09 giugno 2006

Vecchie ruggini


E venne finalmente il tempo dei picnic. E con esso ricomparvero i coltelli tascabili . Alcuni di questi, seppur riposti con cura, si presentavano malamente chiazzati di ruggine.
In particolare l'Opinel di Alberto in quel di Belluno e il Laguiole di Remy in per di qui.

Cose che capitano all'acciaio dolce. Difatti il mio piccolo Laguiole, da schifezzuola industriale per turisti qual'è, si presentava come al solito, banalmente inossidabile.
E allora proviamo il rimedio imparato da bambina dall'amico Kikì, lo stesso che mi insegnò come intagliare fischietti nei rami di sambuco. Ok, questa sera andrò lungo la Dora in cerca di sambuco e farò un fischietto pensando a te. Ma, c..., dovevi proprio andare avanti così presto?

Vabbè, procediamo. Bagno la lama. La sgrondo. Ci verso sopra, sui due lati, un bel po' di "cif" in polvere - ma si che esiste ancora- e sfrego ben bene, prima ruotando poi per lungo, con un tappo di sughero. Il tappo serve sia per non rischiare di tagliarsi che per potenziare l'effetto abrasivo.

L'ossidazione era profonda e la cura di bellezza non ha fatto miracoli, però la macchia è molto meno visibile. Ora ovviamente bisogna affilare il coltello. E ricordarsi che,come tutte le lame, detesta l'acqua bollente.
Beh, già che mi trovo faccio ancora un po' la saputella. Il nome di quei coltelli, che in Francia sono famosi quanto gli Opinel, si scrive Laguiole ma si pronuncia laiòl, cosa che ignorano anche molti francesi. Finché non vanno nella zona di produzione e gli autoctoni non gli ridono dietro.
Kat

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1Commenti:

Blogger Kjaretta ha detto:

Particolarmente utile questa dritta e interessante anche l'aspetto linguistico. Vorrei davvero vedere un francese che ne prende ingiro un altro per un motivo di pronuncia: sarebbe una bella soddisfazione ;-)

09/06/06, 17:25  

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