25 aprile 2015

Tre buoni motivi per tradire i mug

E' vero, nei mug le Torte in tazza sono decisamente più fighette. Ma, a mio parere, se si opta per la versione a vapore,  è l'unico argomento a favore.

 
Ho fatto un esperimento in più, con 4 cocottine o ramequin che dir si voglia, ottenendo:
- porzioni individuali più ragionevoli
- più facilità a reperire la pentola adatta
- una cottura ottimale (la consistenza rimane sofficissima ma non è più collosa)

Per 4 ramequin da 8 cm di diametro ho usato esattamente le dosi della  ricetta prevista per due mug e gli stessi tempi di cottura.  In compenso, anziché mettere i ramequin nell'acqua, li ho appoggiati nella ciotola forata della pentola a vapore. Un paio di centimetri sopra l'acqua, per intenderci.
E lo rifarò, magari piegando a cono la carta forno che protegge i dolcetti, così sono più liberi di lievitare a cupoletta.
Sì, lo rifarò, senza il minimo rimorso.
Kat

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17 aprile 2015

Torta in tazza senza M.O. ne glutine

Ebbene sì, anzi no, noi il micro-onde non lo abbiamo e dubito che mai lo avremo.
Questa scelta però non ci impedisce di aver voglia di preparare Torte in tazza, bellissima traduzione delle gettonatissime mug cake. Grazie a Marie Chioca e al suo blog Saines gourmandises, scoperto grazie a Clea  e al suo ultimo libretto, notevole come sempre, P'tit dej' santé, ho trovato la soluzione:

Il vapore, metodo certo molto più lento ma molto amato in casa nostra e già usato a suo tempo per dolci di composizione più classica.
In assenza di M.O., ma anche di forno classico, il metodo del mug immerso nell'acqua mi sembra una gran soluzione.  
Dopo qualche tentativo, eccoci pronti a proporvi in paio di versioni pressoché vegane e, usando ingredienti certificati, 100% gluten-free. E siamo giusto in tempo per il

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living
Spero che le premesse non vi facciano perdere la pazienza. Sono indispensabili per evitare di incasinarsi quindi vi invito a leggerle e a leggerle ora e per intero = mezzo minuto per evitare mezz'ora a pulire e niente dolcetti per consolarsi.
Per queste torte in tazza al vapore servono prima di tutto... le tazze. Le dosi proposte sono per due mug formato standard. L'importante è che rimangano almeno  due dita tra l'impasto e il bordo perché cuocendo lieviteranno parecchio.

In assenza di tazze adeguate,andranno benone dei barattoli di vetro, magari 4 alti 8 cm. Altrettanto indispensabile individuare una pentola con coperchio che li contenga agelvolmente, sia in larghezza che in altezza.La pentola della pasta potrebbe andare ma, alta com'è, rende difficile non bruciarsi quindi la sconsiglio molto caldamente. Meglio la classica pentola tutto fare ne alta ne bassa e mediamente larga. Fate una prova con i mug vuoti e l'acqua ancora fredda. Ne servono tre centimetri in fondo alla pentola.  Servirebbe anche una teletta pulita da mettere in fondo alla pentola per non sentire il clong clong clong dei mug che sballonzolano sul fondo della pentola mentre bollono. Siccome dovranno bollire mezz'ora... fate voi.
Servono anche pezzetti di carta forno per coprire le tazze così siete sicuri che il vapore non ricada proprio negli agognati dolcetti.
Questa volta ci siamo. Resta solo da pesare gli ingredienti. Siccome la dose per due tazze ci sta comodamente nel bullet, io uso quello e lo poso direttamente sulla bilancia, tolgo la tara e verso dentro gli ingredienti a cucchiaiate azzerando di volta in volta. Unico accorgimento da tenere a mente, avere tutti gli ingredienti a portata di mano in modo che la bilancia non vi faccia lo scherzo di azzerarsi mentre cercate, che ne so, il bicarbonato disperso.

Ho fatto le prove con Mele/Zenzero/Limone e  con Pere/Cioccolato e non ho preferenze quindi inizio proponendovi gli ingredienti base, validi per qualsiasi variaziane sul tema.

Per due mug  (ovvero due porzioni moooolto abbondanti):
- 45 g di burro di mandorle o altro "puré" di frutta secca a piacere (circa 2 cucchiai)
- 40 g di zucchero scuro, magari Mascobado (4 cucchiai)
- 45 g di miele (o altro zucchero per compensare)*
- 100 g di mele o pere cotte ** (circa 4 cucchiai, surgelabili già porzionati)
- succo di mezzo limone***
- 40 g di farina di riso
- 20 g di fecola di mais
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 1 cucchiaino d'olio per spennellare le tazze

* Sì, è vero, usando il miele, questo dolce non è strettamente vegano.  Io però ho davvero poca affinità con tutto quanto... sta stretto.
** Voglio riprovare con la zucca ma per ora non garantisco. In compenso, in assenza di mele cotte, ho mixato 100 g di renette crude molto appassite ed è andata bene. Di mele o pere ci serve la pectina per sostituire l'uovo,  non l'acqua, quindi occhio, l'uso di mele fresche e croccanti crude altera l'equilibrio dei componenti.
*** L'acidita del succo di limone, unita a quella del miele, serve a far reagire il bicarbonato. Se scegliete di non usare ne l'uno ne l'altro, sostituite il bicarbonato con lievito per torte.
Aggiornamento :  tre buoni motivi di tradire i mug... 

Per la versione Mele/ Zenzero servono anche:
-2 cucchiaini di zenzero fresco grattugiato
-la buccia grattuggiata di mezzo limone 

Per la versione Pere/Cioccolato, aggiungere sopra l'impasto direttamente nel mug:
- 2 cucchiai di gocce di cioccolato.

Procedimento :
- Conviene mettere l'acqua a bollire per prima cosa in modo che sia pronta quando si finisce di mescolare gli ingredienti.
- Mescolare tutto in ordine sparso ma aggiungere il bicarbonato o il lievito per ultimo, così non inizia a lavorare troppo presto e rimane bello attivo.
- Adagiare le tazze nell'acqua bollente, coprire con la carta forno e il coperchio e cuocere a vapore moderaro per 35 minuti.
- Fare la prova stecchino, che deve uscire praticamente asciutto.
- Togliere dalla pentola con prudenza e lasciar rafreddare almeno un po'.  Le torte in tazza si possono mangiare calde ma sono decisamente migliori tiepide o fredde.

Piaciute, molto.
Kat

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01 aprile 2015

Una felice intuizione

ovvero Festa grande eppur vegana ovvero Ofelle 100% vegetali  al cacao (e olio di cocco).

Delle Ofelle hanno la croccante sottigliezza e l'irresistibilità (esiste? il dizionario dice che esiste allora lascio così). Una volta assaggiata una si va avanti fino ad esaurimento delle scorte quindi sconsiglio di raddoppiare la dose.
Nondimeno non contengono ne uovo ne burro ne lievito ne soia ne ingredienti strani, a meno che per voi i semi di lino siano sulla lista delle stranezze.
Il punto di partenza e il procedimento, semplice e veloce, sono quelli dei crackers con i semini pubblicati di recente. Si trattava solo di sperimentare sul fronte dolce. Per questa prima versione, siccome avevo parecchi dubbi, ho usato i (meno costosi) semi di sesamo ma verranno sicuramente bene con graniglia di nocciole o mandorle o pistacchi o qualsiasi cosa vi ispiri e/o abbiate a portata di mano.
Se avete dell'olio di cocco in frigo e non sapete cosa farne, questa è l'occasione buona per usarlo (e affezionarvi ;-).  Una volta cotti, l'aroma di cocco sarà lievissimo e quello di cacao molto deciso.   

Per 20-24 pezzi (5x5 o diametro 5) servono:
- 120 g di fiocchi d'avena  (o di saraceno se li volete gluten-free)
-  1 cucchiaio di semi di lino
-  4 cucchiai di zucchero grezzo (magari Mascobado Altromercato)
-  3 cucchiai di Cacao magro amaro non zuccherato
-  4 cucchiai di semi di sesamo  
- un pizzicone di sale
-  6 cucchiai di  Olio di Cocco liquefatto
-  60 ml d'acqua
- un cucchiaino di estratto di vaniglia naturale
- un mixer con lama a S o un macina caffé 

Macinate i semi di lino, aggiungete i fiocchi e macinate ancora fino a ottenere una farina grossolana. Versate in una ciotola con gli altri ingredienti secchi (sale, zucchero, cacao, semi) e mescolate con cura.  Aggiungete olio, acqua e vaniglia e impastate. Di solito si ottengono delle briciolone come quelle della foto qua sopra. Lasciate riposare, minimo 30 minuti, meglio un'ora, coperto con pellicola o una teletta umida.

Accendete il forno su 180°
Mettete metà delle briciolone su una carta forno, impastate quel poco che basta per farne una palla, posate sopra un  secondo foglio di carta forno (come per i crackers già citati)  e stendete col mattarello. In questo caso è meglio fermarsi a 5 mm di spessore. Più sottili rischiano di bruciarsi.  Ritagliate e adagiate su una placca.
Quando il forno è caldo infornate su ventilato per 12-15 minuti abbassando a 160 ° se vedete che si scuriscono troppo sui bordi. Ribadisco, attenzione a non bruciarli perché diventano amari.  
Lasciate raffreddare prima di gustarli o chiuderli in una scatola di latta. 
Ciomp, oh ciomp! 

Buona Pasqua a tutti. Magari mi affaccio di nuovo, magari no. 
Kat

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