09 febbraio 2016

"Sottilette" di ceci

Sì, oggi è Carnevale e ogni scherzo vale, anche quello di travestire i ceci da "sottilette".
Con tanto di coriandoli ;-)

Sì, certo, le panelle sono un' altra cosa. Più spesse. Deliziosamente fritte.  Anche più fotogeniche ;-) Tra le ricette pubblicate di recente in rete  segnalo quella del Giardino dei Ciliegi , poi mi allontano da Palermo e vi porto tutto da un altra parte, sia geograficamente che culturalmente. Perché la ricetta che ho provato e un pelino adattato, è di Richa Hingle, statunitense con radici indiane, ideatrice e curatrice di un golosissimo blog vegano. 

Ah..., già che mi trovo, prima di portarvi altrove, ci tengo a fare tanto di cappello al copywriter che nel 1965 inventò il nome italiano di quelle fettine bianchicce e mollicce di "formaggio" fuso che tutti chiamiamo Sottilette. Anche quando proprio non ci sogniamo di consumarle.

La ricetta di Richa, seppur intitolata Vegan Nacho cheese slices, che più 'merricano non si può, affonda decisamente le radici nel continente indiano, maggior produttore al mondo di ceci  e relativa farina (gram flour o besan). Come tutte le ricette di origine indiana prevede un pizzico di molte cose che però si può scegliere di usare o meno, fosse solo perché diventi gluten-free. Consente di ottenere un cibo gustoso e bello proteico, di consistenza morbido/elastica, comodissimo da infilare in un panino ma che, diciamolo subito, se riscaldato, siccome non contiene grassi, non fila e non fonde.

Per 8 fettine servono :
- 50 g di farina di ceci
- 240 ml d'acqua
- 1/2 cucchiaino di paprika affumicata (magari, Pimenton de la Vera)
- 1/2 cucchiaino di aglio in polvere
- 1/4 di cucchiaino di cumino macinato
- 1/2 cucchiaino di sale (o secondo i gusti)
- 1 cucchiaio di succo di limone
- 1 cucchiaio di aceto di mele
- 1 cucchiaione di Miso bianco (o, se lo tollerate bene, 2 cucchiai di lievito di birra*)
- 1 peperoncino verde fresco (piccolo oppure solo un pezzo, senza semi)
- 2 pomodorini
- 1 cucchiaino di sciroppo d'agave (aggiunta personale)  

* quello in scaglie che ha un sapore formaggioso, non quello attivo che si usa per far lievitare il pane:

Seguendo alla lettera il suggerimento di Richa, ho messo tutto quanto nel blender e ho mixato. Quindi ho trasferito il tutto in pentola e cotto, rimestando ininterrottamente, su fuoco dolce per una decina di minuti. La consistenza finale è quella di una béchamel molto soda. 
Ho unto d'olio un foglio di carta forno adagiato in una teglia e versato sopra il contenuto della pentola, cercando di livellarlo il meglio possibile con una spatola.

Poi, appena la temperatura me lo ha consentito ho smanazzato la superficie con i palmi  unti d'olio. Tenete conto che si rapprende piuttosto in fretta. 
Una volta ben freddo e compatto, si taglia in porzioni delle dimensioni desiderate.
Per scaldare queste "sottilette" di ceci, che sono buone sia fredde che calde e in compagnia di molte cose, compresa la polenta,  per ora ho provato solo il forno convenzionale che va benone.

Pare che in frigo si conservino 5 giorni. Mai successo. In casa nostra spariscono in due giorni. Va detto che l'indomani sono anche meglio.
Ok, non fila e non fonde, non sa di formaggio e non è fotogenico. Però piace.
Kat

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2Commenti:

Blogger Elena Bruno ha detto:

Adoro i ceci, la farina di ceci e mi ispira anche il panino :-)
Adesso vado a curiosare sul sito di cucina vegana che hai segnalato!!!

09/02/16, 20:38  
Blogger Scribacchini ha detto:

Dalla regia mi dicono che, in questo periodo, il quel sito ci sono ricette cinesi che a te, mi sembra, non interessano ;-)
Remy

09/02/16, 20:40  

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