30 gennaio 2016

Siamo per il 100% vegetale

ma siamo peccatori ;-)
Faccio questa piccola confessione (ho uscito fuori, direbbero gli anglofili) solo per introdurre alcuni pensieri sul tema Fontina (con la maiuscola perchè è un nome proprio)
a) la Fontina, quella vera, è marchiata con il marchio del consorzio
b) la Fontina, quella buona, è rara. Fatevi aiutare da un autoctono di fiducia, almeno le prima volte.
c) la Fontina patisce il freddo quindi: compratela in Valle d'Aosta e conservatela al fresco ma non in frigo.  Questa, comprata da un produttore di fiducia , abita nelle scale di casa nostra (tra i 9° e i 12°).
d) Da ieri e fino al 31 gennaio alle 19 c'è un padiglione enogastronomico all'interno della Fiera di Sant'Orso dove potete trovare Fontina come si deve.
e) Fontina dolce d'alpeggio e "rapa" della polenta, tutta la vita (Per chi non parla patois, la "rapa" è la crosta che si forma sul fondo del paiolo)

 Remy

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06 gennaio 2015

Un ultimo(?) peccato di gola

Adesso non immaginate chissà quali penitenze, chissà quali infinite quaresime da domani in avanti.  Il cioccolato magari continueremo a mangiarlo ;-)
Il formaggio invece no. Lo amiamo oltre ogni dire ma lui, con motivazioni e sintomatoligie diverse,  non ama ne me ne Remy. Ogni tanto, però...
In dosi minime, però.
Come in questo Cheese Soda Bread (pane rapido al formaggio, lievitato col solo bicarbonato), ricetta trovata su un numero autunnale della rivista inglese Country living e solo  lievemente ritoccata.

Dal momento in cui accendete il forno a quello in cui potete spezzare e addentare la vostra pagnottela formaggiosa passano circa 45 minuti.

Per 4 porzioni (non enormi ma neppure risicate) servono :
- 250 g di Farina integrale (io, Farro)
- 50-60 g di Formaggio saporito* grattugiato grosso
- mezzo cucchiaino di Sale
- mezzo cucchiaino di Bicarbonato**
- un cucchiaino di Erba Cipollina essiccata o Origano o Timo o di niente se preferite.
- un paio di cucchiai d'Olio e.v.o
- 170 ml di latte di Soia
- un cucchiaino d'aceto di mele
- 3 cucchiai di Semi di Zucca

* La ricetta originale prevedeva Cheddar. Andrà benone un Friburgo o qualsiasi altro formaggio dal sapore un po' marcato.
** Aumentare la dose sarebbe una pessima idea. E' inutile e produrrebbe un sapore sgradevole.

Il primo passo consiste (essì, ancora una volta) nel mescolare latte di soia e aceto e lasciare che coaguli. Se non gradite questo "latticello" di soia e potete consumare yogurt vaccino andrà bene quello, un vasetto da 125 ml allungato con acqua. L'importante è avere un ingrediente acido in grado di far reagire il bicarbonato.
Secondo passo, accendere il forno su 180°.
A questo punto possiamo riunire in una ciotola farina, sale, bicarbonato, due cucchiai di semi, le erbe aromatiche e, per finire, il formaggio.  Mescoliamo bene quindi facciamo la classica fontana in centro. Versiamo l'olio poi il latticello e mescoliamo senza esagerare. Basta che l'impasto stia assieme. Lo raccogliamo con le mani unte d'olio, ne facciamo una palla e lo posiamo su una placca, magari coperta con carta forno. Distribuiamo in superficie la terza cucchiaiata di semi di zucca,
premiamo con il palmo della mano per appiattire un po'  la nostra pagnottella, la incidiamo a croce e appena il forno va in temperatura la inforniamo.

In base all'indole del forno serviranno dai 25 ai 35 minuti di cottura a 180°, forno ventilato.
Dopo 25 minuti, bussando sul fondo della mia pagnotella  non ottenevo ancora il suono cavo che ne segnala la perfetta cottura, così l'ho voltata a testa in giù e lasciata cuocere altri 10 minuti. Il mio forno però è un tipo piuttosto mite.
Cinque minuti su una griglia a raffreddarsi quel poco che basta a poterla mangiare e l'abbiamo mangiata. Tutta. 
Adesso non immaginate chissà quale abbuffata. A parte la pagnottella al formaggio, in tavola c'era  un insalata. Si sono fatte un ottima compagnia.
Ciomp ! Kat

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23 febbraio 2009

Pasta Carciofi Porri e Fontina


Un ultimo sugo "invernale" sperando che il gelo stia davvero mollando la presa.
Siccome il prezzo è lo stesso ma il gusto no, abbiamo sacrificato un pezzo di Fontina d'alpeggio. Sono le ultime. Tra quelle di pianura alcune sono proprio buone ma, a nostro avviso, quelle eccellenti nascono solo in montagna.
Con queste proporzioni, la quantità di carciofi è quasi pari a quella di pasta. Vi diamo le dosi per due, lasciando a voi l'arduo compito della moltiplicazione...

- 180/200 g di pasta corta (nella foto, penne di Farro)
- la parte bianca di un porro
- 6 piccoli carciofi (spina)
- olio evo
- sale alle erbe
- una foglia d'alloro
- mezzo bicchiere di latte
- 50 g di Fontina


Per prima cosa mettiamo la Fontina, tagliata a pezzetti, a bagno nel latte in un pentolino. Mentre si "ammolla", prepariamo le verdure. Tagliamo il porro a fettine e i carciofi a spicchi (mettendoli man mano a bagno in acqua e limone). Facciamo prima ammorbidire un po' il porro in padella con l'olio su fuoco molto dolce quindi aggiungiamo i carciofi sciacquati e sgrondati, il sale alle erbe e la foglia d'alloro, incoperchiamo bagnando, al bisogno, con qualche cucchiaio d'acqua calda. Quando i carciofi sono ancora un po' al dente spegniamo e ci dedichiamo alla fonduta. Basta mettere il pentolino su fuoco molto dolce e rimestare con cura. Abbiamo scelto di non mettere tuorlo d'uovo solo perché su dosi così piccole ci sembra troppo presente. Anche la pasta, come i carciofi, va lasciata un po' indietro di cottura. Meglio lasciarle anche un po' della sua acqua di cottura. Non resta che spadellare insieme pasta e verdure per due minuti due e irrorare con la fonduta, magari nei piatti. Caldi i piatti, se possibile.

Non è che la pasta col pomodoro non ci piaccia, è che uno dei due non la può mangiare quindi l'altro festeggia quando mangia da solo ;-)
Kat e Remy

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07 agosto 2008

Biscotti croccanti parmigiano e semi di zucca

Unica ricetta ancora non confidata del pic-nic di Matrimonio e non è giusto perché quei "crostini" sono piaciuti parecchio. Li ho trovati nel libretto dedicato alle Cucurbitacee da Esterelle Payani.
Fanno parte delle magiche preparazioni anticipate che possono aspettare in frigo sotto forma di salamotto il momento di essere affettate e infornate. Anzi, questo tipo d'impasto ha solo questo difetto, DEVE tassativamente riposare almeno un ora al fresco.


per una trentina di "biscotti" (o 40 salatini se li fate piccini picciò) :
- 175 g di farina
- 100 g di parmigiano grattugiato
- 4 cucchiai di semi di zucca (facciamo provviste qui quando compriamo la farina)
- un uovo
- 90 g di burro morbido
- un cucchiaio di olio evo
- 2 pizzichi di pepe o, se preferite, peperoncino
- 2 pizzichi di noce moscata
NO, niente sale, basta e avanza il formaggio!

Ho mescolato tutti gli ingredienti secchi, semi di succa e spezie compresi quindi aggiunto il burro a pezzetti e mescolato con la punta delle dita fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. A quel punto, unendo l'uovo sbattuto e l'olio, ho potuto impastare.
Con l'aiuto di un foglio di carta cucina ho dato all'impasto la forma di un salamotto di 3 cm di diametro che ho riposto in frigo.
L'indomani ho acceso il forno e quando ha raggiunto i 180° ho tagliato il salamotto in tranci di un cm di spessore che ho adagiato belli distanti su una placca da forno.
Da 10 a 15 minuti di cottura, secondo l'indole del forno.
Li ho fatti raffreddare sulla solita griglia soffrendo intensamente per la frustrazione di non poterli sgranocchiare tutti.
Kat

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29 settembre 2006

Tutte le scuse...

Come coniugare la nostalgia degli amici lontani, la fretta dettata dall'ora tarda e l'appetito che incalza.
Padellina, tocchetto di burro made in VdA (una libidine!), un bel tot di anellini di porro fatti appassire con poca pazienza, fettina scottata da un lato, girata e coperta con fettonze di Fontina che non vi dico quant'è buona. Tuorlo d'uovo coricato in mezzo al formaggio, coperchio per un paio di minuti, pepe nero macinato al momento e via nel piatto!
Patt

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24 agosto 2006

Gelosia al formaggio di capra e albicocche secche

Come promesso, ecco, dal menù di compleanno di Remy...
un abbinamento già proposto nei Capricot muffins qui interpretato in modo più delicato e, vista l'occasione, vestito a festa.
Chi non ama il formaggio di capra o, meno ancora, l' abbinamento dolce salato, opterà per altri latticini morbidi eliminando però la panna.
Confortata dall'esempio di Mercotte , mi sono lanciata nella preparazione della mia prima pasta sfoglia, scoprendo che chi la definisce facile dice il vero, così come chi asserisce che è più difficile che venga bene una "banale" brisée.
Ho anche usato per la prima volta - e con mucho gusto - il tagliapasta donatomi da Mariber per il mio compleanno. Bellissimo giochino, grazie ancora Stelassa.

Per 4 persone
100 gr di pasta sfoglia (casalinga, ovviamente! ;-) *
100 gr di caprino fresco saporito ma non troppo salato
(1 cucchiaio di panna liquida)
2 cucchiai di miele
6-8 albicocche secche morbide

La pasta vi sembrerà poca e in effetti molta non è. Questo dessert è piuttosto ricco, con una pasta più spessa temo che lo diventi troppo.
Prima preparo il ripieno schiacciando il caprino col miele e ammorbidendolo se necessario con poca panna. Incorporo le albicocche secche (quelle bio, scure, brutte ma buonissime e morbide) tagliate a pezzetti e ne faccio uno rettangolo spesso un centimetro pigiandolo tra due strati di carta forno. Divido la pasta sfoglia in due e, su un piano infarinato, la stendo sottilissima (mezzo cm) in due rettangoli. Piazzo il ripieno sul primo rettangolo lasciando un cm abbondante di pasta tutto attorno. Copro col secondo rettangolo, inciso a mano o con l'apposito tagliapasta, ritaglio il contorno con la rotella tagliapasta da ravioli, (salto la spennellata d'ordinanza con uovo o latte che serve a far dorare la pasta perché non piace molto a nessuno dei due) e inforno per 25 -30 minuti a 180°.
Si gusta tiepido o freddo.
Kat

* seguiranno altre ricette giacché il resto della pasta, suddivisa in panetti, langue in congelatore.
Fare la pasta sfoglia è facile davvero ma richiede tempo, solo 5 minuti per volta ma, di tappa in tappa, passano diverse ore quindi conviene farne di più, anche perché un impasto grande è molto più facile ma manipolare di uno mini.

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22 agosto 2006

Maria Teresa Perdonami

Maria Teresa è giovane, bionda, simpatica e preparata. Ha un'unica disgrazia, è ... il medico di Remy. Da quando lei l'ha messo a dieta, ogni volta che cede ad un cibo sconsigliato, lui alza gli occhi al cielo, giunge le mani e lancia un "Maria Teresa Perdonami". Quasi le avesse cambiato il cognome!!!
Tra i cibi banditi, diciamo caldamente sconsigliati, (e mooooolto amati) il formaggio.
Sicché quando si tratta di festeggiare il compleanno dell'OGB, vediamo di mettere in tavola quello che più gli piace cercando però di limitare un po' di danni.
E allora... formaggio di capra! Molto sapore e meno colesterolo. Da qualche anno alcuni giovani produttori valdostani offrono ottimi prodotti che, capiti quel che capiti resteranno di nicchia, come i nostri vini. Lo spazio a disposizione e la stagione di produzione non sono ampliabili.
Tutte le ricette di questo menù sono interpretabili con formaggi e latticini vaccini ma, se non soffrite di una spiccata antipatia per i formaggi caprini, sarebbe un peccato.

Menù di compleanno un po' ligure, un po' siculo, un po' sardo innaffiato però con un vino che più valdostano non si può...


Panzerotti di ricotta di capra e mentuccia con salsa di noci
Trio di formaggi di capra (Cilindretto Fresco e Crottin Les Ecureuils, Toma grigia della Centrale del Latte di Aosta) con Caponata
Uomo focaccia (finito a pezzi nel cesto del pane)
Gelosia di sfoglia al formaggio di capra, miele e albicocche secche
Nei bicchieri, Premetta dell'Institut Agricole Régional, un rosso "pallido" dal sapore antico, come il vitigno quasi estinto dal quale nasce, e decisamente affascinante.


Prima di passare alle ricette, il perché dell'ordine delle portate. In questo caso la caponata, che -secondo noi- si sposa meglio con i formaggi che non le confetture che vanno tanto di moda, ha sapori troppo spiccati e complessi per fare da antipasto. Ammazzerebbe i panzerotti.
E' quindi diventata il contorno del secondo. O formaggio o carne. Formaggio, ovviamente! Anche nel dessert.



Kat e Remy

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12 giugno 2006

Buon Compleanno Jazzer - Aperitivo

"Music is greater than wealth, greater than buildings, ships, religions, paintings"( La musica è più grande della ricchezza, più dei palazzi, delle navi, delle religioni, dei dipinti) - Walt Whitman.
Vero, Francesco? Epperò, soprattutto quando compie gli anni solo soletto, un povero Jazzer va nutrito, no? E magari distratto ;-) E allora diamo il via ad una cenetta itinerante. Quasi ragionevole in modo che tu riesca ad arrivare fino a Salamanca per il dessert. Ma si, ma si, c'è ancora una porzione di Baklava ad attenderti.
Anziché il classico aperitivo (se proprio vuoi puoi canticchiare Salt peanuts) abbiamo preparato un quasi antipasto. Ti vanno due Rotolini di zucchine con cuore di formaggio (di capra in questo caso, ma la tua immaginazione saprà sostituirlo con bocconcini di pecorino, magari di Pienza, marinato in olio, erbette e peperoncino) ?
Secondo me, magari con l'aiuto di quell'artista di tuo figlio quando tornerà dal mare, sapresti preparli anche tu.



Servono :
- zucchine chiare medie giovani e belle sode
- una mandolina per affettarle sottilissime
- una piastra per grigliarle (andrà benone una bistecchiera, magari di ghisa)
- olio evo
- uno spicchio d'aglio (meglio se fresco)
- formaggio (buche di capra o Chèvretine o "caprino" saporito ecc...)
- sale e pepe o paprika o peperoncino

Con la mandolina (e la prudenza di rito) si affettano le zucchine per lungo, scartando le fette esterne e quelle che avessero già il cuore pieno di semi. (Le potremo grigliare a parte e usare per condire una spaghettata).
Le fette di zucchine vanno grigliate un attimo, diciamo 2-3 minuti per lato sulla piastra calda ma non rovente. Asciutta la piastra o unta passandovi un pezzo di carta cucina unta d'olio.
Intanto si sfrega un piatto con l'aglio tagliato a metà e vi si versa un velo d'olio.
Man mano che sono cotte (molto al dente, basta che siano morbide abbastanza da poterle arrotolare) le zucchine si trasferiscono nel piatto oliato ad insaporirsi.
Intanto, col formaggio condito a piacere, si modellano delle olivette aiutandosi con una cucchiaino. Quanto tutte le zucchine sono pronte (basta sovrapporle perché si condiscano le une le altre senza ungersi più di tanto) si arrotolano in un attimo attorno ai bocconcini di formaggio.
Uno stuzzicadenti a fermare il tutto. Et voilà!
Ci vedremmo bene un Serprino dei Colli Euganei, con in sottofondo Green di Palle Mikkelborg da Aura del divino Miles. Una cosa tranquilla che ti consenta di riprendere il cammino...
Tanti tanti auguri, Francesco
Kat e Remy
P.s. : no che non puoi leggere adesso ciò che segue. Deve finire di cuocere . Torna dopo... Ora sei atteso da Berso per un primo strepitoso.

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Buon Compleanno, Jazzer! Play it again...

Visto l'apprezzamento del festeggiato per le due versioni precedenti, ecco i tomini farciti namber trì! ;-)
Facciamo le cose per bene e scriviamo anche gli

Ingredienti, per tre persone:

6 tomini
1 etto abbondante di prosciutto crudo di Parma
25 grammi di porcini secchi
un bicchierino di marsala secco
alcune foglioline di prezzemolo riccio
due noci di burro
sale
una pentola larga e semifonda, meglio se antiaderente

Preparazione:

Mettere in ammollo i funghi in un quarto di litro d'acqua calda (non bollente!) e lasciarli lì almeno mezz'ora. Nel frattempo tagliare i tomini a metà e farcirli con un paio di fettine di prosciutto e due-tre cimette di prezzemolo, richiudendoli poi con una leggera pressione.
Sgocciolare i funghi e tritarli molto grossolanamente, poi farli saltare per un minuto o due con il burro. (Apro una parentesi: lo so che i funghi chiamano l'olio, ma datemi retta, i porcini vogliono il burro!) Coprire i funghi con l'acqua di ammollo ben filtrata, salare poco e lasciar asciugare a fiamma dolce. Quando il sugo è abbastanza ristretto, mettere in pentola i tomini, lasciarli intiepidire da un lato poi girarli, sfumare con il marsala e servire rapidamente per evitare lo squagliamento del formaggio.
Io li ho accompagnati con tegoline (fagiolini) in técia e cappuccio novello in insalata.

Che dici Jazzer? Poannà? Augurissimi!!! :-)

Patt

P.s.: per il dessert, passa da Cannella.

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29 maggio 2006

Variazioni

La partenza è sempre la stessa, tomini farciti con speck. Però stavolta non li ho solo scaldati nell'antiaderente.
Ho affettato mezza cipolla e l'ho soffritta in poco burro con un pizzico di semi di sesamo. Quando la cipolla ha iniziato a scurirsi, ho aggiunto i tomini farciti e li ho fatti dorare da ambo le parti, girandoli una sola volta. Un'idea di pepe nero e ... in tavola!
Il contorno? Insalata novella, ma ci vedrei più che bene un tot di funghi. Porcini appena scottati nel burro o chiodini saltati con olio aglio e prezzemolo. Ecco, questa sarà la prossima variazione. :-)

Patt

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27 aprile 2006

Ieri sera


Un'altra ricettina delle mie. Si, avete indovinato: veeeloce!!! :-)))
Tomini (1 e ½ a testa) farciti con fettine di speck, fatti dorare in padella antiaderente e accompagnati da radicchio verde condito con lard dressing. Oh, ma mica una cosa qualunque: Lardo d'Arnad! ('assie Kat, 'assie Remy!)

Patt

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19 marzo 2006

La zuppa della Domenica


Semplicissima, gustosissima, se gli ingredienti sono all'altezza, della Domenica perchè, per farla come si deve, richiede un po' di tempo.
Si tratta della tipica zuppa di Valpelline, villaggio situato a metà della vallata del Gran San Bernardo. La ritrovate in tante versioni (in base al formaggio usato) in molte zone di montagna d'Europa. Adattatela alle vostre esigenze, ma almeno una volta nella vita, provate a farla proprio così. Magari col beurro colò, il burro chiarificato colato nei barattoli di vetro, per poterlo conservare a lungo come usavano fare le nostre nonne in molte zone alpine o semplicemente agricole.
Trovo più ragionevole proporlo come robusto piatto unico che come primo.
Ingredienti per 4 porzioni
3 etti di pane raffermo (nero per tradizione, bianco ormai in casa di molti)
3 etti di Fontina
1 etto di burro
1 piccola verza verde
Per il brodo: pollo - manzo - sedano - carota - cipolla - salvia - alloro - (santoreggia)
Preparazione da iniziare preferibilmente il giorno prima, se volete sgrassare il brodo. Intanto il pane raggiunge la giusta "secchezza". Per tradizione, se nero dev'essere di almeno 3 giorni.
Mettete in un pentolone tutte le carni, le verdure (tranne il cavolo) e le erbe aromatiche. Coprite d'acqua fredda. Portate a bollore e cucinate per ore e ore e ore e ore. Salate solo alla fine. Io aggiungo il cavolo dopo 2 ore di cottura e poi lascio sobollire un altra ora. Sarà necessario aggiungere man mano acqua calda. Se volete sgrassare il brodo, mettete la pentola in un posto fresco, anche sul balcone, e lasciate il tempo al grasso di affiorare. Poi asportatelo e filtrate il brodo.
In una teglia rettangolare con bordi alti, disponete fette di pane, fontina a dadini, cavolo, pane, fontina, cavolo. L'ultimo strato è di fontina.
La teglia NON DEV'ESSERE PIENA perché il pane, assorbendo il brodo, si gonfierà parecchio. Spolverizzate (prudentemente) di cannella o di 4 spezie o meglio ancora di "Droga La saporita" Via delle Indie (ex Bertolini). Fate sciogliere il burro in un pentolino e spargetelo equamente sulla teglia.
Ora versate il brodo. Quanto? Quanto ne tira il pane. Non deve sguazzare. In compenso una forchetta deve piantarsi facilmente fino in fondo alla teglia. Lasciate riposare fino all'indomani mattina. Infornate, a calore medio, per un'ora. Poi sotto al grill, per gratinare. Servire caldo ma non rovente.
Kat
Ps, per esigenze di conservazione, a meno che non faccia davvero freddo sul vostro balcone, mettete pentola e teglia in frigo prima possibile per abbattere velocemente la temperatura (gli chef lo chiamano cook and chill). E' indispensabile.

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26 febbraio 2006

Buon compleanno Victor (Hugo)

Povero Grande Victor! E’ calato davvero un gran silenzio attorno alla tua figura dopo le celebrazioni in pompa magna, 4 anni fa, del bicentenario della tua nascita. Un gran bel silenzio, mugugna Kat tra i denti. Come molti ex scolari francesi, lei non ti può soffrire, tu e i tuoi 130 mila versi leggeri come la facciata di una cattedrale gotica! Però ignorarti non si può. Perché la tua opera è semplicemente enorme e forse anche grandiosa. C'è poi una cosa che ti fa perdonare quasi tutto il resto. Da parlamentare, combattesti contro la pena di morte e questo, ai tuoi tempi, era il segno di una mente davvero illuminata.

Ritratto di Léon Bonnat - Paris, Maison de Victor Hugo

Volendo parlare di cucina e prepararti il piatto "giusto", basterebbe la tua vita ad offrire mille spunti, dalla tua nascita a Besançon all'infanzia in Spagna all'esilio prima in Belgio poi nelle isole anglo-normanne fino alla cucina "borghese" del tuo tempo (tua moglie detestava sia cucinare che fare sesso ma la tua amante no e tu eri un vero gourmet a tavola e un ingordo a letto) . Altrettanti spunti offrono i tuoi romanzi ( una zuppa "miserabile"? un fricandò alla Thénardier ? qualcosa di tedesco che richiami le tue belle trascrizioni di leggende renane? un ofella rubata davanti a Notre Dame da un pezzente della corte dei miracoli? un cardo gobbo gratinato?).

Come sempre quando si tratta di te, vi è una sovrabbondanza tale che, schiacciati dal "troppo", gli umani inermi rinunciano. Così alla fine, gira e rigira, leggi e rileggi, a Kat sono venuta in mente io, Djalì, la capretta della bella Esmeralda. In cambio di qualche manciata di crusca e di un bel rotolo di sale pressato, della tua “torta” di compleanno mi farò carico io che inerme non sono e, da vera capra, sono pure assai capricciosa.


Mattonella di formaggi e pane tedesco, versione “ maschia”:

5 fette di pane tedesco a cassetta
150 gr di blu di capra (Mauri)
150 gr di caciotta di capra (Fiocco di Pinzolo)
100 gr di nocciole

Se non sono già tostate e spellate, le nocciole vanno passate in padella asciutta fino a farle dorare quindi si sfregano in un panno pulito e ruvido per eliminare la buccia quindi si tritano, una metà grossolanamente, una metà fini fini. Il trito grossolano va mescolato alla cacciotta, quello fine sparso in un piatto. Il formaggio erborinato va semplicemente schiacciato.
Quando tutto è pronto, ci si arma di un coltello a punta tonda e si spalma il pane con strati spessi di formaggio,alternandoli, avendo cura di metterne abbastanza negli angoli in modo che la mattonella sia in piano. La quinta fetta di pane copre il tutto. Ora basterà pareggiare tutto attorno spalmando delicatamente il formaggio rimasto e appoggiare ogni lato nelle nocciole tritate, spolverando piano per togliere l’eccedente.
Per 6-8 persone, come antipasto o al posto del formaggio dopo un pasto leggero


Beeeeh , che te ne pare ? Ti stupisci che non abbia usato i formaggi di Valentina? E no, quelli sono da mangiare così come sono.
Auguri, Victor ! Djalì

ps : se a qualcuno salta di usare formaggio vaccino, faccia in modo che io non lo venga a sapere. Djalì
pps : “maschia” sta per assai saporita tendente all’esplosivo . Remy
ppps : una versione più delicata si ottiene mescolando le nocciole con Caprice des Dieux e sostituendo al blu della scamorza affumicata o ricotta al forno o qualsiasi altro formaggio vi piacia, con aggiunta di qualsiasi cosa vi ispiri, anche uvetta o albicocche secche. Seguiranno versioni estive. Kat

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