25 agosto 2008

Il Pesto di Ferragosto

Si trattava di festeggiare, seppur con un briciolo di ritardo, il compleanno di Remy quindi di mettere in tavola una qualche pasta ripiena, magari inventando qualcosa di nuovo almeno sul fronte del condimento. E' venuto fuori un pesto di nocciole fresche, erba cipollina e cacioricotta che (gaudio e sollievo!) è piaciuto a tutti.
Sarei pronta a scommettere che, se questo abbinamento vi ispira, faticherete meno a trovare l'erba cipollina che le nocciole fresche.

Sicuramente viene bene anche con nocciole "stagionate" ma a mio avviso il sapore rischia di essere fin troppo presente. Con le nocciole fresche viene una cosa davvero speciale. In alternativa ricorrerei ai più consueti e discreti pinoli.
Vabbè, iniziamo dal sodo, i ravioli.
Poi confessiamo l'indebita appropriazione di un abbondante manciata di nocciole appena cadute dall'albero. Che ha dovuto sgusciare il pooooooovero Remy.
L'erba cipollina viene dai banchi dei contadini del mercato di Viale della Pace, Aosta (giovedì mattina). Nella nostra aiuola non è spuntata :-(
Per procurarci il cacioricotta facciamo regolari capatine, sempre qui ad Aosta, in una "Vinicola pugliese" decisamente ben fornita.
Per preparare il pesto abbiamo semplicemente polverizzato le nocciole, aggiunto un terzo del loro volume di cacioricotta grattugiato, erba cipollina tritata fine a piacere - senza esagerare sennò rischia di dominare - abbondante olio evo e acqua di cottura della pasta quanto basta per ottenere una salsa cremosa.
Tutto qui. Spesso non occorre neppure salare il pesto, ci pensa già abbondantemente il formaggio.

Kat

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03 giugno 2008

Segale, pecora e boraggine

L'apertura di questo blog ha fatto nascere, a suo tempo, piccole nuove tradizioni nelle case degli Scribacchini. Gli ScribAostani, ad esempio, giocano ad inventarsi una pasta ripiena ad ogni compleanno. Al momento i panzerotti del compleanno di Remy restano insuperati nella nostra hit parade del gusto.
Per l'occasione (questa volta tocca a Kat che oggi di anni ne compie 55), l'orto, bontà sua, tra un rovescio e l'altro, ha fornito una borsata di boraggine. La ricotta di pecora l'avevamo in frigo e, a quanto pare, la farina di segale bianca non vedeva l'ora di tornare in pista.
Fatto sta che i nostri primi agnolotti "quasi col plin" sono venuti proprio buoni. (Per aver gustato quelli veri, col ripieno di tre arrosti ecc ecc.,così saporiti da potersi mangiare senza condimento, sappiamo bene che questi sono tutt'altra misera cosa, ma ci andava di pizzicarli lo stesso, ecco! ;-)


Remy ha impastato
- un etto di farina di segale bianca
- un etto di farina 00
- 2 uova
- un cucchiaio d'olio d'oliva
che ha poi lasciato riposare un oretta in frigo.

Kat ha fatto insaporire in padella , con altrettanta ricotta di pecora una bella tazza di boraggine lessata, strizzata e mixata, con olio evo, uno spicchio d'aglio e tanta noce moscata . Anziché salare ha aggiunto pecorino grattugiato. Siccome la ricotta era un pò grumosa ha mixato nuovamente e quando la miscela si è raffreddata un po' ha aggiunto un uovo sbattuto.


L'impasto di segale bianca non è difficile da stendere, anche a velo. Contrariamente alla farina integrale di segale, una volta cotto non è scivoloso. Vedi alla voce Schlutzer e già che ti trovi passa a salutare l'Archiniere.

E per condirli ? Avevamo fatto, giorni prima, un tentativo poco convincente con olio di noci. Ottimo il sapore ma è così fluido che per condire a sufficienza ne serviva una quantità esagerata. Pensa che ti ripensa, ci siamo ricordati la vellutata molto liquida (il classico roux della béchamel allungato con tanto brodo vegetale) che usa un cuoco a noi caro per condire la pasta da gratinare. Fuori dal fuoco lo abbiamo insaporito con due cucchiai di olio di noci quindi versato sugli agnolotti. Era la soluzione giusta, pasta ben condita e sapore dell'olio di noci bello presente.
Li rifaremo. In fondo, raccogliere la boraggine con l'ombrello ha una sua poesia ;-)

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06 febbraio 2008

Ladri anche noi e pure smemorati

In giro per il web, c'è una gattuccia che ci frega le orecchiette. E fa solo bene giacché a cominciare siamo stati noi ;-)
All'origine del nostro primo di Capodanno - se stavamo zitti ancora un po' potevamo proporvelo per Pasqua! - c'erano una volta i Ravioli di Patate Ogliastrini pubblicati da Mip su Cooker.net. Noi, ben sapendo che mai eppoi mai saremmo riusciti a modellare dei culurgionis, li abbiamo prima trasformati in tortelli poi, per mascherare il nostro crimine, nascosti sotto un umido di carciofi. Non contenti, abbiamo poi iniziato ad aggiungere carciofi anche al ripieno. Potremmo anche raccontarveli se... ci ricordassimo le dosi. D'altronde, nel frattempo, abbiamo spalato un bel po' di neve, combattuto il virus di stagione (e ovviamente ceduto le armi, come molti) e lavorato un po' troppo (come tutti).
Non ci resta che provare a ricostruire la ricetta, magari con i vostri suggerimenti.

Tortelli di patate e carciofi, dosi ipotetiche per due persone
Ingredienti per il ripieno:
6 carciofi (forse)
2 patate (molto probabile)
olio evo (sicuramente molto, Mip docet :-)
pecorino gratuggiato q.b. :-)
forse anche un uovo ma probabilmente no

Le patate sono state lessate quindi pelate e i carciofi mondati, affettati e stufati con un bel pizzico di santoreggia. O forse, quella volta era maggiorana?
Il tutto è stato energicamente triturato nel passaverdure - trattenendo così eventuali fibre moleste - quindi abbondantemente condito con olio evo e pecorino.
La sfoglia invece è sempre la stessa anche se, in questo caso, abbiamo fatto mezza dose. I tortelli li sapete fare vero?
Una volta confezionati e cotti, abbiamo condito i tortelli con (indicativamente) altri 4 carciofi stufati con uno scalogno in olio evo e, nel piatto, pecorino a scaglie. O forse quel giorno era parmigiano?
Kat e Remy

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03 settembre 2007

I ravioli che fanno beeeee

Lo scorso anno per il compleanno di Remy era di scena la capra. Quest'anno abbiamo optato per la pecora partendo da una sontuosa ricotta salata siciliana (Grazie Giampiero!)


Le dosi sono per 6 porzioni.

Per la pasta:
2 uova intere + un tuorlo
100 g di farina 00
100 g di farina di semola rimacinata
un pizzico di sale
un cucchiaino d'olio evo

Per il ripieno :
500 gr di ricotta (piemontese) di pecora insaporita in padella con due o tre cucchiai di burro
Ricotta salata (siciliana) di pecora: q.b. per insaporire senza salare troppo = circa 50 g
erba cipollina fresca o essiccata
un uovo

Per condire:
qualche pomodoro maturo
basilico
uno spicchio d'aglio
olio evo


Il procedimento è quello consueto. Anzi, voi siete senz'altro più bravi di noi a scacciare l'aria prima di sigillare i ravioli.
Per condire, prima abbiamo messo l'aglio in infusione nell'olio caldo. Poi nella stesssa padella, poco prima di scolare la pasta abbiamo aggiunto una dadolata di pomodoro fresco (pelato e lasciato sgoccciolare ben bene. Il pomodoro avrà cotto si e no 2 minuti. Un po' di basilico spezzettato, un salto in padella e ... a noi è piaciuta così.
Kat e Remy

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