16 luglio 2008

Appunti di viaggio n° 1 - Bergen

Cercando l'ombra a Bergen
La guida che abbiamo letto prima di partire diceva: Bella cittadina ma, non ditelo ai locali che lo prenderebbero storto, a Bergen piove quasi sempre.


Noi l'abbiamo vista così:
Dopo anni di viaggi organizzati, assistiti e coccolati, eravamo un po' preoccupati per lo scalo (risicato) a Copenhagen e l'autobus da trovare dall'areoporto alla città in un paese dove tutti parlano inglese ma con un forte accento nasale.
In ogni caso riusciamo fortunosamente a capire che quella era la fermata per il nostro hotel e scendiamo frastornati, stanchi per le dieci ore di viaggio tra autostrada, attese in areoporto, due aerei e mezz'ora di tragitto in bus grazie al quale abbiamo però avuto il primo choc: al livello del mare la vegetazione è la stessa che qui da noi cresce oltre i 1500 metri.
A Bergen fa caldo, 28° forse più, siamo accaldati e un po' smarriti ma, appena posate le valige sul marciapiede, ridiamo: manco a farlo apposta siamo scesi dal bus vicino ad un mercato. Dietro al mercato c'è il mare e sulla destra si intravvedono le celebri case della Lega Anseatica.


Ma il nostro albergo dov'è?
L'autista, un esile signora sui sessant'anni, ha detto "dritti, primo" ma il primo è un'altro e... chiediamo al fioraio del mercato.
Facciamo i 200 metri nella direzione indicata con le valige che sballonzolano sulle loro vecchie rotelle e l'ansia che sale. Si, è lui.
Mannaggia sono già le 17 e abbiamo letto che in Norvegia i negozi chiudono presto e i ristoranti cominciano il servizio alle 18 e dopo le 20 non c'è più verso di mangiare.
Posate le valigie in camera senza neanche guardarla (tanto era solo per una notte) rinfrescata velocissima e via di corsa a cercare qualcosa da mangiare. Avevamo sgranocchiato solo qualche cracker in aereoporto e il buco nello stomaco stava diventando una voragine.
Quello che scendendo dall'autobus avevamo scambiato per un mercatino settimanale era invece il celeberrimo mercato del pesce di Bergen dove, superata una spessa coltre di maglioni e souvenirs più o meno improponibili, si vende quasi esclusivamente pesce affumicato, in salamoia o conservato nelle migliaia di modi diversi in uso in Norvegia.


"Buona sera, ben arrivati !" ci saluta un ragazzo con i capelli ricci da dietro un banco stracolmo di salmone affumicato. E intanto ci allunga un assaggino.
Scopriamo che è siciliano, di Trapani, e tra una chiacchiera e l'altra ci prepara due panini con salmone selvaggio (non si può passare da Bergen senza mangiare un panino con il salmone affumicato al mercato del pesce. Calcolate 50 nok a panino).
Mentre lo gustiamo ci incamminiamo verso il Bryggen (il quartiere storico).
Fa caldo e il sole a picco è impietoso. A picco? A quest'ora ? Guardiamo l'orologio e iniziamo ad insospettirci. Sono quasi le sei e il sole ci dice le 2, al massimo. Un conto è sapere che avvicinandosi al polo, d'estate, non viene mai buio, un conto è viverlo, vederlo, sentirlo sulla pelle.
Scopriamo che, con l'orario estivo, i locali rimarranno aperti sino a notte fonda ma i dehors sono già affollatissimi di indigeni che mangiano e bevono birra. Notiamo con stupore che i posti più ricercati sono quelli al sole. Con questo caldo?!!!?


Rientriamo in albergo per una doccia vera e per metterci qualcosa di pulito e di più fresco. Più fresco? In Norvegia? Di sera ?
Stando alla posizione del sole, sono sempre le 2 del pomeriggio.
Attraversiamo nuovamente e con più calma il mercato dove scopriamo che in Norvegia si sgranocchiano gamberetti in un cornetto di carta come da noi si farebbe con le caldarroste e ormai ovunque con le patate fritte. Qualcuno mangia dei lamponi o delle ciliegie direttamente dalle piccolissime confezioni.. Le bancarelle della frutta hanno praticamente solo fragole, ciliegie e lamponi. Non siamo ancora abituati ai Nok, la moneta locale, e dobbiamo rifare due o tre volte i conti per capire come mai per merenda le mamme comprano una mini vaschetta di frutti di bosco ai loro figli anziché il gelato. Le ciliegie costano dai 12 ai 16 euro al chilo e il resto è in proporzione. Ma gli effluvi di fragola e lampone quasi coprono quelli del pesce affumicato.
Costeggiamo nuovamente le belle case colorate della Lega Anseatica (i mercanti marittimi tedeschi che per 200 anni ebbero il monopolio del commercio dello stocafisso da Nord a Sud). Pur sapendo che in realtà sono state ricostruite (davvero benissimo) dopo uno spaventoso incendio, conservano un certo fascino.


Intanto il sole inizia finalmente a scendere ma ormai ci bruciano gli occhi. (Ancora non lo sappiamo ma avremo gli occhi arrossati per gli otto giorni successivi). Cominciamo a sentirlo scottare e a cercare l'ombra, sono quasi le 8, pardon le 20.
Dal centro storico ci spostiamo di poche centinaia di metri e siamo nel centro moderno della città. Un vialone larghissimo, quasi una piazza, semipedonale e affollatissimo come il lungo mare. Gli abitanti si godono il caldo e il sole abbastanza rari a queste latitudini. Eppoi è venerdì sera, giorno dedicato al culto della birra.
Giriamo alla ricerca di un posto dove cenare. I locali sono gremiti (specialmente i posti al sole, nonostante i 28° all'ombra) oppure deserti o pieni di signori di mezza età dall'equilibrio ormai incerto.
Mangiamo in due una gigantesca porzione di cozze al vapore e, sempre in due, una zuppa di pesce, (tranne in Italia, la zuppa di pesce è una minestra densa, nel nostro caso con pezzi di stoccafisso e julienne di verdure croccanti). Buona la birra locale (Hansa, €8 il bicchiere da 0,40). Delizioso il pane che sembra una focaccia alta alle erbe.
Passeggiata postprandiale allontanandoci dal centro, sempre con il sole negli occhi sempre alla ricerca di un po' di fresco. Sono le 21.30.
Scopriamo un terzo "centro", non concentrico agli altri due, anche questo affollatissimo di gente a spasso.
Quando alle 22.30 crolliamo a letto, il sole è finalmente sceso dietro a un promontorio. Noi un po' dormiremo, la luce no. A luglio, da Bergen in sù, non viene mai notte.


Kat e Remy

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12Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto:

Che piacere, le vostre cronache! Sembra di esserci... Grazie infinite per la condivisione.
Un abbraccio
Marì

16/07/08, 08:43  
Blogger miciapallina ha detto:

Bellissimo il mercato!
GrandeGatto lo sa, se c'è un mercato, un mercatino, una fila di bancarelle ..... io mi ci fiondo subito!
Vorrei stringervi forte forte in una grande stropicciata collettiva..... ma mi sa che dovrò aspettare!

nasinasi

16/07/08, 10:59  
Blogger Aiuolik ha detto:

Avevo visto le foto del mercato fatte da due miei amici che sono stati là qualche anno fa. Che bel racconto!

Ciaooo,
Aiuolik

16/07/08, 13:18  
Blogger twostella il giardino dei ciliegi ha detto:

Interessantissima la passeggiata al mercanto, con snack stuzzicanti e invitanti. Sbaglio oppure i prezzi sono un tantino rotondi? Aspetto con ansia il to be continued!!!!

16/07/08, 13:47  
Anonymous Mrs. bee ha detto:

Cari,

in effetti, il simbolo di Bergen è l'ombrello, tanto che la mia amica Irene, dopo tanti anni che è in Italia ancora si scandalizza perchè le mamme italiane non fanno uscire i bambini per la pioggia o perchè fa freddo, e sostiene che se le mamme norvegesi ragionassero allo stesso modo, i picoli norske potrebbero uscire di casa solo a luglio e agosto!
Le vostre foto e i vostri racconti, come sempre, ci portano con voi.

16/07/08, 14:11  
Blogger Scribacchini ha detto:

Si, Twostella, in Norvegia i prezzi sono un tantino rotondi. 50 nok un panino di salmone, 68 nok un boccale di birra, da 10.50 a 14.50 una bottiglia d'acqua minerale al supermercato. Rotondi e arrotondati, tant'è che proprio al supermercato abbiamo incrociato, il sesto o settimo giorno, i nostri primi "spiccoli", gli øre, di cui non avevamo mai avuto necessità in precedenza. Sotto la mezza corona è difficile che si scenda. Va detto che ci vanno 8 nok (corone) per un euro!
Visti i prezzi, c'è poco da stupirsi se i turisti che si incrociano in Norvegia sono raramente giovani.
Kat

16/07/08, 14:12  
Blogger Scribacchini ha detto:

Ciao ApeCara
Verissimo quello che dice Irene. Noi siamo tornati coscienti di aver visto la "Norvegia di tutti i giorni", ovvero con un bel cielo grigio piombo e qualche goccia d'acqua nelle raffiche di vento, un giorno solo,anzi durante le tre ore di sosta del traghetto, a Tromsø.
Un fortissimo helm anche ad Irene(la tua amica ti avrà spiegato che là non ci si bacia ma in compenso ci si abbraccia energicamentee a lungo) . Kat

16/07/08, 14:18  
Blogger Fra ha detto:

Mi è sembrato di passeggiare per Bergen con voi. Grazie per l'emozione
Un abbraccio
Fra

16/07/08, 16:36  
Blogger Stefania ha detto:

Bellissimo racconto, è stato un piacere leggervi!Io toccherò Bergen tra due settimane , ero convinta di dovermi portare solo abiti pesanti ..ma ora credo che infilerò in valigia anche qualcosa a con le maniche corte,grazie!
un saluto, Stefania

16/07/08, 18:31  
Blogger Scribacchini ha detto:

Ciao Stefania. Il rischio che ad agosto faccia più fresco è alto ma tieni conto che nei locali pubblici, treni, autobus ecc fa sempre piuttosto caldo quindi l'abbigliamento consigliato è quello da cipolla.
Vedrai che bel posto ! Kat

16/07/08, 23:35  
Anonymous Mrs. Bee ha detto:

Sugli abbracci avete proprio ragione: il nostro amico Kyetil, gigante buonissimo adorato dai bambini, ci stritola.
Irene mi conferma che le ultime estati sono sempre state calde, per i loro standard, quindi la canottierina, sotto il maglione di pail (pile? come diavolo si scrive?) ce vò!!
scrivetemi un'altra puntata, che poi domani si parte e chissà quando vi leggo!

17/07/08, 14:22  
Blogger salsadisapa ha detto:

meravigliosi i vostri racconti: ho sempre subito il fascino della luce del nord, così chiara e radente, in netto contrasto coi colori accesi delle case e della natura. bellissimo! grazie per queste foto...

17/07/08, 18:15  

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