25 gennaio 2018

Trio Saraceno - Track 3 - il Fondant al cioccolato di Clem

Dove Clem sta per Clémence Catz, autrice di diversi libri e, tra questi, di  Sarrasin, l'alternative sans gluten . Quanto al  suo Fondant, dolce magia senza glutine ne uova ne burro e, non a caso, ricetta più gettonata del suo blog, mi sembra la prova più evidente di quanto si possa ottenere imparando a conoscere fino in fondo le proprietà degli ingredienti, in questo caso del mucillaginoso saraceno.

Impossibile fare un dolce 100% vegetale, senza lievito e gluten free, oltre a tutto buonissimo? Provare per credere.
Qui abbiamo provato la mezza dose ma solo per evitare di farne sparire una intera in due. Posso garantire che sarebbe sparito mooooooolto in fretta!
Per meritare così tanto cioccolato, ho scelto di fare il latte e il purè di nocciole in casa ma, ovviamente, non è un obbligo. Però rende più facile e soprattutto meno costoso ottenere un dolce davvero senza glutine. E' una scelta che richiede solo un pelino di organizzazione e qualche ora di attesa in più. La preparazione anticipata è comunque inevitabile.

Per 6 porzioni (forse piccole ma decisamente soddisfacenti) servono :
- 50 g di fiocchi di saraceno
- 125 ml di latte di mandorla* o di saraceno (scheda in coda alla ricetta)    
- 100 g di cioccolato da pasticceria (max 60%, il burro di cacao garantisce la consistenza)
- 30 g di purè di nocciole** (scheda in coda alla ricetta)
- 50 g di zucchero scuro***
Optional : un cucchiaino di estratto di vaniglia oppure un paio di gocce di olio essenziale d'arancia dolce o un tazzina di caffè ristretto, eliminando però pari quantità di latte vegetale. 

* Se il latte vegetale che usate è dolcificato ed è pure cioccolatoso, poco male, però tenetene conto togliendo magari un po' di zucchero.
** In Italia viene anche chiamato "Burro" di nocciole e, se non avete un amico pasticciere, costa un botto ma farlo in casa è un gioco da ragazzi.
*** Più scuro è meglio è, tipo Muscovado integrale. Nella foto è quel gnocco bruno acconto alle nocciole.E' molto aromatico ma dolcifica meno quindi se usate uno zucchero più chiaro mettetene anche solo 40 g.

Il procedimento è molto semplice. Richiede però un ammollo di almeno 4 ore, in frigo, dei fiocchi di saraceno nel "latte". Non più di una notte, comunque. Se fate il "latte" in casa, calcolate anche il tempo di ammollo dei semi per ottenerlo. In riassunto, leggete la ricetta fino in fondo. Magari due volte. Così non ve la prendete con me che non c'entro.     
Per finire, si accende il forno su 180° e, mentre si scalda, si fa sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Una volta spento il fuoco, si aggiunge lo zucchero mescolando bene. Siccome fa i grumi, se - come me - siete stati un po' frettolosi, è facile che si formino piccoli crateri scuri sul fondo della torta una volta cotta. Slurposissimi crateri ma non proprio belli a vedersi, ecco.

Aggiungete anche il "burro" di nocciole e, per finire, i fiocchi ammollati nel latte. Mescolate con cura e versate in una forma unta d'olio. Sì sì, anche se di silicone ungetela con cura. Fate uno strato d'impasto non troppo sottile tenendo conto che in cottura non crescerà. 
Via in forno. Questo formato cuoce in 25 minuti. La doppia dose in 30 minuti. Formati individuali dovrebbero essere a posto in una ventina di minuti. Grandi, medi o piccoli, vanno comunque tolti dal forno quando una lama di coltello esce appena umida, tenendo presente che le forme di silicone accelerano la cottura.
Io devo averlo fatto cuocere due e o tre minuti di troppo. La prossima volta lo lascerò un pelino più morbido. Fondant, insomma.
Rovesciate delicatamente su un piatto e lasciate raffreddare completamente prima di gustarlo, meglio se nelle 8-12 ore successive. La sua grande magia ha tempi limitati.

Come promesso, le schede delle preparazioni casalinghe in opzione :

Latte di saraceno:
- 45 g di saraceno crudo in grani
- 500 ml d'acqua
Mettete a bagno in acqua fredda il saraceno dopo averlo sciacquato in un colino.  
6- 8 ore dopo, scolate e versate nel mixer con 250 ml d'acqua. Mixate bene quindi filtrate con un colino a maglia fine. Aggiungete la restante acqua, mixate nuovamente. Prelevate quanto ve ne serve sul momento  e mettete in frigo in una bottiglia di vetro a chiusura ermetica quello con rimane. Oppure fateci le crèpes che trovate qui.

Burro di nocciole:
- 100 g di nocciole tostate *
- 1 cucchiaino d'olio di nocciole (merci, Evelyne) o di riso
Se avete tostato le nocciole in casa (e tolto la pellicina scura con un canovaccio ruvido), lasciatele raffreddare completamente. Quindi mettetele nel mixer, magari in due volte se è piccolino, con l'olio (poco più di una goccia) e mixate fino ad ottenere una crema. Riponete in frigo in un barattolo di vetro a chiusura ermetica quello che non usate subito e cercate di non finirlo in 24 ore.

Piace piace piace!!!
Kat  

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01 aprile 2015

Una felice intuizione

ovvero Festa grande eppur vegana ovvero Ofelle 100% vegetali  al cacao (e olio di cocco).

Delle Ofelle hanno la croccante sottigliezza e l'irresistibilità (esiste? il dizionario dice che esiste allora lascio così). Una volta assaggiata una si va avanti fino ad esaurimento delle scorte quindi sconsiglio di raddoppiare la dose.
Nondimeno non contengono ne uovo ne burro ne lievito ne soia ne ingredienti strani, a meno che per voi i semi di lino siano sulla lista delle stranezze.
Il punto di partenza e il procedimento, semplice e veloce, sono quelli dei crackers con i semini pubblicati di recente. Si trattava solo di sperimentare sul fronte dolce. Per questa prima versione, siccome avevo parecchi dubbi, ho usato i (meno costosi) semi di sesamo ma verranno sicuramente bene con graniglia di nocciole o mandorle o pistacchi o qualsiasi cosa vi ispiri e/o abbiate a portata di mano.
Se avete dell'olio di cocco in frigo e non sapete cosa farne, questa è l'occasione buona per usarlo (e affezionarvi ;-).  Una volta cotti, l'aroma di cocco sarà lievissimo e quello di cacao molto deciso.   

Per 20-24 pezzi (5x5 o diametro 5) servono:
- 120 g di fiocchi d'avena  (o di saraceno se li volete gluten-free)
-  1 cucchiaio di semi di lino
-  4 cucchiai di zucchero grezzo (magari Mascobado Altromercato)
-  3 cucchiai di Cacao magro amaro non zuccherato
-  4 cucchiai di semi di sesamo  
- un pizzicone di sale
-  6 cucchiai di  Olio di Cocco liquefatto
-  60 ml d'acqua
- un cucchiaino di estratto di vaniglia naturale
- un mixer con lama a S o un macina caffé 

Macinate i semi di lino, aggiungete i fiocchi e macinate ancora fino a ottenere una farina grossolana. Versate in una ciotola con gli altri ingredienti secchi (sale, zucchero, cacao, semi) e mescolate con cura.  Aggiungete olio, acqua e vaniglia e impastate. Di solito si ottengono delle briciolone come quelle della foto qua sopra. Lasciate riposare, minimo 30 minuti, meglio un'ora, coperto con pellicola o una teletta umida.

Accendete il forno su 180°
Mettete metà delle briciolone su una carta forno, impastate quel poco che basta per farne una palla, posate sopra un  secondo foglio di carta forno (come per i crackers già citati)  e stendete col mattarello. In questo caso è meglio fermarsi a 5 mm di spessore. Più sottili rischiano di bruciarsi.  Ritagliate e adagiate su una placca.
Quando il forno è caldo infornate su ventilato per 12-15 minuti abbassando a 160 ° se vedete che si scuriscono troppo sui bordi. Ribadisco, attenzione a non bruciarli perché diventano amari.  
Lasciate raffreddare prima di gustarli o chiuderli in una scatola di latta. 
Ciomp, oh ciomp! 

Buona Pasqua a tutti. Magari mi affaccio di nuovo, magari no. 
Kat

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15 dicembre 2014

Macaron al Cioccolato 100% vegetali feat. Pixies' dust

Il "biscotto" usato per la Wolfigana definitiva  mi ricordava davvero molto i macaron al cioccolato, quelli della mia infanzia, quando erano ancora semplici sinonimi degli Amaretti e non avevano invaso le vetrine delle pasticcerie di mezzo mondo con colori tanto affascinanti quanto improbabili. Un po' per nostalgia e più ancora per curiosità,  ho provato a elaborare in quel senso il nuovo impasto a base di Polverina Fatata.
Il risultato ha superato le mie aspettative quindi ve lo racconto.

Per 32 Macaron"di una volta" :
- 15 g di Polverina Fatata
- 125 ml d'acqua
- 150 g di Mandorle macinate*
- 20 g di Fecola di Mais
- un cucchiaino di Lievito per torte (io la solita miscela casalinga)
- 100 g di Zucchero a velo (fatto in casa con zucchero di canna)
- un pizzico di sale
- 100 g di Cioccolato fondente al 70%
- un cucchiaino di aroma naturale di Mandorla Amara

* Volendo prima tostarle per esaltarne il sapore, occorre lasciarle raffreddare completamente prima di macinarle.

Come sempre quando si usano semini mucillaginosi, tutto inizia mettendoli a bagno e dandogli il tempo di rilasciare la gelatina che li rende preziosi per sostituire le uova.
Ho mixato l'acqua (125 ml) e la polverina fatata (15 g) per un paio di minuti nel bullet e lasciato riposare una mezz'ora e  mi sono trovata bene.
Nel frattempo ho macinato a velo lo zucchero (quello del commercio è costoso ma soprattutto  contiene glutine) quindi l'ho lasciato nel macinino (la sua presenza evita che la frutta secca faccia l'olio)  e ho aggiunto le mandorle mixando finemente il tutto.
Ho fatto fondere e lasciato intiepidire il cioccolato.
A quel punto ho acceso il forno su 180°.
Ho mescolato la farina di mandorle, lo zucchero a velo, la fecola di mais, il lievito  e il pizzico di sale in una ciotola. Ho aggiunto "l'uovo fatato" (la gelatina grigetta della foto appena sopra)   e amalgamato il tutto prima di incorporare il cioccolato e l'estratto di mandorla amara.

A quel punto tocca armarsi di pazienza  e di due cucchiaini per  suddividere l'impasto in mucchietti regolari su due placche coperte di carta forno. Meglio distanziarli perché un po' si siedono. Meno  degli impasti a base di albume montato a neve ma pur sempre un po'.
Li ho poi cotti nel forno ventilato per 25 minuti ma, se vi piacciono morbidi, sono troppi.
Meglio sfornarli dopo 20 minuti, prima che abbiano il culetto abbronzato.

Formati più grandi, modellati per esempio col cucchiaio anziché col cucchiaino, avranno bisogno di 30 minuti di cottura. Grandi o piccoli, all'uscita dal forno saranno morbidi e fragili.
Vanno lasciati tranquilli sulla placca di cottura  per qualche minuto prima di trasferirli a raffreddarsi  su una griglia.
Volendo farne Macaron "dei giorni nostri", per coerenza suggerisco di usare  la ganache 100% vegetale per unirli due a due.
Se non spariscono nel giro di poche ore, vanno messi al riparo dall'umidità, per esempio nella classica scatola di latta.
Piaciuti molto. Anche senza ganache.
Kat 

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14 dicembre 2014

Ganache 100% vegetale

All'ombra della sin troppo presente Wolfigana, la "nostra" povera ganache manifestava problemi di identità, così le abbiamo riservato una cameretta tutta per lei. Così viene anche più facile linkarla e rintracciarla.

Le proporzioni sono identiche a quelle della Ganache tradizionale, metà panna, metà cioccolato fondente.  Si mettono in una pentola a fondo spesso :
- 200 ml di Panna di Soia (io la Sojade che dichiara il 17% di grassi)
- 200 g di Cioccolato Fondente (di copertura al 52% o quello che preferite ma non oltre il 70 %).
O la metà, o il doppio, secondo l'uso previsto ma sempre in proporzione 50 e 50.

Si fa fondere il tutto su fiamma bassa e appena ben amalgamato si spegne e si versa in una terrina dai bordi alti e si lascia raffreddare.
Ora basta accendere le fruste elettriche e sbattere sbattere sbattere e sbattere ancora. Come per la versione tradizionale, a volte ci vanno 4 o 5 minuti, a volte persino un po' di più quindi conviene verificare che il motore non scaldi per evitare di fonderlo.
La ganache è ganache quando, da lucida e densa, la massa diventa chiara e spumosa e fa le creste.

Una volta pronta trasferitela in un contenitore coperto, meglio se di vetro, meglio se ermetico e tenetela in frigo. Non andrei oltre i due giorni.

Se vi piacciono le Torte farcite, è perfetta e facile da spalmare. In compenso, per "stuccare" una torta è un po' rognosa. Per quell'uso, direi di evitare semplicemente di montarla e di usare il cioccolato sciolto nella panna così com'è. Voi però, farete sicuramente di meglio ;-)
Però mi sono divertita.
Kat

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07 novembre 2014

La torta della centrifuga (Buon compleanno Lucia)


Che se non avete la centrifuga, andrà benone il succo di carote "dell'industria", come direbbe una delle signore delle ceste del nostro mercato preferito (Aosta, Viale della Pace, al giovedì) . Solo che il succo dell'industria costa parecchio di più e non ci si possono mettere le carote dell'orto, ecco.
Se poi vi manca anche un amica di nome Lucia che compia gli anni il 7 novembre a centinaia di chilometri da voi, temo di non potervi prestare la nostra. Manca parecchio anche a noi, ecco.

La ricetta originale di questo cake con carote e cioccolato proviene da un vecchio numero di Cucina naturale. Ho però diminuito drasticamente la quantità di zucchero e di d'olio.

Ingredienti per una forma da cake di dimensioni classiche (12 x 21 o giù di lì) :
- 150 g di farina (noi kamut integrale)
- 80 g di zucchero scuro (noi Mascobado Altromercato, per l'aroma inconfondibile)
- 50-60 g di cioccolato fondente (magari al 70%, di più in pasticceria ci sembra troppo amaro)
- una bustina di lievito  (noi, causa intolleranze, un cucchiaio di  Miscela casalinga di polveri lievitanti, trovata credo da Clea: mescolare con cura in un barattolo 50 g di cremor tartaro, 25 g di bicarbonato e 25 g di fecola di mais)
- un pizzico di sale
- buccia grattugiata di mezza arancia non trattata
- estratto di vaniglia naturale
- 130 g di succo di carote (circa 300 g di carote pesate già pulite)
- 40 g di olio (noi e.v.o poco fruttato)
- 2 cucchiai di mandorle a fettine

Accendete il forno su 180°. Preparate la forma, da cake o di vostro gradimento, magari foderandola con carta forno. Per domare quest'ultima, vale sempre il vecchio trucco di appallottolarla quindi stenderla col palmo della mano quindi infilarla nella teglia. 
Mescolate in una ciotola tutti gli ingredienti secchi tranne le mandorle. Al momento di aggiungere il lievito converrà setacciarlo. Aggiungete l'olio, mescolate, poi il succo di carote, mescolate e versate nella forma preparata.  Cospargete di mandorle e infornate per 35 minuti.
Fate  la prova stecchino e se esce asciutto mettete a raffreddare su una griglia.
E aspettate che sia ben freddo per tagliarlo sennò vi si concia così :

Se, diversamente da Lucia, non siete intolleranti alle mele, potreste preferire la versione senza cioccolato. Il tal caso serve una bella mela tagliata a cubetti (noi un cm per lato ma, come avrete già notato, siamo di una noiosità inesorabile).

Piaciute entrambe.
Auguri, Lucia. Un abbraccio.
Kat

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28 dicembre 2013

Una nuvola al cacao

Uno dei vantaggi dei dolci vegani sta nella loro capacità di nascere da dispense ridotte ai minimi storici e senza neppure sfiorare il frigorifero. Questa torta al cacao non richiede neppure  mele cotte o banane stramature, ottimi sostituti delle uova che hanno però il difetto di non essere sempre a portata di mano. E' pur vero che entrambi si possono tenere in congelatore, sì sì anche le banane purché mixate e,possibilmente, messe sotto vuoto ma... oggi facciamo senza. Contenta, Giulia ? ;-) Allora per prima cosa accendi il forno perché questo impasto va infornato subito.

Per una teglia quadrata da  22x22cm  ho mescolato in  una ciotola:
- 180 g di farina di farro bianco (o quella disponibile, purché senza crusca apparente)
- 100 g di zucchero scuro
- 25 g di cacao amaro
- un pizzicone di sale
- un cucchiaino raso di bicarbonato
quindi ho aggiunto :
- 80 ml d'olio ( io e.v.o ma andrà bene anche un olio dal sapore meno marcato, vedi quello di riso)    
- un cucchiaino di estratto di vaniglia
- 100 ml d'acqua
e per finire, un cucchiaio di aceto di mele.*

* Ingrediente indispensabile, serve a far reagire il bicarbonato. Da aggiungere tassativamente per ultimo, quando l'impasto è già amalgamato, perché la reazione è immediata.   

Mescolare bene il tutto. Versare in una forma unta o, meglio, foderata di carta forno.
Infornare a 180° per 30-35 minuti quindi lasciar riposare qualche minuto, togliere dalla teglia e trasferire su una griglia perché si raffreddi.

La ricetta proviene da questo libretto. Ho solo pesato man mano il contenuto delle cups e verificato dosi e tempi di cottura.
Oltre ad essere sofficissima, questa torta si presta bene ad essere glassata. Siccome non è molto dolce ne esageratamente cioccolatosa, oserei una glassa al cioccolato. Unica condizione, aspettare tassativamente che sia ben fredda prima di procedere sennò si beve la glassa. Anzi, se non è ben fredda, è capace a bersi anche lo zucchero a velo.
Cuocendola in una stampo rotondo (meglio se apribile oppure foderato di carta forno, max 22 cm di diametro sennò la torta non verrà alta abbastanza) penso si riesca anche a farcire, sempre quando è ben fredda e usando una buona lama dentata e un po' di delicatezza sia nel tagliarla che nel manipolarla. Senza essere fragilissima, è pur sempre meno compatta del Pan di Spagna vegano.
Piaciuta!
Però, in seguito ci sono  piaciute ancora di più queste due varianti:
- Nuvola alle mandorle :  30-50 g di farina di mandorle a sostituire altrettanta farina di farro e un cucchiaio di "burro" di mandorle a sostituire 10 ml d'olio. In questo caso meglio l'olio di riso , più discreto di quello d'oliva, con l'aggiunta di qualche goccia di essenza di mandorle amare nell'impasto.
- Nuvola alle nocciole :  come sopra ma con nocciole sfarinate e "burro"di nocciole ma sempre con olio di riso e  l'essenza di mandorle a potenziare l'aroma delle nocciole.
Kat

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21 ottobre 2013

Torta cruda al cacao, fase 1


Ebbene sì, ho ceduto alla moda raw. E me ne vanto, ecco.  
Ho iniziato a sognare questo dolce dopo averne gustato uno della stessa famiglia nel nostro ristorante vegano preferito, Soul kitchen, via Santa Giulia 2 a Torino.
Oltre a ingredienti perfetti, sia nei patti che nei bicchieri, questo locale è generoso nelle porzioni, anche al momento del dessert.
Vi racconto il mio primo esperimento per realizzare una torta cruda al cacao che mi consoli della distanza tra Aosta e Torino (resa ancora maggiore dall'aumento del prezzo dell'autostrada :-( E dai disguidi ferroviari su quel percorso. E sto usando educati eufemismi).
Ovviamente la mia tortina è diversa dalla loro - questa potrebbe essere più adatta a fare da sola base a qualcosa di più soffice, ancora da elaborare - ma  non speravo di ottenere un simile risultato al primo colpo e a naso, così ve la racconto.    
Le dosi consentono di preparare 4  porzioni, che in  questo caso sono  mattonelle da 3 x 7 cm. Se vi sembrano impresentabilmente mini - calorie a parte - provate a mangiarne due di fila, poi ne riparliamo ;-)

Ingredienti :
- 30 g di granella di fave di cacao (me le procuro qui  o qua ) 
- 40 g di zucchero mascobado , il più scuro e aromatico che conosco
- 100 g di nocciole macinate
-   da 5 a 7 cucchiai di "burro" di anacardi (secondo densità del prodotto ) 
 
Tutto qua. Beh sì, tutto qua una volta che si hanno sotto mano questi ingredienti, certificati se li vogliamo davvero glutenfree.
Il "burro" di anacardi  è l'unico prodotto che, temo, potrebbe essere un po' fastidioso da reperire. In rete ho trovato questo e questa ricetta per prepararlo in casa.
Ho trovato le nocciole macinate in sacchetti da 200 g al discount. Sennò  tosto leggermente le nocciole, le lascio raffreddare bene e le macino con un paio di cucchiai di zucchero (prelevati dalla dose totale) in modo che non rilascino olio.  Ricordatevi che la farina di frutti oleosi, comprata o autoprodotta, va comunque tenuta sempre in frigo.

Il procedimento è breve quanto la lista degli ingredienti.  Però serve un robot, anche piccolo purché potente.  Si inizia mixando insieme  zucchero e granella di cacao. La grana dello zucchero mascobado è piuttosto fine ma contiene pallini più o meno grossi (di melassa?) che vanno  sminuzzati. Si mixa fino ad ottenere la consistenza del caffé per la moka, per intenderci  ne' grossolano ne' troppo fine. Si aggiungono le nocciole macinate e si da qualche altro giro di lama.
Ora inizia l'unica fase delicata ovvero quanto "burro" di anacardi aggiungere. In parte dipenderà da quello che avete a disposizione. Un vasetto  appena iniziato sarà decisamente morbido e oleoso mentre il fondo, magari non rimescolato, sarà più denso e asciutto. E sarebbe l'ideale.  
Iniziate con 5 cucchiai, mixate bene, quindi provate a pizzicare fra due dita un po' dell'impasto. Se sta assieme, basta così, sennò ci vuole ancora un po' di "burro".
Ora serve solo  versare  la già deliziosa mistura  su un foglio di carta forno, impastarla rapidamente a mano e metterla in forma.  Io ho usato uno stampo di silicone con alveoli da 3 x 7 cm ma se non avete in casa nulla che vi soddisfi, andrà benone la forma del famigerato tartufo al cioccolato, semplicemente appallottolata a mano.

Spesso, i dolci naturali richiedono un piccolo sforzo di presentazione.  La soluzione più rapida è la magica spolverata di zucchero a velo.
Se invece ve la sentite, due cucchiai di polvere di praliné  daranno un piccolo tocco caramellato che merita lo sforzo (anche se alterà un po' la "crudezza" dell'insieme).
Servono :
- 2 cucchiai di zucchero  (magari scuro ma semolato, il mascobado è meno facile da far caramellare)
- 2 cucchiai di nocciole macinate
- un foglio di carta forno o d'aluminio unto d'olio posato su una griglia per torte

Si prepara mettendo lo zucchero in un pentolino con un cucchiaino d'acqua. Quando il caramello inizia a colorare, si spegne, si aggiungono subito le nocciole, si gira bene, quindi si versa con molta prudenza sul foglio unto e si lascia raffreddare completamente.
Ricordandosi che mai eppoi mai si mette in bocca il cucchiaio del caramello !!! E' il tipo di scottatura che rimane impressa per sempre nella memoria.
Il croccante ottenuto si macina più o meno fine secondo l'effetto desiderato e si spolvera  sulle tortine all'ultimo momento.
Servire a temperatura ambiente, diciamo attorno ai 20°.
Sbocconcellare consapevolmente adagio. Kat.

P.S.: Michele, ora tocca a te ;-)
P.P.S.: è decisamenente ora di rivedere il film di Fatih Akin , anche senza la spezia magica da grattugiare nel dessert ;-)))

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16 marzo 2009

Record!!!



Essì!!! Mirco e i ragazzi delle Officine Informali ce l'hanno fatta!
Verso le 19 di ieri una gigantesca gru, pilotata proprio da Mirco, ha agganciato l'imbrago della scultura e l'ha sollevata: peso 3.548 kg!!! Guinness World Record!!! (Oh, tanto per dire, il primato precedente era di 1.598 kg, una differenza da niente! ;-)
Non so che dire: è stato magnifico, fantastico, elettrizzante!
Per tutto il giorno la gente, tantissima gente, si è assiepata in piazza per assistere alle ultime fasi della lavorazione in attesa del verdetto.
E infine eravamo tutti lì, stipati sotto il tendone, a premere sulle barriere e guardare il cioccolatone staccarsi da terra, piano pianissimo, quasi trattenendo il respiro (e se si fosse rotto? e se qualcosa non avesse funzionato?) ascoltando la voce della speaker che raccontava a chi non riusciva a trovar posto nelle prime file.
Poi l'annuncio, l'applauso, i flash, la musica, l'esultanza! Mirco sale sul palco insieme alla Certificatrice Ufficiale del Guinness e leva alto il "pezzo di carta" che vale un sogno!

E permettetemi di allargarmi ancora un po' e mostrarvi un pezzetto di questo sogno.
Le foto che seguono le ho chieste in prestito a Mirco, dal suo profilo di Fb. Gustatevele tutte!




(Quelli della Flashfactory, che non lavorano solo al computer! Fantastici, ragazzi!)

(Le Officine Informali con la Certificatrice Lucia Sinigagliesi)

(La Protezione Civile scorta la gru)

(Il Tapirone: sai com'è, la scaramanzia ... ;-)

Magari nei prossimi giorni vi mostrerò ancora qualche scorcio di questa bellissima festa.
Forse la gara di torte, oppure i giganteschi pezzi degli scacchi creati dagli artisti cioccolatai, e usati dopo il record per giocare una partita nella quale quando si mangia il pezzo dell'avversario ... non è solo un modo di dire! Per quanto ... anche la scacchiera ... miamm!!! ;-)

Ma ora mi fermo qui. Mica capita tutti i giorni di entrare nel Guinness, sapete?
Anche se poche ore prima un altro Record era stato assegnato a Feltre (seconda città della Provincia): il Museo dei Sogni, della Memoria e dei Presepi ha ottenuto la certificazione con ben 1.802 presepi, contro gli 874 del detentore precedente.
Oh, qui le cose o si fanno bene o niente! :-)

Buonanotte a tutti, e che il profumo del cioccolato vi accompagni!

Patt



Le puntate precedenti qui e qui
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15 marzo 2009

Cioccosass: the making of



Gli scultori all'opera

Foto scattate ieri pomeriggio, ora il lavoro dovrebbe essere quasi terminato.
Nel pomeriggio la sentenza: sarà record?
Forza ragazzi!!! :-)

Patt


Aggiornamento: il Guinness c'è!!!
Domani cerco di mettere insieme qualche foto (sono tutte mosse, sob) e fare un bel post, ma dovevo dirvelo subito! Qui si scodinzola! :-)

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11 marzo 2009

Vette da record!


Le Tre Cime di Lavaredo. Splendide. Simbolo delle Dolomiti e della Provincia di Belluno.

E ora chiudete gli occhi e immaginate: una betoniera riempita con cinque-tonnellate-cinque di cioccolato che scarica il suo dolce contenuto nella piazza di Limana, dove si trasformerà nella scultura più grande del mondo.

Sogno? No, no! Accadrà davvero, sabato e domenica prossimi!

La nostra gloria locale, il Maestro Cioccolatiere Mirco Della Vecchia, tenterà di entrare nel Guinnes dei Primati ricreando le Tre Cime di ... cioccolato!

(Qui lo vedete mentre carica la betoniera)

Riuscirà nell'impresa? Per saperlo dovremo attendere che il certificatore ufficiale del Guinness abbia verificato tutto, nel frattempo facciamo il tifo! Mir-co, Mir-co, Mir-co ...

Ma ... stiamo solo a guardare? Nooo! Possiamo fare di più acquistando i Cioccosass! Pensate: il nostro nome in un mattoncino alla base della scultura e, non finisce qui, un concreto aiuto a chi si occupa di sostenere le popolazioni produttrici di cacao!

E allora dai: questo fine settimana tutti a Limana per Cioccolando: una montagna di cioccolato e mooolto altro! :-)


Patt

P.S.: cliccate anche sulle immagini! :-)

P.P.S.: gli aggiornamenti qui e qui.

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