30 aprile 2007

Meme "chi sei" - Patt

Ecco qui le risposte al meme che da un po’ vedo girare e al quale sono stata chiamata da Paola dei Gatti. :-)
Mettetevi comodi e poi, se vi va, fatelo anche voi!


SONO: beh, penso di si! ;-)
TENDENZIALMENTE SEMBRO: esattamente quella che sono!
FREQUENTO: pochi e veri Amici, molti splendidi aMici.
EVITO: di litigare, se possibile.
AMO: gli animali, sempre e comunque.
ODIO: chi fa del male agli animali.
ADORO: i gatti!
DETESTO: i lavori di casa.
RICORDO: a volte sì e a volte no; ho una memoria “a macchia di leopardo” e ci sono delle autentiche voragini, purtroppo.
RIMUOVO: le figuracce (ci provo ;-)
RESTO INDIFFERENTE A: moda, gossip, sport.
MI INNERVOSISCE: chi non mi ascolta.
MI RILASSA: coccolare i miei gatti, chiacchierare e chattare con gli amici, ascoltare Vivaldi.
CHIEDO: spiegazioni quando non capisco, sia sul lavoro che nella vita.
OFFRO: quantità industriali di pelo di gatto!
MI DEPRIMO: d’estate, il caldo mi distrugge!
MI VESTO: certo!
MI SPOGLIO: quando vado a dormire e quando mi faccio la doccia.
MI ELETTRIZZA: ogni nuova sfida!
MI DEMORALIZZA: la cattiveria umana.
MI PIACEREBBE: poter avere una Grande Tribù come Paola! :-)

Patt

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29 aprile 2007

Fiori Fiori Fiori

I primi, coltivati ma mai visti così belli. La Clematide (comunale;-) ha davvero apprezzato molto l'inverno mite.


I secondi, spontanei. Peccato che questa meraviglia color cioccolato (aquilegia atrata) sia velenosa...

I terzi, commestibili. Anzi, un po' del rosmarino è già finito in una pasta e fagioli. Sembrava fosse tornato un po' di fresco... ;-)


Kat e Remy

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28 aprile 2007

Ippocastano

Quello dell'amica Paola, di solito maestoso e serio, in questi giorni è tutto fronzoli ;-)
Kat e Remy

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27 aprile 2007

Fusse che fusse


Ore 14,30... e la linea fu!
Un tecnico gentilissimo si è dato un gran daffare per ricollegarci con il mondo dopo quasi 60 giorni dalla prima richiesta di trasloco della linea. Ad onor del vero anche gli operatori del call-center della Telecom sono stati gentilissimi (magari non sempre in possesso di tutte le informazioni necessarie, ma gentilissimi). Ma, allora, perchè c'è voluto tanto?
Mah... Che sia colpa dell'inefficacia del sistema dei call-center? Comunque sia, ora che possiamo seguire di nuovo i Cuochi di carta in presa diretta e ritrovare gli amici che ci frequentano, stiamo meglio.
Kat e Remy
P.S. per l'adsl dovremo aspettare ancora un po'. Fusse che fusse la volta buona?

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Berso, abbi pietà!


Mi sono lanciato nella produzione di tortelli fatti interamente a mano e da solo e...
dai che la prossima volta andrà meglio ;-)
Remy

Io la vedo in tutt'altro modo: ci va davvero molto impegno per non farne due uguali ;-))) Sono molto fiera di lui. Erano BUONISSIMI! La ricetta? Guarda caso... era questa.
Il maestro resta comunque sempre lui...
Kat

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26 aprile 2007

MEME DEL RIGATTIERE - La ... di Tante Adèle


Questo è quello a cui è destinata ora ma, quando è nata, un bel po' di decenni fa, secondo voi quale compito svolgeva?

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25 aprile 2007

Aprile ...

... dolce dormire!


E noi rispettiamo i proverbi!
Gli umani invece no, ma si sa: gli umani sono strani!
Ronf ;-)

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24 aprile 2007

Classicheggiando

Quando il caldo inizia a farsi sentire, noi rispolveriamo spesso e mooolto volentieri il classicissimo paninozzo con tonno, maionese, coriandolo, pomodoro, mozzarella di bufala, insalatina novella e rucola.
Rapido, fresco, buono! :-)
Patt & C.

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23 aprile 2007

Piselli, Prosciutto, Peperoni


La ricettina di oggi nasce dalla rielaborazione di questo sugo, adattato per renderlo gradito anche allo zucchinòfobo Jazzer
;-)

Ingredienti:
piselli già lessati
peperoni freschi, rossi e/o gialli
prosciutto cotto, fetta di spessore mezzo centimetro
cipolla bianca o scalogno
olio e.v.o.
sale
coriandolo

Preparazione:
Tritare grossolanamente la cipolla, dadolare il prosciutto e tagliare i peperoni a quadrotti.
In un saltapasta, far appassire la cipolla con un cucchaio scarso di olio, aggiungere il prosciutto e farlo rosolare. Unire i peperoni, salare e, spadellando, portare a cottura i peperoni, badando che rimangano molto "al dente". Verso la fine, unire anche i piselli e insaporire con il coriandolo.
Versare la pasta nel condimento, spadellare ancora qualche istante e servire.

Patt

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21 aprile 2007

Buon fine settimana

Un ciliegio da fiore, colto al volo prima che il caldo esagerato lo facesse sfiorire.


Kat e Remy

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20 aprile 2007

Una casa che calzi alla perfezione...

La casa del cardellino nel frutteto di Cesarino

Immaginiamo che la casa sia ... una calzatura.
Nella casa scarpetta da ballo si finisce col sentirsi obbligati a camminare sempre in punta di piedi. Come la povera Barbie ;-) E' una casa che impone l'eleganza e suscita forse un briciolo di ostentazione in chi vi risiede. Mette senza dubbio in risalto il buon gusto e i mezzi dei suoi occupanti ma potrà difficilmente essere un rifugio.
Chi sentisse il bisogno di un rifugio cercherà una casa pantofola, dove sentirsi a suo agio come un alluce liberato dalla morsa del cuoio. Epperò, al comodo e al calduccio, sarà ben difficile non diventare fin troppo pantofolai. Chi ha più voglia di mettere il naso fuori?
Mi sono anche imbattuta in case sandaletto dove tendenzialmente tutto si svolgeva fuori. Semplicemente perché il balcone era più spazioso del salotto.
Ho tenuto per la fine la casa scarpa da tennis, quella da poco abbandonata.
Confortevole, senza storie né pretese, non è afflitta dall'olezzo che dopo un po' ammorba qualsiasi scarpa sportiva ma è parecchio, come dire... vissuta. E si vede. E incita, inevitabilmente, a svaccare.
Perché mai cacciare via la polvere dai davanzali visto che sono belli scrostati? Perché mettere in ordine i libri visto che la libreria andrebbe smontata prima che crolli?

E la casa attuale? mi hanno chiesto.
Pensa che ti ripensa, mi è venuta in mente una pedula della nuova generazione. Pianta larga, suola tecnica adatta a lunghi percorsi e a qualsiasi variazione climatica, tomaia a prova di campamontagna ma in grado di trasferirsi in città senza sembrare appena demonticata.

Le manca solo... una linea telefonica :-(
Kat

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19 aprile 2007

Si festeggia!


Ehi! Ho detto "si festeggia!"

Allora vale la pena svegliarsi!


Mhmmmrsì ... 'rivo!


Ehi, arriviamo anche noi!


I fiori li porto io!


E qui c'è la scatola!


Ecco il fiocco!


Aspettate, ci siamo anche noi!!!

Ma ... dov'è la festa?


Che domande! Qui!!!

Auguri Triny!!!

E se avessimo sbagliato giorno? Che importa, si fa festa comunque! ;-)

Gli Assistenti Scribattari

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18 aprile 2007

Un curioso paté

Dice Maria Luisa (da non confondersi con Maria Teresa ;-) :

Non è un "piatto" comune, è un’idea. Nata per caso. Curiosa. Al termine di una delle tante cene delle Fornelle stavamo ripulendo la cucina del ristorante che ci ospita ogni settimana. Sul tavolo una scatola di fagioli cannellini, una di tonno sott’olio, una bustina di granulato di gelatina, qualche limone, insomma ciò che restava della spesa e della “spignattata” collettiva. Chi vuole questa roba? Silenzio. Ognuna di noi aveva già riempito la sporta con i succulenti avanzi della cena. “Ma dai, facciamo qualcosa, inventiamo un piatto curioso, mettiamo alla prova la nostra fantasia”. Carlin, con tutte le sue scuole di cucina, da Parigi a Hong Hong, è sempre una splendida trascinatrice. E'nata così una ricetta curiosa. Fuori tempo massimo. E, in zona Cesarini!


per 6 persone :
1 scatola di fagioli cannellini da 400 grammi (240 sgocciolati)
1 scatola di tonno sott’olio da 160 gr.
mezza bustina di granulato di gelatina o 2 fogli
1 limone non trattato (si usa tutto: buccia e succo)
mezzo bicchiere di latte o panna (meglio!)

Lavare i cannellini e metterli nel frullatore con il tonno dopo avere scolato tutto l’olio. Aggiungere la buccia grattugiata del limone. A parte fare sciogliere la gelatina nella panna calda, quando è pronta unirla al composto e frullare il tutto con il succo di limone fino ad ottenere una crema consistente. Mettere il paté in una pirofila da plum-cake dopo averla passata sotto l’acqua fredda (si staccherà più facilmente). In frigo per due ore. Versare il tortino su un letto di insalatine di stagione. Piatto da portata rotondo o ovale.

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17 aprile 2007

Lotte


E invece no, col fornello nuovo non litighiamo. E neppure col forno. Con la manzanza di tempo e, peggio, di linea telefonica, un po' di più... :-(
Al massimo potremmo litigare con Patt che detesta il pesce. O con Alberto, per promesse non ancora mantenute...
Ma la verità è che lotte è solo il nome in fransè della coda di rospo e noi siamo pigri e quello è l'appellativo più breve di cui disponiamo.

Dopo quasi tre mesi di astinenza siamo andati al mercato al sabato mattina. Ci siamo imbattuti in questa bella codina (500 g) e per farle onore (memori di una soffiata dell'amico Michele) abbiamo comprato qualche fetta di pancetta.
Mentre il forno si scaldava (180°, ventilato) abbiamo finito di ripulire il pesce da eventuali pellicine, lo abbiamo lavato e asciugato, rosolato rapidamente in padella con pochissimo olio quindi adagiato in una pirofila avvolto nella pancetta .
Un goccio di vino ad inumidire la teglia e via ad arrostirsi in forno per 30 minuti.
Niente sale né olio. Pensa a tutto la pancetta.
Kat e Remy

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16 aprile 2007

Auguriiiii!!!!!!!


Puff, puff, pant, pant ...... arriviamo!

Oggi compie gli anni la Signora D'Artificio e noi vogliamo farle dono di questo piccolo fiore, con tutto il nostro affetto

AUGURI, SIMO!!!!!!!!

Gli Scribacchini

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È primavera ...


Patt (ma alberello fiorito e orto sono della Pargola :-)

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15 aprile 2007

Lassù-Quaggiù n. 3



Il monte è il solito Emilius. E il frutto ?
Kat e Remy

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14 aprile 2007

Di cognome Nioula fa Curiosino...

e qualche volta si caccia nei guai...
Kat e Remy

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13 aprile 2007

Cipolle in umido


Io amo le cipolle. Io adoro le cipolle! E in questa stagione mi sbizzarrisco: affettate sottili nell'insalata, oppure così, o ...
... prendo una padella antiaderente, ci metto un velo di olio d'oliva buono e un cucchiaio di semi di sesamo. Faccio rosolare ben bene le cipolle, che diventino dorate, quindi sfumo con un bicchiere di marsala secco. Aggiungo sale qb.
A questo punto metto il coperchio e lascio cuocere brevemente a fuoco dolce.
Vualà! :-)
Patt

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12 aprile 2007

Polpettine al sugo


Un esperimento ancora in evoluzione. Sono moderatamente soddisfatta, sentiamo il vostro parere! :-)

Ingredienti:
600 gr di carne macinata
mezza mela (renetta, o comunque acidula)
500 gr di passata di pomodoro
1 uovo
il succo di mezzo limone
aglio
prezzemolo
curry
peperoncino
sale
olio d'oliva
farina bianca

Preparazione:
Grattugiare la mezza mela e incorporarla alla carne, insieme al succo di limone, all'uovo, a un cucchiaino di curry in polvere, al sale, a metà del prezzemolo tritato e a uno spicchio d'aglio pure tritato. Amalgamare con cura, poi formare delle polpettine piuttosto piccole e passarle nella farina.
In una padella, fare scaldare un velo d'olio con un paio di spicchi d'aglio e far rosolare le polpettine, poche alla volta, rigirandole bene tutt'attorno. Via via che sono pronte, disporle in una teglia e metterle in forno per una decina di minuti, a calore moderato (devono asciugare, più che cuocere).
In un tegame, far imbiondire altri due spicchi d'aglio con poco olio, poi gettarli via e versare la passata di pomodoro. Salarla e, solo se necessario, legarla con poca farina stemperata in un goccio d'acqua calda. Aggiungere il peperoncino e un trito abbondante di aglio e prezzemolo. Far sobbollire alcuni minuti, poi spegnere il fuoco, unire le polpettine e lasciar riposare per un'oretta.
Riscaldare al momento di servire.

La truppa ha spazzolato e lucidato i piatti, ma secondo me era un po' troppo dolce e mancava qualcosa. Suggerimenti? :-)

Patt

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11 aprile 2007

Gironzolando ...

... si scoprono cose nuove!

Si può rendere esilarante una ricetta, senza peraltro tradirla minimamente? Leggendo Flat Eric sembrerebe di si!

Invece Carla ci dà un'indicazione preziosa e importante riguardo le uova.

Da La Ballera un appello per la tutela dei nostri prodotti agroalimentari, che personalmente condivido al 100%.

Patt

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10 aprile 2007

RisoBleu

Era tornato il freddo, avevamo ancora il frigo semi deserto e una gran fame, così abbiamo risottato con, per 2 persone, la parte bianca di un porro rosolata in poco olio evo, brodo vegetale in polvere e, per la mantecatura finale, un bel pezzo di bleu d'Aoste, un erborinato delicato non troppo grasso della locale Centrale del Latte.
Lo rifaremo, anche se fa già meno freddo.
Ma se Patt cena con noi, cambiamo formaggio ;-)
Kat e Remy

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09 aprile 2007

MEME DEL RIGATTIERE - ancora auguri?

E perché no? Auguriamo a tutti voi che ogni giorno porti in dono un sorriso e chiudiamo il periodo di Pasqua così come lo avevamo iniziato, con un Vasetto Augurale del '700, sempre offerto dall'Amica Paola dei Gatti!

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Coccoliamoci ...


... cominciando dal caffè! :-)

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E ...


... grazie, di vero cuore, a chi li ha lasciati così!
Patt

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08 aprile 2007

Auguri!



Gli Scribacchini

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07 aprile 2007

Priscilla


Lei è Priscilla, la chiocciolina che abita nel giardino della Pargola. È un po' timida, ma ha quasi messo fuori le antennine per fare a tutti i migliori auguri di Buona Pasqua! :-)


Gli Scribacchini

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06 aprile 2007

Boccioli


Un giorno saranno renette.


Queste no, ma... ehm.. non riusciamo a ricordare se siano pere o susine...

Kat e Remy

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05 aprile 2007

Di Chiocciole, Insalate, Nonni e Nipotine


- Okay - disse il nonno, che ormai si ritrovava questa parola inglese sempre più spesso sulle labbra - e allora d’accordo: tu al tuo cartoon, e intanto io a fare qualcosa nell’orto, perché se le lumache non mi vedono, addio insalata!
Amy, che già stava per rientrare, si fermò di botto.
- Perché addio insalata?
Il nonno allargò le braccia.
- Perché quelle vanno pazze per la lattuga - rispose - e se non mi vedono, c’è il rischio che non ne resti foglia. E senza lattuga niente insalata.
Amy, che attorno a sé, a scuola o alla TV, ascoltava voci sempre più appassionate in difesa degli animali, e teneva sul comodino una bellissima chiocciola d’argento, tornò sui suoi passi.
- Ma se ti vedono, cosa succede: gli fai paura?
- Allora diciamo che se non mi faccio vedere, per loro è Pasqua. Se invece arrivo prima io, allora è Quaresima. Ma dopo ti spiego.
Alla nipotina, la cosa non suonò molto chiara. La faccenda del nonno che faceva da Pasqua e anche da Quaresima continuò ad entrarle e ad uscirle dalla testa anche dopo, in casa, mentre seguiva il cartoon con le comiche mirabilie del Gatto Silvestro, sprofondata nella poltrona che era stata della nonna. Alla fine si stufò, balzò in piedi e si avviò dietro casa, verso l’orto: un grande patchwork di tanti verdi rettangolini, ma di un verde diverso l’uno dall’altro.
Il nonno, curvo su uno di questi, fitto di larghe foglie che forse erano proprio di lattuga, stava spargendo torno torno da un sacchetto che reggeva in mano, qualcosa che somigliava a granelli di sabbia. La bambina gli si avvicinò e lo tirò per la camicia.
- E le chiocciole, nonno? Sei arrivato prima di loro?
- Tardi, stamattina abbiamo fatto tardi. Le lumache se la sono già fatta una bella colazione.
Gli occhi di Amy si accesero di contentezza.
- Proprio come noi, allora!
- Più o meno. Guarda un po’ qui.
La bambina si abbassò sulle ginocchia e, abbassandosi fino quasi a terra, scorse una sorta di galleria che si inoltrava tra le foglie della lattuga, diligentemente smangiucchiate lungo il gambo.
- Colazione a base di buona lattuga, fresca e tenera - commentò il nonno, piuttosto contrariato.
- Chissà che scorpacciata! - esclamò allegramente Amy - dovevano essere proprio affamate, le tue chioccioline …
- Può darsi. E sanno scegliere: sono due mesi che vengo qui ogni giorno per farla crescere bene, questa lattuga …
- Le chioccioline di sicuro ti ringraziano.
- Dici? Mi fa piacere. Solo che la lattuga mi piacerebbe anche mangiarla. Penso che piaccia anche a te, in insalata con un po’ di pomodoro …
- Certo che mi piace! Ma qui ce n’è per tutti: anche le lumache hanno diritto di mangiare.
Il nonno si piantò le mani sui fianchi e parve spazientito.
- Però se qui non si fa qualcosa, della lattuga non vediamo neanche più l’ombra!
La nipotina si fece seria e replicò che nell’orto c’era un sacco di altre cose da mangiare. Il nonno ribatté che se non le avesse ostacolate, le lumache si sarebbero divorate tutto l’orto.
- È giusto che mangino anche loro - fu la asciutta risposta della bambina.
Il nonno sbottò.
- E vada per le tue lumache, allora. E per i topi, i lombrichi, i maggiolini e l’infinità di insetti che vanno all’assalto di pomodori, fagiolini, cavoli, carote, radicchio, cipolle, prezzemolo e tutto il resto? Devo lasciarli fare?
Amy fece spallucce.
- Non lo so. Ma tutti devono mangiare - concluse con piglio corrucciato.
Così, sotto il sole ormai alto sull’orizzonte, tra la nipotina e il nonno si accese una discussione serrata, che divagando tra gli ortaggi freschi e gli ortaggi congelati nelle confezioni vendute nei supermercati, lavoro per produrli, insetti in cerca di cibo, “diritti” degli animali e “diritti” degli uomini di chiamarli parassiti e di combatterli, non portò da nessuna parte e lasciò tutt’e due nelle proprie posizioni:il nonno fermo sulla necessità di difendere la sua lattuga, ferma la bambina sul diritto delle lumache a sfamarsi. La situazione precipitò verso l’arrabbiatura quando saltò fuori che il nonno, per sbarrare la strada alle chiocciole, spargeva là attorno della sabbia, che si attaccava al corpo molliccio delle lumache impedendogli di respirare così che, mezzo morte, lui le raccoglieva e le buttava. Amy trovò che era una vera e propria crudeltà, le venne da piangere e scappò a nascondersi in casa.


Di sottecchi, attraverso le nuvolette di fumo azzurrognolo della pipa, tratto tratto il nonno osservava la nipotina, venuta silenziosamente a sedersi sotto il portico, all’estremità opposta della lunga panca addossata al muro. L’aria imbronciata, gli occhi piantati sul videogioco stretto tra le mani, Amy dava l’impressione di voler stare sola, e il nonno, senza dir nulla, continuò a fumare, almanaccando dentro di sé certe cose venute a girargli per la testa, a proposito dell’orto, della lattuga, delle lumache e di tutto il resto. La pipa ad un certo punto s’impuntò e non volle saperne di continuare il suo compito. Il nonno verificò, provò a rimestare quel po’ di tabacco mezzo incenerito rimasto sul fondo, infine si arrese, e per scuoterne via i residui, dette due o tre colpettini (ma con garbo) sull’angolo della panchetta. Parve proprio un segnale e istintivamente Amy volse il capo, gli sguardi si incrociarono e il nonno colse l’attimo per far scivolare lungo la vecchia panca un sommesso “buongiorno”.
- Ciao - rispose la bambina, piantando di nuovo gli occhi sul display del cellulare. Però il ghiaccio era rotto.
- Scommetto - attaccò il nonno, riprendendo a trafficare con la pipa - che hai parlato con la mamma.
Amy fece cenno di si.
- Hai fatto bene. E le tue amiche?
- Solo la mamma.
- Le chiamerai un’altra volta, sarà bello lo stesso. Ma adesso, sai Amy, mi piacerebbe far due chiacchiere con l’amichetta delle lumache che mi sta seduta a un chilometro di distanza. Ma come faccio a parlarle da qui: non posso mica mettermi a gridare …
Nel volto della bambina, il broncio lasciò il posto a un mezzo sorriso, e senza alzarsi, puntellandosi sulle mani e sui piedi, si lasciò sdrucciolare fino al fianco del nonno. Sorrise anche il nonno, che al terzo fiammifero e alla terza boccata tirata a vuoto, per la seconda volta, si arrese.
- Questa pipa ogni tanto fa i capricci … - brontolò, e fu come un’esca, cui la nipotina non vedeva l’ora di abboccare.
- Il papà dice che la pipa è per gente che ha tempo da perdere - sentenziò.
- Davvero dice così?
- Dice anche che in macchina quelli con la pipa non si tolgono mai dai piedi.
- Giustissimo - ridacchiò il nonno - con pipe ostinate e capricciose come questa, uno come può andare avanti …
- E allora tu: perché la fumi?
Il nonno sembrò colto di sorpresa. Incrociò le braccia e andò a cercare le parole tra i rami del tiglio.
- Dunque, allora, questa si che è una bella domanda, anche perché, è difficile spiegarlo, insomma, vuoi che ti dica in un orecchio? Il fatto è che le cose stanno proprio come dice il tuo papà: la pipa è una meraviglia per perdere il tempo. Così i pensieri se ne vanno di qua, di là, su, giù, avanti, indietro, dove più gli piace, anche da nessuna parte, ma qualche volta ti portano dove non avresti mai immaginato di arrivare. O di tornare. È capitato anche prima, che avevo del tempo da perdere e la pipa tirava che era un piacere.
La bambina, incuriosita, volle sapere dove la pipa l’avesse condotto, e il nonno, con aria divertita, rispose che prima, mentre lei era nella sua cameretta, lui, senza accorgersene, tra una pipata e l’altra, si era ritrovato nell’orto, con un corteo di chiocciole in andirivieni tra la lattuga, e di lì era ripartito andando indietro nel tempo, quando, ragazzetto, viveva nella fattoria ch’era un tutt’uno con la stalla delle mucche, il recinto dei maiali, le gabbiette dei conigli e galline tacchini anatre e oche sgambettavano dentro e fuori la grande cucina, fino al giorno in cui bisognava, a questo o a quella, tirargli il collo per accontentare un po’ - ma solo un po’ - la fame che non passava mai. A quei tempi, continuò il nonno, a nessuno, ma proprio a nessuno, nemmeno al prete che ogni anno veniva a benedire la terra e tutti quelli che vivevano nella fattoria - nessuno, allora, pensava che alle bestie, come chiamavano mucche, galline e tutto il resto - spettasse qualche diritto. Allora i piccoli facevano a gara nel cortile per acchiappare le galline, il più sveglio riusciva a torcergli il collo prima che a provvedervi fosse la nonna o la mamma, e quando si ammazzava il maiale, in mezzo al cortile, era gran festa per tutto il vicinato, nessun bambino andava a scuola ed era baldoria …
- Non è vero, non ci credo … - lo interruppe la nipotina con voce tremante - e gli animalisti cosa dicevano?
- Gli amici degli animali, vuoi dire? Allora - sospirò il nonno - amici degli animali eravamo tutti, in un certo senso, perché era fame, per chi non ne aveva nella stalla o nella corte, e la fame è una gran brutta bestia, bambina mia, molto brutta. Che tu non hai mai visto, per fortuna.
Amy restò zitta, tutta aggrondata.
- Acqua passata - riprese il nonno - perché il bello viene adesso.
- Il bello? - la bambina si rianimò - Quale bello?
- Tu e le tue lumache: questo è il bello. E la pipa, si capisce, la pipa mi ha fatto girare per la testa tante cose. Per esempio, che i tempi sono cambiati. E poi, appunto, la faccenda delle lumache. Chi lo sa, non ci avevo mai pensato, ma forse hai ragione tu, forse hanno anche loro il diritto di nutrirsi, voglio dire, di stare un po’ di più su questa terra …
- Nonno, nonnello! - In uno slancio di esultanza, Amy balzò al collo del nonno e gli schioccò un bacio sulla fronte - Che bene che ti voglio!
- Okay, okay - scherzò il nonno - ma la lattuga? Come la mettiamo con la lattuga?
- Gliela lasciamo mangiare!
- Noi però restiamo senza.
Amy si fece seria di colpo.
- Non ci avevo pensato - disse a bassa voce.
- Questa è la faccenda - osservò il nonno - e in fondo è sempre la stessa: o mangiamo noi, o mangiano loro.


Seguì qualche momento di silenzio, che il nonno impiegò per cercare di riaccendere la pipa. Questa volta, quasi per sortilegio, la pipa funzionò, e la nuvoletta di fumo azzurro che si levò dal fornello, sembrò annunciare una via d’uscita al dilemma.
- Ma forse si potrebbe tentare - riprese il nonno, guardando con aria dubbiosa la nipotina - forse si potrebbe dividere la terra a lattuga in due zone. Ne difendiamo una, la più grande, perché le lumache non passino, e lasciamo l’altra tutta per loro. Che ne dici?
La risposta fu un gioiosissimo “Wonderful!” a braccia levate e pugni chiusi, come i ciclisti quando tagliano primi il traguardo.
- Come sarebbe … - fece il nonno, ma Amy non perse tempo.
- Dai nonno, dai che lo facciamo! - E, agguantato il nonno per mano, lo trascinò con sé verso l’orto. Qui, insieme, cominciarono con lo stabilire la porzione di aiuola da riservare al consumo domestico e quella da assegnare a pascolo delle lumache.
Circoscrissero questa con un solco e crearono un passaggio di accesso per le lumache munendo le parti inclinate di una compatta barriera di terra e pietruzze.
Ad opera terminata, il nonno si levò è restò, perplesso, a guardare il lavoro compiuto.
- È strano - borbottò - non ci avrei creduto che qualcuno potesse convincermi a lasciar mangiare la lattuga del mio orto alle lumache …
La bambina rise felice.
- Me l’ha detto anche il papà, che ho un sacco di cose da insegnarti!

Tratto da: Lucio Polo - "Ma nonno! Storia di un nonno poeta e di una ragazzina moderna" -
ed. IBRSC 2002

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04 aprile 2007

Indovinello


Provate a indovinare con cosa abbiamo inaugurato il forno nuovo.
Naaaaaaa troppo difficile, non indovinerete mai :-)
Kat e Remy

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03 aprile 2007

Aspettando Pasqua

Dalle vostre parti, che si fa di bello? Qui si gioca al rolo ...


... e poi c'è chi si occupa di ...




... e poi si gioca a tombola ... si, si: a tombola, in piazza!

E loro? Beh, che vi devo dire: a me piacciono così! :-)


Patt

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