19 luglio 2019

Caviale di carote

Avete presente il trito per il sugo quando si riesce a non farne una papetta acquosa? Ecco.
Bastano 8-9 impulsi nel mixer e, se le carote sono davvero fresche e sode, diventano micro cubetti appena appena croccanti che non sono ne una salsa ne un insalata ma una via di mezzo molto sfiziosa e rinfrescante.
Chi abbia suggerito per primo di chiamare "caviale" questo tipo di accompagnamento/antipasto/passe partout, non saprei. Magari un cuoco, non necessariamente veg ma probabilmente francese, che aveva tritato fini fini delle olive nere. Chissà?!

Per una scodellina (da due o quattro porzioni o una semplice decorazione) servono :
- 2 carote medie molto fresche
- olio e.v.o
- sale
- succo di limone
- una puntina d'aglio spremuto
- capperi sott'aceto tritati fini fini (facoltativi)

C'è chi preferisce dare il tempo ai sapori di mescolarsi bene, chi vuole invece godersi la croccantezza delle carote tritate e condite all'ultimo. In un modo o nell'altro, a mio gusto, conviene condire poco e assaporare lentamente.
Piace molto!
Kat  

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21 agosto 2018

Tre insalate fighette e foreste - n. 3 : Il Cetriolo secondo Myllymäki

Per quanto preveda parecchi ingredienti caraibici (avocado, cilantro e lime), la terza delle insalate fighette e foreste è nata in Scandinavia sul tagliere di un biondo filibustiere di nome Tommy Myllymäki. Mentre cercavo come smaltire l'esuberante produzione di cetrioli delle ultime settimane, mi è capitato tra le mani il suo Legumivore e ho subito provato la sua insalata di Cetriolo, Avocado e Coriandolo.

 
Per due belle porzioni ho usato:
- 2 cetrioli sbucciati, privati dei semi e affettati sottili
- una grossa fetta di avocado tagliata a dadini
- qualche fettina di cipollotto
e per la salsa :
- 6 foglie di menta
- una decina di foglie di coriandolo*
- mezzo peperoncino verde affettato fine fine 
- una puntina d'aglio spremuto 
- il succo di mezzo lime
- olio e.v.o.
- sale

* Se proprio non trovate il coriandolo fesco, non sostituite con prezzemolo. Meglio un paio di foglie di menta in più. Intanto provate a seminarne, anche in vaso. Un paio di settimane e già si raccoglie e, volendo, si può anche surgelare. Anzi, siccome tende a montare rapidamente, conviene raccoglierlo giovane e metterlo via per l'inverno.   

Conviene iniziare dal condimento. Si tritano le erbe, si aggiungono l'aglio spremuto, il peperoncino e il sale, si irrora col succo di lime e l'olio, si  gira bene e si lascia riposare mentre si preparano le verdure.
E' un insalata che da' il meglio di sè se preparata all'ultimo e condita un attimo solo prima di metterla nei piatti. Il cetriolo rimane croccante e l'avocado bello verde. In compenso, più lasciate il peperoncino nella salsa più diventa piccante. Fate voi.
Piace piace piace! Tack, Tommy.
K. 

P.S. Ai non vegani, segnalo che in origine il condimento di questa ricetta prevedeva un paio di cucchiai di fumetto di pesce. Ci sono anche alghe giapponesi e un paio di filetti d'acciuga nella versione, peraltro molto simile, di Fumiko Kono, altra grande fonte di ispirazione.

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13 agosto 2018

Tre insalate fighette e foreste - n. 2 : French bluff

Pare che quest'estate, oltr'Alpe, vada di moda bluffare. Ma va???!!! Ma da quando???!!!
Sarò anche francese ma di certe cose ormai sorrido anch'io...
Vabbè, stiamo solo parlando di cucina e questa cosa sta pure scritta nell'ultimo numero di Elle à table a fianco alla ricetta di questa Insalata di Fagiolini, Pesca bianca e Basilico ispirata ad Alain Passard.
Fagiolini al dente, pesca bianca soda sbollentata molto rapidamente per poterla pelare,  basilico in quantità, olio e.v.o, succo di limone e sale qb.  I fagiolini si possono preparare in anticipo, la pesca meglio di no.

Fatica pochissima ma la sua figura la fà, soprattutto se vi riesce di tagliare la pesca a bastoncini.  Le proporzioni più giuste mi sembrano 2/3 di fagiolini per 1/3 di pesca.
Noi la gustiamo come antipasto, a volte con un zic di cipollotto. Piace parecchio.

"Accessoriamente", oggi Rémy compie gli anni. Auguri Amore mio. Grazie per aver assaggiato e fotografato, in questi anni,  cose molte più strane e decisamente meno buone di questa ;-)
K.

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09 agosto 2018

Tre insalate fighette e foreste - n.1 - Aussie style

Da quale delle tre incomincio?  Quella francese, quella scandinava o ... ma sì, largo a chi viene da più lontano, dall'Australia ma con suggestioni decisamente asiatiche.

Apre le danze l'Insalata di Cetriolo, Rucola e Tofu marinato ispirata a Leanne Kitchen.
Lei (nel suo Greengrocer) usa come base il crescione, adagia sopra con eleganza un paio di fettine di anguria tagliate a triangolo, bricciole di feta autentica e semi di girasole tostati.

L'orto ha suggerito - anzi proprio deciso - drastiche ma gustose modifiche, così - per le solite due porzioni - abbiamo usato:
- una manciata di rucola coltivata, spezzettata
- due cetrioli, sbucciati e privati dei semi, affettati sottili
- 100 g di Tofu marinato (con capperi) tagliato a cubetti
- una manciata di semi di zucca lievemente tostati
- un cucchiaio di erba cipollina sminuzzata
- olio e.v.o, succo di limone e sale

Piaciuta davvero tanto.
La seconda insalata in arrivo richiede, oltre ai cetrioli,  un paio di ingredienti più foresti (avocado e coriandolo foglia). Passo nell'orto a raccogliere un po' del secondo, mi procuro il primo e, appena raggiunge il giusto grado di maturazione, ripasso. Merita anche quella!
K.

P.S. Suggerimento per gli estimatori dei film animati di Miyazaki : rivedere Si alza il vento alla ricerca della scena in cui, nel luogo di incontro tra Jiro e Nahoko, un misterioso turista tedesco in villeggiatura inneggia all'insalata di crescione.
Io intanto l'ho riseminato, all'ombra questa volta... E ho scoperto, da un giovane ortolano  di Chatillon,  delle mini angurie buonissime.
Ebbene sì, dopo i peperoncini e le melanzane, ecco a noi le angurie valdostane. Ahi noi!

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01 agosto 2018

Gazpacho verde

Ebbene sì, dalle nostre parti, questo è l'anno dei cetrioli. Cose mai viste!
Questa mattina siamo tornati dall'orto con un raccolto esagerato. Anche ieri, a dir vero...
Il frigo versa, gli amici e i vicini quasi non ci salutano più e la mia pancia dice che di pomodori ne ha avuto abbastanza, quindi niente insalata greca e niente gazpacho.
Anche se... Si potrebbe provare quella ricetta di Gazpacho verde che... Valla a ritrovare!
Sono andata a naso. E' venuto proprio buono  e ve lo racconto.
 
Per i soliti due commensali, ho usato :
- 3 cetrioli (pelati e privati dei semi)
- 1 pezzo di peperone verde (pelato pure quello)
-  due piccole coste di sedano (se più grandi, ricordarsi di togliere i fili)
- 1 fetta di avocado maturo *
- prezzemolo (non troppo)
- basilico ( a profusione)
- menta (6 foglie)
- erba cipollina (se ne avete)
- mezzo spicchio d'aglio
- olio e.v.o.
- sale
- succo di un lime (iniziare con mezzo e aggiungere un cicinin per volta)

* E' vero, non è stagione. Se manca, per dare corpo e cremosità, direi di usare la solita mollica di pane più un cucchiaio di puré di mandorle. Però, l'avocado...

Tagliate tutto a pezzettini e versate nel bicchierone del blender o nel bicchiere del frullatore ad immersione. Riducete in crema, assaggiate, correggete di sale e succo di lime quindi riponete in frigo. Gustate freddo ma non troppo.
Con una dadolata di sedano, peperone verde e erba cipollina per dargli un tocco in più. Noi, dopo una mattinata di diserbo avevamo troppa fame per metterci a dadolare.
E' già un miracolo che l'uomo abbia fatto le foto...
Piaciuto un sacco.
K.

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20 gennaio 2018

Tris di carote "elfiche"

Anni fa, quando gliele  ho proposte per un pranzo velocissimo tra ragazze, una mia amica parlò di "elfic food", il cibo degli elfi. Certo, leggere sono leggere ;-)
Ho cercato in archivio e credo proprio di non avervi  mai proposto questi abbinamenti "elfici" che, seppur  banalissimi, sono capaci di trasformare un piatto di carote grattugiate in una delizia. Un delizia molto sobria ma pur sempre una delizia.
Oltre alla sempre valida Carote, Zenzero e Buccia di Limone (non trattato) che diventa la nostra prima colazione quando facciamo la Dieta Mima Digiuno, per l'insalata n. 2 servono  Carote e Pinoli (lievemente tostati) e per la n.3 Carote e Olive taggiasche (tritate grossolanamente).

Grattugia manuale a fori più o meno grandi o robot, una volta  trovato il modo di sfilettare le carote che più vi aggrada (ebbene sì, non sono sempre uguali ne' altrettanto succose e gradevoli da masticare) resta solo da dosare le aggiunte con mano leggera. Servono a sottolineare il sapore delle carote non a coprirlo quindi non devono dominare. Mano leggera soprattutto con lo zenzero, più generosa invece con i pinoli.

Indipendentemente da presentazioni più o meno fighette, il modo più comodo di operare consiste nel condire (per esempio  con sale, succo di limone e un olio e.v.o. leggero) tutte le carote grattugiate preparate, dividerle in tre piccole insalatiere con ognuna un diverso "sapore".
Se proprio siete di corsa, una volta preparati gli altri ingredienti, grattugiate pure le carote in anticipo, a condizione di conservarle in un recipiente ermetico in modo che non si secchino. 
Cercate però di condirle il più tardi possibile perché non facciano in tempo a rilasciare acqua. Se ve le portate al lavoro in un barattolo, mettete la salsa in fondo, come per tutte le insalate e mescolate solo all'ultimo.
Se avete optato per il tris, assaporate iniziando dalle carote allo zenzero e terminando con quelle alle olive, così come mangereste un formaggio fresco prima di un formaggio stagionato.
Sì, certo, ho scritto formaggio.  Embè? Sarà mica una parolaccia?
Kat 

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08 gennaio 2018

Insalata di Finocchio e Mele con mandorle al caramello piccante

Passate le feste, a casa nostra questa è stagione, perlomeno di sera, di minestre e zuppe. Precedute, di solito, da qualcosa di crudo. Abbiamo un debole per le insalate sfiziose e un deciso attaccamento alla stagionalità. In pieno inverno, mettere insieme queste due cose non è sempre facile. Oppure tende a diventare costoso. Ma non necessariamente.  Ne è un esempio   l'Insalata di Finocchio e Mele con Mandorle al caramello piccante di Meera Sodha, trovato nel suo Fresh India, un volume che abbiamo sfogliato insieme prima di Natale.

Ingredienti pochissimi e tutti di facile reperibilità ora che le mandorle a fettine si trovano anche nei discount.  Per 2 persone  servono:
- un finocchio medio
- mezza mela (magari verde,o Pink Lady o Jonagold, decisamente non Golden)
- mezzo cetriolo*
- 5 o 6 foglie di menta 
- tre cucchiai di mandorle a fettine
- 1/2 cucchiaino di semi di finocchio, pestati
- 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
- 1 cucchiaio di sciroppo d'agave **
- succo di limone, un cucchiaio circa
- olio e.v.o.
- (un pizzicone di Garam Masala)
- sale 
 
*Optional, ma se vi piace in qualsiasi stagione, perché no?  Senza cetriolo, questa insalata è quasi un dessert. Con o senza cetriolo, è perfetta per rinfrescare la bocca dopo una pietanza piccante.
** Se non vi importa usare prodotti di origine animale, andrà bene anche il miele, magari quello d'acacia, liquido e  poco aromatico.

Siccome dovranno aver tempo di raffreddarsi, la prima cosa da fare è caramellare le mandorle.  Serve una padella, meglio se a fondo spesso. Si unge con un velo d'olio e, una volta calda, vi si distribuiscono le mandorle girandole delicatamente con una spatola. Appena imbiondiscono, si versano sopra i semi di finocchio pestati, lo zenzero e un pizzicone di sale e si mescola bene prima di aggiungere lo sciroppo d'agave o il miele.
E si fa caramellare mescolando con attenzione. Ci va un minuto, forse meno, quindi meglio non distrarsi. Quando hanno raggiunto il colore voluto, le mandorle si trasferiscono subito su un piatto a raffreddare (cercando di non sgranocchiarle tutte. Un impresa!).
Intanto, preparare la citronette sbattendo con una forchetta sale, limone e olio (e, eventualmente il pizzicone di spezie) e lasciarla in attesa.
Mondare e lavare il finocchio. Sgrondarlo con cura e affettarlo fine fine. Sbucciare il cetriolo, privarlo di eventuali semi e affettare finemente anche quello. Sbucciare la mela e farla a fettine sottili. Adagiarla nell'insalatiera e coprire con la citronette in modo che non scurisca.
Al momento di servire, aggiungere le altre verdure e  decorare con le mandorle caramellate, la menta sminuzzata e, volendo, qualche barba di finocchio.

Mescolare e ... scrunch!

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19 aprile 2016

Insalata di spinacini e Sambal di cocco

Diciamolo, questa cosa l'ho messa insieme per pigrizia. Perché l'idea di preparare più di 3 o 4 foglie di spinaci (in sostituzione di non so più quale introvabile verdura indonesiana della ricetta originale) con sopra mezzo cucchiaino di sambal mi faceva venire il latte alle ginocchia. Però l'abbinamento di sapori era davvero intrigante e appetitoso...
In breve, ho usato un paio di cucchiai di Sambal di cocco, nella sua versione essenziale (cocco fresco grattugiato, peperoncino, cipollotto e succo di lime) per condire un sacchetto di spinacini.
Ho mixato insieme con la lama a S i pezzi di cocco lavati e asciugati, i germogli di due cipolle, la punta di un peperoncino verde (fornito da San Freezer) privato dei semi, un paio di cucchiai di succo di lime, un cucchiaino di sciroppo d'agave (sostituibile con zucchero di canna o, meglio, di cocco), un paio di pizziconi di sale e un paio di cucchiai d'olio e.v.o.
Ancora un po' d'olio nell'insalatiera e stop.
Una goduria! Inoltre, rimane abbastanza Sambal di cocco per condire il riso integrale di domani. Piace piace piace!
Kat

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14 aprile 2016

Sambal di cocco, di più

e, se vi piacciono i sapori essenziali, piccanti sì ma senza sovrapposizioni, forse persino meglio della prima versione che mi è capitato di raccontarvi.

Mi spiego. Dopo averlo visto scritto sambol, in un libro peraltro ottimo e attendibile, stavo cercando informazioni sul...sambal. Punto di riferimento per me insostituibile e insuperabile, il vecchio Complete Book of Spices di Jill Norman (reperibile, temo, solo di seconda mano) o il più recente Herbs and Spices, stessa autrice, DK editore. Lei scrive sambal e se lei scrive sambal non si discute. Inoltre, se ho letto bene, in Indonesia sambal indica in modo generico una salsa piccante. Di conseguenza capiterà di incontrarne più di una.
Mi sa che la più facilmente reperibile sotto i nostri cieli si chiama Sambal oelek (peperoncino, sale, zucchero di canna).  Se però non potete vivere senza Sambal Trassi (a base di pasta secca di gamberetti putrefatti), posso scrivervi la ricetta di Jill Norman.
Leggi qua, leggi là, in un paragrafo dedicato allo Sri Lanka di Vegan without borders di Robin Robertson, ho ritrovato il Sambal di cocco ma nella sua versione essenziale: cocco fresco grattugiato (o secco reidratato), succo di lime, peperoncino, cipollotto optional.   

Provare per credere, con sale e zucchero a piacere, e decidere se, senza aglio, lemongrass, zenzero, mentuccia e/o coriandolo fresco, vi piace di più.  A volte, andando all'essenziale...
Qui piacciono entrambi. Fin troppo.
Kat

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07 aprile 2016

Myllymäki

 
E' svedese ma non è in vendita all'Ikea. Per scrivere il suo cognome farà comodo  Alt 132. Di nome fa Tommy ed è un gran pezzo di cuoco con una faccia da teppa e un talento impressionante: tre premi Bocuse alle spalle (argento nel 2011, oro europeo nel 2014, bronzo mondiale nel 2015). E... ama le verdure!
Le ama così tanto da dedicare loro un intero libro ora disponibile in francese col titolo Légumivore. E' pubblicato da Marabout, una casa editrice che ho conosciuto in stato comatoso avanzato ed è letteralmente rinata poco prima del 2000, proprio grazie ai libri di cucina. Ho acquistato Légumivore on line ed è stata una strana esperienza perché il motore di ricerca non conosceva l'autore. Con o senza dieresi sulla ä, ad oggi, il grande Myllymäki non fa parte dei prodotti in vendita su Amazon.it  Per trovarlo, occorre digitare il titolo del libro. Mah...
Diciamolo, le verdure preferite di uno svedese differiscono da quelle che metterà in scena uno chef siciliano. E meno male!
Tranquilli però, Myllymäki non si limita a patate, rape, sedano e cavolo rapa o alla spesso introvabile pastinaca (che però in qualche norditalico orto è già tornata ;-).
Ho fatto una gran fatica a scegliere quale ricetta provare per prima.
Lenticchie con sedano rapa e Earl Grey? Mmh, lui ci mette il bacon e io al momento sono senza tofu affumicato. Una goccia di fumo liquido? Facciamo un'altra volta, con cura.
Rape con zenzero, miele e rosmarino? Le adoro ma non mi sembra l' approccio  migliore per un primo appuntamento con un pubblico italiano.
Asparagi grigliati con limone e Parmigiano? Passo al mercato e, Parmigiano a parte, magari ne riparliamo.
Pastinache con limone e dragoncello? In casa avrei tutto il necessario, ma voi?
Carote al forno con mandorle e timo? Uffi, manca di nuovo il tofu affumicato (Myllymäki usa un trito di Chorizo).
Purè di zucca alla vaniglia? In casa c'è chi chiede di fare una pausa sul fronte delle cucurbitacee. Capisco.

Vada per la ricetta in assoluto più semplice di Légumivore: Petali di rapanelli con buccia d'arancia. Sì,  secondo me è quella che la dice più lunga su cosa significhi l'amore e il rispetto per il prodotto e sulla forza d'animo e la libertà di pensiero dei cuochi scandinavi.

Private i rapanelli delle eventuali foglie lasciando magari un codino che servirà per tenerli mentre li tagliate. Lavateli. Lavate con cura e asciugate anche l'arancia.
Affettate i rapanelli a velo con la mandolina o un coltello.
Tuffateli 5 minuti in acqua molto fredda per renderli più croccanti quindi sgocciolateli e asciugateli con cura.
Adagiateli in un piatto, versate l'olio (di Colza nella ricetta originale, che a me piace ma ha da essere tassativamente bio) cospargete con buccia d'arancia (ovviamente non trattata) grattugiata fine fine e sale marino. Servite.
Varianti : finocchi o verza al posto del rapanelli.

Tack, Tommy, e tanto di cappello.
Kat 

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29 febbraio 2016

Sambal di cocco

Ancora una ricetta che viene da lontano, questa volta anche un po' piccante, per tenere allegro  questo anno bisesto ;-)
Se ascoltassi Remy, portare in tavola del riso senza Sambal di cocco sarebbe ormai impossibile.
Abbiamo trovato la ricetta di questo condimento crudo molto aromatico ma non necessariamente infuocato  nel libretto di Esterelle Payani dedicato all'estrattore di succo, una macchina che, se scelta bene (non solo in base al prezzo ma vagliando piuttosto le proprie abitudini ed esigenze), può rendere parecchi servizi. Vero è che costa più di una normale centrifuga quindi s' ha da mettere al lavoro il più sovente possibile.
Noi, oltre ai succhi (molta verdure con poca frutta), ci facciamo anche la pasta fresca e, con la funzione pestello, il burro di noccioline e il sambal di cocco di Estérelle, che però...si può fare con una grattugia e un mixer, anche piccolo.

La difficoltà maggiore, oggigiorno, sta nel procurarsi una noce di cocco che, una volta aperta, non si riveli ammuffita. Quando ci riesce di trovarla, la grattugiamo tutta, facciamo un sambal e mettiamo il resto in congelatore (dove peraltro stazionano già sia lo zenzero che il lemongrass che i peperoncini verdi). Per la ricetta completa manca poco altro.
Le dosi di Estérelle per una scodella di sambal :
- 100 g di noce di cocco fresca
- 1 spicchio d'aglio
- 1 pezzetto di zenzero fresco 
- 1 cipollotto con le sue foglie verdi
- 1 bastoncino di lemongrass
- 1 peperoncino verde
- 8 foglie di menta
- 1 cucchiaino di zucchero di cocco o di canna
- il succo di mezzo lime o 3 cucchiaini di succo di limone.
La ricetta non prevede ne' olio ne' sale. Io ne metto, poco ma li metto.

Personalmente lo preferisco senza lemongrass e uso la menta solo d'estate ma lì sta il bello di questa salsa. Ognuno la sua e mai identica. Già solo lo zenzero e il peperoncino potranno essere, di loro e  a sorpresa, più o meno piccanti, qualunque sia la quantità che decidete di usare.  Le proporzioni giuste sono quelle più consone ai vostri gusti.
Il procedimento è semplicissimo. Senza estrattore, l'unica cosa un po' fastidiosa è grattugiare il cocco. L'aglio e lo zenzero vanno sbucciati, il cipollotto pulito, il peperoncino privato dei semi e dei filamenti bianchi,il lemongrass privato delle foglie esterne dure. Poi, debitamente affettati,  vanno nel mixer, tutti insieme appassionatamente.
Estérelle usa l'estrattore anche per spremere il succo di aglio, zenzero, lemongrass, ecc. Dopo un paio di esperimenti, ho optato per il mixer perché i sapori sono meno violenti e viene più facile azzeccare le dosi. Anzi, aggiungo un po' di cocco grattugiato nel mixer in modo che, facendo massa, aiuti la lama a sminuzzare meglio il tutto.
Si versa in un recipiente col resto del cocco,  si decide se usare o meno l'olio e il sale e si lascia riposare almeno mezz'ora a temperatura ambiente. Meglio un'ora. Oltre, meglio in frigo.
Anche se si conserva - in frigo, in un contenitore ermetico - per 3 giorni, preferisco prepararne poco per volta perché, se è vero che è importante dare ai sapori il tempo di  amalgamarsi bene, trovo che dopo qualche ora il cipollotto tende a prendere il sopravvento. Anche lì, va a gusti. E a cipollotto.

A proposito di gusti, segnalo per dovere di cronaca che Esterelle suggerisce ai palati curiosi di abbinare questo sambal con dell'ananas fresco o del mango.
Con l'ananas, che adoro, non vado d'accordo ma col mango, chissà?
Col riso, è amore per sempre.
Kat

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26 gennaio 2016

Lui lo scrive Cheil e io lo massaggio

Bello tosto, vero ? Mentre, un metro più in là, il cugino cavolo nero è quasi prostrato per l'alternanza gelo - foehn, il kale, lui, si presenta appena meno baldanzoso del solito.  La famiglia è la stessa. Entrambi sono cavoli senza testa (brassica acefala), vale a dire che le foglie non si chiudono a palla ma mantengono un portamento a palmetta. Questo dovrebbe, in teoria renderli meno resistenti al gelo. E invece... ! Per le altre varietà non ho esperienza diretta ma di sicuro il Curly blue dwarf (nano riccio a foglia blu), se la cava proprio bene e senza diventare coriaceo.  Anche se, in qualsiasi stagione e per qualsiasi uso, la costa  centrale va eliminata, sempre e tutta.

Più sottile e  meno "cerosa" di quella del cavolo nero, la foglia  del kale si presta bene ad essere consumata cruda.  Unico accorgimento, condire in anticipo (almeno mezz'ora, come la verza peraltro) e massaggiare per un paio di minuti (a piene mani nell'insalatiera) con il condimento.
Io procedo così :
- tolgo i gambi e li butto,
- lavo le foglie e le lascio a bagno in paio di minuti con un po' di bicarbonato (è un ortaggio che anche in pieno inverno ospita farfalline bianche più coriacee di lui), sciacquo bene e sgrondo con cura,
- sminuzzo le foglie e le metto nell'insalatiera prescelta,
- preparo una vinaigrette con poca senape, il succo di mezzo arancio, sale e olio e.v.o.,
- aggiungo, eventualmente, mezzo cipollotto o due getti di scalogno ,
- mescolo e massaggio,
- lascio riposare,
- porto in tavola e anche l'uomo, anche se lo scrive cheil, lo mangia con gusto.   

Piace!  Ne avessi seminato il doppio...
Kat 

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25 gennaio 2016

Economia domestica

Quante volte avrò letto di non buttare le cipolle che iniziano a germogliare e di affettare quei teneri getti nell'insalata ?  Perché non l'avessi fatto fin'ora è un mistero anche per me. Al momento non vi so dire quanto siano digeribili i germogli della cipolla. Di quelli dello scalogno pero' posso confermare. Sono buoni, saporiti ma delicati e digeribili. Il bulbo, svuotato dalla germinazione, va in patumiera, ma d'ora in poi, senza i suoi germogli.
Kat  

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06 novembre 2013

Mele rosse e Peperoni

Per fretta (o forse per pigrizia, visto che il tempo per due foto l'abbiamo poi trovato), un bel giorno abbiamo ridotto a tre ingredienti e un unico colore la nostra quotidiana insalata mistissima: un peperone rosso, una mela rossa e una cipolla di Tropea. 
Ha ragione Remy, avrei dovuto tagliare per lungo anche la cipolla, sia per bellezza che per renderla più dolce ancora.
Avrei anche potuto pelare il peperone. Sì, sì, a crudo. Scegliendo peperoni carnosi e di forma regolare, bastano tre minuti e un pelapomodoro. Meglio pelarli da interi, però.
Un goccio di limone sulle mele man mano che le affettavo, olio, (pochissimo) aceto e sale per condire e stop.
Davvero una buona sorpresa! Da rifare prima che finisca la stagione dei peperoni (che al supermercato non finisce mai, ma tant'è.) 
Kat

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