Pensai di averlo offeso perché si rimise gli occhiali e si incamminò speditamente in direzione dell’orto.
Fu in quell’istante che mi accorsi che aveva la facoltà, come il gatto del Cheshire, di lasciare dietro di sè, ad aleggiare nel vuoto, una specie di sorriso.
Tornò in un attimo, con in pugno una lattuga.
- Marie mi ha detto che sei vegetariana. E sempre deliziosamente profumata. Ho ficcato il naso in tutti i flaconi della tua collezione. Questo mi è nuovo. Un amore estivo?
- No, il mio preferito, Silence.
- Parla molto di te.
E aggiunse, quasi assorto:
- Mi chiamo Lewis.
- Carooooooole! -chiamò Marie dal retro - Hai messo tu il lucchetto alla gattaiola?


Buon NON compleanno Cuoca rossa, gemella di cui non so la data di nascita.
Kat

P.s.: questa paginetta è nata una ventina di anni fa, in un’altra lingua. Non era traducibile, in quanto intessuta di giochi di parole. L’ho adattata cercando di conservarne almeno lo spirito, tanto avrei tradito solo me stessa

Etichette: ,

COMMENTI (4)

invia a un amico

Il cugino edule del giglio


A noi piace tanto l'aglio e attendiamo sempre con impazienza quello fresco.
Appena ne avremo il tempo faremo un aioli (tipico piatto marsigliese con verdure lesse, pesce e maionese all'aglio) con tutti i crismi. Oggi ci accontentiamo di sfregare l'insalatiera, prima di versarci l'insalata, con uno spicchio tagliato a metà. Questo vecchio trucco delle cuoche del sud della Francia, usato anche per la pirofila del Gratin dauphinois, consente di profumare i cibi quel tanto che basta senza creare problemi digestivi a chi è sensibile all'aglio. Chi non vuole impuzzarsi le mani punga lo spicchio con una forchetta oppure frapponga fra le dita e la fisca (piemontese) un pezzetto di pellicola da cucina.
Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (2)

invia a un amico

Una pasta d'uomo


Si, abbiamo fatto la pizza di Adriano, quella col poolish che bisogna cominciare alle dieci di sera per mangiarla alle otto della sera dopo ma una volta provata non credo si possa tornare indietro.
La ricetta della pasta non si presta ad interpretazioni quindi, da discoli quali siamo, abbiamo inventato una guarnizione (magari un po' troppo abbondante).
Ci sono: melanzane e zucchine grigliate, prosciutto crudo a pezzetti, mozzarella, olio e sale.
Questo impasto lo abbiamo assaggiato, per la prima volta, a casa di Gennarino e da allora ci era rimasta la voglia di provarlo. Fatto!
Kat e Remy

COMMENTI (7)

invia a un amico

14 giugno 2006

Hummus casereccio

L'hummus secondo tradizione ci piace molto, però...
- il tahin, ovvero burro di sesamo, sempre che lo si riesca a trovare, non piace a tutti.
- chi, come Kat, soffre di intolleranza al nickel quindi, tra mille altre cose, ai grassi vegetali, il tahin se lo dovrebbe proprio scordare.
- qualcuno non ama i ceci ma non conosciamo nessuno che non ami i fagioli. Se c'è, faccia finalmente outing, gli vorremo bene ugualmente.
- tra le ricette proposte su Elle à table ( n. 44 mai-juin) da un giovane cuoco francese appassionato di cucina italiana abbiamo adocchiato un hummus di fagioli cannellini che ci stuzzicava assai.


Il giovanotto lo prepara con cannellini in scatola. Perché no? Però noi avevamo appena dissepolto dalla stratificazione spesso caotica delle nostre provviste un pacchettino di Coco di Pratomagno, prezioso dono di un'amica di Cortona (grazie Betta, sono davvero speciali).
Così li abbiamo ammollati qualche ora e fatti poi lessare, senza sale ma con un rametto di santoreggia.
Quando sono stati belli teneri, li abbiamo scolati tenendo da parte un po' d'acqua per diluire l'hummus nel caso si fosse presentato troppo denso.
Abbiamo mixato (col frullatore ad immersione) un tazzone di fagioli con due cucchiai di succo di limone, sale alle erbe (per il pizzico d'aglio che contiene), parecchio olio evo e un po' di pepe nero. Lo abbiamo servito, come corposo antipasto, con un altro giro d'olio, un'altra abbondante macinata di pepe e fettine di ciabatta leggermente tostate. Lo rifaremo. Anzi, l'abbiamo rifatto, accompagnandolo con carta da musica.
Kat e Remy

ps: a chi avesse la panza suscettibile suggeriamo di usare il passaverdure anziché il frullatore. Così si eliminano, assieme alle bucce dei fagioli, anche i problemi.

Etichette: , , ,

COMMENTI (18)

invia a un amico

Il meme delle scatole, si, ancora!

Sono stata a trovare mamma, e così ho "catturato":

- la scatola della bisnonna


- il suo ...

... portacipria! (Non ditemi che non è una scatola! È di latta, si chiude, può contenere qualcosa! ;-) )


- queste qui (niente di particolare, ma ... mi sono sempre piaciute, ecco!)


- questa, invece, non l'ho trovata da mamma: è un piccolo, prezioso gioiellino piovuto nella mia cassetta della posta direttamente dai monti dell'ovest. :-))) ('assie!)


'ciotti! :-)

Patt

COMMENTI (5)

invia a un amico

13 giugno 2006

Cara la mia Siora Kat...



... mi spiace dircelo, sa, i suoi ragazzi sono intelligenti, vivaci, pieni di immaginazione (... ma l'ha sentito che idee han tirato su?!?)...
MA NON SI APPLICANO!

Com'è potuta sfuggir loro questa foto che era molto, moooolto più bella ?!?

Tutti rimandati a settembre tranne Cat, archiniere giardinetto :)

La maestra Fanella Zitella

COMMENTI (7)

invia a un amico

Cos'è?


Quelli che indovinano subito vadano a far due passi, per favore, se no ci rimango male.... :)
Marì

COMMENTI (29)

invia a un amico

Il meme dei soprannomi - Mariber

La mamma, quand'ero piccola, mi chiamava Bombi: il perché, non si sa.

Per i miei zii favoriti sono e sarò sempre Titti (pare somigliassi al pestifero canarino), La Petìta (la piccola) o Spìpura (credo sia il nome dialettale di un uccellino, forse un fringuello, particolarmente piccolo ed esagitato).

Mia cugina Roberta mi chiamava Manubrio perché mamma mi faceva sempre i codini alti, mio cugino Gigi mi chiamava Rospa perché sì. C'è da chiedersi come io abbia raggiunto l'età adulta senza andare in analisi.

Durante l'adolescenza la nonna mi chiamava Velenella per via della mia lingua tagliente...

A scuola per un certo periodo mi hanno chiamata Fanella: pochi di voi ricorderanno questo personaggio, durato lo spazio di un mattino. Era la fidanzata di Provolino ed io ero, all'epoca, pettinata come lei e dotata di occhialoni altrettanto vistosi.

La mia amica Vivi mi chiama Pepita o Pippi (evoluzione). La colpa è di uno mio strampalato ammiratore che anni fa tormentava tutta la compagnia con la sua passione per me; il suo discorso più ricorrente era: "perché capisci, Marina è una pepita, non è un tipo che abbaglia subito, solo quando la osservi bene ti accorgi di quanto è preziosa..." Non vi dico quanto lo prendevano in giro, poveretto!

Vi risparmio (anzi, MI risparmio) i nomignoli attribuitimi dai fidanzati, visto che il più amorevole è Pulce.

Da queste parti sono Stelassa , ma me la sono voluta perché sono stata io a stelassare a destra e a manca ;)

COMMENTI (2)

invia a un amico

12 giugno 2006

Buon Compleanno Jazzer - Aperitivo

"Music is greater than wealth, greater than buildings, ships, religions, paintings"( La musica è più grande della ricchezza, più dei palazzi, delle navi, delle religioni, dei dipinti) - Walt Whitman.
Vero, Francesco? Epperò, soprattutto quando compie gli anni solo soletto, un povero Jazzer va nutrito, no? E magari distratto ;-) E allora diamo il via ad una cenetta itinerante. Quasi ragionevole in modo che tu riesca ad arrivare fino a Salamanca per il dessert. Ma si, ma si, c'è ancora una porzione di Baklava ad attenderti.
Anziché il classico aperitivo (se proprio vuoi puoi canticchiare Salt peanuts) abbiamo preparato un quasi antipasto. Ti vanno due Rotolini di zucchine con cuore di formaggio (di capra in questo caso, ma la tua immaginazione saprà sostituirlo con bocconcini di pecorino, magari di Pienza, marinato in olio, erbette e peperoncino) ?
Secondo me, magari con l'aiuto di quell'artista di tuo figlio quando tornerà dal mare, sapresti preparli anche tu.



Servono :
- zucchine chiare medie giovani e belle sode
- una mandolina per affettarle sottilissime
- una piastra per grigliarle (andrà benone una bistecchiera, magari di ghisa)
- olio evo
- uno spicchio d'aglio (meglio se fresco)
- formaggio (buche di capra o Chèvretine o "caprino" saporito ecc...)
- sale e pepe o paprika o peperoncino

Con la mandolina (e la prudenza di rito) si affettano le zucchine per lungo, scartando le fette esterne e quelle che avessero già il cuore pieno di semi. (Le potremo grigliare a parte e usare per condire una spaghettata).
Le fette di zucchine vanno grigliate un attimo, diciamo 2-3 minuti per lato sulla piastra calda ma non rovente. Asciutta la piastra o unta passandovi un pezzo di carta cucina unta d'olio.
Intanto si sfrega un piatto con l'aglio tagliato a metà e vi si versa un velo d'olio.
Man mano che sono cotte (molto al dente, basta che siano morbide abbastanza da poterle arrotolare) le zucchine si trasferiscono nel piatto oliato ad insaporirsi.
Intanto, col formaggio condito a piacere, si modellano delle olivette aiutandosi con una cucchiaino. Quanto tutte le zucchine sono pronte (basta sovrapporle perché si condiscano le une le altre senza ungersi più di tanto) si arrotolano in un attimo attorno ai bocconcini di formaggio.
Uno stuzzicadenti a fermare il tutto. Et voilà!
Ci vedremmo bene un Serprino dei Colli Euganei, con in sottofondo Green di Palle Mikkelborg da Aura del divino Miles. Una cosa tranquilla che ti consenta di riprendere il cammino...
Tanti tanti auguri, Francesco
Kat e Remy
P.s. : no che non puoi leggere adesso ciò che segue. Deve finire di cuocere . Torna dopo... Ora sei atteso da Berso per un primo strepitoso.

Etichette: , ,

COMMENTI (4)

invia a un amico

Buon Compleanno, Jazzer! Play it again...

Visto l'apprezzamento del festeggiato per le due versioni precedenti, ecco i tomini farciti namber trì! ;-)
Facciamo le cose per bene e scriviamo anche gli

Ingredienti, per tre persone:

6 tomini
1 etto abbondante di prosciutto crudo di Parma
25 grammi di porcini secchi
un bicchierino di marsala secco
alcune foglioline di prezzemolo riccio
due noci di burro
sale
una pentola larga e semifonda, meglio se antiaderente

Preparazione:

Mettere in ammollo i funghi in un quarto di litro d'acqua calda (non bollente!) e lasciarli lì almeno mezz'ora. Nel frattempo tagliare i tomini a metà e farcirli con un paio di fettine di prosciutto e due-tre cimette di prezzemolo, richiudendoli poi con una leggera pressione.
Sgocciolare i funghi e tritarli molto grossolanamente, poi farli saltare per un minuto o due con il burro. (Apro una parentesi: lo so che i funghi chiamano l'olio, ma datemi retta, i porcini vogliono il burro!) Coprire i funghi con l'acqua di ammollo ben filtrata, salare poco e lasciar asciugare a fiamma dolce. Quando il sugo è abbastanza ristretto, mettere in pentola i tomini, lasciarli intiepidire da un lato poi girarli, sfumare con il marsala e servire rapidamente per evitare lo squagliamento del formaggio.
Io li ho accompagnati con tegoline (fagiolini) in técia e cappuccio novello in insalata.

Che dici Jazzer? Poannà? Augurissimi!!! :-)

Patt

P.s.: per il dessert, passa da Cannella.

Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

11 giugno 2006

È trascorsa una settimana ...


... e sarà ora che io mi rifaccia viva!
Voglio ringraziarvi tutti, il vostro sostegno mi ha aiutata tantissimo nei giorni della “caccia al cane disperso”! :-)))
Non vi ho ancora raccontato cosa è successo. Bracco non è il mio cane: un’amica in emergenza familiare mi aveva chiesto di occuparmi di lui e del resto della sua tribù, compito che mi sono assunta volentieri, ma l’imprevisto era, ahimè, in agguato. Il terrazzo in casa di Bracco è in fase di sistemazione, manca un pezzettino di parapetto e, durante la notte, chissà come, il bobo è caduto giù. Per fortuna non si è fatto nulla, ma si è allontanato, probabilmente in cerca della sua padrona, e da allora è stato visto ai quattro angoli di Belluno.
Dovremmo cambiargli nome: Primula Rossa sarebbe più adatto! Mai avrei pensato che un cane “da poltrona” come lui potesse percorrere tanta strada: per seguire le tracce delle sue corte zampotte, credo di aver percorso un paio di maratone in un giorno solo!
Sapevo che era sicuramente vivo e sano, perché un blogger di qui, Ale, che aveva raccolto e rilanciato il mio appello, lo aveva quasi catturato la notte prima (quel salame in forma canina gli era sfuggito cacciandosi nella galleria ferroviaria all'una di notte: impossibile pedinarlo lì dentro, ma almeno non era agonizzante, anzi!).
I volantini sparsi dappertutto avevano, nel frattempo, dato il via a una serie lunghissima di telefonate da parte di persone gentili che hanno cercato di aiutarci.
La sera di sabato in tanti hanno segnalato il disperso nella zona del luna park. Non era lui, ma un altro cagnolino smarrito che però aveva tanto di numero telefonico sul collare: padrone avvisato e recupero immediato. Con l'ultima stilla di vita del cellulare ho ricevuto la chiamata che aspettavo: non un "ho visto il cane un'ora fa" ma "è qui, in questo momento lo vedo"!!! Pregato l'anonimo benefattore di sedersi su Bracco, se necessario, ma di non mollarlo, mi sono precipitata. Ormai in apnea (pedona spatentata sono, e Belluno non è in pianura!) sono arrivata sul posto, il cortile di casa (!!!), e lì l'odissea ha avuto termine, non senza un ultimo sforzo, perché il pestifero vagabondo, terrorizzato, non voleva lasciarsi avvicinare. Ma io non ero più disposta a lasciarlo fuggire! Placcato, in perfetto stile rugby, agganciato e portato in casa dove ha bevuto un catino d'acqua e si è beatamente sprofondato nel lettone, finalmente tranquillo e soddisfatto.
Da allora è uscito solo per le sacramentali passeggiatine igieniche, trascorrendo il resto del tempo a ronfare in compagnia dei gatti.
Vi assicuro che spero tanto di non rivivere più un'esperienza simile. Anche stanotte ho continuato a cercare Bracco!
Questa storia, però, mi ha permesso di constatare che c'è tanta brava gente in città: in molti mi hanno telefonato e il bello è che continuano a farlo, solo per chiedermi se "quel bel cagnolino è stato trovato" :-)
Ecco tutto. Ora la mia amica è tornata e ha ripreso ad occuparsi del suo zoo. In questo periodo non ho partecipato attivamente alla vita dei blog, ma ogni tanto passavo a leggere per distrarmi e sentire il calore di tutti voi mi ha aiutato non poco: grazie, amici, grazie a tutti!
Patt

COMMENTI (8)

invia a un amico

Il tempo delle ...ciliegie


I vicini fanno a gara per invitarti a depredare il loro albero e, cortesia vuole...
Sei li, su una scala che ondeggia, con il vento che ti sbatte i rami addosso e ti chiedi: cosa ci faccio qui quando, al supermercato, in comode vaschette...
Poi, preso dallo sconforto ne prendi una e te la ficchi in bocca e... hai la risposta.
Remy
P.s.: chi non è mai salito su un albero non sa cosa voglia dire: una ciliegia tira l'altra.

COMMENTI (11)

invia a un amico

10 giugno 2006

Buon NON compleanno ELE O' NOYRA

Dei gemelli si dice che siano spesso esseri intensi e palpitanti come farfalle e come loro cangianti ed inafferrabili. Fors'anche un po' mimetici. Tu che ne pensi ?


Presto annoia ciò che dura,
pietra, firmamento e gemma;
a un eterno andare spingono
noi- àlito di anime,
come bolle di sapone,
sposi al tempo, che non durano,
cui la stilla sulla rosa,
cui il danzare d'un uccello
o il morire d'una nuvola
trasvolante, o il bagliore
della neve, o arcobaleno,
o farfalla già fuggita,
o la gioia d'un sorriso
che passando non ci sfiori
già significa la festa -
o sgomento. Si, noi amiamo
chi ci è simile, e lo sappiamo:
il vento scrive sulla sabbia
(Hermann Hesse- Scritto sulla sabbia- da un'edizione Fiabesca dell'inizio degli anni 80)

Così per festeggiarti con tanto affetto e una luna di ritardo, abbiamo lasciato sfarfallare fantasia e golosità, ed eccoci qua nel giorno nel quale CdC compie sei mesi.
Mica potevamo tenere da parte un sorbetto al cioccolato fino al maggio prossimo!
Questo poi, si squaglia appena lo guardi...


Per il "sorbetto" al cioccolato servono :
- 1/2 litro d'acqua non clorata (fonte o minerale)
- 160 g di cioccolato fondente - minimo 55 % max 70
- 60 g di cacao non dolcificato ( forse è un po' troppo)
- 110-120 g di zucchero

Si porta l'acqua a bollore in un pentolino a fondo spesso. Si abbassa quindi il fuoco al minimo e si aggiunge il cioccolato spezzettato. Lo si lascia sciogliere girando con una spatola per staccarlo bene dal fondo semmai dovesse depositarsi. Ora si incorporano il cacao e lo zucchero, precedentemente mischiati, mescolando dolcemente con la frusta.
Si lascia cuocere, anzi fremere, su buoco bassissimo per 4 minuti. Si toglie quindi dal fuoco, si frusta energicamente e si lascia raffreddare. A questo punto bisognerebbe mettere il preparato (che è parecchio denso) nella gelatiera, possibilmente poco prima di andare a tavola in modo che il sorbetto risulti morbido e fondente. Non avendola, basta infilare il tutto in congelatore in una tortiera metallica la sera prima, andando a rimescolare con la spatola di legno ogni 20 minuti per evitare la formazione di cristalli.
Si serve in porzioni piccolissime in tazzine o bicchierini molto freddi (sennò si squaglia subito). Oppure si ripone in congelatore già porzionato. E' così intenso che queste dosi dovrebbero soddisfare 6 - 8 persone.
(La ricetta è di Carine Veyrat, Capo Pasticciere de La ferme de mon Père, il ristorante dello Chef Marc Veyrat à Megève, trovata su una scheda di Elle)

Per i biscotti sfarfallanti :
75 gr di farina di frumento
50 gr di farina di castagne
10 gr di cacao
75 grammi di burro morbido
40 gr di zucchero ( meglio se a velo o comunque a grana fine)
1 uovo

Si mescolano, volendo con le fruste elettriche, burro e zucchero quindi l'uovo e , facendoli scendere gradatamente da un setaccio, le farine e il cacao. Quando la pasta è liscia e omogenea si ripone in frigo a riposare per minimo 2 ore. Sennò è intrattabile.
Volendo fare biscotti "a velo", la si stende col rullo chiudendola fra due fogli di carta forno. Si ritaglia con un tagliabiscotti poi, anziché spostare i biscotti che sono troppo delicati, si asporta arrotolandola piano la pasta tra un soggetto e l'altro. Se risulta troppo morbida e nuovamente intrattabile, basta riporre il tutto in frigo una decina di minuti a rassodare. Si trasferisce il foglio di carta forno costellato di biscotti su una placca e si inforna a 180°, senza allontanarsi. Così sottili, sono cotti in 5 minuti.
Volendo usare questo impasto (proveniente anche lui dalle schede di Elle) per una crostata, basta raddoppiare le dosi, limitando però lo zucchero a 60 grammi.

Per le altre decorazioni : frutta fresca e buccia d'arancia.

Sarà libidinoso abbastanza per farti dimenticare la svista di Kat? Nella sua memoria la tua data di nascita era abbinata a quella di una persona, cara ad entrambe, che ora abita nel paese delle renne. Ci perdoni ?
Mille auguri in ritardo
gli Scribacchini.

Etichette: ,

COMMENTI (7)

invia a un amico

09 giugno 2006

Vecchie ruggini


E venne finalmente il tempo dei picnic. E con esso ricomparvero i coltelli tascabili . Alcuni di questi, seppur riposti con cura, si presentavano malamente chiazzati di ruggine.
In particolare l'Opinel di Alberto in quel di Belluno e il Laguiole di Remy in per di qui.

Cose che capitano all'acciaio dolce. Difatti il mio piccolo Laguiole, da schifezzuola industriale per turisti qual'è, si presentava come al solito, banalmente inossidabile.
E allora proviamo il rimedio imparato da bambina dall'amico Kikì, lo stesso che mi insegnò come intagliare fischietti nei rami di sambuco. Ok, questa sera andrò lungo la Dora in cerca di sambuco e farò un fischietto pensando a te. Ma, c..., dovevi proprio andare avanti così presto?

Vabbè, procediamo. Bagno la lama. La sgrondo. Ci verso sopra, sui due lati, un bel po' di "cif" in polvere - ma si che esiste ancora- e sfrego ben bene, prima ruotando poi per lungo, con un tappo di sughero. Il tappo serve sia per non rischiare di tagliarsi che per potenziare l'effetto abrasivo.

L'ossidazione era profonda e la cura di bellezza non ha fatto miracoli, però la macchia è molto meno visibile. Ora ovviamente bisogna affilare il coltello. E ricordarsi che,come tutte le lame, detesta l'acqua bollente.
Beh, già che mi trovo faccio ancora un po' la saputella. Il nome di quei coltelli, che in Francia sono famosi quanto gli Opinel, si scrive Laguiole ma si pronuncia laiòl, cosa che ignorano anche molti francesi. Finché non vanno nella zona di produzione e gli autoctoni non gli ridono dietro.
Kat

Etichette: ,

COMMENTI (1)

invia a un amico

08 giugno 2006

Già che c'eravamo...

... abbiamo spolverato anche queste... Se non vi siete ancora rotti le scatole, ecco a voi ...


Le nere

Le rosse


Quelle della nonna

Quelle "dei bottoni"

E, per finire, quella del Roquefort di Natale.
Vi arrendete o dobbiamo continuare?
Kat e Remy

COMMENTI (14)

invia a un amico

07 giugno 2006

Frollini sprint

Eccola la coccola bis per Patt, anche se dubito che abbia tempo di sgranocchiarla in questi giorni.

Nel librone regalatomi dalla nonna, ("Gioia, così impari a cucinare" - E io qualcosa ho imparato davvero, grazie Nonna) si chiamano Biscotti dell'ultimo minuto. Era l'inizio degli anni ottanta, ancora non si usava o osava infilare last minute a destra e a manca.
Pronti ? Ancora una premessa : se volete biscotti da assaggiare fra un' ora, non fanno per voi. Se però vi serve un impasto che aspetti anche due giorni in frigo buono buono ( acci se è buono anche da crudo!) per essere infornato rapidissimamente all'ultimo, magari la domenica mattina, è quello giusto.
Se avete un impastatrice o un robot sarà pronto in pochi minuti. Sennò coinvolgete i bimbi di casa oppure calcolate un quarto d'ora buono.

Ingredienti per una trentina di biscotti
140 grammi di burro morbido
90-100 g di zucchero Dulcita oppure 80 g di zucchero bianco
230 g di farina
60 g di noci o nocciole
60 g di cioccolato fondente (ho usato il cioccobloc della Novi)
1 uovo
1 cucchiaino di lievito vanigliato
(zucchero a velo)
carta forno

Tutto inizia grattugiando il cioccolato e tritando finemente le nocciole. Se avete un robot cominciate da lì, poi svuotate il bicchiere e metteteci il burro e lo zucchero e, quando sono ben amalgamati, l'uovo. Incorporatelo bene quindi aggiungete cioccolato e nocciole e infine, poca per volta, la farina setacciata con il lievito. Posate l'impasto su un foglio di carta forno e, aiutandovi col foglio stesso, fatene un salamotto di tre dita di diametro. Chiudetelo a caramella e dimenticatelo in frigo per almeno 2 ore. Il librone dice "anche per una settimana". Io sarò esagerata ma in presenza di uovo crudo, anche se verrà poi cotto, mi limiterei a 48 ore. Facciamo tre giorni, va!


Al momento di infornare, fate prima scaldare il forno a 180° . Dev'essere bello caldo sennò capita come ai biscotti che stanno a destra nel piattino. Infornati per primi e un po' troppo presto, sono cresciuti molto meno.
Ora affettate il salamotto il più regolarmente possibile, fette alte mezzo centimetro e (volendo) spolverizzatele di zucchero a velo . Va benissimo quello del pandoro. Usate carta forno per coprire la placca, solo per evitare che lo zucchero sparso tra un biscotto e l'altro lasci impestatissime macchie caramellate.


Infornate per 10 minuti. Aspettate un attimo a manipolarli. Da caldi sono friabilissimi.
Fate raffreddare su una griglia e... scrunch!
Patt, promesso, ne infilo un' infornata nella prossima valigia diplomatica tra Aosta e Belluno
Kat

ps : Segue la versione con sparabiscotti. Solo per dire che si può. Stesso impasto, sparatrice poco "imparata" ma volenterosa.


pps: Chiude la fila il librone benedetto. E' un edizione Selezione dal Reader's digest del 1981, curata per la versione italiana da Elena Spagnol, ancora lei. Mi risulta non sia più in catalogo ma se vi dovesse capitare di vederlo da qualche remainder's , dategli un occhiata, soprattutto alle prime 40 pagine ( conoscenza degli alimenti) e alle 80 pagine finali (tecniche culinarie di base).


Etichette: ,

COMMENTI (8)

invia a un amico

06 giugno 2006

Il meme dei soprannomi- Kat bis

Ieri avevo la febbre e la febbre, si sa, diminuisce le forze quindi sono cascata nel tranello dei diminuti. Ora facciamo sul serio:
- Gimondi - me l'ha appioppato recentemente il nostro simpatico macellaio ( appassionato ciclista) vedendomi sempre arrivare da lui in bici. Di solito assai trafelata. Non ho la patente e, quando il clima lo consente, la bici consente a me un po' di autonomia. Mi chiamano così sia Remy che il vicinato. Mi piace, anche se avrei preferito far pensare ad un ciclista più recente ;-)
- Bostik - così mi chiamavano amici e colleghi di Remy all'inizio della nostra storia, secoli fa. Chissà perché ??? ;-))
- Il carico di diavoli - preso in prestito da Remy ne I King, il libro cinese degli oracoli per i momenti in cui da appiccicosa diventavo spinosa. Non lo usa più da parecchio. Non credo di essere diventata più accomodante con gli anni. Si sarà assueffatto lui ? ;-)))
- Quella che cammina - questa è una storia buffa. Per lavoro, io pigra, indolente e placida cicciona, presto la voce ad un settimanale televisivo regionale di montagna in cui si vede spesso la protagonista inerpicarsi decisa (e di spalle) sui sentieri della Valle d'Aosta. Benché lei abbia visibilmente un sederino metà più piccolo del mio, in molti mi chiedono "sei tu quella che cammina"? Magari! ;-))))
Kat

COMMENTI (12)

invia a un amico

Lasagne 'sotiche pigre

Pigre, perchè destrutturate è una trovata di aaaaalta cucina e noi siamo solo Scribacchini


Per oggi avevamo in mente dei biscotti, anzi, il post sarebbe bell'e pronto, sgrunt, solo che non c'è verso di caricare le fotografie.
Chissà che questa soluzione di ripiego (sollievo, la foto era già caricata in archivio) interrompendo l'ondata di zucchero, non vi piaccia di più. Si tratta di una nostra interpretazione delle lasagne pesto, pinoli e zucchine che troverete senz'altro cercandole in rete (si, se vi ispirano vi tocca cercale voi, oggi siamo pigri, oh !) Buonissime e d'effetto ma forse un po' dolci per i nostri gusti. Sentendo il bisogno di alternare dolce e piccante, questa volta abbiamo aggiunto del curry alle zucchine e sostituito la bechamel con un velouté ( basta usare brodo al posto del latte). Provando inoltre quel giorno un acuto bisogno di facilitarci la vita, abbiamo semplicemento adagiato nel piatto i quadrotti di pasta previsti per le lasagne, aggiunto la "dadolata" di zucchine e una colata di velouté. Niente formaggio a nostro gusto mentre, volendo rimanere sul fronte 'sotico, qualche anacardio non ci starebbe male.
Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (5)

invia a un amico

05 giugno 2006

Il meme dei soprannomi - Kat

Cat era il diminutivo che usava mio padre per Catherine e mi è sempre piaciuto anche se all'epoca non sapevo ancora di amare i gatti.
Katy è un diminutivo tutt'ora molto in voga in Francia. Ma, si sa, esistono i diminutivi dei diminutivi e a volte diventavo Katouche e persino Katouchette. Così mi chiama ancora oggi mi sorella, mentre per la mia mamma, sono "Ma grosse" ovvero Cicciona mia.
Eppoi vi stupite se forno dolci a tutto andare. Mai contraddire la mamma, vero ?
Per fortuna ( ?) c'era la nonna. Per lei ero Gioia! Gioia, mi vai a prendere due cipolle in cantina? Oh, scusa Gioia, mi servirebbero anche tre patate. Oh, Gioia, sei già qui ? Ho finito il vino bianco. Andresti giù a prendermene dell'altro ?
Eppoi vi stupite se ho imparato a cucinare più tardi, sui libri. Sempre per le scale ero!
I miei fratellini, sempre carini e creativi, mi chiamavano Cacà. Il paese era la Francia e l'infanzia dei miei fratelli sembrava non finire mai. Che dite, mi decido a fare psicoterapia o basta un bagnoschiuma bello profumato ?
My , (e che non è un diminutivo ma un possessivo dichiarato) quando venne con la sua sfavillante armatura a salvarmi da quella indegna famiglia, l'ha abbrevviato in Ka. Mi piace. Corrisponde alla mia statura, altrettanto corta. E forse anche alla mia natura, fin troppo diretta. Per tentare di metterci un freno ho aggiunto una t. Funziona ?
Kat

ps : rilancio la palla fatta rotolare da Gaietta a Gen e Patt, Marì e Lionello, a Deme, Lupo e Noyra se dovessero affacciarsi e a La cuoca rossa e Cyberbatto.
A Bobo no, così impara.

COMMENTI (5)

invia a un amico

Te la do io la polverina!


Veramente io volevo intitolarlo Una coccola per Patt ma poi l'ogb si è messo di mezzo...

A Patt, piace il crem caramel delle bustine, magari ancora tiepido.
Epperò, in questi ultimi giorni, ha tentato di eguagliare il record femminile di rincorsa al cane lungo e ha bisogno di generi di conforto. Così mi è tornato in mente il crem caramel della nonna, rivisto e corretto in versione sprint grazie alla mitica Elena Spagnol.

Per sei ramequin di taglia standard (diametro 8 cm, altezza 4 cm)
2 uova intere + 2 tuorli
120 g. di zucchero + 60 g. per il caramello.
1/2 litro di latte
1/2 bacello di vaniglia (Mariber è l'unica autorizzata ad usare vanillina) oppure un pezzo di buccia di limone
1 rotolo di alluminio

Faccio bollire il latte con lo zucchero (120 g.) e il pezzo di vaniglia aperto in due. Quando bolle, spengo e lascio riposare. Intanto, preparo il caramello versando lo zucchero rimasto in un pentolino bagnato. Quando è biondo scuro, lo distribuisco prudentemente ed equamente nei ramequin. Siccome sono golosissima e un po' pitocca, verso un po' del latte caldo nel pentolino del caramello così lo recupero proprio tutto. Mentre si scioglie, in una terrina sbatto le uova e, sempre frustando, aggiungo piano piano il latte dal quale ho ripescato la vaniglia. (Sarà anche buona ma fa disordine ;-). Per ultimo aggiungo il latte caramellato e distribuisco nei ramequin. Su ognuno di questi faccio un cappuccio con un quadrato di alluminio.
A questo punto sta a voi decidere della cottura. In forno, a bagnomaria, ci va un'eternità; non so nemmeno quanto, non ho mai avuto la pazienza. Si mormora: non meno di 40 minuti.
Preferisco l'opzione vapore. 15 - 20 minuti in una cuscussiera o pentola a vapore che sia.
8 - 10 minuti in pentola a pressione ma, in questo caso, c'è un trucco.
Metto uno straccetto in fondo alla pentola prima di versare l'acqua (un bicchiere). Poi dispongo una prima fila di ramequin, di solito quattro, e poso sopra gli altri due in equilibrio. (come si vede in questa foto un po' metallika)



Ci va solo attenzione per mantenere sempre la pentola in piano per non rovesciare la piramide. Serve ricordare di usare un guanto da forno per ripescare i ramequin a cottura ultimata ?
Tolgo subito i cappucci, se no la condensa ricade nel budino, e metto a raffreddare su una griglia.

Giurin giuretto, è molto più facile da farsi che da spiegare.
Patt resisti, sono molto più buoni freddi.
Kat

Ps: se proprio non sapete cosa fare con le 2 chiare d'uovo rimaste, mettete 3 uova intere e non parliamone più.
Pps: tanto lo so che Patt continuerà a preferire le polverine. E forse è meglio così. Ora che ci penso, ci sono troppe uova per i suoi gusti. Vado a studiare un'altra coccola.

Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

04 giugno 2006

Il meme dei soprannomi - Remy

- Intanto ringrazio sentitamente Ietti per l'invito apprezzatissimo.

Ogb: siccome sono sempre carino e simpatico e dolce e affettuoso, gli amici mi chiedevano: «ma come fai ad essere così bastardo?» io, fiero per il complimento, non potevo che rispondere: «sono stato modificato geneticamente» poi, per evitare di essere paragonato ad un ogm, ho coniato Organismo Geneticamente Bastardo.

Migio: Mi chiamo Remy per davvero ma viene italianizzato in Remigio e abbreviato in Migio. Ma saranno scemi?

My: Siccome Remy non era abbastanza corto...
Ma sarà innamorata?

Omon: lo usa solo al mia mamma emiliana e credo sia dovuto anche alla mia stazza.

Pix: si, proprio il poltergeist dispettoso dei romanzi di Harry Potter. Questo é nuovo e mi sto ancora chiedendo perchè me lo abbiano affibiato?

Sono sicuro che Jazzer, Chemist, Berso e Topozozo non vedono l'ora di partecipare.
Remy

Ps, indovinellino: avevamo una gatta di nome Sophie ma noi la chiamavamo Totò. Provate a indovinare il percorso che abbiamo seguito (c'entrano i vezzeggiativi russi)

COMMENTI (10)

invia a un amico

I casi della vita...

Quando uno è nato per fare la spalla...
Remy

COMMENTI (6)

invia a un amico

03 giugno 2006

SONO TORNATO!


Mentre Patt setacciava Belluno, mi sono reinfilato in casa così come ne ero uscito e l'ho aspettata sdraiato in mezzo al letto, awrf.
Scommetto che lei, quando si sarà ripresa, ve la racconterà un pochino diversa ma, per ora, dovete accontentarvi della mia versione, Bobo.

COMMENTI (12)

invia a un amico

Auguri Kat

Buon compleanno amore mio.
Remy

COMMENTI (11)

invia a un amico

BUON COMPLEANNO... ZORRO!!!


Ci sono persone che attraversano le vite degli altri, addirittura le occupano, senza lasciar traccia.
Ed altre che fin dal primo incontro, ancorché virtuale, capisci che lasceranno un segno che... altro che Zorro!
Una di queste compie gli anni oggi; noi amiche pasticcione avremmo voluto festeggiarla degnamente e non siamo state in grado di farlo...
A nostra discolpa possiamo dire:
- che tra la l'idea e la realizzazione ci è successo di tutto
- che "degnamente", trattandosi della persona in questione, sarebbe veramente cosa grossa, al di sopra delle nostre possibilità.

Insomma, tutto quello che sappiamo fare è questo goffo ringraziamento per tutto quello che Kat ha portato nelle nostre vite, di cui ciò che vedete è solo una minuzia... tutto il resto lo sappiamo noi, e chi ha il piacere e la grande fortuna di conoscerla quanto noi!

Tanti tanti tanti auguri, Kat, con tutto il nostro affetto.

Patt e Marì

P.S.: c'è qualche amico che ti deve dire una cosa, fà un salto qui e qui e qui e qui e qui e qui! :-)

COMMENTI (10)

invia a un amico

La ricetta della torta di compleanno

Marì è la regina della ganache, quindi dovrebbe essere questa, ovvero una Cioccocrostata.



Ingredienti per 6 porzioni
Per la pasta:
150 grammi di farina
30 grammi di cacao
100 grammi di burro
75 grammi di zucchero
un uovo

Per la ganache:
300 grammi di cioccolato fondente per dolci
30 cl di panna liquida

Preparazione:
La pasta:
Mettete in un recipiente la farina, il cacao e lo zucchero. Mescolate. Unite il burro freddo tagliato a dadini e impastate velocemente con le dita fino ad ottenere una sabbia grossolana. Incorporate l'uovo sbattuto e fate la palla, sempre mescolando il minimo indispensabile. Avvolgete con pellicola e lasciate riposare in frigo da 1 a 24 ore. Un'ora prima di cuocerla, tirate fuori dal frigo la pasta. Stendetela col rullo su una carta da forno. Posatevi sopra lo stampo (per queste dosi l'ideale è 18-20 cm di diametro, meglio se basso e col fondo amovibile) e capovolgete aiutandovi con la carta. Staccate la carta forno, ritagliatene un cerchio che adagerete sulla pasta. Coprite con fagioli secchi o ceci o con le pietruzze d'ordinanza, per evitare che cuocendo si gonfi. Forno 180° per 15 minuti. Quindi togliete carta e ceci e cuocete ancora 5 minuti. Aspettate che si freddi prima di sformarla.
La Ganache:
Rompete il cioccolato a pezzetti in una ciotola. Portate la panna a bollore in un pentolino. Versatela sul cioccolato. Coprite e lasciate riposare 10 minuti, quindi mescolate con la frusta fino ad ottenere una pasta liscia che verserete nel fondo di pasta. Lisciate bene e fate rapprendere al fresco. Servite a temperatura ambiente (se l'ambiente non è surriscaldato)

Etichette: ,

COMMENTI (4)

invia a un amico

Buon compleanno Marion (Zimmer Bradley)

Come definirti? Fenomeno editoriale degli anni ottanta? Famosa scrittrice americana di Fantasy approdata al genere storico femminista? Devo ammettere che, pur amando parecchio la Fantasy, il tuo ciclo di Darkover non mi ha mai affascinata. Mi sembra di ricordare che anche Remy la pensi così. Le Nebbie di Avalon furono invece una bella sorpresa per entrambi. Anzi, forse si tratta proprio di uno dei primi libri che ci siamo rubati a vicenda. All'epoca facevamo i turni entrambi e non si leggeva alle stesse ore.
Una tipa alternativa, ecco, forse alternativa corrisponde all'idea che mi sono fatta di te, Marion. Alternativi i mondi che immaginavi, alternativi i Miti Arturiani ( Il ciclo di Avalon) e dell'Ellade (La Torcia) visti attraverso i tuoi occhi.
Probabilmente avevi ben poco in comune con la Signora di Avalon ma mi viene spontaneo identificarti con lei.
E allora giochiamo? Per il tuo compleanno, anzi per il nostro visto che oggi compio gli anni anch'io, potremmo preparare un dolce con ingredienti reperibili "ad Avalon". Giochiamo a ricostruirlo il più fedelmente possibile? E allora pancakes cotti sulla piastra, (di ghisa la piastra, perdonami, quella de fero mi manca ;-)


Per 6 pancakes ci servono
- 100 gr di farina di farro setacciata
- 1 uovo, tuorlo e chiara separati
- 150 ml di latte di capra
- un cucchiaio di panna densa o di burro fuso
- miele
- un pezzo di lardo per ungere la piastra

Nella farina a fontana mescoliamo il tuorlo, il latte e la panna. A parte ho montato l'albume a neve ferma. Va incorporato sollevando la pastella in modo da non smontarlo.
Versiamo grosse cucchiaiate di pastella sulla piastra calda unta passandovi sopra il lardo infilzato con una forchetta.


Quando un lato è cotto si volta il pancake e si cuoce sull'altro verso. Ci vanno 5-6 minuti in tutto. Avvolgiamo quelli già cotti in un telo perché rimangano caldi. E li mangiamo subito. se aspettano sono decisamente meno gustosi.
Cosa preferisci, miele e o composta di frutta dolcificata con miele ? Miele ? 'spetta che metto il vasetto in acqua bollente perché ridiventi liquido.

Nei bicchieri ho versato un decotto di rosa canina. Ma, se preferisci, ho messo in fresco una brocca di sidro.
Buon compleanno Signora di Avalon.
Kat

ps : Ovviamente per questa ricetta si possono usare cereali "moderni" e latte vaccino e aggiungere il cucchiaino di lievito d'ordinanza e cuocere le frittelle in una padella antiaderente, purché a fondo spesso, ma io mi sono imposta di fare senza e il risultato è stato comunque gradevole.

Etichette: , ,

COMMENTI (4)

invia a un amico

02 giugno 2006

HO PERSO BRACCO!!!


Chiedo aiuto a chiunque passi di qui e che si trovasse in quel di Belluno ieri sera/notte.

Un cane di razza Bassett-Hound, maschio, adulto, si è allontanato da casa.
L'ultima volta è stato visto aggirarsi nei pressi dell'incrocio del Ponte degli Alpini, a Belluno, verso le otto di sera di ieri, 1° giugno, poi se ne sono perse le tracce.
Estremamente docile, si lascerebbe avvicinare da chiunque, quindi se lo vedete, per favore tenetelo con voi e avvisate il canile municipale 0437.94.01.83 / 0437.21.61.11 (centralino ULSS) e, per qualunque notizia, scrivete una mail a patri_rs[at]hotmail[.]it o telefonate al 335.70.123.51

Tutta la trafila "normale" l'ho già fatta, ora spero nel buon cuore della gente e nella fortuna.

Grazie a tutti.

Patt

COMMENTI (13)

invia a un amico

2 giugno - Faccio festa

No che non è il mio compleanno. E' il giorno che ho scelto per festeggiare il suffragio universale. Chissà quanti, anzi quante, ricordano che in Italia il 2 giugno 1946 fu per molte donne "la prima volta", il primo voto?
Vabbè, le svizzere hanno dovuto aspettare fino al 1991, pardon 1971 ( grazie Franci !) ... e , nel mondo, molte aspettano ancora. E così pure molti uomini.

http://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana

Kat

Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

Epperò cucino


Una cosa veloce, che siamo un po' pitocchi e vogliamo approfittare dell'entrata gratis nel musei e castelli in occasione delle celebrazioni del 2 giugno.
E allora ho fatto saltare in padella due fili di pasta conditi con due fili di zucchine, salmone affumicato e buccia di limone.
Per due porzioni, ho fatto saltare in padella in olio evo un cipollotto affettato sottile, qualche filo di timo limonato e uno zucchino tagliato "a spaghetti" con la mandolina. Ho salato poco perchè ci pensa già il salmone. Ho aggiunto la pasta al dente, un mestolino della sua acqua , il salmone tagliato a filettini (circa 100 gr) e un po' di filetti di buccia del limone, ovviamente prelevati col mitico rigalimoni. Ho fatto saltare quel tanto, anzi quel poco- il salmone affumicato non deve cuocere sennò assume un sapore sgradevole - che basta per scaldare e insaporire il tutto. Una spolverata di prezzemolo e stop.
E se questa ricetta vi ricorda qualcosa , potrebbe essere questa versione invernale. Questa volta il salmone non è un "avanzo" ma una voglia smorcata a causa del freddo barbino dei giorni scorsi. Kat

ps: Il timo limonato è fatto così


Ha un aroma delizioso e si sposa benissimo col pesce. In natura non è molto diffuso, l'ho incontrato una sola volta (su un sentiero tra Aosta e il lago Chamolé) ma nei vivai si riesce a trovare abbastanza facilmente.

Etichette: , , ,

COMMENTI (5)

invia a un amico

E accendo pure il forno

per fare lo strudel con la u di Cat
o forse la pizza di Gloricetta
oppure il pane alle tre farine di Maria Giovanna
Che dite, non avrò le idee troppo chiare?
Faccio tutti e tre?
Kat

COMMENTI (1)

invia a un amico

01 giugno 2006

Calamarata fusion


Ora che la cucina fusion non è più sulla cresta dell'onda possiamo tuffarci dentro senza bagnarci ;-)
Avevamo appena letto il post de La cuoca rossa quando abbiamo adocchiato quel formato di pasta al supermercato. Il banco del pesce proponeva calamari freschi delle dimensioni giuste, in congelatore avevamo un onesto fumetto di branzino... E allora... Calamare risottate ai calamari e curry al tamarindo.

Per ogni porzione prevedete 60 grammi di pasta formato Calamare e un calamaro medio. Inoltre, per 4 porzioni serviranno mezzo litro (abbondante) di fumetto, uno scalogno o due cipollotti, un cucchiaio raso di curry (quello al tamarindo, di colore aranciato è un miscela studiata appositamente per il pesce), prezzemolo a piacere e olio evo.

I tempi di preparazione dipendono dalla vostra perizia a pulire e spellare i calamari.
Una volta privati di pelle, penna e interiora, lavati, tagliati a rondelle di altezza pari a quelle di pasta e asciugati, il più è fatto.
Si fanno saltare velocemente in padella i cipollotti (anch'essi tagliati a rondelle) quindi si aggiunge il curry e infine i calamari e, se necessario, poco fumetto bollente. I calamari saranno cotti in 4-5 minuti. Al massimo. Come tutti i componenti di quella famiglia o li cuoci 3 minuti oppure ci vorranno 3 ore a farli riammorbidire.
Si tolgono dalla padella (che non va lavata) e si lasciano da parte aggiungendo al fumetto il sughetto che rilasciano.
Le Calamare si fanno cuocere come al solito in abbondante acqua salata ma per soli 7-8 minuti. Intanto si verifica che il fumetto per risottarle sia bollente.
La pasta scolata si butta quindi in padella con un mestolo di fumetto per volta. Quando a vostro gusto manca poco a fine cottura, aggiungete in padella i calamari, fate saltare, spolverizzate di prezzemolo e stop.
Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (14)

invia a un amico