30 ottobre 2008

Naturalmente Valle d'Aosta


Questo il titolo scelto dall'Ufficio Promozione Produzioni Agroalimentari dell'Assessorato Agricoltura della nostra Regione per presentare la serie di "eventi" proposti al Salone del Gusto 2008. Quando, qualche mese fa, ci hanno chiesto di partecipare ad un tipo di comunicazione più soft e intimista di quanto si usi di solito in un "Salone" abbiamo accettato con curiosità e parecchio timore. Kat ha qualche problema a stare in mezzo alla folla e Remy patisce il caldo. L'ideale per quel tipo di situazione!!!
Perché abbiamo accettato? Perché ci piacciono le scommesse e più ancora le produzioni agroalimentari valdostane e il territorio dal quale nascono.


In cosa consistevano gli eventi? Un'alternanza di pranzi e degustazioni guidate, a gruppi di 15 persone per poterle mettere a loro agio, informare e ascoltare, in un ambiente il più possibile protetto. Da qui la "nicchia" che ricreava l'effetto protettivo delle montagne.
Chi erano gli ospiti? Giornalisti, blogger, operatori del settore, torinesi o di passaggio a Torino per il salone, più qualche "testimone" della realtà valdostana a parlare di questa realtà dall'interno. Perché, senza offesa, il più bravo dei PR, se non è del luogo, potrà fare ben poco per "tradurre" un territorio di cui non conosce la lingua madre.


Il menù? Sapeste quanto abbiamo discusso nella breve fase di preparazione finale!
Partendo anche solo dalle quattro Dop valdostane (Fontina, Fromadzo, Lardo d'Arnad, Jambon de Bosses), ci si poteva già sbizzarrire parecchio. E invece ci siamo accorti di essere tutti d'accordo per proporre i sapori "in purezza". Remy vi ha già dato una prima idea ma non vi ha raccontato il prologo del pranzo e, secondo me, la vera trovata degli organizzatori stava proprio lì.


Non solo hanno raccolto, previa autorizzazione della forestale, i più diversi fiori presenti nell'erba di cui le nostre bovine si nutrono durante la stagione d'alpeggio nutrendo di profumi il loro latte, ma hanno fatto partire ogni giorno da una stalla dei dintorni di Aosta il latte appena munto da far annusare e assaggiare agli ospiti.


E mentre questi annusavano e già iniziavano a rilassarsi e sognare, Roberto raccontava. Non voglio svelarvi come e cosa, augurandovi di poter partecipare anche voi un giorno ad una degustazione accompagnata dai suoi appassionati racconti.
Come lo chef Antonio Salvatore prepari il Filetto di bovino adulto in crosta d'erbe che ha lasciato a bocca aperta tutti i commensali vi ha già detto Remy. Qualcuno l'ha anche mirabilmente fotografato... Io vorrei tornare alla Fontina proposta come antipasto (come era tradizione fino ad una quarantina di anni fa) e in quattro consistenze (un'idea decisamente seducente dello chef Agostino Buillas del Café Quinson di Morgex). Ovviamente più la Fontina è buona e più grande sarà il piacere.


Va consumata in quest'ordine :
-Fonduta (senza uovo per gustarne il sapore in assoluta purezza) servita in una scodellina ricavata da una mezza patata di montagna
- Spuma (la fonduta lasciata freddare quindi montata perché, come insegna Antonio "in cucina si vive benissimo anche senza sifone";-)
- Solida (a temperatura ambiente se questa non è troppo calda) da annusare e palpeggiare prima di addentarla
- Cialda (sottili fette di fontina tagliate con un copapasta tondo quindi infornate su carta forno senza lasciarle tostare troppo)


E qui mi fermo... decidete voi se devo continuare ;-)

Kat

Etichette: ,

COMMENTI (13)

invia a un amico

29 ottobre 2008

United Colours of Terra Madre al Salone del Gusto

COMMENTI (9)

invia a un amico

27 ottobre 2008

Salone del Gusto - Il rientro

Siamo rientrati a casa da poche ore (il tempo di leggere la posta, scaricare le foto e fare le copie e coccolare le gatte :-)
Il portatile sul quale sto scrivendo ora, Domenica e Lunedì ha rifiutato di accendersi (???). In realtà è qualche giorno che fa le bizze. Domani si torna a lavorare ai soliti ritmi (alla fine avremo fatto 12 giorni tirati senza riposi :-(
Però abbiamo scoperto molte cose e ne abbiamo imparate molte di più. C'è rimasta una voglia di raccontare e farvi vedere cosa abbiamo scoperto ma dobbiamo trovare il tempo e riordinare le idee e le immagini (1436 foto).
Remy






Etichette: ,

COMMENTI (8)

invia a un amico

26 ottobre 2008

Salone del gusto - 3° giorno

Sto scoprendo che chi paga il biglietto, a fronte delle sconfinate dimensioni dei diversi padiglioni del salone riesce (forse) a vedere tutto una volta sola. Se poi non ha l'accortezza di fare parecchie pause, rischia di gustarsene veramente solo una parte.


Gli espositori non potendosi muovere dai loro stand vedono ben poco.
Alla fine forse gli unici che girano veramente tanto (a parte i volontari di slow food) sono gli operatori dell'audiovisivo
Però mi sono accorto che l'obbiettivo ti isola completamente da quello che ti circonda. Sei talmente concentrato su soggetti, luci e inquadrature che non ti rendi nemmeno conto di dove sei.


Ieri, un espositore mi ha parlato ed io, riportato bruscamente alla realtà ho scoperto cosa mi stavo perdendo. Ho chiacchierato per un po' di risi e risotti con quel simpatico signore poi ho cominciato ad usare la macchina fotografica soltanto come alibi per guardarmi attorno e, si, malgrado la folla, il rumore, qualche odore di troppo e alcune cose discutibili di cui magari discuteremo in seguito, c'è davvero più di una ragione di passare di qui.


Sta anche nascendo una bella solidarietà, cameratismo tra persone che hanno al collo il pass (=sono lì per i più diversi lavori). A volte un sorriso, a volte una semplice occhiata, a volte un prezioso consiglio su come raggiungere il bagno più vicino, ma è una bella atmosfera. Forse il momento più bello è la mezz'ora prima che il Salone aprà al pubblico ;-) Gli espositori poi ti spiegano i loro prodotti in maniera informale e... comincia davvero a piacermi.

Remy

Etichette: ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

25 ottobre 2008

Salone del Gusto - Gironzolando # 2

COMMENTI (0)

invia a un amico

24 ottobre 2008

Salone del Gusto - 2° Giorno

Oggi, entrando al salone che iniziamo a conoscere, ci rendiamo conto di non essere visitatori "normali" e il nostro modo di vedere le cose è diverso ma su questo aspetto torneremo in un secondo momento.

Oggi, entrando allo stand della Valle d'Aosta salutiamo Giorgio ed Enzo an tren de tzapoti le cornaille (che stanno scolpendo i giocattoli a forma di mucca). Qualche minuto più tardi Kat sfoderando tutto il suo inglese aveva già venduto una piccolissima mucca ad una piccolissima signora giapponese.


Oggi, cominciamo a svelarvi cosa fa Kat al laboratorio della montagna della nostra regione al quale possiamo invitarvi solo virtualmente perchè le prenotazioni sono chiuse.
Giornalisti ed addetti ai lavori incontrano alcuni testimoni della realtà valdostana, non solo agroalimentare e si confrontano, pungolati da Kat, sulla comunicazione in fatto di prodotti tipici.


Per alleviare il loro duro lavoro i tre giovani somellier (Lorenzo, Cristina e Luigi) hanno proposto:

-Blanc Fripon (un metodo Charmat composto da 65% di Prié blanc e 35% Muller Thurgau) in accompagnamento a 4 modi di presentare la Fontina.


- Metodo Classico4487 (100% Pinot noir vinificato in bianco) con Jambon de Bosses e mela Renetta-


-Cornalin (Autoctono a bacca rossa in purezza) abbinato a Lardo di Arnad castagne al miele e beurro de crama (burro di panna)-


-Enfer d'Arvier (80% Petit rouge 20% uvaggi a bacca rossa) in compagnia della Seupetta de Cogne.


-Fumin (autoctono a bacca rossa) insieme ad un filetto in crosta di erbe aromatiche.


-Chambave Moscato Passito Prieuré (il nome dice tutto) con la fiocca al profumo di génépy (la fiocca è la panna montata).


Valentina e Donatella, due stagiste della Ecole Hotelière hanno assistito lo chef Antonio Salvatore al quale Remy ha carpito la ricetta dello stratosferico filetto.


Rosolare il filetto in forno a 220° assieme a cipolla, sedano e carota che serviranno per il fondo con il quale si farà una riduzione di vino rosso (Fumin) addensato con un roux leggero che formerà la salsa. Ricoprire il filetto con le erbe aromatiche e rimetterlo in forno fino a... con 36 anni di mestiere si capisce quando è cotto premendolo con le dita :-)

Etichette: ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

23 ottobre 2008

Salone del Gusto - Primo Approccio


Riuscite ad immaginare due mezzi montanari, solitamente immersi nella quiete bucolica del loro villaggio in mezzo ai meli, alle prese con il traffico e gli inevitabili disagi dei lavori di ampliamento della metropolitana di Torino?
Lo ammettiamo, al Lingotto-sede del salone del Gusto (23-27 Ottobre)- siamo arrivati già belli stanchi.
Quando, alle 11 in punto, si aprono i cancelli, noi siamo ancora in coda per ritirare gli accrediti e quindi arriviamo al cancello accompagnati da mooolte scolaresche.


I più piccoli, ovviamente sono da mangiare e ci fanno tornare il sorriso ma per noi lo choc culturale è innegabile.
Luci, rumori, brusio, i primi imbonitori che già hanno iniziato il loro show... Mentre all'Oval, si inaugura Terra Madre, nel padiglione che dobbiamo raggiungere noi c'è già una folla di persone al lavoro per carpire l'attenzione di una folla di visitatori.

Remy si nasconde dietro alla macchina fotografica e spara su tutto mentre Kat si concentra sul compito che l'attende.


Per cinque giorni, alcune ore al giorno saremo qui:


Oggi a guardia dell'ingresso del padiglione della valle d'Aosta, c'era Dario con le sue cornaille (il primo giocattolo dei bambini valdostani nei secoli).



Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

Salone del Gusto -Gironzolando # 1

Nel tempo libero siamo andati a curiosare un po' in giro.






Naturalmente non c'era solo questo e...
segue...

Etichette: ,

COMMENTI (6)

invia a un amico

Salone Internazionale del Gusto


Noi quest'anno lo vedremo dall'interno e, computer e connessioni permettendo, vorremmo provare a raccontarvelo a caldo.

Tutto quanto c'è da sapere per orientarsi si trova qui.

Adesso saltiamo in macchina e...
...a presto, speriamo.
Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

18 ottobre 2008

Scorci d'Autunno




Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

16 ottobre 2008

Una pagnotta per La Giornata Mondiale del Pane

Rispondiamo ben volentieri all'invito di Zorra di festeggiare la giornata mondiale del pane panificando ai 4 angoli del momdo.



Un po' perché ne siamo golosi, un po' perché i maggiolini hanno assaggiato molte delle patate dell'orto obbligandoci a consumarle in fretta, abbiamo scelto un Filoncino con patate e rosmarino tratto da questo delizioso libretto delle edizioni Gribaudo.


Dosi e lavorazione sono risultati perfetti quindi li riportiamo (quasi) fedelmente.
Ingredienti :
- 500 grammi di farina "0"
- 500 g di semola di grano duro
- due bustine di lievito di birra liofilizzato
- 25 g di sale
- 250 g di patate
- un rametto di rosmarino

Le patate, sbucciate e cotte al vapore, erano già passate e raffreddate.
Abbiamo mescolato farine e lievito, stemperato con l'acqua (tiepida) e impastato (con l'impastatrice ;-) Dopo aver aggiunto sale, rosmarino sforbiciato e patate schiacciate abbiamo dato un altro bel giro d'impasto quindi lasciato riposare un oretta in una ciotola grande coperta con un telo umido. L'impasto è gonfiato molto bene.
Un pugno per sgonfiarlo, qualche piega per dargli maggior vigore e l'abbiamo suddiviso in pagnotte da 100 g circa che, come da ricetta, abbiamo lasciato riposare qualche minuto, sempre sotto il telo umido. A quel punto, infilando le mani sotto le boccette di pasta le abbiamo allungate a filoncino e le abbiamo generosamente infarinate.
Dopo una decina di minuti le abbiamo capovolte e appoggiate sulla placca di cottura lasciandole nuovamente lievitare, sempre coperte col telo umido.
Ci siamo ricordati di accendere il forno con largo anticipo in modo che raggiungesse i 230 °, in compenso ci siamo dimenticati di incidere le pagnottelle.
20 minuti di cottura e tanta tanta forza d'animo per non mangiarle tutte ancora calde.

I curatori del libro sopracitato consigliano di abbinarlo con carne cruda di vitello battuta a coltello e condita con sedano, carota, erba cipollina, olio, sale e e pepe. Noi (che non siamo poi così carnivori) le abbiamo abbinate ad un formaggio di capra da urlo e insalata dell'orto.
Buon pane (ma soprattutto pane) a tutti. O riso se preferite o così dev'essere.
Kat e Remy

ps: Patt, prima o poi riusciamo a metterci in viaggio verso est e te ne portiamo un'intera sporta ;-)

Etichette: , ,

COMMENTI (12)

invia a un amico

15 ottobre 2008

Blog Action Day 2008



Nel 1941 Roosevelt elencava le 4 libertà fondamentali, libertà di parola, libertà religiosa, libertà dalla paura, libertà dai bisogni.

La povertà è sicuramente in contrasto con libertà dalla paura e la libertà dai bisogni e, anche attorno a noi ci sono sempre più Persone in questa condizione umiliante e penosa ma...
anche attorno a noi ci sono sempre più iniziative per cercare di lenire questa piaga e, forse, ci sono persone che vorrebbero utilizzare una parte del loro tempo in queste attività.
I nostri blog possono dare visibilità a queste iniziative, utilizziamoli!



Etichette:

COMMENTI (2)

invia a un amico

14 ottobre 2008

Pane di castagne


Questo pane era in progetto da parecchio. Ho trovato il coraggio di lanciarmi grazie ad una ricetta dell'ultimo special trimestrale della rivista francese Rustica.
Ha indiscutibilmente un sapore particolare e non dà grandi soddisfazioni a chi ama veder le proprie pagnotte lievitare a dismisura. Questo impasto lievita ancora meno di quello di segale.
La farina di castagne, che non contiene glutine, va sostenuta con una buona farina di forza, meglio se Manitoba.
Una versione più timida, dimezzando la quantità di farina di castagne avrà comunque un suo fascino autunnale.
Timida o potenziata, una fettina leggermente tostata si sposerà a meraviglia con lardo di Arnad, con o senza filo di miele di castagno.

Come il pane di segale, è migliore e più digeribile, oltre che mille volte più facile da affettare, se uscito dal forno un paio di giorni prima, quindi mi verrà comodissimo per offrire, as soon as possible, un tramezzino un po' folle all'Afternoon tea award di Twostella ;-)

Le dosi ?
- 350 grammi di farina di castagne
- 650 grammi di farina "0", meglio se Manitoba
- una bustina di lievito di birra liofilizzato oppure un cubetto di lievito fresco
- 3 cucchiaini rasi di sale fino
- un cucchiaio di zucchero scuro
- 600 ml circa d'acqua tiepida

Diluite il lievito in una tazza d'acqua tiepida prelevata dai 600 ml. Aggiungete qualche cucchiaio di farina e lasciate lievitare al calduccio.
Mescolate quindi la rimanente farina "0" con la farina di castagne e il sale, unite l'acqua rimasta e il "lievitino". Impastate finché non sia bella liscia. Lasciate lievitare in una ciotola coperta con un telo umido per circa 2 ore e 30; seppur a fatica dovrebbe quasi raddoppiare.
Sgonfiate l'impasto, date le consuete pieghe e formate due pagnotte di ugual misura.
Lasciatele rilievitare un'ora sotto il solito telo umido. Incidetele e incripriatele (con farina di grano duro) solo al momento di infornarle.
15 minuti a 240 gradi quindi altri 45 minuti a 180°.
Lasciate raffreddare su una griglia.
Kat

ps: qui trovate una stuzzicante versione di Luvi con latticello.

Metteremo nuovamente le mani in pasta giovedì per la Giornata Mondiale del Pane

Domani le mani ci servono per ...


ovvero contro la povertà

Etichette:

COMMENTI (14)

invia a un amico

13 ottobre 2008

4 SAPORI IN CROCE - Patt



Arieccoci col meme che ficca il naso in cucina!
Aromi, Carne, Pesce, Verdure.
Uhmmmmm............... Ok, proviamo!

Aromi. Peperoncino, se devo sceglierne uno solo. E se ci sta anche il secondo: curry.
E la cipolla e l'aglio? Li metto tra gli aromi o tra le verdure? Dilemma ...

Carne. Non molta, ma nel caso è di bovino adulto o di maiale. E a un buon salame o una sleppa di pastìn non so dir di no!

Pesce. Aaaaaarghhhhh!!!!! No, no, non se ne parla! Come previsto da Santa Kat, ripiego (mooolto volentieri) sui formaggi!

Formaggi. Si, ma come si fa a scegliere un preferito? Tenete conto che da queste parti le latterie fanno a gara nel realizzare prodotti eccezionali! E a me piace di tutto, dal latteria fresco (la caciotta di Frontin è superba quanto rara) al mezzano (di Camolino, o di Tisoi, per dirne un paio) a quelli più stagionati (e qui sconfino con un San Giacomo di Cappella Maggiore per il quale farei carte false). E allora? Allora non scelgo, non posso!

Verdure. Altro problema. Escludendo rape e broccoli (brrrr), e indicando una notevole antipatia per la zucca (che non sia sotto forma di risotto, pane o gnocchi) mi piace tutto anche qui. E con un ortoNando che produce -appunto- di tutto, non mi limito! Cotti o crudi, gli ortaggi mi vanno sempre bene. Se non mi lasciate glissare anche qui, allora metto al primo posto le insalate, quelle belle insalatone miste con dentro di tutto, belle da vedere e buone da mangiare. Ben condite con olio buono e aceto di quello tosto.

E per accompagnare qualunque piatto, non può mancare Sua Maestà il Pane!

Patt

Etichette:

COMMENTI (9)

invia a un amico

11 ottobre 2008

Sapori Italiani 2008

Se amate i prodotti tipici, questo week end fatevi un giretto a Longarone!

Oggi si apre l'edizione 2008 di "Sapori Italiani, "Salone dei prodotti agroalimentari tipici e della gastronomia". Programma e orari li trovate qui.

All'interno della manifestazione si palerà anche del Progetto Malghe, che punta a valorizzare la produzione delle malghe bellunesi (e qui parliamo di formaggi -anche dop- burro e latticini vari che nulla hanno da invidiari ad altri "cugini" più famosi: assaggiare per credere! ;-)
Per saperne di più, vi rimando a questo articoletto nel Gazzettino di oggi, a fondo pagina.

Se poi, già che siete da queste parti, vi è venuta proprio voglia di approfondire la conoscenza con quel che sanno combinare con il latte i casari e i cuochi nostrani, potreste iniziare a percorrere la "Strada dei Formaggi delle Dolomiti Bellunesi" (bellunesi, sottolineo! ;) e le vostre papille gustative ringrazieranno commosse! Per saperne di più, cliccate qui e qui.

E ora vi lascio: il mio pusher di formaggi mi sta aspettando! :-)

Patt

Etichette:

COMMENTI (3)

invia a un amico

06 ottobre 2008

Rivisitando "pesti" fantasy

Concorso Pesto 2008

Fior di sale è generosa a fissare la data ultima di partecipazione alla raccolta di "pesti" fantasy al 31 ottobre. Solo che noi, fino a quella data saremo pressoché off limits. Troppo lavoro, qualche rogna famigliare e, per finire una trasferta complicata da preparare sicché mandiamo già ora il nostro piccolo contributo.
Nulla di nuovo ma due ricette molto amate

Il pesto di Gigetto


Il pesto di Ferragosto

Ce ne sarebbe una terza, forse la migliore, rubata a Gata da plar

Buoni e gustosi "pesti" a tutti


PS : salvo complicazioni ci si rivede almeno per il Bread day ;-)

3rd World Bread Day hosted by 1x umruehren bitte aka kochtopf

Etichette: ,

COMMENTI (8)

invia a un amico

03 ottobre 2008

Desarpa 2 (la cronaca)


Vi ricordate? Sabato scorso vi dissi: "Se non ve la sentite di partecipare di persona, ve lo racconteremo noi nei prossimi giorni."
Ebbene, eccoci qua ma, come avrete capito, le uniche immagini che vedrete saranno quelle del caricabatteria della macchina fotografica :-(
A questo punto non ci rimane che raccontarvi come l'abbiamo vissuta noi ma cosa possiamo dirvi?

Possiamo dirvi come nonostante i nostri buoni propositi di non incrementare la scorta di formaggio già debordante, non siamo riusciti a resistere alla Fontina che aveva portato Ives... e il Corquet di capra avvolto nella cenere di Rubens? E cosa dire di quei giovanissimi allevatori-casari e dei loro formaggetti che avevano solo 4 o 5 ore di stagionatura? O della loro marmellata di latte di capra?

Possiamo raccontarvi che nonostante i buoni propositi ci siamo emozionati anche questa volta di fronte al passaggio delle mucche e ci siamo commossi di fronte alla fierezza con la quale i proprietari le "mostravano" alla città.

Possiamo raccontarvi dell'amica Elisa, giovane agricoltrice bio dall'inarrestabile inventiva che, con gli occhi umidi, ritornava a desarpe passate quando, bambina, accompagnava i nonni.

Possiamo raccontarvi dei bambini vestiti da pastori che sembravano dei principi e hanno fatto sgorgare più di una lacrima di tenerezza.

Possiamo raccontarvi che la macchina fotografica non serve a nulla perché le immagini pur bellissime non possono raccontare le emozioni.

Essi, alla fine, quello che possiamo raccontarvi è che, anche se non siamo agricoltori ne lo furono i nostri genitori, ci siamo cascati anche questa volta.

Remy

Etichette:

COMMENTI (12)

invia a un amico

4 SAPORI IN CROCE - Paola dei gatti

Dato che sul mio blog dovrei mettere i gusti variegati della tribù, posto qui i miei personali:


aromi: aglio , pepe, noce moscata


carne: bovina praticamente cruda

pesce: trota, crostacei (so che non sono esattamente pesci ma…)


formaggi: Fontina, ricotta

Paola dei gatti

Elenco dei partecipanti aggiornato al 6 ottobre 2008

Etichette:

COMMENTI (3)

invia a un amico

01 ottobre 2008

Nero scaccia nero

Una mattina di pessimo umore, mettere in cantiere un bel pane nero mi sembrava un rimedio (omeopatico) come un altro.
Ovviamente ho usato una ricetta lunghissima da realizzare e farine pressoché introvabili ;-) Sennò che gusto ci sarebbe a raccontarvelo ???
Le farine, Manitoba integrale e Segale bianca (ovvero setacciata) le abbiamo trovate qui e devo dire che continuano a darci delle belle soddisfazioni. Anche al di fuori della panificazione.
Vabbè, dopo la doverosa premessa che le dosi si possono facilmente dimezzare mentre i tempi di attesa sono complessivamente di almeno 6 ore (più cottura) e non si possono dimezzare ...

Per 2 belle pagnotte
- 1 chilo di farina Manitoba integrale oppure 3 etti di Manitoba "zero" e il resto di frumento integrale
- 120 grammi di farina di segale bianca (oppure setacciata da voi stessi)
- una bustina di lievito di birra liofilizzato
- un cucchiaio di zucchero di canna
- 4 cucchiaini rasi di sale (che a voi probabilmente sembrerà davvero poco ma noi facciamo il pane in casa anche perché quello del panettiere ci sembra sempre spaventosamente salato)
- circa 700 ml di acqua tiepida

Con la farina di segale e altrettanta farina di frumento (Manitoba o meno), il lievito, lo zucchero e l'intera dose d'acqua si prepara una pastella liquida che si lascia riposare 3 ore (direttamente nell'impastatrice).
Si aggiunge quindi il resto della farina nel quale si è mescolato il sale e si impasta bene (sempre con l'impastatrice. Sarà pur vero che impastare aiuta a rasserenarsi ma è altrettanto vero che l'umore nero agli impasti non fa troppo bene ;-)
Quando la pasta sarà raddoppiata (con quella dose di lievito potrebbe non bastare l'ora e mezza d'ordinanza) si sgonfierà con un pugno e si impasterà dandole qualche piega.
Dividendo l'impasto in due si faranno due pagnotte di identiche dimensioni (mica per bellezza, per via del tempo di cottura!) che si copriranno con un telo fine umido.
Un'altra ora e mezza di attesa, anche due (ma non di più sennò iniziano a sgonfiarsi) e via in forno preriscaldato a 250° per 10 minuti più altri 30-40 minuti a 200°, coperto con carta forno se dovesse colorare troppo.
Questo pane scuro dalla mollica soffice si conserva almeno 4 giorni. Direi anche una settimana.
Con un velo di vero burro di panna, a colazione è una lussuria.
E intanto mi sono allenata per la giornata mondiale del pane........................
3rd World Bread Day hosted by 1x umruehren bitte aka kochtopf
Kat

Etichette:

COMMENTI (15)

invia a un amico