28 settembre 2009

Il forno era il nostro ma...

... ricetta e pasticciere venivano da Bolzano ;-) Ha persino montato la panna a mano. Si, si!
Grazie Cat,quella torta di grano saraceno e mandorle è indimenticabile !
Meglio sottolineare che sono dosi per 12 persone, sennò qualcuno, di fronte alle 6 uova+ 250 grammi di burro + 250 grammi di mandorle, magari si spaventa ;-)

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E.T. ?

un extraterrestre?

un serpente?

Oppure...?

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26 settembre 2009

Bau Patt

Cliccare sulla foto per ingrandirla

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24 settembre 2009

Ancora briciole, questa volta salate

Monomaniaca, io ? Forse un po' ;-) E difatti cos'ho infornato ieri sera ? Un bel... crumble.
E Remy l'ha mangiato senza fiatare. Va detto che sotto una crosticina di pane e Fontina diventa buona qualsiasi verdura.
Ho mixato insieme fino ad ottenere briciolone :
- una fettona di pane raffermo
- un pezzo di Fontina (due terzi pane, un terzo Fontina)
- un pizzico di santoreggia (andrà benone anche prezzemolo o altre aromatiche di vostro gusto)
- due cucchiai di olio evo

Abitualmente, per questo tipo di preparazione le verdure vanno precotte prima di coprirle di briciole e infornarle. Una cottura al dente visto che finiranno poi di cuocere in forno.
Di solito faccio cuocere le più durette al vapore, le più acquose, come le zucchine, saltandole in padella, magari con scalogno o cipolla. E proprio una zucchina avevamo in frigo, una zucchina modello clava come se ne incontrano molte negli orti un po' trascurati di fine stagione.
Bontà sua, non aveva la buccia dura e neppure la pancia piena di semi, così mi sono accontentata di lavarla, asciugarla e cubettarla. Cubetti piccoli abbastanza da osare una variante: l'ho messa cruda nella pirofila. Così si fa a volte con la zucca, avvoltolandola in briciole e aromi prima di dimenticarsela in forno. Perché non provare con quella zucchina extra large ?
Basta mettere nella pirofila una dose d'olio più abbondante, ricordarsi di salare e rigirare bene i cubetti per condirli. Soprattutto bisogna lasciare la teglia in forno - 180°- per 40-50 minuti anziché i 20-30 di un normale crumble di verdure e tenere un foglio di carta forno per coprirla se scurisce troppo, come è facile che accada.
Piaciuto, il crumble di zucchine a crudo. Difatti ha accettato di fotografarlo!
Epperò, diciamolo, saltandole prima un attimo in padella...
Kat

Aggiornamento : Qui una simpatica versione speziata di Barbara del blog Salt and Cocoa

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21 settembre 2009

Crumble Susine nere, Mandorle e Spezie

Quando mi ricordo come si cucina (al momento vado a fasi alterne ;-) vado pazza per i crumbles.
Abitiamo ai bordi di un frutteto e in questa stagione, il nostro gentile padrone di casa ci regala praticamente ogni sera la frutta che, troppo matura o lievemente ammaccata, non può vendere, susine nere in questo caso...
Le ho semplicemente tagliate a spicchi per staccarle più facilmente dal nocciolo, adagiate in una pirofila imburrata e coperte con una variante delle mie briciole preferite.
La ricetta base sarebbe questa :
- 180 grammi di farina integrale ma fine = la T2 , senza crusca apparente
- un pizzico di sale
- 50 g. di mandorle tritate
- 90 g. di zucchero, magari scuro
- un cucchiaino di cannella
- 120 g. di burro più una noce per la pirofila

Ho sostituito la farina di frumento con farina di Kamut, la cannella con un misto di spezie per Pain d'épices che contiene parecchio anice verde (Pain d'épices de Colmar, Terre Exotique ma andrà benone la miscela La Saporita, Via delle Indie) e aggiunto mandorle a scaglie.
Forno a 180° per 30 minuti. Lasciato intiepidire...
Piaciuto!
Kat

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14 settembre 2009

Casalinghitudine

Ebbene si, per festeggiare il mio nuovo "status" (fra due anni e mezzo, passerò, si spera, a quello di pensionata) oltre ad infornare chocolate crinkles e cose varie, mi sono regalata ben tre grembiulini ;-) Mancano ancora le ciabatte e sarò pronta a dedicarmi a quelli che la mia amica Maura chiama "i lavori di Concetta".
Dopo trentasette anni e mezzo di intenso lavoro "di concetto" devo ammettere che mi sento frastornata. Va detto che è stata una mia scelta ma la Siora Zienda, nell'agevolare la mia partenza, è stata davvero fulminea. Tre mesi dalla mia richiesta, tre settimane dall'accordo formale, tre giorni dall'ultimo lavoro completato e riconsegnavo computer, scrivania e tesserino!
Sorge il dubbio, in casi come questo, che non vedessero l'ora di liberarsi di te. Eppoi ti consoli ricordandoti che, per una Zienda che sta cercando di perdere peso, la tua carriera non corrisponde a quanto hai fatto e dato, ma solo e soltanto a quanto costi e a quanto risparmierà se
ti paga per andartene prima del tempo.
Si chiama esodo agevolato e, se te la senti di fare un salto nel vuoto, ti riprendi la tua vita prima di essere da buttare.
Ho respirato a fondo, preso la rincorsa e...
Eccomi a casa. Casalinga. Mi piacerà? Per ora direi proprio di si. Fosse solo perché erano anni che desideravo cose semplici come :
- fare la spesa al mercato e fermarmi a ciaccolare con i piccoli produttori
(prima o poi vi toccherà un post sui mercati rionali di Aosta ;-)
- fare compagnia alla gatta (che è diventata unica e solitaria e forse farebbe pure a meno ;-)
- rifare i cuscini del salotto man mano che la gatta li distrugge
- leggere qualcuno dei libri di cucina (e non ;-) che ho accumulato quasi senza accorgermene
- andare a camminare in mezzo al verde (prima che cadano le foglie, ma anche quando saranno cadute eppoi ricresciute ecc ecc... ;-)
e ovviamente...
- indossare grembiulini di patchwork...
Il resto lo scoprirò man mano ;-)
Kat

ps: promesso, aggiornerò anche l'archivio...

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09 settembre 2009

Chocolate crinkles


L'occasione era un rinfresco per 50 persone (prima o poi vi dirò cosa si festeggiava ;-) e devo dire che è la ricetta perfetta per ottenere molti pezzi (peraltro graziosi) in poco tempo.
L'ho trovata da Lili di Gastronomades che l'aveva trovata da Sandra del Pétrin che l'aveva trovata da Stéphanie di Joy of baking. Chi ha diffuso per prima la ricetta dice che vanno gustati il giorno stesso. I successivi sperimentatori, noi compresi, sono dell'idea che vanno benone anche cotti il giorno prima ;-)
NB: lo zucchero a velo si può fare a casa passando lo zucchero semolato in un vecchio macinacaffé elettrico.


Dose per circa 24 pezzi:
- 225 g di cioccolato (al 70% dice il primo autore, ma per me l'ideale è la copertura Regina al 62%)
- 56 g di burro
- 100 g di zucchero
- 2 uova medie
- 210 g di farina
- un pizzico di sale
- mezzo cucchiaino di lievito
- 1 cucchiaino di vaniglia naturale in polvere (oppure una bustina di vanillina)
- 100 g di zucchero a velo setacciato
Far fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato o tritato e il burro a tocchetti. Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire.
Battere zucchero e uova finché non siano chiari. Aggiungere la vaniglia quindi la miscela burro/cioccolato. In un'altra ciotola setacciare insieme farina, sale e lievito. Aggiungere alla miscela burro/ciocco/uova, avendo cura di fermarsi appena la farina è amalgamata. Coprire il recipiente con pellicola e mettere in frigo per un'ora o più. Pre-riscaldare il forno su 170°.
Versare lo zucchero a velo in un largo piatto piano.
Dall'impasto (che ora ha la consistenza del pongo) ricavare porzioni della dimensione di una pallina da ping pong, farle rotolare nello zucchero a velo per coprirle completamente. Adagiarle sulle teglie (antiaderenti o foderate di carta forno) schiacciandole appena e lasciando 4-5 cm tra l'una e l'altra.
Cuocere 10-15 minuti (idealmente, il centro deve rimanere morbido)
Far raffeddare su una griglia.
Festeggiare!!!
Kat

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07 settembre 2009

L'Arrosto di Giacinta

Questo arrosto, che forse è uno stracotto, è deliziosamente cipolloso (Patt, a te piacerà senz'altro) e cuoce praticamente da solo (Patt, vedi che sembra fatto apposta per te... ;-)
Ha un' unica esigenza: una pentola che gli stia giusta e il relativo coperchio che chiuda senza schiacciare la carne ne rimanere sospeso a mezz'aria.
Lo ha cucinato mentre era da noi quest'estate la zia Angioletta. Giacinta era la sua mamma quindi siamo doppiamente grati per questa condivisione.
Servono :
- un bel pezzo di codino (? - il nostro macellaio chiama quel pezzo "punta dell'infuori")
- tante cipolle (avevamo cipolle di Tropea ma secondo Angioletta vanno meglio quelle dorate)
- olio
- sale

Si parte a freddo. Si versa qualche cucchiaio d'olio nella pentola, si posa sopra l'arrosto e si sala leggermente quindi si ricopre completamente, riempiendo anche i lati tra carne e pentola, di cipolle affettate per lungo. Un'altro po' di sale quindi si incoperchia, si accende il fuoco al minimo e si "lascia andare" senza mai girare per almeno un ora e mezza, alzando la fiamma solo alla fine se il sughetto fosse troppo lento e la carne pallida.
E' buono come solo le ricette di casa sanno essere e, secondo noi, chiama a gran voce un bel puré.
Kat e Remy

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