07 aprile 2016

Myllymäki

 
E' svedese ma non è in vendita all'Ikea. Per scrivere il suo cognome farà comodo  Alt 132. Di nome fa Tommy ed è un gran pezzo di cuoco con una faccia da teppa e un talento impressionante: tre premi Bocuse alle spalle (argento nel 2011, oro europeo nel 2014, bronzo mondiale nel 2015). E... ama le verdure!
Le ama così tanto da dedicare loro un intero libro ora disponibile in francese col titolo Légumivore. E' pubblicato da Marabout, una casa editrice che ho conosciuto in stato comatoso avanzato ed è letteralmente rinata poco prima del 2000, proprio grazie ai libri di cucina. Ho acquistato Légumivore on line ed è stata una strana esperienza perché il motore di ricerca non conosceva l'autore. Con o senza dieresi sulla ä, ad oggi, il grande Myllymäki non fa parte dei prodotti in vendita su Amazon.it  Per trovarlo, occorre digitare il titolo del libro. Mah...
Diciamolo, le verdure preferite di uno svedese differiscono da quelle che metterà in scena uno chef siciliano. E meno male!
Tranquilli però, Myllymäki non si limita a patate, rape, sedano e cavolo rapa o alla spesso introvabile pastinaca (che però in qualche norditalico orto è già tornata ;-).
Ho fatto una gran fatica a scegliere quale ricetta provare per prima.
Lenticchie con sedano rapa e Earl Grey? Mmh, lui ci mette il bacon e io al momento sono senza tofu affumicato. Una goccia di fumo liquido? Facciamo un'altra volta, con cura.
Rape con zenzero, miele e rosmarino? Le adoro ma non mi sembra l' approccio  migliore per un primo appuntamento con un pubblico italiano.
Asparagi grigliati con limone e Parmigiano? Passo al mercato e, Parmigiano a parte, magari ne riparliamo.
Pastinache con limone e dragoncello? In casa avrei tutto il necessario, ma voi?
Carote al forno con mandorle e timo? Uffi, manca di nuovo il tofu affumicato (Myllymäki usa un trito di Chorizo).
Purè di zucca alla vaniglia? In casa c'è chi chiede di fare una pausa sul fronte delle cucurbitacee. Capisco.

Vada per la ricetta in assoluto più semplice di Légumivore: Petali di rapanelli con buccia d'arancia. Sì,  secondo me è quella che la dice più lunga su cosa significhi l'amore e il rispetto per il prodotto e sulla forza d'animo e la libertà di pensiero dei cuochi scandinavi.

Private i rapanelli delle eventuali foglie lasciando magari un codino che servirà per tenerli mentre li tagliate. Lavateli. Lavate con cura e asciugate anche l'arancia.
Affettate i rapanelli a velo con la mandolina o un coltello.
Tuffateli 5 minuti in acqua molto fredda per renderli più croccanti quindi sgocciolateli e asciugateli con cura.
Adagiateli in un piatto, versate l'olio (di Colza nella ricetta originale, che a me piace ma ha da essere tassativamente bio) cospargete con buccia d'arancia (ovviamente non trattata) grattugiata fine fine e sale marino. Servite.
Varianti : finocchi o verza al posto del rapanelli.

Tack, Tommy, e tanto di cappello.
Kat 

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