01 marzo 2018

Antigelo - Vellutata di carote con Pesto di Rucola

Una zuppa cinese piccante a chiudere Febbraio e una vellutata bella solare, quasi dolce, ad accogliere Marzo e previsioni meteo più adatte a calde minestre che a fresche insalate (di serra). Immagino che nel vostro frigo siano sempre presenti delle carote, in dispensa aglio e cipolle. Se avete anche un tocchetto di sedano rapa, meglio ancora. E' una mia aggiunta ma mi permetto di insistere.
E' meno facile avere sempre in frigo anche la rucola che, peraltro, non a tutti piace. Se piace, questa "insalata" ha però il vantaggio di essere disponibile tutto l'anno a prezzi meno proibitivi di altre. La coltiviamo in abbondanza e la abbiniamo in mille modi ma di usarla in una minestra non avevo davvero mai pensato. E invece... il suo aroma pungente abbinato a quello quasi troppo dolce delle carote crea sapori inediti e molto gradevoli.
Se avete anche dei funghi, freschi o surgelati che siano, potrete avvicinarvi ancora di più alla ricetta originale (Slowly veggie Francia di Gennaio/Febbraio). Questa volta me li sono dimenticati scoprendo che non mancavano affatto.
Rimarrò invece fedele alle carote come base di questa vellutata. La versione con le pastinache (raccolte la scorsa settimana, prima che la terra gelasse di nuovo) è più raffinata, così bella bianca, cremosa e aromatica ma, ecco, l'abbiamo trovata quasi stucchevole. Le dosi, facilmente moltiplicabili,  sono per 2 porzioni.

Per la vellutata:
- 400 g di carote
- una fettina di sedano rapa
- (100 g di funghi, champignon se freschi, misti se surgelati)
- 1 cipolla medio piccola
- 1 spicchietto d'aglio
- brodo di verdura o acqua + brodo granulare bio (qui Bauer e/o Rapunzel)
- 2 cucchiai d'olio e.v.o
- noce moscata

Per il pesto :
- una manciata di rucola, lavata e sgrondata con cura
- 20 g di mandorle o un bel cucchiaione di purè di mandorle
- qualche filo di prezzemolo
- uno spicchietto d'aglio
- un cucchiaino di succo di limone o di lime
- 2 o 3 cucchiai d'olio e.v.o
- sale (oppure qualche cucchiaio di Gomasio o entrambi)

Se ne avete il tempo, iniziate dal pesto così da permettere ai sapori di amalgamarsi al meglio. Mixate tutto insieme e lasciate riposare coperto. In frigo sotto a un velo d'olio, se per più di qualche ora.  Se invece siete di corsa, lo preparerete mentre cuoce la vellutata.
Tutto molto semplice. Si scalda il brodo o l'acqua mentre si lavano, sbucciano e tagliano le verdure  che si buttano poi in pentola con l'olio nell'ordine consueto. Aglio e cipolla affettata per primi, carote e sedano rapa a tocchetti a seguire e, dopo pochi minuti a rosolare piano, il liquido bollente a coprire. Un coperchio e 15-20 minuti di cottura prima di correggere il sale e aromatizzare con noce moscata. Lasciate calare il bollore prima di mixare fino alla consistenza desiderata.
Gli eventuali funghi andranno invece spadellati a parte con poco olio e aggiunti come tocco finale quando la vellutata sarà già nelle fondine.  Anzi no, il tocco finale ha da essere il pesto, a gocce o a cucchiaiate secondo la consistenza che avrete scelto o che vi sarà capitato di raggiungere mentre lo preparavate. Mescolate con senso artistico e gustate.
Magari con qualche tocchetto di Focaccia Persiana.
K.

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27 febbraio 2018

Brodino cinese (di stagione e di Anya Kassoff a.k.a. Golubka)

C'era una volta un fanciullo quasi grande, figlio di amici, che per protestare contro la cena preparata dal padre (ottimo cuoco ma all'epoca strettamente vegetariano) mise su un broncio da manuale e attese la madre nelle scale di casa mugugnando: "Me ne vado, ha ancora fatto quel brodino cinese"...
Non ho saputo resistere a rispolverare questa fiaba verissima in apertura della Non-ricetta (così la definisce la stessa Anya Kassoff) di Minestra curativa che troverete nel suo blog. Non-ricetta perché sta al lettore adattarla ai suoi gusti e a quanto c'è in frigo. Curativa però lo è senz'altro. A casa nostra, di fatto ha sostituito il brodo di pollo di antica tradizione contadina. Funziona altrettanto bene quando si è Under the weather ovvero Giù di corda. Visto che belle espressioni idiomatiche si imparano leggendo di cucina?! ;-)

Come tutte le non ricette è molto più lunga da raccontare che da cucinare.
Si inizia dal brodo e, volendo, lo si beve senza altre aggiunte. Ma quanto ci stanno bene le aggiunte!

Per un litro d'acqua (due porzioni) ho usato :
- 2 cucchiaini di Curcuma macinata o, meglio, un pezzetto di curcuma fresca
- un pezzetto di Zenzero fresco
- un paio di spicchi d'Aglio
- mezzo Peperoncino (noi verde e  senza i semi ma va a gusti)
- un bastoncino di Lemongrass (facoltativo)
- un pezzo di alga Kombu (facoltativo) 
- 1 cucchiaio di Tamari
- 1 cucchiaio di Miso bianco (Shiro Miso)
- succo di Lime o Limone (a piacere)
- Pepe nero macinato di fresco (a piacere)

Fate sobbollire nell'acqua la curcuma, lo zenzero e l'aglio pelati e tagliati a fettine, il lemongrass pulito e pestato e, se la usate, l'alga risciacquata, a pentola coperta per una quindicina di minuti. Se ne avete il tempo preparate il brodo un po' prima e lasciatelo in infusione. Quindi togliete TASSATIVAMENTE il lemongrass e l'alga.

Gli altri ingredienti del "brodo" (Tamari, Miso ecc.) si aggiungono a fine cottura quindi, se avete deciso di fare una vera e proprio minestra vanno tenuti da parte.

Suggerimenti di "aggiunte" :

- una piccola patata dolce, cubettata o due carote o altre radici di vostro gusto. Il sedano rapa, dosato con parsimonia ci sta d'incanto abbinato alla patata dolce.
- qualche fungo fresco (magari cremini)
- foglie verdi, magari della famiglia del cavolo (cavolo cinese o, meglio, bok choy o, perché no, se ne avete in congelatore, foglie di senape rossa)
- Soba (spaghetti giapponesi di Saraceno) 20-30 g
- eventuali legumi (azuki, lenticchie ecc.)  già cotti
- poco coriandolo fresco (assolutamente facoltativo ma superlativo se ben dosato)

Quella fotografata è la versione comodamente mangiabile di questa zuppa. Se volete qualcosa di più figo, vi tocca presentarla come Anya ;-)  e magari fotografarla prima di aggiungere il miso che rende, inevitabilmente, il brodo torbido. In compenso, sta a voi decidere se volete un risultato più o meno brodoso. All'assaggio, la versione finita nella nostre fondine è risultata un tantino affollata.
Anche questa è una bellissima espressione di Anya.
Ma procediamo.
Una volta liberato il brodo dal lemongrass e dall'alga, mettetevi a cuocere le radici prescelte, meglio se tagliate a dadini. Io ho spaghettato la patata dolce e non era una buona idea. In compenso sono contenta di aver scelto di spadellare un attimo in pochissimo olio i funghi affettati prima di buttarli in pentola. Ne concentra il sapore. Quando le radici erano al dente, ho aggiunto in pentola sia i funghi che le foglie verdi.
Fate ripartire il bollore e  mettete a cuocere anche le soba per un paio di minuti in meno di quanto raccomandato dalla confezione. Finiranno di cuocere durante le finizioni.
Ovvero :
Spegnete il fuoco. Aggiungete il Tamari e il succo di lime o limone (poco, a nostro gusto) e, se volete, il pepe quindi prelevate un mestolo di brodo e usatelo per sciogliere il miso in una ciotola. Versate il tutto nella pentola. Unite infine, a vostro gusto, qualche foglia di coriandolo sminuzzata e assaggiate. Se mancasse il sale, servirà un altro  po' di Tamari.
Avevo dei germogli di scalogno (chi non ne ha in questa stagione?), ne ho sminuzzato qualche getto e non mi pento.

Servite fumante.

Piaciuto!  K.

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18 gennaio 2018

Trio saraceno - Track 2 : Zuppa con Porri e Funghi

Qui l'inverno torna alla carica e mi viene ancora più facile mettere in pentola la zuppa promessa. Questa di Saraceno, Porri e Funghi ha molti vantaggi, primo fra tutti quello di richiedere pochissimi ingredienti, tutti di stagione. Usando prodotti certificati sarà anche priva di glutine e basteranno un paio di cucchiai d'olio a farne una bontà. Grazie ai funghi e al saraceno, la consistenza finale ha una naturale cremosità che non richiede grandi condimenti. Inoltre, l'assenza di patate fa sì che si possa tranquillamente preparare in anticipo.
Per due persone servono :
- 1 porro grande o due piccoli, foglie verdi tenere comprese
- 4-5 funghi champignon e pari volume di misto funghi surgelato *
- un grosso mestolo di saraceno già cotto **
- aglio
- prezzemolo
- brodo vegetale o acqua + brodo granulare
- olio e.v.o.

* Con soli champignon sarà meno gustoso e con solo misto funghi  un po' più costoso per questo faccio metà e metà ma gli uni  o gli altri daranno comunque una buona zuppa.
**Perché cuocere prima il saraceno? Perché è un seme che beve tantissimo e gonfia altrettanto. Aggiungendolo a zuppa quasi cotta è decisamente più facile dosarlo e ottenere la giusta cottura e consistenza. Qui trovate le indicazioni per cuocerlo al meglio. 
Per due porzioni ne serve, a mio gusto, un mestolo bello pieno. Qualcuno preferirà metterne meno, altri molto di più cambiando così la densità della zuppa. Lo si aggiunge dopo una ventina di minuti di cottura delle verdure.

Se usate funghi surgelati stendeteli su un tagliere perché si sgelino un po' mentre preparate le altre verdure. Pulite gli eventuali champignon, tagliateli in quattro quindi a fettine.
Mondate i porri, lavateli con cura e affettateli. Anche solo a  rondelle se sono piccoli.
Mettete in pentola un paio di cucchiai d'olio e fate ammorbidire i porri senza colorarli.
Intanto tagliate a tocchetti i funghi surgelati. Con un coltello seghettato di solito è piuttosto facile. Sennò, se avete davvero fretta, toccherà metterli in pentola ancora gelati e tagliarli mentre cuociono con le forbici da cucina ben lavate.

I funghi vanno a raggiungere i porri in pentola. Pochi minuti su fuoco medio quindi si versa il brodo vegetale bollente o acqua bollente e brodo granulare. Si copre e si lascia sobollire per una ventina di minuti. A quel punto, si aggiunge l'aglio spremuto e il saraceno, si aggiusta di sale e si porta a cottura. Quando i funghi sono teneri, dopo una decina di minuti,  la zuppa è pronta.Togliete il coperchio, cospargete di prezzemolo tritato, lasciate riposare un attimo e servite.
Questa è una delle pietanze che mi spingono a cuocere sempre il doppio del saraceno che mi serve sul momento.
Piace parecchio.
K.

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11 marzo 2016

Cacciucco di Coste e Ceci

Sì, ancora ceci, anzi, se si riescono a trovare, Ceci piccini del Chianti, un antica varietà della zona, che vanta buccia sottile e  gusto intenso ed è stata preservata grazie all'associazione Agricoltori Custodi. Così raccomanda la ricetta originale (di Sale e Pepe, un numero di una decina di anni fa).
Gli archivi storici narrano di ceci coltivati anticamente, in alternanza coi cereali, persino in Valle d'Aosta, sui terrazzamenti strappati alla montagna. A dir vero, a parte cereali, erbe selvatiche, cavoli e castagne, prima che dalle americhe  arrivassero patate, mais, zucche e fagioli, qui c'era davvero poco altro... 
Per questa zuppa, ricorro ai ceci umbri del supermercato che mi sembrano avere caratteristiche abbastanza simili a quelli del Chianti.

Cecini sopraffini o cecioni svuota dispensa, questa è la zuppa alla quale siamo più fedeli, un autentica ancora di salvezza di casa Scribacchini dell'Ovest.  Se i ceci sono già cotti, è nel piatto in meno di un'ora, richiede pochi ingredienti ed è pure versatile.
Asciutta, si presta a diventare un sugo per la pasta o ad accompagnare un riso basmati. Umida, si accompagna, da autentica zuppa qual'è, a  fette di pane grigliato.

Le dosi che indico consentono di ottenere 2 belle porzioni :
- 240 g di ceci cotti (meglio in barattolo di vetro se non li cuocete a casa)
- un mazzo di coste (mezzo, se grande) o di bietole
- polpa di pomodoro (noi 6 datteroni gentilmente forniti dal congelatore*)
- 1 cipolla media
- 1 spicchio d'aglio
- olio e.v.o
- acqua o brodo di verdura (casalingo o granulare)
- sale
- peperoncino secco
e, aggiunta personale, un cucchiaino raso di origano secco.  

* Surgelati interi, solo lavati e asciugati prima di chiuderli nei sacchetti, si sbucciano mettendoli due minuti in acqua fredda e si tagliano a tocchetti ancora gelati. Comodissimi, migliori della passata migliore e spreco zero. A dir vero, anche km zero perché arrivano dalle serre del Potager de Grand mère a Fénis.

La cipolla e l'aglio, tritati, raggiungono l'olio in pentola con l'origano.  Quando iniziano ad ammorbidirsi, si aggiunge il pomodoro, si lascia insaporire quindi si uniscono le coste (bianco e verde) o  le bietole tagliate a tocchetti.
I ceci, sciacquati se in conserva, vanno in parte (diciamo un terzo) schiacciati prima di versarli in pentola. Un altro paio di minuti ad insaporirsi, poi si versa acqua calda o brodo a coprire la verdura, si incoperchia  e si fa sobbollire 20-25 minuti, aggiungendo liquido, sempre caldo, se si asciuga troppo e salando verso fine cottura.
Si unisce il peperoncino sbriciolato, un giro d'olio buono e, per finire, il pane grigliato. E il giusto appetito.

Kat

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18 gennaio 2016

Zuppa all'incontrario

Che, a dir vero, di nome farebbe "Zuppa passata di grano Kamut con dadolata croccante di verdure". Che se la dovessimo pubblicare con quel titolo la Zia, che già ci definisce un po' snob,  chi la tiene più ? E allora Zuppa all'incontario sia. Sia perché sono le verdure - una bella dadolata un pelino al dente - a finire in una passata di cereali anziché i chicchi di cereali (vedi il farro di garfagnina memoria) ad immergersi in una passatina di un qualche legume  con aggiunta di verdure, sia perché abbiamo deciso che quest'anno, bisesto quindi bollato come funesto, noi staremo benissimo, ecco. E così auguriamo anche a voi.

Dove preparazione anticipata sta per :
- 8 -12 ore per ammollare i chicchi di kamut. 
- 1 o più ore di cottura del suddetto.  Dipende dall'età del kamut. Quello che avevamo in casa ha impiegato un ora in pentola a pressione. Meglio prendersi per tempo... Però ne vale la pena e viene molto comoda quando lasciar pronto per il giorno dopo non è una scelta ma una necessità.

Per la passata servono :
- 120 g di grano Kamut ammollato
- 1 piccola cipolla affettata fine
- un paio di pomodorini tagliati a cubetti (noi, 2  datteroni pescati in congelatore)
- un paio di foglie di salvia (noi, santoreggia dell'orto pescata in congelatore)
- 1/2 cucchiaino di curcuma
- 1 spicchio d'aglio spremuto o schiacciato o come vi pare e piace 
- 1 cucchiaio di olio e.v.o
 - 1/2  litro d'acqua
- sale alle erbe o brodo liofilizzato

Scolare, sciacquare e scolare nuovamente il kamut. Mettere a rosolare in pentola tutti gli altri ingredienti quindi aggiungere il kamut, l'acqua bollente e il sale  e cuocere finché i chicchi non siano molto teneri. E' facile che dobbiate aggiungere acqua. Bollente, ovviamente. Lasciare che intiepidisca abbastanza per non rovinare il mixer quindi frullare fino ad ottenere una crema che, volendo, potete riporre in frigo fino al giorno dopo. E' facile che si rapprenda ma non è un problema. 

Per la dadolata servono :
- 4  scalogni (2 se grandi) che, oltre a far figo, non si squagliano in cottura
- un paio di carote medie
- 2 coste di sedano belle carnose o una fetta di sedano rapa
 e, a piacere, ogni altro tipo di verdura vi piaccia e si presti ad essere tagliata a dadini di mezzo cm per lato  e spadellata al dente. Abbiamo provato con la pastinaca, aggiunta dopo le altre verdure perché cuoce più in fretta e con cavolo nero tagliato a quadretti. Piaciuti entrambi.
Meno bene, perché troppo presenti a nostro gusto, rapa, cavolo rapa e rutabaga.  
Ancora da provare l'aggiunta di fagioli lessati a parte, magari neri o rossi per bellezza, sicuramente  all'ultimo perché non si disfino.

Una volta spadellata e salata la verdura, resta solo da diluire e scaldare la passata.
La consistenza finale dipende da voi. A qualcuno piace simile ad una polenta molesina, ad altri più affine ad un passato di verdura. A noi, ovviamente, ne l'una ne l'altra ma una via di mezzo. Fate voi, ricordando solo di aggiustare di sale dopo averla diluita con acqua calda o  brodo di verdura a vostro piacimento.
Una generosa porzione di passata di kamut, un bel  mestolo di dadolata, un filo d'olio e.v.o e... pronti in tavola.  Con queste dosi, otterrete 4 porzioni ma nulla vieta di surgelare una metà della passata e  farsi due volte una zuppa in tête-à- tête.  Anche la dadolata si può preparare in anticipo e lasciare qualche ora in frigo, evitando però di surgelarla o addio croccantezza.

Piaciuta!  Anzi, parecchio quindi ne segnaliamo ben volentieri l'origine, ovvero un libretto rosa shocking, "Le bar à soupes" delle edizioni Solar che, al momento, pare sia fuori catalogo visto che in rete si trova solo a 4 o più volte i 3,95 neuri del prezzo dell'edizione 2013. La versione originale prevedeva che - tra gli ingredienti della passata  vi fosse una coscia di pollo - poi tagliata a cubetti da unire alla dadolata di verdure - e un po' di pancetta affumicata.  Infine, al momento di servire, il tutto veniva coronato con una sfiziosa quenelle di formaggio fresco di pecora decorata con un pulviscolo di grano saraceno tostato.  Citiamo per dovere di cronaca e andiamo  a gustarci la versione 100% vegetale che a noi sembra già molto ricca di sapore.  Aggiungere altro, a nostro gusto, la renderebbe troppo e inutilmente complessa.   Resta invece da sperimentare con altri cereali... 

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12 ottobre 2011

Invito all'Autunno

Dai Autunno, da bravo, fatti passare il febbrone. Il vento caldo sfinisce l'orto e anche me.
Questa è (dovrebbe essere) stagione di caldarroste e dolci malinconie, ricordi ?
No, non ricordi e visto che non ricordi provo a ricordartelo io con una crema rustica mooooooooolto buona.  Non te la meriti ma io sì !



Ricetta ispirata da  Je cuisine  les herbes aromatiques,  edizioni Terre vivante, una collana che amo molto, sia per i contenuti sia perché nasce nella mia regione d'origine.  
 
Crema rustica di Sedano, Champignon e Fiocchi di Saraceno
per due porzioni :
- due o tre gamboni esterni del sedano   e eventualmente  qualche foglia ma senza esagerare, in questa stagione sono belle forti 
- una decina di grossi champignon
- una cipolla piccola o uno scalogno 
- due o tre cucchiai di fiocchi di saraceno  (ma andranno benone anche fiocchi d'avena o orzo o quelli che preferite o avete in dispensa)
- brodo di verdure 
- un goccio di panna (vera o di soja, a piacere o secondo tolleranza individuale)
- sale
- olio e.v.o
- erbe aromatiche fresche

Se ne avete il tempo e la pazienza, mentre pulite le verdure togliete un po' di fili al sedano.
Per prima andrà in pentola la cipolla, ad ammorbidirsi pian piano nell'olio, poi sedano e champi tagliati a tocchi. Dopo averli rosolati un po'  si coprono di brodo vegetale, si aggiungono i fiocchi di cereali  e si porta a cottura salando alla fine.  Si mixa bene  ma sapendo che fine fine non verrà mai. Si aggiunge, volendo,  un zic di panna  e, a piacere, un  trito misto di erbette . Avevo un resto di pesto  di prezzemolo/basilico/erba cipollina e semi di zucca e devo dire che  ci stava proprio bene. 


Nell'orto per me Ottobre è  (dovrebbe essere) la "stagione del sedano".  Da mettere in congelatore o mangiare prima che, da svettante e rigoglioso qual'è ancora, un improvvisa gelata  lo riduca in poltiglia.
Le proposte dell'autunno scorso :
- Zuppa di castagne, sedano e fumo
- Sugo di sedano, patate e papavero con fondutina al Parmigiano per Tagliatelle di farina di castagne 

Dai Autunno, da bravo...
Kat

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27 ottobre 2010

Di nuovo sedano e castagne


S'è capito che abbiamo il frigo pieno di sedano? Castagne pochine ma sedano proprio tanto, raccolto al volo appena prima del gelo.     Il commento dell'Archiniere al post precedente ci ha suggerito di riprovarci  e la stagione ci ha suggerito una zuppa.

Ingredienti da dosare secondo le disponibilità e le preferenze personali:
- sedano (noi la radice carnosa e dolcissima di due giganti da orto)
- castagne
- porri
- patate
- tofu affumicato o pancetta, affumicata  e bella pepata
- pepe se scegliete il tofu
- brodo vegetale granulare
- olio e.v.o.


Se usate castagne fresche converrà lessarle mentre si prepara tutto il resto. Noi le laviamo, le incidiamo e le mettiamo intere in pentola a pressione per una decina di minuti dal sibilo. Di più saranno troppo cotte, di meno non si riuscirà a togliere la pelle che sta sotto la buccia. Se però non sono freschissime ci vorrà qualche minuto in più.
Intanto si tagliano sedano, patate e l'eventuale pancetta a dadini regolari e il porro a fettine. Si rosolano qualche minuto con poco olio evo e si coprono d'acqua bollente. Se si è scelto il tofu verrà invece aggiunto a cottura ultimata. Se avete tempo e volete giocare anche  sul fronte delle consistenze (qualcosa di fondente ma anche qualche pezzo quasi al dente) fate cuocere porro e sedano una decina di minuti prima di aggiungere i dadini di patata.
Sbucciate le castagne senza preoccuparvi di spezzarle. Aggiungetele in pentola quando le altre verdure sono quasi cotte, unite il brodo granulare e portate a cottura. Una dadolata di tofu negli ultimi due minuti, giusto il tempo che si scaldi e ceda un po' del suo fumo,   un giro d'olio e.v.o. nel piatto, a noi è piaciuta così. In compenso, senza  pancetta o tofu a nostro parere questa Zuppa di castagne, sedano e fumo  rischia di essere davvero dolciastra.
Kat e Remy

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11 maggio 2010

Musi di gatto e Zuppa pitocca

Moure de cat, muso di gatto, così i provenzali chiamano gli ultimi piccolissimi carciofi. I loro non hanno però le spine. Sono minuscole mammole più viola che verdi.
Sarò masochista ma preferisco i nostri, spinosissimi e saporitissimi. Ora che si comprano al chilo è arrivato per noi il momento di preparare la deliziosa zuppa di Gloria/Buste a sorpresa.

Per chi come me va volentieri in cerca degli ultimi asparagi, anche se bruttarelli, degli ultimi carciofi, anche se strappati malamente dalla pianta, e non vede l'ora di nobilitarli mescolandoli con una manciata di primizie, la sua Garmugia è stata una fantastica scoperta. Sì, ancora una zuppa, ma che zuppa! Pancetta, cipollotti, (carne trita, che noi abbiamo volutamente scordato), asparagi, carciofi, fave e piselli (questi ultimi da noi sostituiti con zucchine) si sposano in modo fantastico.

Il clima peraltro si presta, uh se si presta :-(
Per prima cosa avremmo però dovuto parlare del muso che aveva messo sù la gatta di casa per essere stata lasciata sola durante i tre giorni che abbiamo trascorso a Castel Raniero di Faenza al Festival Musica nelle aie a seguito degli amici musicisti. Siamo tornati stanchissimi ma felicissimi sia di aver finalmente incontrato Silvia/ Moglie da una vita sia per aver scoperto che esistono eventi che riescono ad essere simpaticamente ruspanti pur risultando organizzati in maniera ineccepibile. Tanto di cappello e arrivederci alla prima occasione! Intanto, pian piano, qui, si cercherà di raccontare e di obbligare gli amici musicisti a raccontare.
Così, tanto per far scorrere più in fretta il tempo prima di poterci tornare :-)
Kat


P.S. : ebbene sì, cicciotta sono, parecchio, anche le mani ;-)

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06 maggio 2010

Comfort food quasi light

Vi va qualcosa di corroborante e consolante ma non iper calorico per aiutarci a dare una spallata all'offensiva delle retroguardie del generale inverno ? Avevo in mente di proporvi una bella insalata di spinaci e robine fresche e sfizziose ma rimarrà ancora un po' tra le bozze perché
1 - La Gaia ne ha preparato una molto più golosa
2 - ieri sera avevo freddo ai piedi e pare che non fossi la sola
E allora vada per una crema di finocchi ispirata ad un libro vecchiotto (che mai eppoi mai butterei) che ho ritrovato riordinando un po' la massa difficilmente contenibile dei libri di cucina:
Mangiare italiano, i piatti ricchi della cucina povera di Nico Valerio, un manuale Oscar Mondadori del 1988. Valerio descrive una zuppa rustica a base di finocchio selvatico e erbe aromatiche.
Buono il finocchio selvatico ma prima che cresca tra i sassi dei nostri monti ha da venì il mese di luglio ! Eppoi non avrei mai il coraggio di strapparne il bulbo dopo la fatica che ha fatto a crescere. Costano invece quattro soldi e sono molto saporiti i bulbi di finocchina, finocchi piccoli e piatti di seconda scelta, che in questa stagione si trovano facilmente dal verduriere.
Per noi due ne ho tagliato a tocchetti tre bulbi con tanto di barbette verdi, togliendo solo i gambi duri. Ho messo uno spicchio d'aglio a rosolare nella pentola a pressione togliendolo quando ha iniziato a scurirsi. Ho quindi buttato in pentola la finocchina con due tazze di brodo di verdure e una bella foglia di alloro e ho lasciato cuocere 15 minuti da quando è andata in pressione.
Intanto ho fatto leggermente tostare sottili fette di pane casereccio e grattuggiato due tipi di formaggio. Il pecorino romano con la grattugia fine e il pecorino sardo fresco a fili più grossi.
Ho quindi passato il tutto (foglia d'alloro a parte) col passaverdure. Sì, ora che siamo abituati al frullatore a immersione, è una barba ma con verdure filacciose (vedi anche alla voce carciofi) è uno sforzo necessario. Non restava che mettere nei piatti la crema ottenuta, adagiarvi sopra il pane, cospargere di formaggio e aggiungere colore e gusto con qualche filo di erba cipollina tagliato con le forbici.
La pancia è rimasta soddisfatta. Ma nulla vieta di aggiungere in pentola una bella patata!
Kat

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07 dicembre 2009

ZUPPA DEL MAESTRO DELL’AGOPUNTURA - SOUL RICETTA n. 1

Il tempo era poco ma la curiosità parecchia, caso vuole che gli ingredienti ci fossero tutti, non potevamo limitarci a pubblicare la prima della serie di ricette che incontrerete su diversi blog in attesa dell'uscita, l'8 gennaio 2010 di Soul Kitchen il film del regista tedesco di origine turca Fatih Akin, menzione speciale al festival di Venezia, dovevamo provarla!

Prima di riproporvi la ricetta così come ci è arrivata dall' agenzia Alphabet City, due o tre considerazioni della cuoca di casa.
La più importante è che questa zuppa non è solo bella per gli occhi, è buona, sorprendentement buona, sia per il palato che per l'umore.
Abbiamo modellato degli gnocchetti con due cucchiaini bagnati per ottenere una forma più simile alle quenelle visto che la composizione si avvicinava più alla loro che a quella degli gnocchi come li intendiamo in Italia.
Come le quenelle conviene cuocerli all'ultimo, risultano sia più belli che più buoni.
Per limitare un po' la quantità complessiva di burro, nella minestra solo olio evo.
Accessoriamente, anziché la panna acida (memori della ricetta del bortsch, abbiamo immaginato fosse quello che si voleva ottenere elencando tra gli ingredienti della zuppa sia panna che limone. O forse dovevamo pensare all'avgolemo greco per via della brodo di pollo? Che sia un unione libera fra i due ?) abbiamo preso una scorciatoia e usato yogurt greco.
Piaciuta ! Sì, sì, anche a Remy.
Però a Kat, che si fa bucherellare molto spesso così prende meno medicine, ancora di più. Tranquilli, gli aghi sono moooolto più fini dell'erba cipollina di cui disponevamo ;-)
E non abbiamo usato coloranti. Le nostre rape sono molto rosse di loro e i tuorli delle galline di Giuliana molto gialli.


ZUPPA DEL MAESTRO DELL’AGOPUNTURA
( Minestra di rape rosse con gnocchetti di tofu)

Soul-ingredienti
Per la minestra:
90gr di burro
30gr di scalogno
250gr di rape rosse
6dl di brodo chiarificato di pollo o vegetale
1dl di panna
Il succo di mezzo limone
Sale, pepe, noce moscata, zucchero

Per gli gnocchetti:
130gr di tofu
35gr di burro
45gr di pane bianco grattugiato
3 rossi d’uovo
Sale, pepe, limone
Erba cipollina fresca per “agopunturizzare” gli gnocchetti

Grattugiate il tofu. Mescolate il burro ed il rosso d’uovo fino ad ottenere una spuma. Aggiungete il pane bianco e amalgamate il tofu. Condite con sale, pepe e limone. Mettete in freddo.
Tritate finemente lo scalogno. Lessate le rape rosse pelate e tagliate in piccoli pezzi.
In un pentolino portate ad ebollizione dell’acqua leggermente salata.
Scaldate in una pentola 50gr di burro per poi soffriggere dolcemente lo scalogno. Aggiungete le rape rosse, fate soffriggere brevemente e stemperate infine versando il brodo nella pentola. Lasciate cuocere per tre minuti.
Con le mani impastate dei piccoli gnocchetti di tofu che farete cuocere nell’acqua per 5 minuti. Tagliate l’erba cipollina uniformemente, in “aghi d’agopuntura” delle dimensioni di un fiammifero.
Frullate la zuppa, aggiungetevi la panna, lasciate poi riposare vicino al fornello.
Una volta cotti gli gnocchetti, “agopunturizzateli” con gli steli d’erba cipollina. Riportate brevemente ad ebollizione la zuppa e, aggiungendo un po’ di burro, rendetela spumosa mescolando.

Servite in un piatto tenuto caldo, adagiando con attenzione nella zuppa gli gnocchetti “agopunturizzati”.



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13 ottobre 2009

La minestra di Ernesto


"Non me ne faccio niente!" esclamò l'Ernesto, tra lo sgomento e il ridanciano, quando gli venne posto davanti, con fare efficiente e vagamente cerimonioso, un piatto di una crema di verdura molto simile a questa. L'Ernesto, milanese purosangue molto giovanile e spiritoso era, come noi, condannato alla cena servita al tavolo che l'Hurtigruten, la nave postale norvegese, impone ai passeggeri. La cravatta no. Pur offrendo conforts da autentica nave da crociera e tappe che le navi da crociera neppure si sognano, il postale norvegese consente di viaggiare casual e persino di coricarsi sulla moquette del salone panoramico. Però impiatta la cena...
Primo turno alle 18.30 per passeggeri scandinavi, tedeschi, famiglie con bimbi e anziani. Noi italiani eravamo attesi a tavola alle 20.30. Dato l'appetito che procura l'aria dei fjordi, eravamo puntualissimi. E, le prime sere, decisamente frustrati dall'elegante parsimonia delle porzioni. Il pranzo a buffet, così come peraltro la colazione, era un tripudio di salmone, crostacei e verdure sicché ci facevamo un punto d'onore di ricordare, a turno, che di sera è meglio stare leggeri ;-)
I più increduli (e affamati;-) erano una coppia di ragazzi napoletani poco più che ventenni che avevano vinto la crociera (13 giorni, l'intero percorso da Bergen a Kirkenes e ritorno) messa in palio da non ricordo quale acqua minerale italiana.
Quando abbiamo provato a rifare questa delicata crema di verdure l'abbiamo spontaneamente dedicata all'Ernesto. Ve lo presentiamo di spalle, privacy oblige, intento a catturare il sole di mezzanotte che giocava a nascondino con nuvole inopportune.


E la ricetta ? Bè, quella è davvero banale, semplicissima e veloce.
E' una crema di ... cavolfiore che però quasi non sà di cavolfiore .
Per due porzioni servono :
- un piccolo cavolfiore
- una piccola patata
- un porro oppure una piccola cipolla oppure uno o due scalogni
- brodo vegetale granulare oppure preparato con le vostre manine sante
oppure latte, se vi piace e piace al vostro organismo
- semi di cumino nero (carvi o kümmel)
- un filo d'olio crudo o, meglio, un tocchetto di burro
- crostini ( si , si, magari saltati in padella asciutta, ma crostini, assolutamente!)

Basterà lessare le verdure con poca acqua finché siano tenere anche il cimette di cavolfiore quindi mixare o passare in crema, aggiungere acqua se fosse troppo densa, aggiustare di sale e servire con un filo d'olio, i semi di cumino prima pestati poi lievemente tostati in padella asciutta e i crostini (rigorosamente di un cm per lato) .
Continueremo a preferire la crema di broccoli con graniglia di nocciole tostate però quando dovesse capitare di avere un cavolfiore che langue in frigo...

Kat e Remy

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13 aprile 2009

Una sorprendente "minestrina"

La ricetta originale - di Viveka Sandklef nel volumetto "JF suédoise..." delle edizioni Tana, è un "consommé" con Feta, Porro, Pastinaca, Semi di Cumino, Rosmarino e Olive nere.
Da noi però la feta è momentaneamente sulla lista nera ;-( la pastinaca latita ostinatamente ma porri, olive e erbe aromatiche fortunatamente no.
Per due persone, l' abbiamo interpretata con :
- un porro
- due manciate di foglie di spinaci, tenere e private del gambo
- un pezzetto di alga kombu
- un pezzo di tofu (circa 100 g)
- una dozzina di olive taggiasche snocciolate
- sale alle erbe
- un pizzico di santoreggia (o timo o altra erba aromatica preferita)
- olio evo
- acqua o brodo di verdura

Porro affettato e alga (lasciata intera ma sciacquata) sono i primi a finire in pentola con acqua o brodo e l'erba aromatica prescelta. Se aggiungete il sale alle erbe già all'inizio, siate prudenti, le olive, anche se le dissalate un momento in acqua fresca, saranno una fonte non indifferente di sale.
Dopo una ventina di minuti si metono a cuocere anche gli spinaci e le olive e dopo due o tre minuti, giusto il tempo di scottare gli spinaci, il tofu tagliato a listarelle.
Un giro d'olio evo, due o tre minuti di riposo per lasciare che i sapori si sviluppino e ... slurp! Davvero! Mica solo per sciacquare la panza dalle troppe uova di cioccolato :-)
Kat e Remy

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19 febbraio 2009

Zuppetta Speedy


Metti una sera un po' così, di quelle che per togliersi il freddo di dosso occorre una zuppetta come si deve.
E metti che il tempo per la suddetta zuppetta scarseggi un po’.

Ma … metti che in casa hai queste cose qui:

olio
mezzo spicchio d’aglio
una cipolla piccola
un pezzo di salsiccetta sottile, quella piccantina che si compra “a metro”
pastina da minestra tipo “conchigliette”
dado
conserva in tubetto
prezzemolo
peperoncino (poco)
una lattina di lenticchie (si, lattina, sennò che “speedy” sarebbe?)

Hai tutto? Bene! Metti un goccio d'olio in una pentola alta e fai un soffrittino con la cipolla e l’aglio tagliuzzati, aggiungi la salsiccetta sminuzzata, falla rosolare, versa le lenticchie, unisci il dado, il peperoncino, il prezzemolo tritato e un po’ di conserva, allunga con un mezzo litro d’acqua e lascia cuocere per cinque minuti, poi butta la pastina, porta a cottura e metti in tavola. Se ce l’hai, un po’ di formaggio vecchio ci sta benone.

Ti sei scaldato/a, adesso? :-)

Patt

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26 gennaio 2009

Una vellutata spudorata

Il punto di partenza è una serissima inchiesta anglosassone che dimostra come un piatto di vellutata consenta di sentirsi sazi più di altri tipi di minestra. Solo che noi quella sera eravamo reduci da un indispensabile turno a spalare neve (il cancello non si apriva più...) e quindi abbiamo allegramente barato sul fronte degli ingredienti ottenendo un risultato di un'insperata bontà.

Per 2 persone:

La parte bianca di un bel porro
Una patata media
Un bel finocchio con tanto di "barbette"
Una tazza di castagne lesse (noi, surgelate ma andranno benone quelle in barattolo o sottovuoto)
Sale alle erbe
2 cucchiai di panna (noi, quella di soja)

Siccome (sempre per colpa della neve :-) avevamo una gran fame abbiamo buttato il tutto a pezzi grossi in pentola a pressione, aggiunto acqua bollente a filo delle verdure e fatto cuocere 20 minuti. Per le castagne era un po' troppo e non ne è rimasta intera neppure una ma noi le abbiamo ripescate pazientemente lo stesso e messe da parte prima di mixare in crema gli altri ingredienti con il minipimer. Un zic di panna e non restava che versarla sulle castagne equamente suddivise nei piatti.

Kat e Remy

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03 dicembre 2008

E invece...

Come promesso... afferriamo di nuovo il passaverdura! Meno chic ma più veloce del chinois, meno veloce ma più performante del minipimer, è lo strumento indispensabile per ottenere creme di verdure senza fili né buccette.
In archivio troverete, ad esempio, la crema di carciofi ,dal colore un po' dimesso, oppure la minestra della nanna della mia Nonna Fanny.
Qualsiasi sia la ricetta di "passato" che vi attira, il consiglio è di mettere poco liquido in modo da poterlo diluire se troppo denso ma di non doverlo far restringere su fiamma alta se troppo liquido.
Una crema di verdure golosa richiede un bel po' di crostini e, magari, un zic di panna liquida o di burro, la sorella pre-festiva dovrà invece farsi bella con un semplice filo di olio evo e, per chi senza pane proprio non ce la fa, bluffare grazie alle "scaglie" di pane dei cuochi francesi dell'Ottocento ovvero fette sottilissime tostate in forno.

Chi vuole (o deve) eliminare i grassi animali ma non ha veri problemi di calorie potrebbe sostituire il formaggio grattugiato con mandorle o nocciole tritate.
Le nocciole si sposano benissimo con la crema di broccoli, le mandorle, in compagnia di un po' di basilico secco, con la crema di zucchine.
Quanto agli aromi:
- aglio e zenzero per la crema di zucca, oppure noce moscata e una grattatina di buccia d'arancia
- chiodo di garofano e peperoncino per la crema di lenticchie
- pepe bianco e prezzemolo per la crema di scalogno e champignon

Altre minestre e zuppe... anche belle corpose ;-)


Non pensate però di scampare all'Aigo boulido ;-)
Kat

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01 dicembre 2008

Saggi brodini e sfiziose minestrine


(immagine proveniente dal Blog Tasca da Elvira che, anni fa, l'aveva trovata chissà dove...)

Sarà per solidarietà con Cat che, per cause di forza maggiore, deve rinviare i biscottamenti.
Sarà per simpatia per chi è a dieta (ciao Luz), o per chi tanto ha faticato a perdere peso (ciao Chiaretta), sarà per arrivare a Natale senza che lo stomaco si metta in stato di agitazione (ciao Davide, ciao me stessa), sarà per affrontare meglio l'avanzata del Generale Inverno (qui la neve si sta sciogliendo ma il ghiaccio nella fontana resiste), sarà perché in tempi di crisi tendo a diventare oculata e mi tengo le pappe da festa per i giorni di festa, sarà ma... ho ritrovato nei quaderni di un'altra vita un invito ad affidarsi alla minestra e ve lo vorrei proporre.
E' corredato da diverse ricette quindi, fatevi coraggio, forse ci vorrà parte della settimana per arrivare alla fine ;-)
L'avevo intitolato Minestre e dintorni ... Rileggendolo ora, mi sembra il gioco degli aggettivi che usa Alia, la nostra giovane amica maestra, per insegnare ai suoi alunni di terza a comporre un testo... ;-)

Calda, la minestra. Siamo in inverno e il nostro stomaco avrebbe bisogno di riposo. E di calore.
Il cibo che non abbiamo scaldato in pentola lo deve scaldare lui. E questo gli costa fatica.
Leggera ma Rigenerante, la minestra. Fosse solo perché ci re-idrata in una stagione in cui, malgrado il riscaldamento che spesso ci prosciuga in modo subdolo, ci dimentichiamo di bere.
Saporita anche senza grandi condimenti, la minestra. Un po' di spezie o erbe aromatiche e il gioco e' fatto.
Preziosa fonte di vitamine e sali minerali, la minestra. Sempre che si abbia l'accortezza di trattare con cura le verdure. Se sono di buona famiglia non serve sbucciarle, basta spazzolarle bene. Senza lasciarle a bagno, molte vitamine sono idrosolubili , e limitandosi a cotture brevi su fuoco dolce.
Paziente e Disponibile, la minestra. (previo cook n'chill) Ti sa aspettare da una sera per l'altra. Ma quando hai fame, è già lì, pronta e fumante, in tre minuti.
Furba, la minestra. Ti sazia prima che ti venga voglia di sgranocchiare chissà cosa, e chissà quanto, mentre aspetti che sia pronta la cena.
Versatile, la minestra. Pronta a tutte le variazioni di colore, sapore e consistenza.
Trasformista, la minestra. Se non volete cucinare altro per i bimbi di casa, a loro proponetela con scaglie di parmigiano e dadini di pane saltati in padella con poco olio. Forse non funzionerà con la crema di zucca, ma col passato di zucchine magari si.
Insolita, la minestra ? Se prendo ad esempio quanto leggo sui foodblog ultimamente, direi proprio di no. Non è più considerata cosa da anziani . E' stata promossa al rango di comfort food.
Ecco, si, Confortante, la minestra. E mentre ti coccola il cuore (che notoriamente sta a pochi centimetri dallo stomaco ;-) sciaqua le budelle.
Epperò, se inizio dall'Aigo boulido (Acqua cotta), il gustoso rimedio provenzale a base d'aglio, erbe aromatiche e olio d'oliva contro la sbornia, i malanni invernali e le fatiche del parto, mi scappate subito. Sarò prudente e aprirò le danze con quattro brodini, buoni tutto l'anno ma veramente preziosi in questa stagione.


Brodo di verdura n. 1:
1 carota
1 porro
2 coste di sedano
(1 pomodoro)
1 cipolla con il suo bel chiodo di garofano
1 spicchio d'aglio
1 rametto di timo , o due pizzichi
mezza foglia d'alloro
qualche filo di prezzemolo
un litro d'acqua poco salata.
20-30 minuti di ebollizione. Bere caldo e/o usare come base per passati e creme di verdure.

Brodo di verdura n. 2 :
2 porri affettati
2 gambi di sedano tritati con le loro foglie
2 cipolle affettate
4 carote tritate
2 foglie di cavolo a listarelle
1 lattuga romana a listarelle
4 fili di prezzemolo
timo
alloro
sale
un litro e mezzo d'acqua
Partenza a freddo. Schiumare se necessario. Fuoco dolce 40 minuti.
Filtrare senza spremere le verdure.

Per chi teme di sentirsi "vuoto" se nel brodino non c'è ombra di proteine animali :
Brodo di carne sprint :
carne trita
sedano
carota
cipolla chiodata di garofano
foglia d'alloro
rametto o pizico di timo
parte bianca di un porro
Partenza in acqua fredda. Ebollizione 30 minuti. salare alla fine. Filtrare.

e, in alternativa al brodo di pollo della yiddishe mama, la mia versione di quello che un saggio maestro, Baba Bedi, chiamava Brodo energetico :
pollo spellato
gambo di sedano
3 spicchi d'aglio
3 grani di pepe bianco
acqua fredda
Ebollizione 20 minuti, o più se il pollo è di buona famiglia. Filtrare. Efficacissimo se siete sfiniti, depressi o convalescenti.
Bee, mi raccomando, non guardarlo negli occhi...


Vabbè, se avete letto fino a qui, vi meritate la ricetta della minestra (a prova d'orchestra ;-) che Arturo Toscanini esigeva prima dei concerti. Per ogni porzione:
2 cucchiai di sedano tritato
2 cucchai di riso
2 tazze di brodo di carne
Far saltare il sedano con poco olio. Aggiungere il riso quindi il brodo caldo. Cuocere una ventina di minuti. Servire con prezzemolo tritato.

Avete già la pentola sul fuoco ? Non speravo tanto ;-)))
Kat

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28 aprile 2008

Grigio di sera

Per un inizio di Primavera che sembra una fine Inverno, abbiamo messo in tavola un menù autunnale.


Dopo qualche fettina di lardo di Arnad di un esemplare rosa pallido (Salumificio Artigianale Arnad Le Vieux, ora distribuito anche nel piccolo supermercato sotto casa), ci siamo accontentati di una zuppa di patate e funghi che doveva molto a San Freezer.


Zuppa per due orsi e una vicina di casa: abbiamo rosolato nell olio evo una cipolla bianca affettata, aggiunto un pugno di funghi misti surgelati a testa quindi una patata a dadini per ognuno, brodo di carne sempre da freezer e acqua bollente, coperto e lasciato sobbollire fino a che anche i funghi non sono stati cotti.
Prezzemolo tritato e un filo d'olio nel piatto e crostini a volontà.

Kat e Remy e la vicina sopravvissuta :-)

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28 marzo 2008

Understatement

Non fatevi fregare dall'apparenza dimessa di questa crema di carciofi. Grigetta è grigetta. Solo una potente formula magica potrebbe farla diventare, per ben che vada, verdina.
In compenso, nemmeno con poveri carciofi appassiti si riesce a farla diventare meno buona.
Eppure questa è una versione senza un sacco di cose. Il cambio di stagione mi rende più intollerante che mai. Non sto ad elencare, sarebbe deprimente.
Ah, ho anche poco tempo quindi vi racconto la versione in pentola a pressione.

Per due persone:
- 6 carciofi mondati tagliati a spicchi
- 2 piccole patate
- 1 scalogno grande
- 1 spicchio d'aglio piccolo
- una ventina di mandorle spellate
- brodo vegetale granulare (senza lievito, Rapunzel o Baule volante)
- olio evo ( il nostro, ligure, ha un marcato e adattissimo sapore di carciofo)
e il solito limone da spremere nell'acqua di ammollo dei carciofi

Se prevedete di usare il passaverdure, lasciate pure qualche foglia esterna in più ai carciofi. Se invece già sapete che finirete col passare tutto col frullatore ad immersione, siate invece molto severi sennò vi troverete in bocca troppi fastidiosi filamenti.
Lo scalogno, grossolanamente tritato si fa rosolare appena in un cucchiaio di olio evo, si aggiungono gli spicchi di carciofi ben sgrondati dall'acqua e l'aglio e si fa saltare altri due o tre minuti. Un cucchiaione di brodo granulare, due tazze d'acqua e si chiude il coperchio.
10 minuti dal momento in cui va in pressione.
Le mandorle, ridotte in farina, si aggiungono prima di mixare.
Un filo d'olio crudo nel piatto e stop.
Anzi, no, un bel bicchier d'acqua dopo aver assaporato l'ultimo cucchiaio di passato, solo per stupirsi ancora una volta di come l'acqua, bevuta dopo aver mangiato carciofi, sia così dolce.
Kat

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12 marzo 2008

Corallini Patate e Funghi


Una minestra perfetta per le scorse serate (finalmente) piovose.

Ingredienti:

corallini (o altra pastina a piacere)
una piccola cipolla
un pugno di porcini secchi ammollati
un paio di patate di media grossezza
un bicchiere di latte
una noce di burro
brodo (o dado)
sale e pepe q.b.
prezzemolo
formaggio latteria
formaggio grana

Far appassire nel burro la cipolla tritata, aggiungere le patate pelate e ridotte a cubetti piuttosto piccoli, e successivamente i funghi tagliuzzati grossolanamente.
Bagnare con l’acqua di ammollo dei funghi ben filtrata, coprire di brodo (o di acqua e dado), aggiungere il latte e far cuocere a fuoco moderato fino a “quasi” cottura delle patate.
Unire la pastina e portare a cottura, aggiustando di sale e pepe e aggiungendo il prezzemolo tritato.
Nel piatto si metteranno pezzetti di latteria e una leggera nevicata di grana.

Un brodo denso e cremoso, quasi come una vellutata, con le consistenze “solide” che gratificano chi è allergico alle cose troppo soft (ciao, Bee ;-)

Patt



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03 gennaio 2008

Minestra di ceci e fagioli



Cosa c’è di più semplice di una minestra? Forse nulla, ma a volte basta un piccolo trucco per farla diventare una slurposissima delizia, e il trucco in questione l’ho carpito da quel maghetto di Christian Chef blog!

Ingredienti:

ceci (se secchi, opportunamente ammollati)
fagioli Lamon (come sopra)
patate a tocchetti
carote
sedano
cipolla
un paio di foglie di verza scura tagliate a striscioline
pomodoro fresco (o un cucchiaio di passata)
prezzemolo
aglio
olio d’oliva
rosmarino
sale
pepe

pasta oppure (io preferisco) crostini di pane

Preparazione:

Tutti gli ingredienti, tranne olio, aglio, prezzemolo e rosmarino, vanno messi in pentola con acqua fredda e fatti bollire fino a cottura. Se i legumi erano secchi, considerare che ci vorrà parecchio tempo, anche se sono stati ammollati secondo tutte le regole.
Regolate di sale. Se non vi disturba, mettete pure anche un dado, io l’ho fatto.
Togliete dalla pentola un bel po’ di legumi e di patate, quindi passate tutto con il frullatore ad immersione, o col passaverdura se preferite. Rimettete tutto al fuoco e aggiungete un bel trito di prezzemolo. Se avete optato per la pasta, unite anche quella e portatela a cottura.
E ora il trucco! Copincollo da Chef blog:
A questo punto finire la preparazione con “la sferzata”, si prende un tegame, si mette dell’olio extravergine, dell’aglio in camicia schiacciato e del rosmarino, si fa soffriggere per bene e appena l’aglio inizia a prendere colore si getta passando in un colino sulla pasta e fagioli, farà appunto una sferzata e la cucina si riempirà di odori sublimi.

Garantisco che con questa sferzata è tutta un’altra cosa! Grazie, Christian!
Patt

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