26 febbraio 2010

Sapori reclusi

foto Davide Dutto - fonte fotografie : Cibele

Chissà se ricordate Il gambero nero, quel libro fotografico uscito qualche anno fa con tanto di ricettario e che raconta la vita quotidiana dei detenuti di un carcere piemontese?
Pensavate fosse un exploit passeggero? E invece no, la cucina e la fotografia non hanno abbandonato il carcere di Alessandria.

Comunicato stampa

IL CARCERE DI ALESSANDRIA APRE LE PORTE AL GUSTO E ALLA FOTOGRAFIA
Pranzo conclusivo per i laboratori di foto-gastronomia presso la Casa Circondariale Don Soria di Alessandria

Mercoledì 3 marzo 2010 la Casa Circondariale Don Soria di Alessandria permetterà al mondo esterno di varcare le soglie del carcere per un pranzo conclusivo del progetto “Sapori Reclusi-Lezioni di Gambero Nero” e in occasione della relativa mostra fotografica. Una partita di cuochi stellati guiderà un gruppo di detenuti nella preparazione dei piatti cucinati e fotografati durante il workshop di “foto-gastronomia” organizzato dal fotografo Davide Dutto e finanziato dalla Regione Piemonte.

L’evento è il frutto di quattro mesi di collaborazione tra alcuni detenuti partecipanti al corso, importanti nomi della cucina Italiana (Andrea Ribaldone, Davide Palluda, Flavio Ghigo, Gilberto Demaria, Roberto Campogrande, Paolo Reina e Ugo Alciati) e Davide Dutto. L’idea di coniugare lezioni di cucina e workshop fotografici punta a stimolare la creatività e l’integrazione tra individui, dando spazio creativo a persone e culture che difficilmente hanno la possibilità di esprimersi all’interno della realtà carceraria e nella nostra società. Considerando che il 72% dei detenuti è di origine straniera, il progetto “è diventato anche un importante esperimento di integrazione e dialogo culturale, oltre che un momento di incontro tra il dentro e il fuori del carcere”, spiega il fotografo.

Il pranzo concluderà il corso e inaugurerà la seconda fase del progetto, che punta a “creare strumenti e momenti di confronto e di scambio con il mondo esterno al carcere, lanciando un filo attraverso le sbarre per farlo arrivare fino a noi”, spiega Dutto, per cui “l’intento è quello di comunicare la complessità della realtà carceraria e la ricchezza dei singoli individui che la compongono”.

Per informazioni contattare Davide Dutto 3481203520


Intanto, si può già discutere l'argomento sul suo blog e su una pagina facebook - sapori reclusi e sul sito di Cibele


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4Commenti:

Blogger Gambetto ha detto:

Che iniziativa! Più leggevo e più mi si palesava con maggior spessore la stessa parola:"Recupero". La possibilità che una persona possa 'recuperare' è un regalo da non sottovalutare quale che sia il tramite. Se lo è il cibo tanto di guadagnato!

26/02/10, 13:47  
Blogger La Gaia Celiaca ha detto:

bellissima iniziativa. per mettere in comunicazione chi è dentro e chi è fuori, e dare opportunità

anche al carcere di volterra fanno una cosa simile, le cene galeotte le chiamano

http://www.mondodelgusto.it/2009/10/12/cene-galeotte-2009-nel-carcere-volterra-pisa/

grazie della segnalazione

26/02/10, 23:09  
Anonymous Mrs. Bee ha detto:

Infatti. La pena resta fine a se stessa, se non c'è il recupero e una pena fine a se stessa è la sconfitta del diritto, cioè dello Stato, cioè di tutti.
Beccaria lo aveva detto qualche bel centinaio di anni fa, peccato che tendiamo a dimenticarlo....e che tutte le possibilità di misure alternative, in teoria garantite a tutti, sono di fatto riservate a chi si può permettere una difesa decente...niente di nuovo sotto questi chiari di luna, purtroppo. Meno male che qualcosa, come in questo caso, si muove.

03/03/10, 14:54  
Anonymous moglie ha detto:

iniziativa lodevole, così come lo sono state, da antesignane, quelle di san patrignano. adesso vado a leggermi tutto

04/03/10, 15:31  

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