02 settembre 2017

Scones Pomodoro e Rosmarino a.k.a Pane rosso

L'altro ieri, la mamma di Kat ci ha messo in mano un paio di cesoie e intimato di alleggerire il suo rosmarino che stava crollando sul sentiero. Fatto!
Ieri, un messaggio in segreteria ci invitava a passare al galoppo a ritirare dei pomodori da sugo nell'orto di un' amica in partenza per il mare. Fatto!
Fortunatamente, anni or sono, un amico di Catania ci ha insegnato a fare una salsa strepitosa. Fatto!
Restava solo da ritrovare la ricetta degli Scones Pomodoro e Rosmarino di Isa Moscowitz e tradurre le cups in grammi. Fatto!

Per questa ricetta, Isa usa la passata. Di solito anche noi. Con quella "dell'industria" (così chiama "la concorrenza" una delle signore del nostro mercato contadino), la densità è abbastanza costante e questo rende le dosi più affidabili. Con una salsa casalinga, è facile che l'impasto venga troppo molle. Diciamolo, oltre a farci dannare, il risultato non era proprio fotogenico. Pazienza, il sapore era fantastico.

Per una dozzina di scones, mettere in una ciotola :
- 350 g di farina bigia (integrale senza crusca apparente)
- 2 cucchiai di rosmarino fresco tritato grossolanamente (uno, se secco)
- 1 cucchiaino di sale (magari alle erbe)
- 2 cucchiaini di zucchero (magari di canna)
- due o tre giri di pepe (facoltativo)
- 1 cucchiaino di bicarbonato
Mescolare bene. In un altro recipiente versare :
- 250 ml di passata (o qualcosina in più, dipenderà dal tipo di farina)
- 100 ml d'olio (idealmente e.v.o.)
- 1 cucchiaio di aceto di mele

Accendere il forno su 200 °. Dovrà essere pronto in modo da non far aspettare l'impasto, esigenza comune a tutti i soda bread.
Versare gli ingredienti liquidi negli ingredienti asciutti, impastare senza insistere, magari con una spatola. Fosse troppo asciutto, aggiungere altra passata un cucchiaio alla volta o semplicemente acqua. Rovesciare l'impasto su una placca coperta con carta forno leggermente unta d'olio. Ungersi anche le mani e schiacciare la palla di pasta fino a farne un cerchio spesso circa 3 cm. Incidere a croce poi tagliare in 3 ognuno dei 4 spicchi.
Staccare gli spicchi l'uno dall'altro trascinandoli delicatamente verso i bordi esterni della teglia. Se l'impasto ha la giusta consistenza è davvero facile.
Ovviamente, se preferite, potete optare per un taglio a quadrotti. Anche in questo caso, vanno distanziati.
Infornare a 200° per 14-18 minuti secondo l'indole del forno, abbassando a 180° se dovessero scurirsi troppo in fretta. Trasferire quindi su una gratella e lasciare che si freddino almeno un po'.
Per dovere di cronaca, segnaliamo che eventuali avanzi torneranno come nuovi dopo un giretto nel tostapane. E' ben difficile che capiti. Noi, per evitare di mangiarne una cofana, di solito impastiamo solo mezza dose.
 
A casa nostra questi scones, che Isa propone per il brunch, vengono più comunemente chiamati "pane rosso" e infornati ogni qualvolta manca il pane per cena. Perché sono pronti in mezz'ora e buoni anche caldi. E vanno d'accordo con quasi tutto quello che abbiamo l'abitudine di mettere in tavola, in particolare col Cacciucco di Coste e Ceci.
E se non c'è il rosmarino, va bene l'origano o le erbe di Provenza o quello che più vi piace.

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04 aprile 2016

Cracker con semini (e altri progetti ;-)

Come i Biscotti della salute infornati in vista della preparazione della Cheesecake al mango, questi cracker sono destinati a fare da crosta. Ovviamente, si sgranocchiano anche così, tant'è che ormai faccio sempre la doppia dose perché piacciono molto ma, per iniziare e valutare se piacciono anche a voi, ecco gli ingredienti per una sola  infornata :

- 150 g di farina semintegrale (io, farro)
- 30 g di fiocchi d'avena mixati fino a sfarinarli
- 1 pizzicone di sale
- 1 cucchiaino bombato di erbe di Provenza o 1 raso di Origano 
- 1 cucchiaino di lievito (io, miscela casalinga)
- 40 g di gomasio
- 40 g d' olio e.v.o. (5 cucchiai)
- 60 ml d'acqua
- 30 g di semi di zucca
- 30 g di semi di girasole

Se non ne avete in casa, per iniziare toccherà fare il gomasio. Calcolando il tempo di raffreddamento prima di poterlo macinare, ci vorrà si e no mezz'ora. Con le mani libere di fare altro per tre quarti del tempo.  
Quando gli ingredienti sono tutti in bella vista, si parte :
- In un recipiente, si mescolano con cura le polveri (farine, lievito e gomasio). No, niente sale, dovrebbe bastare il gomasio.
- Si fa la fontana in centro, si versa l'olio e si gira per incorporarlo un po'.
- Si versa l'acqua, si mescola un po' quindi si impasta e quando sta assieme si aggiungono i semi.  Una volta che sono incorporati anche quelli, l'impasto va messo in frigo, coprendo il recipiente con pellicola o chiuso in una scatola, a riposare per almeno 30 minuti.
Si accende il forno su 180°. Si preparano due fogli di carta forno, si mette in mezzo l'impasto e lo si rulla tra i due fogli. Lo spessore ideale è di 3 - 4 mm.
Si toglie il foglio superiore e si tagliano i cracker che si possono infornare così, separandoli dopo cottura, oppure trasferire delicatamente su una placca con una spatola e infornare.

Si cuociono 15-20', secondo l'indole del forno e lo spessore, sorvegliando per non lasciarli scurire troppo. Diventano croccanti ma non duri.
Si fanno raffreddare su una gratella e, una volta ben freddi, si conservano in una scatola di latta.
Oppure... se garba l'idea di preparare una cheese cake salata 100 % vegetale, se ne nascondono subito 180 g da qualche parte e se ne riparla domani.

Intanto mi metto anche un altro appunto:  provare a fare una versione senza semi con Limone e Salvia. Tutta da sgranocchiare.
A dir vero, tutta colpa di Nadia Castellino (Il Cardo e l'Ortica- Villanova di Mondovì) e del suo maestro Simone Salvini.
Piaceranno di sicuro.
Kat 

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07 marzo 2016

Pane di meliga sprint (Mais e Farro)

Ripubblico, per esigenze di archivio, le pagnottine di meliga più amate in casa Scribacchini dell'Ovest, questa volta nella versione mais e farro ma sempre 100% vegetali.
Qui la versione gluten-free con mais,quinoa e fecola di patate.
La ricetta originale, trovata nel volume Vegan et cie , ed. Parragon, prevede farina di frumento oltre alla meliga. Fate voi secondo gusti e tolleranza.
Sono davvero veloci, adatte a una prima colazione in giorni non troppo scalmanati, soprattutto se a casa c'è qualcuno che si alza prima degli altri.O per una merenda. O a cena con una zuppa. O come vi pare e piace, con marmellata o accompagnamenti salati. 
Sono buone anche calde. In compenso, come tutti i pani sprint, conviene consumarle in giornata, oppure tostarle.

Per 6 pagnottine formato  muffin servono:
- 160 g di farina di mais (fine fine, tipo fumetto; ottima la Luzi)
- 70 g di farina di Farro, magari semintegrale
- 1 cucchiaio raso di lievito per torte salate o di Miscela casalinga di polveri lievitanti
- 1/2 cucchiaino di sale
- 40 g d'olio (Colza bio , Girasole, Riso, e.v.o, fate voi)
- 1 cucchiaio di sciroppo d'agave o d'acero (facoltativo, ma ci sta proprio bene)
- 250 ml di latte di soia
- 1 cucchiaio di aceto di mele

L'aceto serve a far cagliare il latte di soia e proprio da quello si inizia. Beh, no, forse è meglio accendere prima il forno (su 180°) perché la preparazione è davvero veloce.
Basta aggiungere l'aceto al latte, girare bene, lasciar riposare qualche minuto poi  girare di nuovo.
Intanto si mescolano nel recipiente preferito  tutti gli ingredienti asciutti: farine,sale e lievito. Si versa  l'olio e lo sciroppo d'agave nel mezzo quindi il latte addensato dall'aceto.
Una bella rimestata con un cucchiaione di legno, senza insistere, e si divide nelle formine ben unte.
In forno a 180° per 20-25 minuti secondo l'indole del forno. La lama di un coltello deve uscire asciutta, come da una torta.  E via a raffreddarsi su una griglia.

Preferite infornare l'impasto in una forma da cake o una tortiera bassa qualunque ?
Nessun  problema, se non avete fretta. Tenete solo presente che il tempo di cottura si potrebbe allungare di 10 minuti o più.
Ciomp !
Kat 

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02 marzo 2016

Cialde croccanti per canapè

Quanto mi piacciono le tartine! Soprattutto se semplici e veloci ma più ancora se la base esce dal forno di casa. 
La ricetta originale, trovata qualche anno fa in un libretto omaggio dell'edizione francese di  Marie Claire Maison, prevedeva margarina, un prodotto che uso solo se lo faccio in casa ed era finito. Ho fatto una prova con olio di cocco*, in questo caso il tipo deodorato, e ne sono molto soddisfatta così ve la racconto.

per 8-10 cialde :
- 120 g di farina (per questa prima prova, Kamut)
- 40 g di fiocchi d'avena (mignon, oppure sminuzzati nel mixer)
- 40 g di olio di cocco, freddo di frigo quindi solido
- 1 cucchiaino di erbe di Provenza o altro misto secco di vostro gusto
- 1/2 cucchiaino di sale

* Seppur diverso dagli altri, resta pur sempre un grasso saturo quindi lo uso con moderazione. Però lo uso, anche perché rende particolarmente e gradevolmente friabili i prodotti da forno.

Mescolare farina, fiocchi, sale e erbette secche in un recipiente o nel mixer (lama a S).
Sbricciolarvi dentro l'olio di cocco e impastare per incorporarlo. Devono rimanere delle briciole. Aggiungere 3-4 cucchiai d'acqua e impastare fino al formarsi di una palla.
Lasciar riposare almeno 30 minuti, meglio a temperatura ambiente, a meno che questa non superi i 24°.
Stendere col mattarello e tagliare del formato preferito. Li ho fatti spessi 6-7 mm con un diametro di 7 cm ma per un buffet direi di farli più piccoli, mentre più grandi, a mio parere, diventano scomodi da mangiare.
Trasferire man mano su una placca da forno.
Cuocere a 180° per 12-15 minuti. 10, se il vostro forno è un tipo deciso.
Far raffreddare sopra una gratella.  
Consumare in giornata oppure scaldare un attimo in forno o  nel tostapane e lasciar raffreddare di nuovo.

I canapè sono guarniti con :
- carciofini mixati + qualche fettina per decorare
- mezzo pomodorino,
l'uno, mentre l'altro con :
- Labneh di soia e una punta di Sambal di cocco.
La ricetta orginale prevedeva un pesto di pomodoro (metà fresco, metà sott'olio) e qualche fogliolina di rucola. Da provare.
Piaciuti molto. Anche svestiti.
Kat

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19 dicembre 2014

Prove tecniche e riflessioni sul Panettone Gastronomico

Dolce o salato che sia, classico o vegano, sfornare un panettone è sempre una bella sfida.
Prima vi indirizzo all'amica Teresa/Gennarino, appassionatissima esperta in materia, poi vi racconto il mio ultimo pasticcio. Per  fare coraggio a Giulia, così vede che anche a me tocca fare qualche prova prima di ottenere quello che voglio, ma anche per evitarvi qualche trabocchetto.

Il primo, che mi sembra il più rischioso, si evita ponendosi qualche domanda.  L'idea di un panettone gastronomico è  molto stuzzicante  ma... quando avete intenzione di portarlo in tavola?
Per la vigilia  è una gran soluzione, magari in versione vegana se a casa vostra in quell'occasione si cena ancora "di magro".  Accompagnato da una  bella insalata invernale e da una tazza di brodo, lo vedo benissimo. Probabilmente farò così anch'io.
Per un apericena o un brunch? Ottima idea. E' buono, simpatico e informale e, come tutte le cose che richiedono una preparazione anticipata, è anche comodo. 
In compenso, come antipasto di un pranzo di Natale mi convince decisamente meno. Perché?
- C'è per caso un Panettone  anche come dolce a fine pasto?
- Siete sicuri che iniziare un pasto ricco con un festival di tramezzini  sia ragionevole?
- Quando arriva in tavola, il panettone gastronomico fa la sua porca figura ma, smontato, cos'è se non, appunto, una montagna di tramezzini, oltre a tutto difficile da servire in modo decoroso?

Non avendo altri argomenti a sfavore, passo la parola alla difesa con una soluzione per mettere in forma un panettone, dolce o salato, classico o vegano che sia, senza "forma da panettone".
Si tratta semplicemente di alzare i bordi di una pentola o di una forma apribile da torta con carta forno. Niente di che, ma ci sono due o tre scogli.

1 - Le dimensioni della forma. Per un impasto di 500 g di farina, servirà un diametro di 18, massimo 20 cm.  In un contenitore più grande, il panettone verrà basso e non è quello che vogliamo.
Il mio esperimento sarà anche venuto sbilenco ma l'altezza era quella sperata.
2 - L'altezza  del bordo di carta. Sempre con quel volume di impasto e una forma di quel diametro, servono almeno 15 cm di rialzo. Questo tipo di impasto cresce molto.
Appunto! E questo è il terzo fondamentale aspetto da tenere a mente: all'impasto non importa nulla di quello che vogliamo noi, lui cresce e basta, e cresce con forza,  anche in larghezza se non adeguatamente contenuto.
E qui ho sbagliato. Uno spessore solo di carta forno non basta. Non può bastare.

La prossima volta ne metto tre, sì tre. Anche se dovrò moltiplicare per tre l'esercizio di pazienza e geometria.  E farò due punti anche nel mezzo. Sì, sì, con ago e filo, che mi sembra il modo più pulito ed efficace per tenere unito e bello dritto un tubo di carta forno. Va detto però che ho trascorso un bel po' di anni in collegio  dalle suore. Voi  potreste avere soluzione diverse da proporre. Sono tutta orecchie.
Ecco, sì, ho sentito, avete ragione, ormai le forme di carta per il panettone si trovano quasi ovunque.
Quasi, appunto.

Povero il mio primo esperimento! Sbilenco è sbilenco, non c'è che dire. Buonissimo però, anche con le mie farine di farro al posto del frumento della ricetta originale. 
La ricetta originale è quella del numero di Dicembre 2014 di Cucina Naturale che proprio in apertura propone il Panettone gastronomico vegano di una lettrice.
La sua ricetta non è solo ottima, è anche bella circostanziata. L'autrice, Stefania Pilotti di Monza, dedica un intera pagina alle farciture. Farcia di radicchio e uvetta, ai funghi, con scarola e noci, varie creme al tofu, un gran festival di sapori. Vale la pena procurarsi la rivista. Aggiornamento del 22.12: Ops, valeva la pena perché ormai in edicola c'è già il numero di Gennaio :-(  Se non trovate in rete ricette che vi ispirino, fate un fischio, qualcosa ci inventeremo
Io intanto vado a sperimentare qualcos'altro e se viene buono vi racconto.
Sì, sì, anche se viene sbilenco. Anzi, soprattutto se viene sbilenco.
Kat

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26 dicembre 2013

Pancakes per l'inverno

Capita raramente ma capita che qualche amico virtuale superi la barriera della nostra orsaggine e approdi davvero nella nostra cucina. Così Giulia. In 4 ore, aprofittando del suo primo giorno di vacanze scolastiche, abbiamo sfornato e spadellato di tutto. Non sono sicura che si sia divertita anche se è arrivata motivatissima e con le idee belle chiare su quello che voleva imparare. Di sicuro si è rivelata una notevole domatrice di crêpes e pan cakes. Eppure, le pastelle che mi aveva chiesto di  sperimentare a quattro mani erano tra le più difficili. Le crêpes con uova e burro sono molto più duttili. Una volta domate le galettes di saraceno, sua bestia nera, ci siamo avventurate su un fronte solo apparentemente identico, le pancakes, meglio note come frittelle di Paperino.
Data la stagione, visto che stavamo sperimentando, abbiamo scelto di mettere in pancia un po' d'avena, cereale prezioso nei mesi o nei climi freddi.
Giulia è tornata a casa con la ricetta ma, chissà, potrebbe fare comodo anche a voi se in questi giorni potete concedervi qualche brunch. Di sicuro, averla qui farà comodo a me che perdo tutti i foglietti volanti.

Per una dozzina di pancakes servono :
- 50 g di fiocchi d'avena (quelli picoli, spesso definiti "mignon")
- 100 g di farina di fiocchi d'avena *
- un pizzicone di sale
- un cucchiaino di lievito
- 100 g di yogurt di soja (o quello di vostro gradimento)
- un cucchiaio di olio e.v.o (non indispensabile se usate yogurt di latte vaccino intero)
- un cucchiaio di miele (o di sciroppo d'agave se siete strettamente vegani)
- 2 cucchiai di mele cotte** (possibilmente non dolcificate)
- 300 ml d'acqua

* L'avena, una volta macinata,diventa rapidamente amara, un inconveniente che non si riscontra con la farina di fiocchi.Siccome non è facilissima da trovare ed è anche un po' cara, tanto vale industriarsi e farsela in casa macinando i fiocchi d'avena al momento. Funzionano meglio le lame piatte di un macina caffè o di un macina spezie. Quattro o cinque cucchiaiate di fiocchi per volta e il gioco è presto fatto.
** Le mele cotte sono uno dei possibili sostituti delle uova negli impasti. Farà comodo tenerne un po' in congelatore e sapere che si tagliano facilemente anche da gelate.

Mescolate con cura in una ciotola gli ingredienti secchi (fiocchi, farina, sale e lievito).
In una scodella miscelate lo yogurt, l'olio se lo usate, il miele e le mele cotte. Versateli nella miscela secca e girate con un cucchiaio per incorporarli almeno un po', quindi iniziate a versare l'acqua, un po' per volta, frustando con decisione. Otterrete una pastella inizialmente abbastanza fluida che, lasciata riposare, diventerà invece molto densa.  quando i fiocchi avranno assorbito i liquidi. Prima di usarla abbiamo poi aggiunto altri 100 ml d'acqua.


Rispetto alle crêpes, le pancakes hanno il vantaggio di essere piccole quindi più facili da girare. In compenso, questo impasto richiede  un po' di pazienza in più perché l'avena è un po' lenta a cuocersi e bisogna aspettare che la superficie sia quasi completamente rappresa prima di voltarle. E' quindi importante che la padella non sia esageratamente calda in modo che il lato uno non sia troppo scuro quando, flip, si girano finalmente per cuocere il lato due.
Il sapore compensa l'attesa. Inoltre, sono molto nutrienti quindi non serve farne tante. 
Per i trucchetti consueti  vi rimando al post delle galettes.

Se non vengono terminate subito o serve prepararle in anticipo, una volta fredde e messe in frigo in una scatola ermetica in modo che non si secchino, si conservano bene. Lo stesso in congelatore. Conviene però dividerle con carta forno in modo da poterne prelevare una o due senza doverle sgelare tutte.

In teoria, le pancakes, che sono spessotte e difficili da arrotolare, si mangiano nel piattino  col cucchiaino ma il fotografo voleva provare a domare la frittella e c'è riuscito.

Piaciute !
Kat

P.S.: Giulia, preparati, ho sperimentato una pastella con banane stramature che vale davvero la pena provare. La pubblico a giorni.
P.P.S: A proposito di questo post, su Facebook si è accennato alla controversia avena/celiachia. Premesso e sottolineato che l'avena non è glutenfree, rimando chi legge il francese o avrà la pazienza di usare uno dei translator del web a questo preziosissimo post di Florence/Makanai.

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15 novembre 2012

I cracker d'avena della lettrice di Cucina naturale


Stavo cercando una ricetta di crackers alternativi, da accompagnare al sempre amato o tutt'ora consentito Hummus di cannellini o alle molte varianti sperimentate e gustate nel frattempo  e ho trovato la soluzione nel numero di novembre di Cucina naturale. Elisabetta Pennacchioni, lettrice di quella rivista a me molto preziosa, ha messo a punto un impasto a base di fiocchi d'avena aromatizzato con erbe e spezie che ci è piacuto moltissimo, anche per la semplicità e la rapidità di preparazione.


La ricetta di Elisabetta (con le mie varianti tra parentesi):

-100 g di fiocchi d'avena  (che io preferisco "mignon" così non serve frullarli)
- 60 g di farina di farro o grano saraceno (ho usato kamut dopo aver provato col saraceno che ha dato un risultato troppo friabile)
- 40 g di crusca (d'avena, decisamente)
- 1 cucchiaio di erbe aromatiche miste a scelta (ho usato rosmarino, santoreggia e origano)
- 1 cucchiaino di lievito per torte salate (sostituito con bicarbonato e stop)
- mezzo cucchiaino di paprica (buoni anche senza)
- mezzo cucchiaino di curcuma
- mezzo cucchiaino raso di sale
- 60 ml d'olio e.v.o


Preparazione :
Accendete il forno su 180°.  E' un impasto velocissimo da realizzare e, soprattutto se usate il solo bicarbonato, è meglio che non aspetti troppo di venire infornato.   
(Se i fiocchi d'avena sono quelli grandi) frullateli in un mixer con le erbe aromatiche.
Aggiungete ai fiocchi il resto degli ingredienti secchi quindi incorporate l'olio e circa 50ml d'acqua tiepida, impastando finché l'impasto non sia compatto e omogeneo.
Con le mani bagnate o unte d'olio dividete l'impasto in tante palline. Posatele sulla placca ricoperta di carta forno e sciacciatele col palmo della mano o il dorso di un cucchiaio.
Se riuscite a farli sottili cuoceranno in 10-12 minuti.
Il tempo che si freddino e... Ciomp ! Davvero.
Grazie Elisabetta !
Kat 

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22 febbraio 2010

Crackers di farro

Prima la ricetta, questa volta metto le considerazioni "intolleranti" in coda ;-)

Per 4 porzioni :
- 150 grammi di farina bianca di farro
- mezzo cucchiaino di sale
- (1 bel cucchiaino di semi di papavero)
- (mezzo cucchiano di curry)
- 4 cucchiai di olio e.v.o
- acqua, circa 75 ml (meglio se gassata)

Mescolate con cura gli ingredienti secchi, aggiungete l'olio quindi l'acqua impastando prima con un cucchiaio poi a mano.
Lasciate riposare almeno 30 minuti.
Stendente in uno strato sottile e per quanto possibile uniforme.


Tagliate con la rotella da pasta o con un coltello.
Infornate 15 minuti a 180 gradi.
Lasciate raffreddare su una griglia da pasticceria.
Addentate, al posto del pane se come me dovete evitare frumento e lieviti.
Se gli altri commensali non ve li mangiano tutti, conservate in una scatola di latta.

Troverete un'altra gustosa formula da Stella di sale. Io ho rispolverato, adattandola, una ricetta di qualche primavera fa di Elle à table. Lì i crackers - di farro e farina T 80 - accompagnavano un formaggio fresco condito e venivano proposti come aperitivo.
Visto che al momento devo stare alla larga da frumento e lievitati, non posso usare la T 80 e nemmeno l'aceto della ricetta di Stella di sale.
In teoria non potrei neppure lasciar riposare l'impasto in quanto dopo 20 minuti che la farina è a contatto con l'acqua i lieviti naturali entrano in azione (da qui le regole ebraiche riguardo al pane azzimo che va infornato immediatamente) e dovrei evitare anche la lievitazione col bicarbonato. Ho trassato un po' usando l'acqua gassata (che contiene bicarbonati) e lasciando riposare l'impasto un ora piena.
Penso che vengano belli friabili anche senza queste "concessioni domenicali" ;-)
Scrunch! Kat

P.S.: se però volete cimentarvi nella produzione di "streghe" vere... ecco qua il nostro esperimento.

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17 dicembre 2009

I panini alla ricotta di Terry


Terry ha iniziato da poco a bloggare ma ha in riserva una serie infinita di ricette deliziose.
Di questi suoi panini, adocchiati e subito infornati, vi dico solo che sono buonissimi e, contrariamente a molti prodotti da forno a base di ricotta, non diventano gnecchi dopo poche ore. L'indomani erano perfetti e il terzo giorno, tostati, una delizia.
L'unica modifica che ho fatto alla ricetta di Terry è che ho usato solo mezza bustina di lievito di birra liofilizzato. Esperimento riuscito, è sufficiente.
La prossima volta voglio provare a farli formato "puffetto". Così il mio panettiere chiama le sue mini ciabatte della dimensione di un mandarino. E magari li lascio dorare un pelino di più ;-)
Kat

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18 novembre 2009

L'antipasto secondo Viveka - CdC goes spicy

Mousse speziata di Formaggio di Capra con Fichi al vin brûlé su toast di Pain d'épices.
Così si presenta quello che avevamo in mente di combinare (proprio nel senso di combinazione di sapori) mettendo fichi secchi ad ubriacarsi il giorno prima e un pain d'épices a maturare, meglio se qualche giorno prima.
Nel libro di Viveka Sandklef è proposto come antipasto e così l'abbiamo gustato noi ma si potrebbe anche proporre al posto del formaggio.
Viveka, chef parigina nata in Svezia dall'inventiva vulcanica e molto speziata riesce sempre a stupirci e, dobbiamo dire, non ci ha mai delusi. Sa sempre dove va anche nei suoi momenti più estrosi. Questa è senz'altro una delle sue ricette più tranquille ;-)

In realtà questa squisita combinazione di sapori si prepara in pochi minuti, sempre che il Pain d'épices sia già raffermo e i fichi ubriachi. Abbiamo scelto fichi secchi calabresi (grazie Cocò per averceli fatti scoprire a suo tempo) venduti sfusi dal nostro prezioso verduriere (che quando deciderà di chiudere per noi sarà un duro colpo non poterci più rifornire nel suo antro colmo di sacchi di noci, sacchetti di lenticchie rosa, cataste di cavolfiori, enormi zucche e delicati plateau di primizie). Quei fichi sono piccoli, sodi, non molto dolci eppure profumatissimi. Li abbiamo messi in infusione, interi, uno per ogni toast previsto, in vino rosso speziato.
Si parte a freddo, un cucchiaino di spezie da vin brûlé (la nostra miscela contiene anche bacche rosa e foglie di alloro) per ogni bicchiere di vino, si fa sobbollire un paio di minuti, si lascia riposare una decina di minuti poi si scalda nuovamente e si versa sui fichi filtrando via le spezie. E si dimentica a temperatura ambiente fino all'indomani. Da così i fichi beoni diventano così :

Pronti e un po' strizzati i fichi, affettato (non troppo spesso) e leggermente tostato il pain d'épices (6-7 minuti in forno oppure nel tostapane in più volte) resta da preparare solo la mousse di formaggio di capra (o altro formaggio se la capra proprio non vi va).
Basta frustare a lungo il formaggio fresco con un po' di latte o di panna, qualche cucchiaio d'olio e.v.o., (sale) e spezie a volontà. Noi abbiamo messo molte bacche rosa e poco pepe bianco.
Una fetta di pain d'épices, un po' di mousse, un fico aperto a metà, tutto qua, ma che bontà !


In riassunto servono :
- pain d'épices, una fetta a porzione
- fichi secchi, uno piccolo a porzione
- vino rosso
- spezie da vin brûlé
- formaggio fresco di capra, 30 grammi a porzione
- pepe o altre spezie a piacere
- poco latte o panna
- olio e.v.o.
- sale se il formaggio non fosse abbastanza salato per i vostri gusti
- la giusta attesa che attizza il desiderio ;-)

Rispetto alla versione originale di Viveka Sandklef abbiamo usato le spezie da vin brûlé anziché thé al gelsomino. Trovandosi di fretta, forse si possono far cuocere i fichi nel vino.
Epperò, lasciando che bevano con tutta calma...
Epperò, in stagione, i fichi freschi, magari arrostiti un attimo in forno...

Kat e Remy

P.S.: Le capre stanno andando in asciutta quindi, dai piccoli produttori, il formaggio fresco si troverà ancora per una decina di giorni, poi si dovrà ricorrere a prodotti industriali.

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30 marzo 2009

Latte di Cocco + Farina di Riso + Uova = Crêpes



Sembrano Tortillas ma decisamente sono tutt'altro.
Kat ha trovato questa strana ricetta sul settimanale svizzero Femina (nella sala d'aspetto della dottoressa ;-) Potevamo non provarla ?
Prevedeva per la pastella :
250 g di farina di riso
1/2 litro di latte di cocco
un pizzico di sale
3 uova

Siccome il latte di cocco che avevamo per le mani (ottimo, bio, ecc ecc) era però una lattina da 400 g abbiamo pensato bene di fare mezza dose
quindi
Per 8 piccole crêpes (diametro circa 12 cm)
125 g di farina di riso (quella fine, chiamata anche Crema di Riso)
250 ml di latte di cocco
un pizzichino di sale
un uovo XL
un cucchiaio d'olio per ungere la padella (fondo spesso o comunque bello piatto)

Il latte di cocco dev'essere a temperatura ambiente in modo da poterlo emulsionare facilmente. Si mescola con farina e sale, si aggiungono le uova e si lascia riposare un oretta.
Cuocere un mestolino per volta nella padella unta e già ben calda.
Sono un po' più lunghe da cuocere delle crêpes consuete e, se non si mangiano man mano, vanno tenute coperte (con un piatto fondo o della stagnola) perché si seccano subito.


A noi sono piaciute con spinaci e ricotta dura grattugiata ma sono senz'altro buone con miele e marmellate varie.
Kat e Remy

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26 agosto 2008

Muffins di Ferragosto

L'orto aveva offerto l'insalata, io per accompagnarla degnamente ho finalmente trovato il tempo di provare l'impasto dei muffin di Lilizen in versione salata.

Per questi Muffins "aux fines herbes", ho aggiunto un pizzicone di sale alle erbe (Herbamare in questo caso) e 3 cucchiai di erbe fresche dell'orto tritate a coltello (prezzemolo, basilico, erba cipollina, santoreggia, mentuccia, ecc...) a
- 120 ml di latte
- 100 ml d'olio evo
- 2 cucchiai di formaggio cremoso tipo Philadelphia
- 200 g di farina
- 2 uova sbattute
- 2 terzi di bustina di lievito istantaneo per torte salate
- (due o tre cucchiai di pinoli leggermente tostati in padella asciutta)
mescolato poco, come recitano tutte le ricette di muffin, e versato nelle coppette.
20/25 minuti di cottura nel forno a 180°.
Semplicissimi e davvero buoni sia per un pic nic, una cenetta vegetariana o, in versione mini, per accompagnare un aperitivo!

Kat

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07 agosto 2008

Biscotti croccanti parmigiano e semi di zucca

Unica ricetta ancora non confidata del pic-nic di Matrimonio e non è giusto perché quei "crostini" sono piaciuti parecchio. Li ho trovati nel libretto dedicato alle Cucurbitacee da Esterelle Payani.
Fanno parte delle magiche preparazioni anticipate che possono aspettare in frigo sotto forma di salamotto il momento di essere affettate e infornate. Anzi, questo tipo d'impasto ha solo questo difetto, DEVE tassativamente riposare almeno un ora al fresco.


per una trentina di "biscotti" (o 40 salatini se li fate piccini picciò) :
- 175 g di farina
- 100 g di parmigiano grattugiato
- 4 cucchiai di semi di zucca (facciamo provviste qui quando compriamo la farina)
- un uovo
- 90 g di burro morbido
- un cucchiaio di olio evo
- 2 pizzichi di pepe o, se preferite, peperoncino
- 2 pizzichi di noce moscata
NO, niente sale, basta e avanza il formaggio!

Ho mescolato tutti gli ingredienti secchi, semi di succa e spezie compresi quindi aggiunto il burro a pezzetti e mescolato con la punta delle dita fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. A quel punto, unendo l'uovo sbattuto e l'olio, ho potuto impastare.
Con l'aiuto di un foglio di carta cucina ho dato all'impasto la forma di un salamotto di 3 cm di diametro che ho riposto in frigo.
L'indomani ho acceso il forno e quando ha raggiunto i 180° ho tagliato il salamotto in tranci di un cm di spessore che ho adagiato belli distanti su una placca da forno.
Da 10 a 15 minuti di cottura, secondo l'indole del forno.
Li ho fatti raffreddare sulla solita griglia soffrendo intensamente per la frustrazione di non poterli sgranocchiare tutti.
Kat

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03 aprile 2008

Fame, fretta e nostalgia

Vabbè, la fame era poi solo un banale (ma notevole) appetito.
La fretta è un mal così comune che fra un po' ce la ritroveremo nel DNA ;-(
Quanto alla nostalgia, era quella di una fetta di focaccia al formaggio presa a morsi su un muretto ligure.
Abbiamo rimediato con qualche foglio di un ottimo pane carasau (trovato sulle bancarelle del mercatino mensile della Coldiretti) spalmato di stracchino e irrorato con un filo d'olio buono e 3 minuti sotto al grill del forno.
E saremmo anche capaci di rifarlo, anche senza fretta o nostalgia. L'appetito quello manca di rado ;-)
Kat e Remy

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19 marzo 2008

Pane di meliga con pinoli e rosmarino

Ho trovato la ricetta da Pascale, precorritrice di quasi tutti - o forse proprio di tutti - noi foodbloggers europei. Di ricette di cornbread ne ho provate parecchie, questa a mio avviso le batte tutte.
Tra gli ingredienti c'è persino il latte fermentato (buttermilk) che avevo avvistato nel banco frigo del discount sotto l'ufficio e volevo testare da tempo senza però sapere cosa farne.
Serve anche farina fioretto di mais ovvero di farina di mais macinata finissima (gialla), da non confondersi con la fecola di mais (Maizena) che è bianca e impalpabile. Il fioretto si usa prevalentemente in pasticceria, in particolare per fare deliziosi biscotti.

140 g di farina fioretto di mais
125 g di farina O
1,5 cucchiani di lievito per torte salate (quindi senza vanillina) oppure di cremor tartaro
1,5 cucchini di bicarbonato
½ cucchiaino di sale
1 uovo XL
50 g di olio evo (o, come nella ricetta originale, di burro salato fuso)
da un cucchiaino a 3 cucchiai di miele ( secondo i gusti e gli abbinamenti previsti)
22,5 cl di latte fermentato
2 pugnetti di pinoli
1 cucchiaio di rosmarino fresco tritato
1 rametto di rosmarino per decorare

Fate scaldare il forno a 180- 200 °.
Mescolate tutti gli ingredienti secchi in una terrina , compresi pinoli e rosmarino tritato. In un altro recipiente sbattete gli ingredienti liquidi, miele compreso. Versate i liquidi nelle farine e mescolate bene. L'impasto sarà molto morbido.
Con questa dose si ottengono 12 muffin medi.
Versatelo a cucchiaiate nelle formine, posate su ognuna un ciuffetto di rosmarino e infornate per 15-20 minuti. Il pane dovrà essere dorato e un coltello uscirne asciutto.
Lasciate intiepidire su una griglia.
Siccome si seccano piuttosto in fretta, se proprio li dovete preparare in anticipo, appena freddi metteteli in congelatore.
Kat


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11 giugno 2007

"fougasse" a modo mio


Questo non è il mio primo esperimento di Fougasse provenzale e non credo sarà nemmeno l'ultimo, è solo un'ulteriore ricerca della via dello zen e dell'arte della panificazione. Oltretutto l'abbiamo deciso un po' all'ultimo momento e allora ho aumentato il lievito perché ho dovuto accorciare i tempi e...

Ingredienti per il poolish

- 250 g farina tipo "0"
- 200 g acqua
- 6 g lievito

Ho impastato velocemente tutti gli ingredienti e li ho lasciati riposare direttamente nell'impastatrice per 3 ore e mezza (quello era il tempo che avevo).

Ingredienti secondo impasto

- 200 g farina tipo "0"
- 30 g olio evo
- 10 g sale

Ho aggiunto questi ingredienti al poolish e impastato a lungo con l'impastatrice (10 minuti e più) e poi finito a mano. A riposare in una ciotola coperta da un panno umido per 2 ore.

Ingredienti per il terzo impasto

- 30 olive di riviera, denocciolate (tutte a mano, grrrrrrrrrrrrr!)
- un po' di timo

Sgonfiato l'impasto, l'ho steso su un piano di lavoro infarinato. Ho messo le olive e il timo al centro e ho richiuso sopra l'impasto prima di stenderlo (a mano o con un mattarello) in modo da formare una sorta di lacrima dello spessore di 2 - 3 centimetri. Con un coltello affilato ho praticato 4 tagli che ho allargato con le mani mentre mettevo la fougasse nella teglia.
Un' altra ora a lievitare sotto un panno umido.
Cotto in forno preriscaldato a 240° per 10 minuti e 210° per altri 20 minuti.
Remy

Ciomp!!! Come pane alle olive è una delizia. Come "fougasse"... il terzo esperimento sarà senz'altro perfetto ;-)
Katy

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24 aprile 2007

Classicheggiando

Quando il caldo inizia a farsi sentire, noi rispolveriamo spesso e mooolto volentieri il classicissimo paninozzo con tonno, maionese, coriandolo, pomodoro, mozzarella di bufala, insalatina novella e rucola.
Rapido, fresco, buono! :-)
Patt & C.

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11 novembre 2006

Tanti auguri "Di TV e TV"


Cara Graziella
In onore del compleanno del tuo blog abbiamo infornato... Madeleine salate.
Volendo, trasformano una banale insalata in antipasto.

Adesso come facciamo a dirti che l'impasto è il solito di Kat, ovvero la torta allo yogurt ma senza zucchero? Ebbene si, per lei è più di un cavallo di battaglia, potrebbe persino sembrare una mania ma, in fondo,perché complicarsi la vita quando esiste un impasto perfetto e tuttofare che piace sempre?

Per prima cosa accendi il forno su 180°.
Mescola in quest'ordine - senza insistere troppo quando aggiungi gli elementi secchi:
- 3 uova
- uno yogurt naturale di latte intero
- 2/3 di vasetto (dello yogurt) d' olio evo
- 1 vasetto di parmigiano grattugiato
- 2 vasetti di farina (anche integrale)
- un cucchiaino di lievito istantaneo senza vanillina oppure (mooooolto meglio) un cucchiaino di bicarbonato e uno di cremor tartaro.
- 1 vasetto di formaggio (magari di capra;-) a dadini proprio ini
- erbe aromatiche essiccate (abbiamo usato basilico+ cipollina+ santoreggia) senza esagerare

Metti nelle formine preferite e inforna, secondo il formato, da 10 a 20 minuti.
Si gustano calde, tiepide o fredde e sono ovviamente disponibili a molte altre varianti ( tranne ovviamente quella con le zucchine;-)
Un bacio in fronte anche al tuo template

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23 ottobre 2006

Comfort food


Ovvero Panino rinforzato per l'Uomo di turno alla domenica che oltre al danno c'è anche la beffa della mensa chiusa.
Ovvero Focaccia Sprint con Parmigiano e Erbe aromatiche.
Avete presente la torta allo yogurt? Questa è la versione salata. Però, già che c'ero e l'avevo preparato per altri usi che scoprirete nei prossimi giorni, ho provato ad usare yogurt sgocciolato, ovvero separato da parte del siero lasciandolo per almeno un'ora in un setaccio o un colino foderato con un due strati di garza (farmacia), quindi molto più denso e meno acido.


Ho sbattuto
un vasetto di questo yogurt, ma andrà bene un vasetto di yogurt di latte intero con
2 grosse uova ( o 3 piccole)
mezzo vasetto di olio evo
un pizzico di sale
un vasetto di parmigiano grattugiato
due vasetti di farina
un cucchiaino di bicarbonato
un cucchiaino di cremor tartaro (sostituibili con lievito istantaneo senza vanillina)
un cucchiaio di erbe aromatiche essiccate (a casa nostra santoreggia ma andrà bene erba cipollina, basilico, dragoncello o un misto purché non troppo forte)

Forno caldo per 30 minuti, o più se, messo in una teglia piccola, l'impasto risulta spesso più di due dita.
Fatta raffreddare su una griglia, questa "focaccia" si farcisce a piacere. Va però avvolta in un foglio di alluminio sennò si secca un po' troppo in fretta.
Kat

Il parere del collaudatore:
All'inizio, con i primi morsi, sembrava un po' troppo asciutto. Almeno rispetto al paninozzo classico. Poi, con l'abitudine e, soprattutto, con l'aumentare dello spessore del prosciutto, verso il centro, andava moooolto meglio.
Però... la prossima volta, mortadella!
Remy

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17 ottobre 2006

Tanti auguri, Cucciola


Oggi Alice d'Artificio compie 2 anni! E noi le dedichiamo un girotondo di orsacchiotti, come quello che fanno senz'altro i suoi peluche non appena lei si addormenta. Perché, si sa, quando noi dormiamo i giocattoli si svegliano e iniziano a giocare. Non serve stare svegli per sorprenderli. Strano ma vero, loro si svegliano solo se noi dormiamo davvero. Se facciamo finta, continuano a ronfare beati.
Abbiamo impastato orsetti salati, perché ci hanno sussurrato che Alice così preferisce ma abbiamo scelto una ricetta facile facile così il suo papà riesce a farli...


Per 4- 6 porzioni di Orsetti al parmigiano
125 grammi di farina "00" + parecchia altra per la spianatoia
125 gr di parmigiano giovane grattugiato
100 gr di burro freddo
sale

Mescoliamo la farina, due terzi del parmigiano grattugiato e un pizzico di sale, aggiungiamo il burro freddo tagliato a dadini e impastiamo rapidamente, aggiungendo, se fosse necessario per amalgamare il tutto, un goccio d'acqua.
Stendiamo l'impasto col mattarello su una spianatoia abbondantemente infarinata.
Anzi, infariniamo pure il mattarello.
Anzi, se in casa fa caldo e la pasta è troppo difficile da manipolare, la mettiamo un momentino in frigo a rassodare. Diventa subito più obbediente.
La pieghiamo e stendiamo come per fare la pasta sfoglia, ma senza aspettare tra un giro e l'altro.
Facciamo 4 giri (rullare, ripiegare, rullare).
Poi altri due, cospargendo però la pasta, in due volte, col parmigiano restante prima di ripiegarla.
Stendiamo una sfoglia di mezzo cm di spessore.
Ritagliamo secondo l'umore o le esigenze del momento.
Forno caldo per 10-15 minuti su carta forno.
Facciamo raffreddare su una griglia (ma di solito li sgranocchiamo ancora caldi ;-)

BUON COMPLEANNO ALICE!!!!
Gli zii Scribacchini

P.S.per i grandi: La ricetta originale, di nome Allumettes au fromage (fiammiferi al formaggio) pescata nello storico "La pâtisserie pour tous" di Ginette Mathiot, edito nel 1938 da Albin Michel, prevedeva Gruyère, piacevolmente sostituibile con Piave mezzano, Grana padano o Parmigiano purché giovani.
Servire freddo o tiepido come aperitivo-antipasto (accompagnato da crudités).
Nulla vieta di sbizzarrirsi in versioni con caciotta affumicata, pecorino pepato ecc.
Chiusi in una scatola di latta, si conservano fino all'indomani ma sono migliori appena fatti. E qui c'è un trucco: l'impasto può essere preparato in anticipo, tenuto in fresco, anche già tagliato, anche surgelato - magari fra strati di carta forno - e cotto all'ultimo momento.

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