23 luglio 2008

Appunti di viaggio n° 3 - Geirangerfjord


"Il giorno dopo vi sveglierete in un mondo nuovo" recita la piccola guida che l'Hurtigruten offre ai "croceristi" partiti da Bergen.
Vero, verissimo.
Bisognerebbe però iniziare dalla notte.
Cabina con cuccette, ottime peraltro, non diverse da lettini singoli ma, ecco, sono singole!!! :-( Ve l'abbiamo già confessato che, seppur entrambi di stazza abbondante, a casa rimaniamo fedeli al nostro matrimoniale francese da 140?). Inoltre, nel periodo che ci vede in viaggio, entra in linea di conto anche la non-notte. E' come lasciare la TV accesa e avere costantemente la tentazione di dare una sbirciatina. La voglia di rimanere in ginocchio sulla cuccetta e passare la "notte" a guardare dall'oblò è forte. La motonave ha qualcosa di un enorme gatto, fa le fusa e talvolta sussulta un po' nel sonno. Il paragone a dir vero è sbagliato perché non dorme mai.
Noi si, ma qualche ora soltanto.

Sono le 4 e 20, Remy si sveglia e guarda fuori. "C'è qualcosa di bello?" chiede Kat con un solo occhio aperto. "Siamo fermi". Remy è un po' preoccupato, Kat prende dal comodino il foglietto degli orari degli scali: "Stiamo facendo scalo a Måløy" (ma non c'era un nome più facile da scrivere? ;-)
Che si fa? Ci alziamo a vedere il nostro primo scalo? Quando la motonave ha attraccato a Florø erano le due di notte (recita la tabella di marcia) e noi dormivamo sodo. Chissà chi è sceso, chi è salito? L'Hurtigruten, seppur si presenti come una comoda nave da crociera, è e ci tiene a rimanere una nave "da lavoro" che traghetta, oltre alla posta, merci, autovetture e passeggeri locali. E talvolta anche qualche defunto.
Il prossimo scalo è alle 8 e 45 e ci sono 40 minuti per scendere a terra. Non ancora abituati a vivere al ritmo degli scali, avevamo messo la sveglia alle 7. Alle 7.45 andiamo alla scoperta del breakfast della Kong Harald. Un delirio, come quello dell'albergo, tranne le aringhe affumicate. Qui sono in agrodolce e nemmeno Remy osa provarle a colazione.
Alle 8 e 30 siamo già pronti e, diciamolo, scalpitanti e ... andiamo incontro alla nostra prima lezione di pazienza. L'Hurtigruten non perde tempo ma ha i suoi tempi, tempi ai quali i passeggeri si devono adattare. Se la nave ritarda lo scalo si abbrevia. Inoltre il Postale non aspetta i ritardatari. L'ordine di rientrare 5 minuti prima dell'orario in cui si salpa è perentorio.
Le operazioni di sbarco iniziano alle 8 e 50 e abbiamo solo mezz'ora per sgambettare in città.
Per fortuna l'attracco è praticamente nel centro di Ålesund (pron. Holesund). Seppur conti 40.000 abitanti, noi la troviamo deserta, forse perché è domenica. Saranno tutti a messa o ancora a letto? La città, distrutta da un incendio, è stata ricostruita in stile "art nouveau" e, almeno la parte da noi visitata, è gradevole anche se l'assenza di persone (e l'ansia di rientrare in tempo) non ci permette di gustarla appieno ma ci faremo nuovamente scalo a fine pomeriggio.

Come rientriamo in cabina, organizziamo zaini e abbigliamento per salire su un ponte esterno. Ci attendono i 100 km da Ålesund a Geiranger in uno dei fjord più spettacolari della Norvegia.
Un po' di emozione per il nostro primo vero fjord, un po' di curiosità e anche un pizzico d'ansia: ora ci toccherà scoprire se questo è davvero il "viaggio più bello del mondo" vantato dai cataloghi o se è tutta una bufala o ... oooooh, anzi oooooooooooooooooooooooooooh !!!


Montagne scoscese da ambo i lati, casette isolate in posti da favola, paesi in luoghi per noi impensabili (tra l'altro in uno di questi, Ekornes, hanno inventato le famose poltrone Stressless e c'è ancora una delle fabbriche del gruppo, si si, a metà di un fjordo lungo 100 km che il Postale percorre solo d'estate). Potremmo raccontarvi tutto questo come è raccontato in ogni guida turistica ma la vera bellezza dei fjordi sta nelle sensazioni che si provano e queste sono senz'altro diverse da persona e persona.


Cosa abbiamo provato noi? Ah, se le emozioni si potessero riprodurre a parole che povera cosa sarebbero. Qualcuno, ancora in preda ai ritmi cittadini, si agita un po', spostandosi da un ponte all'altro, da babordo a tribordo. Ma piano piano il ritmo da crociera si fa strada anche tra i più frenetici.
Approposito di ritmi, noi stavamo viaggiando a 25 nodi (poco meno di 50 Km/h) ma lui (o lei) non batteva nemmeno le ali.


Abbiamo comunque impiegato quasi 4 ore a percorrere gli oltre 100 km del fjord. La velocità di crociera si riduce in molti punti stretti e in quelli ancora più numerosi che richiedono una pausa per ammirare e fotografare.


Geiranger sembra un paesino di alta montagna sorto sulle rive di un lago alpino e non in fondo ad un "corridoio" dell'oceano. Durante le manovre di scarico e carico merci noi scendiamo in sala da pranzo e scopriamo di essere tutti rossi per il sole.
Ciononostante, quando l'Hurtigruten riparte siamo di nuovo al nostro posto sul ponte esterno. La pace e la serenità che abbiamo provato all'andata meritano di essere rivissute al ritorno con meno frenesia di scoprire le decine di cascate spettacolari. Riuscite a vedere l'oggetto disegnato da questa? Per aiutarvi diremo che questa cascata si chiama il pretendente, che le sette sorelle che scendono dalla parete rocciosa di fronte a lui lo hanno rifiutato e che per consolarsi...


Alle 17 e 30 siamo nuovamente a Ålesund che, con un po' di persone per le strade è decisamente più carina.
Ma tutti quanti parliamo della capacità dei norvegesi di creare imprese nei posti più impensabili. Ci siamo scordati di dirvi che in uno dei paesini a metà del Geiranger c'è anche ... una fabbrica di pizze surgelate...............

Kat e Remy

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7Commenti:

Blogger miciapallina ha detto:

Niente di più bello che cominciare la giornata con un caffè in mano godendomi i vostri racconti.
E le foto?..... oisantamammadeifelini!... Le foto aprono nella mia anima mille rivoletti di pura fantasia!
REsta solo il desiderio di stropicciarvi tutti e due (e di stazza ne sappiamo bene qualcosa pure noi!)
nasinasi assonnati

23/07/08, 08:45  
Blogger michela ha detto:

Che bel resoconto e che belle foto!
Mi ripeto ma meritano
ciao

23/07/08, 09:30  
Blogger twostella il giardino dei ciliegi ha detto:

bisogna dormire, vicini vicini ... Incantevole e suggestivo!! Non se avrò occasione per fare il vostro viaggio, ma sfogliare l'album con voi è molto divertente!

23/07/08, 10:54  
Anonymous Anonimo ha detto:

Che meraviglioso reportage a puntate!!! questo viaggio con il postale dei fjordi e' sempre stato il mio mito, prima o poi tocchera' anche a me :-) intanto grazie per avermi fatto sognare...
Daniela (orione)

24/07/08, 17:38  
Blogger anna righeblu ha detto:

Kat, Remy, sono affascinata dai vostri racconti di viaggio e dalle stupende immagini...
Post come le ciliegie, uno tira l'altro, ho iniziato dall'ultimo per ricominciare di nuovo dal primo!
Ma torno a rileggere, mi è venuta voglia di partire.

Un abbraccio :-)

24/07/08, 17:44  
Blogger SenzaPanna ha detto:

Il giro dei fiordi con il postale è sempre stato un mio progetto, ma troppi ne ho.

Adesso lo posso fare virtuale, grazie.

Daniela

25/07/08, 21:18  
Blogger Val ha detto:

Seguo da un bel po' il blog "furtivamente" senza lasciare alcun commento, ma adesso è venuto il momento perchè questo vostro viaggio mi ha fatto tornare in mente il mio di qualche anno fa... dal Piemonte a capo nord... in furgone!
E visto che ho iniziato a scrivere mi dilungo un po': questo blog è veramente piacevole da scoprire e ben equilibrato in un alternarsi di ricette, piccoli racconti di vita quotidiana e altro, bravi!

26/07/08, 14:41  

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