Voglia d'autunno
Katy - Grande come il caldo esagerato che in questi giorni - cito un commento dell'amico Archiniere - fa sudare i ghiacciai.
R - Sembra una battuta ma la realtà che sottintende non è delle più allegre.
K - Così, anche per premiarci di aver fatto le pulizie con un po' più cura del solito, abbiamo improvvisato un pranzetto domenicale sotto il segno della mela. Con quello che c'era in frigo e in cantina, quindi non aspettatevi nulla di strabiliante.

R - Però già che c'eravamo l'abbiamo fotografato.
K - E siccome ci è sembrato tutto molto buono ve lo raccontiamo.
R - Con una premessa, per noi menù significa un antipasto, un primo o un secondo, un dessert.
K - E formaggio significa molto spesso "di capra".
R - E mele significa renette, meglio se ancora asprigne. Ma, ovviamente, è una scelta personale.
Quindi :
- Insalata di mele e sedano rapa
- Risotto mela, alloro e caprino
- Mela ripiena
Per l'insalata (per 2 persone) servono:
- una mela grande e asprigna
- mezzo sedano rapa
- 3 cucchiai di maionese
- aceto di mele
- sale
- qualche gheriglio di noce
Sia la mela che il sedano rapa scuriscono rapidamente dopo esser stati tagliati ma c'è un trucco che consente di ottenere un insalata bella chiara senza aggiungere limone.
Per prima cosa abbiamo messo la maionese in una ciotola e l'abbiamo diluita con 3 cucchiai d'aceto quindi abbiamo sbucciato il sedano e l'abbiamo grattugiato direttamente nella ciotola rimestando man mano. Lo stesso abbiamo fatto con la mela, sbucciandola all'ultimo e avvolgendola con la maionese man mano che la si grattugiava.
Abbiamo "aggiustato di sale" e lasciato riposare una mezz'ora.
Si serve fresca, ma non fredda di frigo, decorata con gherigli di noci. Volendo, si possono aggiungere noci spezzettate nell'insalata per avere una nota croccantina in mezzo al morbido.
Per il risotto :
- uno scalogno oppure una cipolla piccola
- una foglia d'alloro
- olio evo e burro
- 80 g di riso a testa
- 2 cucchiai di rhum
- una mela
- mezzo crottin di capra o altro formaggio di vostro gusto
- brodo vegetale
Dopo aver rosolato nell'olio lo scalogno tritato e fatto tostare il riso, l'abbiamo bagnato col rhum che abbiamo fatto evaporare. Quindi abbiamo aggiunto l'alloro e la mela grattugiata e mestoli di brodo fino a quando non è stato pronto per la mantecatura con burro e formaggio.
Queste mele ripiene sono un tentativo di far concorrenza a Grisù -che però è inarrivabile-quindi ci accontentiamo di cercare di riprodurre quelle di Cristina, la cuoca del ristorante dove Kat ha la fortuna di andare a mensa. Ci siamo quasi!
Servono :
- una mela a testa
- burro
- zucchero
- cacao
- amaretti
- un goccio di rhum ( se a tavola non ci sono bimbi)
Conviene scegliere mele di identica pezzatura e freschezza così da avere più possibilità di ottenere lo stesso grado di cottura.
Mentre il forno si scalda (180°), le mele, lavate e asciugate ma non sbucciate vanno scavate col levatorsoli. Poi, con un coltello affilato, si crea in cima un piccolo cratere, usando qualche pezzetto asportato per chiudere il più ermeticamente possibile il fondo. Per evitare che la buccia rischi di scoppiare conviene fare qualche piccolo taglio con la punta del coltello.
Gli amaretti pestati (oppure metà amaretti metà biscotti se gli amaretti hanno un sapore molto marcato) si mescolano con zucchero e cacao (e rhum) e si impastano col burro morbido. Una volta farcite, le mele si infornano, per una ventina di minuti se piccole. Basterà verificare la cottura con uno stuzzicadenti. Deve arrivare al cuore senza incontrare resistenza.
Sono più adatte ad un dessert in famiglia o alla merenda dei bambini che per una cena con gente snob perché regolarmente una metà scoppia o si affloscia, tant'è che ne abbiamo fotografata una sola ;-)
Kat e Remy e 4 mele renette valdostane
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