12 luglio 2019

Cipollotti fondenti con salsa di Noci e Pane di Segale


Quando torni dal mercato contadino* con una bracciata di meravigliosi cipollotti** e ti torna in mente una ricetta vista pochi giorni prima su una rivista***
E... A quel punto ti butti e riapri persino il blog anche se non ti ricordi quasi più come si entra, salva e pianifica la pubblicazione. Le foto, meno male, oltre a scattarle, le ha caricate Remy ;-)

* Ad Aosta, il Lunedì al quartiere Cogne, Giovedì Viale della Pace, Martedì e Sabato Via Vevey, senza dimenticare lo Tsaven la seconda domenica del mese in Piazza Chanoux.
** Km 18, la distanza tra il Potager de Grand Mère dei Fratelli Nicoletta  a Fénis e Aosta. 
** Cucina naturale di giugno 2019
(Per chi ci raggiunge su Facebook, sul blog ci sono tutti i link..., un clic e vedete tutti gli altri ;-)

La ricetta originale prevede di servire i cipollotti, molto piccoli, un cicinin caramellati, arrotolati a chiocciola  su una salsina di ceci (tipo hummus molto liquido, con parecchio limone ma senza tahina). Provato, piaciuto un sacco ma, come sempre, mi viene voglia di valdostanizzare un po' la cosa. Ho optato per una salsa di noci e  pane di segale aromatizzata con la santoreggia (la nostra "parietta") e altri ingredienti locali che incontreremo camin facendo.
In riassunto, pochi ingredienti, solo apparentemente umili, una preparazione semplice che si può facilmente anticipare, per un antipasto decisamente godurioso da servire caldo o freddo secondo i gusti e/o la stagione.

Per due porzioni :
- 6-8 cipollotti, 3 o 4 a  testa, secondo dimensioni
- 6-8 noci
- una spicchietto d'aglio
- un ciuffo di Santoreggia, oppure poco timo
- pane di Segale raffermo, oppure tostato in forno, meglio entrambe le cose
- olio e.v.o.
- Pommique (condimento balsamico di mele, Douce Vallée) o aceto balsamico (meglio bianco) 
- sale alle erbe (magari della Cascina di Orléans)
- olio di noci (facoltativo)  

I cipollotti si mondano con delicatezza, tagliando il meno possibile le radici in modo che non si disfino in cottura. La parte verde (una decina di cm) si incide a croce per poterli lavare bene sotto l'acqua corrente. Si spettinano un po' ma la cottura rimetterà ordine.
La cottura in questo caso è doppia ma semplice e veloce. Prima al vapore per 5-10 minuti, secondo dimensioni. Poi, dopo averli lasciati scolare un po', in padella su fuoco dolce con poco olio, un cucchiaio di Pommique o di aceto balsamico e sale alle erbe finché lievemente caramellati. Altri 5-10 minuti. Vanno sorvegliati per non farli scurire troppo e girati con una paletta per non smontarli.
La salsa si prepara tagliando il pane di segale a dadini prima di mixarlo con aglio, santoreggia e sale alle erbe. Questo primo trito si lascia da parte mente si fanno tostare lievissimamente i gherigli di noci in padella asciutta. Quando sono ben freddi, si aggiungono nel mixer e si tritano anche loro, ad impulsi per lasciarne qualche pezzo più grosso. Si aggiusta di sale e si  mette da parte un terzo della graniglia ottenuta per la decorazione finale.
Al resto si aggiunge olio (volendo di noci ), poco Pommique o aceto balsamico e acqua a sufficienza per ottenere una salsa cremosa. Calda l'acqua, se l'antipasto ha da esserlo.

Resta solo da "impiattare", un po' di salsa, i cipollotti, un po' di graniglia di pane e noci, e gustare.

Se preferite consistenze croccanti e ancora più rustiche, potete usare semplicemente il trito base della salsa per spolverizzare i cipollotti. Se cotti a sufficienza sono davvero fondenti e possono fare a meno di salse e salsine.

Piaciuto! Katy

P.S.: Forse siamo solo di passaggio, forse no ;-)

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10 dicembre 2017

Dodici anni

Sì, è passato un po' di tempo, abbiamo visto gente e fatto cose:
Abbiamo cominciato dalle ricette più facili

poi provato (con più o meno successo :-) quelle più difficili

e persino osato cucinare il pesce

e preparare dolci esigenti 

Qualcuno lo abbiamo persino rifatto, più tardi, in versione 100% vegetale.

Nel frattempo siamo andati in giro di mercato in mercato


e abbiamo vangato molte volte gli orticelli


Sarà stato utile a qualcuno? É ancora utile a qualcuno?
Ha ancora senso a fronte della massa più o meno informe di informazioni veicolate dal web?
Ci siamo posti mille volte le stesse domande e assentati molte volte per giorni o mesi.
Forse, a farci rinviare ancora una volta l'appendere tastiera e reflex al chiodo è stato un invito pressante di Samanta Cristoforetti, un invito a condividere il sapere. Magari parlare di condivisione del sapere  tra orto e fornelli  a qualcuno sembrerà esagerato ma se mangiare bene, nel senso più vasto di bene, non è un sapere primordiale allora cos'è?
D'altronde, quando scopri o impari o inventi qualcosa di utile che è pure buono mica lo puoi tenere tutto per te ;-) 
Vero, Patt ?


La Tortigiana non poteva mancare all'appello!
 
Un grande abbraccio e un grazie di cuore agli Scribacchini della prima ora e a tutti gli  avventori di ieri e di oggi.  Magari a domani.
K. e Remy

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20 ottobre 2017

Evviva, è tornato l'Archiniere!

Nel senso che all'amico Cat, a.k.a. l'Archiniere, del blog Cucino in giardino, sentieri golosi tra fiori e verdure, è tornata la voglia di pubblicare. Se poi gli capiterà di andare nuovamente in dormienza,  lo sapremo aspettare.

La foto, ovviamente, è sua, tratta da un vecchio post intitolato... Risvegli.
Bentornato, Cat. Ritrovarti on line è una vera gioia.

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19 agosto 2017

La bellezza ci salverà

Delle storture della natura umana non ci sembra proprio il caso di parlare. Lasciamo la parola alle pesche di vigna che il vento ha strappato all'albero.  Piccole, amarognole, di conservazione limitata a poche ore, sono decisamente impegnative ma ogni anno quel color porpora ci riempie il cuore di gioia. Andava catturato e condiviso. Ora.

Le abbiamo sposate ad un terzo di zucchero, il succo di un limone  e un pezzetto di stecca di vaniglia. Le lasceremo pensare un paio d'ore prima di accendere il fuoco.

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24 settembre 2016

Cavoli quanto basta

E meno male perché l'orto, quest'anno ci ha dato poco altro. Pazienza! Per sopperire all'assenza di zucchine e fagiolini, stiamo coccolando le brassicacee, soprattutto il nuovo  arrivato, (nuovo per noi), tale " Minestra nera" o Broccolo spigariello.

E' decisamente da riscoprire questo robusto ragazzone  con splendide foglie lunghe e strette dalle curiose sfumature grigio blu, così bello che qualcuno lo pianta soprattutto a scopo ornamentale. Anche perché di broccoli veri e propri non ne fa. Dello spigariello si consumano i getti laterali raccogliendoli man mano che ricrescono. E sono davvero buoni.

Due manciate di foglie di spigariello (i gambi sono duretti), due di boraggine e una di dente di leone, un bel porro e un paio di patate, brodo di verdura quanto basta, sarà un po' calvinista ma che buona minestra !
Però, devo dire che il pesto di noci e spigariello che ha preparato Remy qualche giono fa era meglio ancora. E' amarognolo ma  meno del cavolo nero prima del gelo.
Ecco, il gelo, non ho fretta di sapere come si comporta col gelo lo spigariello.  
Per ora so che attira meno parassiti del cavolo nero. Un'altro punto a favore.
Sì, piace, decisamente!
Kat 

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29 ottobre 2013

Torta cruda al cacao - Aggiornamento


L'aggiornamento  consiste nella doverosa segnalazione che ho cambiato le dosi  di "burro" di anacardi nella ricetta della fase 1.  Il barattolo che avevo in frigo al momento del primo tentativo era alla fine e molto denso. Ne ho aperto un altro e ho notato che con  6 cucchiai di burro di anacardi morbido, l'impasto, se messo in frigo, si  rassoda appena più lentamente ma rimane decisamente stucchevole. Troppo grasso, ecco. Praticamente immangiabile. Uno spreco di materie prime. Da qui la correzione.
A proposito di materie prime... sono momentaneamente a corto di  fave di cacao e farina di nocciole. E meno male!
Gli ingredienti di quella tortina sono tutti salutari (sì, vabbè, riguardo allo zucchero, seppure non sbiancato, si potrebbe discutere un bel po') però, quando ci si incapponisce a provare e riprovare una ricetta, soprattutto se dolce,  è facile andare oltre il fabbisogno sia di calorie che di frutti oleosi, ecc. ecc.
Inoltre il cambio di stagione è il momento ideale (anzi indispensabile per chi ha qualche problema di salute) per riflettere prima di aprire la bocca e masticare, quindi ... riprenderò a sperimentare lo strato superiore ma non a breve, ecco.
Però, qui si cucina lo stesso ogni giorno. E con gusto. E qualcosa di sicuro capiterà di  postare! Anzi, ci sono già diverse cose in bozza. A presto.
Kat

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14 dicembre 2010

La via di casa


Quando, circa cinque anni fa, (già 5??? ossignùr!!!) iniziammo a scribacchiare su CdC, il fuoco nel camino illuminava una cucina un po’ rustichella, con i gatti acciambellati sulla panca, la teiera brontolona, le tazzine scompagnate, la torta, le chiacchiere.
Col tempo la cucina si è via via affollata e poi svuotata e riaffollata di nuovo di cuochi e amici e mici.
Ci siamo divertiti a sperimentare e condividere, abbiamo raccontato e ascoltato, riso e sorriso molto, talvolta asciugato qualche lacrimuccia.
Ma ad un certo punto, com’è come non è, mi sono ritrovata a camminare su sentieri lontani dalla cucina dei cuochi scribacchini. Senza dimenticarla, però!
Ogni tanto un’occhiatina, anche da lontano, per vedere che tutto fosse (ed era) sempre lì, rassicurante certezza di “casa”.
Stasera sono di nuovo qui. Non devo nemmeno spolverare la mia sedia accanto al fuoco, ci hanno pensato Kat e Remy, Amici preziosi, a tenerla sempre pronta. :)

(Leone, di Michele, pastrugnato da Diana)

E mentre riassaporo l’aria di casa penso alle cose fatte e viste in questi mesi, alle persone incontrate, ai nuovi amici conosciuti.
E penso che ci sono persone che hanno un posto pronto nel cuore e quando arrivano lo occupano, semplicemente, perché è lì che devono stare, da sempre.
Come, ad esempio, il posto lasciato tanti anni fa da un figlio che doveva essere e non è stato.
Lo pensavo anche in un’altra cucina, reale stavolta, con in mano una tazza di tè, davanti a una fetta di torta, guardando i miei due figli parlare e ridere tra loro.
Sì, quel posto vuoto è stato riempito. Oh, intendiamoci: Michele una famiglia ce l’ha, ed è anche una gran bella famiglia! Ma per me è diventato amico fidato, consigliere, complice; in una parola: figlio.
E l’altro giorno, in quella cucina, la sua cucina, ci ha offerto una torta squisita che vi racconta lui. Ciò che non troverete nella sua ricetta è che quella torta era fatta anche di affetto, calore, amicizia: ingredienti che nutrono il cuore.
Grazie, Michele.

/

Patt

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02 febbraio 2009

Arieccomi!


Da un bel po' non vi propino le mie non-ricette!
Ok, vi risparmio anche oggi, vi sgnacco qui solo la foto, giusto per testimoniare che talvolta spignatto ancora. ;-)
La solita pasta veloce, assemblata + o - con i soliti ingredienti e con un esperimento riuscito.
'ciotti a tutti! :-)
Patt

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