22 agosto 2007

Gradite un tomino?


Abbiamo sperimentato un abbinamento di sapori, separatamente molto semplici, decisamente seducenti e complessi se mescolati.
Abbiamo mixato prezzemolo e pomodori secchi (accuratamente dissalati se sotto sale) in parti uguali con un po' di capperi (idem c.s.) e usato questo trito per condire dei tomini freschi (nel nostro caso quelli, morbidi e gustosi, della Centrale del latte di Aosta). Olio evo a filo e stop.
Vabbè, già che ci siamo serviamo con crostini di pane tostato.
E stiamo a vedere se gli ospiti indovinano quanto sono semplici e pochi gli ingredienti.
Oppure osiamo. Proponiamo gli stessi tomini appallottolati e avvolti nei mirtilli rossi essiccati (cranberries). Solo per scoprire che così si che hanno un sapore banalotto ;-)


Kat e Remy

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15 dicembre 2006

La fonduta da esportazione

C'ho un bel coraggio, io!
Per venire a postare una realizzazione di Fonduta Valdostana in casa Cuochi di Carta ce ne vuole! Ma sono confortato, e certo della Vostra approvazione, dal fatto di disporre di materia prima sceltissima. Il che, considerato che vivo a 1.500 km dal luogo di produzione non è cosa da poco, non credete?
E' una Fontina di alpeggio, delicatissima e burrosa, con scalzo basso, crosta fresca, sottile e biondo-rossiccia; compatta ma con leggere occhiature inegualmente distribuite. Ha viaggiato, ma è sopravvissuta degnamente.
Ne ho prelevato 200 grammi e li ho messi in infusione con 250 ml di buon latte intero. 5 ore a temperatura ambiente, l'ho lasciata. Poi ho preso una retina da fuoco, c'ho messo sopra un tegame di coccio e dentro la Fontina sgocciolata, qualche cucchiaio di latte dell'infusione, una grossa noce di burro fresco (50 gr), due tuorli d'uovo e una presina di sale. Acceso il fuoco piccolo, che ho mantenuto bassissimo per tutto il tempo della cottura, ho cominciato a rimestare con una palettina di legno, non smettendo mai, fino alla fine. Non ci vuol molto tempo; in quindici minuti è pronta e non l'ho fatta superare i 60°C.


Ho impiattato in terrine riscaldate, c'ho steso sopra una spolverata di pepe nero direttamente dal mulinello e aggiunto un paio di crostini dadolati di pane raffermo bruschettato a calore forte.
Ho goduto.
Leggerissima, consistenza cremosa; il formaggio era scomparso, c'era solo sapore. Non ho fatto miracoli col vino, ma vi assicuro che c'ho bevuto roba buona!
Ultima cosa: il tartufo. Non ne avevo, ovviamente. Ma non ne avevano certamente neppure i valligiani. Per cui dichiaro ufficialmente che tartufo non ce ne va, nella Fonduta Valdostana. Forse nella nebbiosa Langa, forse nelle celebrate tavole dei ristoratori piemontesi lo si usa. Ma è un accostamento che la Fontina, pura espressione dell'Alta Valle, non merita!
Gic

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17 ottobre 2006

Tanti auguri, Cucciola


Oggi Alice d'Artificio compie 2 anni! E noi le dedichiamo un girotondo di orsacchiotti, come quello che fanno senz'altro i suoi peluche non appena lei si addormenta. Perché, si sa, quando noi dormiamo i giocattoli si svegliano e iniziano a giocare. Non serve stare svegli per sorprenderli. Strano ma vero, loro si svegliano solo se noi dormiamo davvero. Se facciamo finta, continuano a ronfare beati.
Abbiamo impastato orsetti salati, perché ci hanno sussurrato che Alice così preferisce ma abbiamo scelto una ricetta facile facile così il suo papà riesce a farli...


Per 4- 6 porzioni di Orsetti al parmigiano
125 grammi di farina "00" + parecchia altra per la spianatoia
125 gr di parmigiano giovane grattugiato
100 gr di burro freddo
sale

Mescoliamo la farina, due terzi del parmigiano grattugiato e un pizzico di sale, aggiungiamo il burro freddo tagliato a dadini e impastiamo rapidamente, aggiungendo, se fosse necessario per amalgamare il tutto, un goccio d'acqua.
Stendiamo l'impasto col mattarello su una spianatoia abbondantemente infarinata.
Anzi, infariniamo pure il mattarello.
Anzi, se in casa fa caldo e la pasta è troppo difficile da manipolare, la mettiamo un momentino in frigo a rassodare. Diventa subito più obbediente.
La pieghiamo e stendiamo come per fare la pasta sfoglia, ma senza aspettare tra un giro e l'altro.
Facciamo 4 giri (rullare, ripiegare, rullare).
Poi altri due, cospargendo però la pasta, in due volte, col parmigiano restante prima di ripiegarla.
Stendiamo una sfoglia di mezzo cm di spessore.
Ritagliamo secondo l'umore o le esigenze del momento.
Forno caldo per 10-15 minuti su carta forno.
Facciamo raffreddare su una griglia (ma di solito li sgranocchiamo ancora caldi ;-)

BUON COMPLEANNO ALICE!!!!
Gli zii Scribacchini

P.S.per i grandi: La ricetta originale, di nome Allumettes au fromage (fiammiferi al formaggio) pescata nello storico "La pâtisserie pour tous" di Ginette Mathiot, edito nel 1938 da Albin Michel, prevedeva Gruyère, piacevolmente sostituibile con Piave mezzano, Grana padano o Parmigiano purché giovani.
Servire freddo o tiepido come aperitivo-antipasto (accompagnato da crudités).
Nulla vieta di sbizzarrirsi in versioni con caciotta affumicata, pecorino pepato ecc.
Chiusi in una scatola di latta, si conservano fino all'indomani ma sono migliori appena fatti. E qui c'è un trucco: l'impasto può essere preparato in anticipo, tenuto in fresco, anche già tagliato, anche surgelato - magari fra strati di carta forno - e cotto all'ultimo momento.

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12 ottobre 2006

Spuntino


Ancora per il Meme Take Away di Graziella!

Fette di pane leggermente tostate in forno, velo di burro (di quello buono), fettine di Crudo di Parma, fettone di Fontina (di quella vera), chiodini ruspanti saltati con olio aglio e prezzemolo e tagliuzzati alla buona. Ripassata in forno per fondere ben benino il formaggio, idea di pepe nero e foglioline di prezzemolo riccio.

Piace? ;)

Patt

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17 luglio 2006

Tipi da spiaggia



La plage, c'est le pied ! (ndt : espressione idiomatica dove piede sta, chissà perché, per goduria)
Tutta colpa dell'amica Katoche. Dopo le nostre più obbrobriose kitcherie, ora vuole il ritratto estivo dei nostri piedi. E noi abbiamo pensato di accontentarla mandandole questo ritrattino balneare di bianchi piedoni puzzoni (al pecorino) e di dolci piedini dorati al limone e lavanda.

Per i piedoni al formaggio (che assomigliano come fratelli ai coniglietti di questa primavera) :
100 gr di farina 0
60 gr di pecorino grattugiato
un pizzico di spezie miste
un uovo
2 cucchiai di olio evo

Per i piedini:
80 gr di farina integrale fine
40 gr di farina di mandorle
2-3 cucchiai di zucchero integrale fine (Dulcita)
un uovo
un pizzico di sale
3 cucchiai d'olio di riso o mais
buccia di limone grattugiata e/o fiori di lavanda secchi macinati

In entrambi i casi si procede mescolando gli elementi secchi in una ciotola, facendo la fontana in centro, versandovi l'olio e l'uovo sbattuto e mescolando rapidamente. L'impasto va messo a palla e lasciato riposare un'oretta in frigo avvolto con pellicola.
Lo si stende quindi col rullo su un foglio di carta forno, si ritaglia e si adagiano i biscotti su una placca antiaderente. Forno 180-200° per una decina di minuti.
Vanno lasciati raffreddare su una griglia.
I piedoni vanno molto d'accordo con la crema fredda di zucchine e avocado.
Kat e Remy

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18 marzo 2006

Muffins ricotta e ricotta


Questa ci sembrava la giornata giusta per infornare un po' di muffins. Come di consueto abbiamo fatto una cappatina da Clea e adocchiato questi.
No che non vi diciamo come sono. Andate a vederli e annusarli e se vi piacciono e serve la traduzione, bussate di nuovo qui.
No che non ci siamo scoraggiati, mica siamo qui per competere. Del perché siamo qui si riparlerà, se vi va ...
Ci siamo lanciati in una dei nostri sport favoriti, il ribaltamento delle ricette altrui.
Abbiamo preso quella dei sublimi muffin ricotta e limone, sempre di Clea e li abbiamo infornati in versione salata.

Per 9-10 muffin, anche 12 se piccoli
200 g di farina di kamut ( un po' per necessità e parecchio perché sa di nocciola)
1 cucchiaino di lievito (oppure metà cremor tartaro, metà bicarbonato)
50- 70 ml di olio evo
1 uovo
150 g di ricotta ( oppure, se piace, formaggio fresco di capra, tipo Petit Billy)
4-6 cucchiai di latte (che vanno a compensare l'assenza del succo di limone)
4 cucchiaioni di ricotta salata grattugiata (oppure, trovandolo, formaggio di capra stagionato)
noce moscata in quantità (oppure erba cipollina oppure quello che vi garba)

Il metodo è quello consueto per i muffins, si mescolano gli elementi secchi ( farina, lievito, formaggio grattugiato) da una parte e quelli umidi (uovo, ricotta, latte e olio) dall'altra, quindi si aggiunge il secco all' umido senza insistere tanto a mescolare.
Versato l'impasto negli stampini, si mette in forno.
20-25 minuti a 180°
Kat e Remy

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07 marzo 2006

Mattonella di formaggi e pane tedesco - n. 2

Dopo la versione maschia , quella delicata.

Caciotta (di capra) schiacciata con la forchetta e divisa in 3 parti da mescolare una con formaggio erborinato (metà e metà), una con noci tritate (un terzo di noci ) e una con albicocche secche tagliate a tocchetti (un terzo di albicocche)
Uno strato alto di ognuno tra due strati di pane. Niente nocciole a coprire i bordi visto che... non c'è bisogno di far finta che sia una torta. Kat

ps : quella fotografata era un esperimento con pane di segale casalingo. Lo sconsiglio. Il sapore è ottimo ma è davvero difficile da tagliare in modo regolare. Si rischia di sprecare parecchio oltre a farsi venire i nervi.

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