26 dicembre 2005

Sfatiamo un mito, anzi due

Il primo è che da mammà non mi riesce di cucinare.
Ehm, ammetto che per fare la mia solita mousse al limone (adattissima alle festività in quanto digestiva) ho atteso che fosse fuori casa un paio d’ore. I ravioli di carciofi invece li abbiamo fatti in sua presenza, anzi - grazie alla sua pazienza (e all’educazione al risparmio impartita dalla Nonna, con la N maiuscola mi raccomando)- abbiamo usato con successo anche il “midollo” dei gambi. La ricetta seguirà a breve. Sono venuti proprio bene ma la foto un po’ meno. (Eravamo pur sempre in Francia e cuocerli al dente sarebbe stata una grave forma di scortesia nei confronti di una gentile ospite).
Il secondo è che il Panettone è il Panettone è il Panettone (da completarsi all’infinito, dimenticando però il profumo di A rose is a rose is a rose di Gertrude Stein che con l’uvetta non si sposa troppo bene).
Venerdi 23 avevo a disposizione qualche ora e un bel magone da tenere a bada, così ho impastato un ...


“Panettone” CdC-stail

Ingredienti “asciutti”
200 g di farina Manitoba
350-400 g di farina 00
120 g di zucchero (dulcita del commercio equosolidale)
il mitico pizzico di sale
150 g di uvetta
100 g di gocce di cioccolato
buccia grattugiata di un limone

un cubetto di lievito di birra

Indredienti “umidi”
80 g di latte intero
1 cucchiaio di rhum
1 cucchiaio di liquore all’arancio
1 cucchiaio di acqua di fior d’arancio (grazie Lupo ;-)
2 cucchiaini di estratto liquido di vaniglia naturale (Vahiné)
4 uova
150 g di burro

Come sempre quando uso il lievito di birra per qualche impasto, ho iniziato preparando il “lievitino”. Nel latte intiepidito ho sciolto il lievito con un cucchiaio di zucchero e due di farina e lasciato che si risvegliasse e gonfiasse al caldo.
Intanto ho lavato ripetutamente l’uvetta con acqua calda (non bollente) per liberarla dalla paraffina e ammorbidirla, quindi l’ho fatta sgocciolare. Ho fatto sciogliere il burro, sbattuto e uova e dosato i liquori e la vaniglia in un bicchiere. Infine ho mescolato nella ciotola dell’impastatrice le farine, il sale, la buccia di limone e lo zucchero (il dulcita è stato scelto apposta per il colore ambrato che conferisce agli impasti).
Quindi, memore degli insegnamenti di Gennarino (li sentite i violini? bene !) per evitare che il burro soffocasse il lievito ho riunito elementi asciutti e elementi umidi aggiungendo prima il blob di lievito quindi il mini cocktail di liquori. Solo quando questi sono stati ben assorbiti dalla farina ho aggiunto le uova sbattute, fatto incorporare anche quelle e da ultimo versato il burro fuso appena tiepido.
Il braccio del magico Braun impastava e a me sembrava un colloso blob e stavo per aggiungere altra farina quando mi sono accorta che la massa pian piano si addensava.
Già, come al solito mi ero scordata che la farina ha bisogno di qualche minuto per assorbire i liquidi. Ho impastato, a bassa velocità, per 5 minuti abbondanti e lasciato lievitare nell’impastatrice per 2 ore. Quindi ho aggiunto l’uvetta asciugata e infarinata e le gocce di cioccolato e azionato l’impastatrice per incorporarli. Intanto ho spalmato generosissimamente di burro una forma rotonda da pane tedesco (quella avevo) e le ho affidato l’impasto abbandonandoli al caldo sotto un telo umido vicino al termosifone.
E sono andata in città a comprare i “fiori” da regalare a mammà per Natale.
Al mio ritorno ...



Beh, lo speravo e non ci speravo, chiunque abbia provato prima di me a fare un “panettone” capirà il mio allegro stupore.
Ho infornato a 180 ° per 15 minuti poi abbassato il mio troppo volenteroso forno a 150 ° e lasciato cuocere altri 45 minuti coprendo con carta forno a metà cottura. Quindi ho rovesciato la “creatura” su una griglia per dolci, l’ho avvolta in un telo per farla raffreddare lentamente e l’ho respirata con assoluta lussuria. E un pizzico di rammarico. Dovendola portare in Francia per il Natale, non l’avrei potuta assaggiare fino al giorno dopo !

La creatura, sempre avvolta nel suo candido telo è giunta a destinazione in ottima forma ma ci ha lasciato moooolto presto. E adesso non prendetevela con me. Io le virgolette a "Panettone" le ho messe.
Kat

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