22 gennaio 2018

Soda bread Mela, Salvia e Sidro

In questo inverno coi fiocchi, fa buio, proprio buio. Così buio da rendere meno gradevole fare le foto. Così ne ho ripescata una di inizio autunno. Però prima di proporvi la ricetta, l'ho dovuta testare di nuovo ;-) Funziona, anzi, come comfort food in un pomeriggio buio, questo Soda Bread Mela, Salvia e Sidro è davvero benvenuto.
La pensata originale, di Gill Meller sulla rivista inglese Country living quasi tre anni fa, prevede una generosa aggiunta di Cheddar stagionato, facilmente sostituibile - per chi mangia formaggio - con qualcosa di più italico. Io non ne metto nell'impasto. Chi lo gradisce (sapendo che da noi non ce n'è ma non si rischia di venir cacciati in malo modo se non si mangia come noi) se lo porta da casa e lo abbina a piacer suo.
Questo "pane rapido" si gusta caldo, vedete voi se all'ora del té o come merenda sinoìra o a cena dopo una semplice minestra. Una volta freddo, come tutti i soda bread, purtroppo diventa gnecco in un batter d'occhio. Basta però  un giro nel tosta pane a fette spesse per farlo tornare subito pimpante.

Per una pagnottella (6-8 porzioni ma anche solo 4 se c'è poco altro in tavola) servono:
- 2 mele asprigne (qui, le renette ormai leggermente vizze del solaio)
- un paio di cucchiai d'olio o (quando gira per il frigo) di margarina home made
- 250 g di farina (qui, farro bigio)
- 6-7 g di bicarbonato (un cucchiaino raso)
- 1/2 cucchiaino di sale (un po' di più, se non usate formaggio)
- (1 cucchiaio di zucchero di canna, se non usate formaggio)
- 1 cucchiaino di salvia secca o qualche foglia fresca lavata, asciugata e sforbiciata
- 1 pizzicone di timo
- 100 ml di sidro oppure succo di mela + un cucchiaio di aceto di mele
- 100 ml di yogurt di soia
- (20 g di formaggio stagionato)

La preparazione inizia sbucciando le mele e tagliandole a tocchetti che verranno fatti leggermente rosolare in padella con olio o "burro". A fuoco spento si aggiungono le erbe, se secche, si mescola e si lascia raffeddare.
A questo punto si accende il forno su 200° e si inzia a mescolare  in una ciotola la farina più il bicarbonato, il sale e l'eventuale zucchero e le erbe tritate, se fresche.
Una volta fredde, si uniscono le mele e si avvolgono nella farina. 
Resta solo da bagnare con sidro e yogurt, mescolare il minimo indispensabile e rovesciare l'impasto molle ottenuto su una placca coperta con carta forno.
Con le mani bagnate o ben infarinate, si forma una pagnotta piccola e alta (indicativamente 20 cm di diametro e 10 di altezza) che va incisa profondamente con un coltello bagnato o una spatola, operazione che la appiattisce parecchio.
In forno per 35' circa, sorvegliando dopo 25' e coprendo con carta forno se prende troppo colore. Sfornare su una griglia e aspettare una decina di minuti prima di addentare.
Piace! La prossima volta, però, voglio provare ad aggiungere qualche cucchiaio d'olio all'impasto.

Kat

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22 aprile 2016

Brioquiche

Era un po' che volevo provare a mettere insieme l'impasto della brioche di Clea con il ripieno di farfrittata della Torta salata di Elena.
Finalmente, è fatta! Ecco a voi la brioquiche 100% vegetale che ne è nata e che piace, piace, piace. Grazie Elena e grazie Clea.
La brioche provenzale di Clea, facilmente interpretabile in chiave totalmente vegetale, ci accompagna da ben 10 anni (Cuochi di carta aveva meno di un anno mentre Clea veleggiava già stabilmente sulla cresta dell'onda dei blog francofoni). Che faccia ha la sua Brioche provenzale? Questa:

Copio incollo le dosi (per 4 porzioni) dal post di ottobre 2006. Ora come allora vale la pena sottolineare che è una ricetta che si può eseguire a rate e preparare in anticipo. Anzi, il sapore del ripieno ci guadagna, ma anche quello dell'impasto che, se deve aspettare in frigo qualche ora prima della seconda lievitazione, si adegua senza fare una piega, anzi. Lo stesso la pastella di farina di ceci.

Pasta brioche:
- 240 g di farina (noi Farro semintegrale)
- 3-4 g (mezza bustina) di lievito di birra liofilizzato (non buttate l'altra metà, sigillatela bene con lo scotch e usatela in tempi brevi)
-1 cucchiaino di sale
- 125 ml di latte, vaccino o di soja o di riso secondo i gusti e le compatibilità personali
- 60g d' olio evo.

Nell'impastatrice o la mdp basta versare tutti gli ingredienti e azionare. A mano - anzi con un cucchiaio di legno perché è un impasto ingestibile a meno di ungersi d'olio mani e braccia - dopo aver mescolato con cura farina e sale si aggiunge il lievito quindi il latte leggermente intiepidito e infine l'olio, poco per volta, girando sempre per lo stesso verso. Va lasciato riposare almeno un'ora. Deve almeno raddoppiare.
Se, come me, volete fare una brioquiche, dopo questa prima lievitazione ungetevi nuovamente le mani, sgonfiate l'impasto con un pugno e spalmatelo su un foglio di carta forno. Dategli la forma che preferite, lasciando un rigonfiamento tutto intorno, coprite con una teletta umida e lasciate riposare nuovamente, almeno 40 minuti. Intanto si può pensare al ripieno.  

Come prima cosa direi di preparare la pastella di  farina di ceci così riposa un po'. Ho usato metà della dose della farfrittata che Elena mette nella sua torta quindi :
- 50g di farina di ceci
- 125 ml di acqua
- un pizzico di sale marino.
Mentre riposava, ho preparato le verdure. Ho usato delle bietoline che aspettavano il loro turno in congelatore saltate con una puntina d'aglio e i gambi di 6 mega champignon tritati e saltati con uno scalogno tagliato a velo.  Meglio lasciare che il tutto si intiepidisca prima di mescolare verdure e pastella, aggiustare di sale e versare sopra l'impasto rilievitato.
Aspettate comunque che il forno sia caldo prima di mettere il ripieno sull'impasto. Va infornato subito.
Ho cotto questa brioquiche a 200° per 10 minuti  e  altri 15 a 180°.
Se la pasta scurisse troppo, coprite con carta forno. Un  po' croccante non guasta ma non deve seccarsi troppo.
Sfornate e trasferite almeno qualche minuto su una gratella. E' decisamente migliore quando non è troppo calda.

Le dosi sono per 4 porzioni.
E' buona anche l'indomani, magari per un picnic, però si secca piuttosto in fretta a meno di avvolgerla con cura con carta forno o carta frigo.
Piace parecchio.
Kat

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18 febbraio 2016

Gli Sconci con la zucca


La zucchetta Salamandra aveva polpa spessa e densa e, fosse stata meno buona, mi verrebbe da dire che non se ne vedeva mai la fine. L'ho finita infornando una cosa veloce veloce adattissima a sostituire il pane. Per facilitarne il ritrovamento mediante chiave di ricerca, dovrei chiamarli Scones con la zucca. Dovrei.
Senza dubbio esiste un termine più adatto per tradurre Scones ma al momento a casa nostra il loro nome suona Sconci. E così ve li presento.

A dir vero, i miei sono sconcioni, una forma unica porzionata incidendola prima di infornarla. Credo che gli scozzesi, che gli scones li hanno inventati, li distinguano dagli scones rotondi del tea time (qui quelli alla gazzosa, strepitosi, di Terry aka Crumpets and co) chiamandoli plain oven scones, un formato che, se ho capito bene, si usa soprattutto per gli scones salati.

Per uno sconcione da porzionare in 8 fette servono:

- 250 g di farina (noi farro semintegrale)
- 1 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaio di zucchero o di sciroppo d'Agave (facoltativo)
- 1 cucchiaino di miscela La Saporita o altre spezie di vostro gusto
- 1 cucchiaio raso di lievito casalingo o 1/2 bustina di lievito per torte salate
- 200 ml di yogurt di soia (o qualsiasi altro di vostro gradimento purché non sia ne troppo denso ne troppo liquido)
- 5 cucchiai d'olio e.v.o.
- 100 g di zucca grattugiata (procuratevi una fetta di zucca a polpa densa - Hokkaido, Mantovana o affini - oppure usate carote. Con zucca acquosa viene un pasticcio).

Siccome una volta che si è grattugiata la zucca, è tutto molto veloce, meglio accendere subito il forno. Su 200°.
Il procedimento successivo è quello di molte ricette anglosassoni, in particolare i muffin.
Si versano tutti gli ingredienti secchi in un recipiente e si mescolano  bene. Si aggiunge il grasso di turno, qui olio, e si intride bene la farina quindi si bagna con i restanti liquidi, si unisce la zucca e si rimesta con un cucchiaio o una spatola per amalgamare, senza insistere più di tanto.
Stesso procedimento usando il robot. In tal caso però la zucca si aggiunge ad impasto già amalgamato, dando solo un paio di giri per incorporarla senza che risulti frullata.
Poi si scodella l'impasto su una placca foderata di carta forno e, con le mani bagnate, le si da una forma tonda e uno spessore di 1,5 cm, massimo 2.  Si incidono le porzioni, magari con una spatola, e - se il forno è già bello caldo - si inforna.

Per queste dosi, cottura 20-25 minuti a  200°. Un po' meno se il vostro forno è un tipo deciso. La doppia dose, che spalmata più sottile riempie una teglia intera, richiede lo stesso tempo di cottura. Anche in questo caso, però, sarà il forno a decidere.

Piaciuti! Di più quelli a spicchio, più alti e belli soffici, ma sono andati a ruba anche gli sconci sottili e quadrati. Anche presso amici che di solito non si nutrono di simili sconcezze.
Kat

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19 dicembre 2014

Prove tecniche e riflessioni sul Panettone Gastronomico

Dolce o salato che sia, classico o vegano, sfornare un panettone è sempre una bella sfida.
Prima vi indirizzo all'amica Teresa/Gennarino, appassionatissima esperta in materia, poi vi racconto il mio ultimo pasticcio. Per  fare coraggio a Giulia, così vede che anche a me tocca fare qualche prova prima di ottenere quello che voglio, ma anche per evitarvi qualche trabocchetto.

Il primo, che mi sembra il più rischioso, si evita ponendosi qualche domanda.  L'idea di un panettone gastronomico è  molto stuzzicante  ma... quando avete intenzione di portarlo in tavola?
Per la vigilia  è una gran soluzione, magari in versione vegana se a casa vostra in quell'occasione si cena ancora "di magro".  Accompagnato da una  bella insalata invernale e da una tazza di brodo, lo vedo benissimo. Probabilmente farò così anch'io.
Per un apericena o un brunch? Ottima idea. E' buono, simpatico e informale e, come tutte le cose che richiedono una preparazione anticipata, è anche comodo. 
In compenso, come antipasto di un pranzo di Natale mi convince decisamente meno. Perché?
- C'è per caso un Panettone  anche come dolce a fine pasto?
- Siete sicuri che iniziare un pasto ricco con un festival di tramezzini  sia ragionevole?
- Quando arriva in tavola, il panettone gastronomico fa la sua porca figura ma, smontato, cos'è se non, appunto, una montagna di tramezzini, oltre a tutto difficile da servire in modo decoroso?

Non avendo altri argomenti a sfavore, passo la parola alla difesa con una soluzione per mettere in forma un panettone, dolce o salato, classico o vegano che sia, senza "forma da panettone".
Si tratta semplicemente di alzare i bordi di una pentola o di una forma apribile da torta con carta forno. Niente di che, ma ci sono due o tre scogli.

1 - Le dimensioni della forma. Per un impasto di 500 g di farina, servirà un diametro di 18, massimo 20 cm.  In un contenitore più grande, il panettone verrà basso e non è quello che vogliamo.
Il mio esperimento sarà anche venuto sbilenco ma l'altezza era quella sperata.
2 - L'altezza  del bordo di carta. Sempre con quel volume di impasto e una forma di quel diametro, servono almeno 15 cm di rialzo. Questo tipo di impasto cresce molto.
Appunto! E questo è il terzo fondamentale aspetto da tenere a mente: all'impasto non importa nulla di quello che vogliamo noi, lui cresce e basta, e cresce con forza,  anche in larghezza se non adeguatamente contenuto.
E qui ho sbagliato. Uno spessore solo di carta forno non basta. Non può bastare.

La prossima volta ne metto tre, sì tre. Anche se dovrò moltiplicare per tre l'esercizio di pazienza e geometria.  E farò due punti anche nel mezzo. Sì, sì, con ago e filo, che mi sembra il modo più pulito ed efficace per tenere unito e bello dritto un tubo di carta forno. Va detto però che ho trascorso un bel po' di anni in collegio  dalle suore. Voi  potreste avere soluzione diverse da proporre. Sono tutta orecchie.
Ecco, sì, ho sentito, avete ragione, ormai le forme di carta per il panettone si trovano quasi ovunque.
Quasi, appunto.

Povero il mio primo esperimento! Sbilenco è sbilenco, non c'è che dire. Buonissimo però, anche con le mie farine di farro al posto del frumento della ricetta originale. 
La ricetta originale è quella del numero di Dicembre 2014 di Cucina Naturale che proprio in apertura propone il Panettone gastronomico vegano di una lettrice.
La sua ricetta non è solo ottima, è anche bella circostanziata. L'autrice, Stefania Pilotti di Monza, dedica un intera pagina alle farciture. Farcia di radicchio e uvetta, ai funghi, con scarola e noci, varie creme al tofu, un gran festival di sapori. Vale la pena procurarsi la rivista. Aggiornamento del 22.12: Ops, valeva la pena perché ormai in edicola c'è già il numero di Gennaio :-(  Se non trovate in rete ricette che vi ispirino, fate un fischio, qualcosa ci inventeremo
Io intanto vado a sperimentare qualcos'altro e se viene buono vi racconto.
Sì, sì, anche se viene sbilenco. Anzi, soprattutto se viene sbilenco.
Kat

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11 maggio 2014

Cake mediterraneo vegano

C'era una volta una ricetta deliziosa, di quelle incontrate in un libro di cucina, provate, adottate e felicemente divulgate ai quattro venti. Poi venne il consiglio di non frequentare più alimenti di origine animale e la scelta di seguirlo.
La versione vegana ha richiesto un po' di prove ma questa volta mi sa che ci siamo e ve la posso raccontare, anche perché le amichette del buffet di ieri sera premono ;-)
A chi può e/o sceglie di mangiare di tutto suggerisco di provarle entrambe, magari con uova di galline libere che è meglio sia per le galline che per chi ne consuma le uova.

Per un cake formato standard ( 12x22, o giù di lì) servono :
- 210 g di farina bigia (io Farro ma andrà bene un frumento T80)
- 1 cucchiaio di semi di lino macinati (anche nel macina caffé, purché macinati) *
- 80-100 g di pinoli (o noci o mandorle spezzettate o semi di zucca, secondo gusti e disponibilità)
- 1/2 cucchiaino di sale (o un cucchiaino di brodo vegetale granulare, io Alce nero senza lievito)
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato**
- 240 ml di latte di soja ***
- 1 cucchiaio di aceto di mele o succo di limone
- 80 g d'olio e.v.o.
- 2 cucchiai di paté di olive (non stracolmi sennò rischiate un retrogusto amaro)****
- basilico fresco a piacere o 3 cucchiaini di basilico secco e/o uno di origano o santoreggia
- Pomodori secchi sott'olio, una decina di falde
- capperi sott'aceto, tre cucchiai

*Si può farne a meno, però, in assenza di uova, aiutano a legare l'impasto pur non lasciando sapore.
** Se moltiplicate le dosi, non andate oltre un cucchiaino di bicarbonato. Non è necessario e rischia invece di produrre un orrendo sapore tra il pescioso e il saponoso.
*** Il latte di soja cagliato si può sostituire con la stessa quantità di yogurt vaccino fluido. A quel punto l'aceto non serve più. Ci pensa l'acidità dello yogurt a far reagire il bicarbonato.
**** E' quanto ho trovato di meglio per sopperire all'assenza di parmigiano ma viene buono anche senza o, se preferite, con olive tritate grossolanamente. In tal caso però, servono altri 20 g d'olio.

Accendete il forno su 180°.
Foderate la forma prescelta con carta forno. Per rendere più duttile la carta, basta appallottolarla poi lisciala con la mano, magari lievemente unta, così fate due cose in un gesto solo. Conviene preparare la teglia in anticipo perché gli impasti con solo bicarbonato e aceto non aspettano volentieri.
Misurate il latte di soja, aggiungete l'aceto e lasciate addensare.
Mettete i pomodori a sgocciolare su un piatto su un triplo strato di carta cucina e premete con altra carta per assorbire l'olio quindi tagliateli a tocchetti.
Sciacquate i capperi e strizzateli bene. Se preferite quelli sotto sale, sciacquateli meglio ancora e valutate se togliere il sale dalla lista degli ingredienti.
Mescolate, magari nell'impastatrice, la farina, il sale, i semi di lino, i pinoli (o affini), il bicarbonato e il basilico e altre erbette se secchi.
Incorporate prima il latte cagliato, poi olio e paté di olive e per finire pomodori, capperi e basilico spezzettato, se fresco.
Se usate un robot a lama anziché l'impastatrice, aggiungete pomodori e capperi all'ultimo e magari anche i pinoli,  possibilmente a mano, in modo da non sminuzzarli troppo.
Versate nella forma e infornate per 35 minuti, meglio se con forno ventilato.
Fate la prova stecchino e lasciate raffreddare su una griglia. E' migliore dopo qualche ora.

Siccome un po' si sbriciola, per un buffet sarà più gestibile se presentato a cubotti anziché a fette. Basterà versare l'impasto in una teglia grande, ottenendo quindi uno stato più sottile, da cuocersi eventualmente meno a lungo.
Una volta ben freddo, tagliatelo con un coltello da pane e sistemate i cubotti su un vassoio .
Piaciuto !
Kat

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17 ottobre 2013

Salatini zucca e rosmarino di Marie

Dove Marie sta per Marie Laforêt del blog 100% végétal e zucca sta, magari, per butternut.
Ma se detestate la zucca e amate le carote, vada per le carote, a patto di strizzarle bene dopo averle grattugiate.Se invece è il rosmarino a starvi antipatico, c'è sempre la possibilità di sostituirlo. Curry, semi di sesamo, semi di papavero, fate voi.
Usando prodotti certificati, questi crackers saranno anche gluten-free.  Rispetto alla ricetta originale, ho sostituito la farina di castagne, che non mi ama, con quella di lenticchie, cambiato leggermente le dosi e il tipo di olio e  aggiunto un pizzicone di bicarbonato.
E malgrado tutte queste varianti, direi che questa versione è abbastanza fedele alla sua.  In compenso, lei li ha tagliati mooooooooolto meglio ;-)

Ingredienti per una trentina di  pezzi :
- 100 g di farina di riso integrale
- 80 g di farina di lenticchie
- 3/4 di cucchiaino di sale fino
- mezzo cucchiaino di bicarbonato
- 70 g di zucca butternut grattugiata (grattugia a fori medi)
- 1 cucchiaino di rosmarino fresco tritato
- 5 cucchiai di olio e.v.o ( o 3 di e.v.o. e 2 di qualcosa di sfizioso tipo Argan tostato)
- 100 ml d'acqua
- 2 fogli di carta forno

Accendete il forno. Mentre raggiunge i 180°, mettete tutti gli ingredienti secchi (farine, sale, bicarbonato)  in una ciotola, mescolate,  aggiungetevi zucca e rosmarino e mescolate ancora.  Unite l'olio e incorporatelo  con un cucchiaio o con le mani per ottenere delle briciolone. Ora versate l'acqua e mescolate col cucchiaio quindi impastate senza insistere.
Spalmate d'olio la carta forno (un goccio in centro e una bella passata col palmo della mano), posate l'impasto fra i due fogli e rullate fino  ad uno spessore massimo di mezzo cm.
Togliete il foglio superiore, adagiate l'altro sulla placca da forno, ritagliate con un coltello affilato e infornate.
La ricetta di Marie prevede 15 minuti di cottura. Sarà che il mio forno è un tipo tranquillo ma io li ho cotti 25 minuti.
Buoni tiepidi o freddi, con un insalata, con un humus (magari alla zucca)  ma anche da soli come merenda. Piaciuti!
K.

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08 agosto 2013

Torta rustica salata vegana con "crosta" gluten-free


Domenica sotto i portici di Piazza Chanoux ad Aosta c'è lo Tsaven, l'appuntamento mensile con l'agrimercato di Campagna amica. Questa volta non posso presentarmi senza la ricetta della "crosta" di farina di ceci e riso. Son tre mesi che ne chiacchiero tra un banco e l'altro e ne chiacchiero soltanto. Bando alle ciance, iniziamo proprio dalla pasta, che sarà veramente glutenfree solo se usate prodotti garantiti.

Per una teglia diametro 22/24 cm  (ovvero due o quattro porzioni, secondo l'appetito):
- farina di ceci                 100 g
- farina di riso integrale   100 g
- lievito per torte salate    2 cucchiaini   (*)
- sale                               mezzo cucchiaino
- olio e.v.o.                      4 cucchiai
- acqua  tiepida               60 ml                         

* Miscela casalinga di polveri lievitanti, trovata credo da Clea: mescolare con cura in un barattolo 50 g di cremor tartaro, 25 g di bicarbonato e 25 g di fecola di mais. 

Procedimento :  Mescolare con cura  le farine, il sale e il lievito in una ciotola dove sia comodo impastare. Aggiungere l'olio e sfregare con le mani per farlo assorbire alla farina.
Versare ora l'acqua e impastare senza insistere. Basta che la pasta sia amalgamata.
Ora in frigo, coperta con pellicola o un telo umido in modo che non si secchi in superficie, almeno un ora.
Se raddoppiate le dosi, direi di non raddoppiare quella di lievito che mi sembra già parecchio. Ho trovato questa ricetta sulla rivista Les 4 saisons du jardin bio e cambiato leggermente le proporzioni di farina ma non ho ancora provato a diminuire la quantità di lievito.Provo e, eventualmente, aggiorno.


Mentre la pasta riposa  si prepara il ripieno.
Ero rimasta senza zucchine quindi ho ripiegato su un po' di  (preziosi) "scarti"  dell'orto : verde delle coste, foglie esterne di lattuga e gambi verdi dei cipollotti. Ho lavato e tagliato grossolanamente il tutto e l'ho messo in padella con un filo d'olio e un pizzicone di sale e fatto appassire (in francese diciamo tomber, cadere) finché non s'è asciugata l'acqua.
Intanto ho preparato una crema con mezzo bicchiere di latte di soia (o altro latte vegetale non dolcificato di vostro gusto)  e un cucchiaio di fecola di mais. Sul fuoco in un pentolino girando con cura  finché non s'addensa. Sarà molto denso ma è giusto così perché vanno ancora aggiunti 4 cucchiai di yogurt di soia (magari casalingo quindi bello denso) e uno di olio e.v.o.  Ora basta regolare di sale, mescolare con la verdura e, possibilmente,  lasciare intiepidire un po'.


Accendiamo il forno su 180° e ... ora inizia il bello !
Gli impasti senza glutine hanno la reputazione di essere rognosi. Se lo lasciate in frigo fino all'ultimissimo momento e lo stendete su carta forno, questo si lascerà infilare nella teglia senza tante storie. Basterà posare la palla di pasta sulla carta forno, stenderla col mattarello (meno la scaldate con le mani, meglio è)  quindi trasferire la carta nella teglia lasciando belli alti i bordi della crosta. Una volta spalmata la farcitura, basterà ripiegarli.


Forno ventilato per 25 minuti. Nel mio. Vedete voi secondo l'indole del vostro forno.
La carta forno sarà preziosa anche per trasferire la torta dalla teglia a una griglia dove lasciarla raffreddare o almeno intiepidire. Da calda è parecchio friabile e, come tutte le torte salate tranne forse la quiche, meno buona.    

Piaciuta !


Kat

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04 dicembre 2009

La pasta "sfoglio" di Lydia

con la luce elettrica e la piccola coolpix questo è quanto...

L'ultima trovata di Lydia (troppo brava, così brava che viene plagiata spudoratamente e purtroppo - per ora - impunemente da chi non ha né talento né coscienza) è una pasta sfoglia all'olio extra vergine d'oliva. Lei mette le mani avanti sottolineando che non è qui... non è là... e a voi chissà se piacerà...
Piace, eccome se piace!
Sulla carta, pardon sullo schermo già mi piaceva molto. Letto e fatto (vantaggi della casalinghitudine ;-)
Il risultato è una fi... ehm, pardon, una favola. Lydia ha ragione, non è una vera sfoglia. Però non è neppure una pasta matta genovese e nemmeno una brisée all'olio.
Copincollo pari pari le dosi e il procedimenti base sperimentati e proposti da Lydia per quella che lei chiama la finta sfoglia all’olio e Remy la pasta "sfoglio":

200 gr di farina 00
40 gr di olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaino raso di sale
acqua q.b.
Olio per sfogliare

In una terrina, mettere la farina a fontana e versarvi l'olio, impastare aggiungendo il sale e un po’ di acqua per ottenere un impasto morbido. Fate riposare coprendo l'impasto con uno strofinaccio leggermente umido per un’oretta circa. Riprendere l'impasto e stenderlo a rettangolo dello spessore di qualche millimetro, ungere con un pennello con olio e.v.o. Ripiegare il rettangolo in 3 come se stesse preparando la pasta sfoglia e fatelo riposare per circa una ventina di minuti in frigorifero. Ripetere l'operazione altre tre volte. A questo punto fate riposare il panetto per circa un’ora coperto da un panno umido.

E così ho fatto anch'io, lavorando per comodità su un foglio di carta forno che ho anche usato per avvolgere la pasta e riporla in frigo. Frigo dove l'impasto è poi rimasto in attesa per circa tre ore.
A questo punto però non ho usato la pasta "sfoglio" di Lydia per fare delle tartellette. Tanto per allargare la rosa degli esperimenti e dei possibili usi ho tentato un formato e un ripieno diversi (anche perché a mensa a pranzo l'uomo aveva mangiato malissimo e aveva bisogno di emozioni forti ;-) E allora Rotolo di Friarielli e Caciotta di Capra!
Roba rustica e piuttosto robusta. L'impasto di Lydia basta per 4 porzioni.
Avevo nel congelatore dei cubotti (Orogel) di friarielli (broccoletti neri campani, da non confondersi con i peperoncini verdi da friggere) però andranno bene anche biete o spinaci o, in stagione, boraggine. Ne h0 fatti saltare 6 cubotti in padella con olio, aglio e , al bisogno, un po' di brodo vegetale granulare, tenendoli però il più asciutti possibile. Li ho lasciati intiepidire quel poco che bastava per non rovinare la lama del mixer e li ho tritati con un bel pezzo di caciotta fresca di capra (Pinzolo) ma andrà bene anche altro formaggio di vostro gusto purché morbido ma saporito. Due terzi di verdura, un terzo di formaggio, aggiustando di sale se necessario.
Ho steso la pasta a rettangolo. Per proteggerla dall'umidità del ripieno l'ho cosparsa di formaggio grattugiato (avevo un fantastico pezzo di Chevrotta, una toma di capra valdostana pluripremiata e abbastanza stagionata da potersi grattugiare ma andrà bene anche il grana o il pecorino). Ho posato sopra il ripieno a salamotto e richiuso a busta.
E qui ho sbagliato. Meglio farne una specie di raviolone, così la pasta non rimane accavallata e cuoce in modo più uniforme. Ho fatto qualche taglio per lasciar uscire il vapore, spennellato con un po' di latte e infornato per 25 minuti a 180° dando un colpetto di grill alla fine perché il rotolo era rimasto pallidino. L'abbiamo gustato caldo con un insalata. E freddo l'indomani apprezzando maggiormente le qualità della pasta.
Piaciuto moltissimo !
Buon "sfoglio" a tutti e grazie Lydia!
Kat

P.S.: Secondo me - sempre che si ami davvero l'olio d'oliva - si può provare ad usare questa pasta "sfoglio" anche per alcune ricette dolci.
Io magari inizio con questa.

P.P.S. : Ho incrociato altri Friarielli qui da Lost in Kitchen che li ha trovati freschi.

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25 ottobre 2009

Giochino d'Autunno : Muffins Prosciutto e Fichi


Gli ingredienti proposti da Paoletta per il suo Giochino d'Autunno sono su questa sua splendida foto.
Remy, per Tartifla, li ha interpretati in modo rustico e con frutta già secca.
Epperò... mentre mi scervellavo su cosa infornare, i piccolissimi fichi rimasti sul bellissimo albero sotto casa hanno deciso di maturare in extremis. Eppure era gelato per tre notti di fila! Andavano assolutamente premiati, tanto più che erano dolcissimi. Così (approfittando del fatto che il regolamento consentiva di aggiungere un ingrediente) ho rispolverato e interpretato una ricetta molto amata, presa in origine da un delizioso libretto ora edito anche in italiano adattandola ai fichi mignon a disposizione.


Ingredienti per 9 muffins :
- 3 uova
- 10 cl d'olio e.v.o.
- 10 cl di yogurt intero (quello del discount, proprio nature, senza zucchero d'uva e aromi vari, sennò latte intero)
- 100 g di farina 00
- 80 g di farina T2 (bigia, senza crusca apparente)
- 1 cucchiaio di cremor tartaro e un cucchiaino di bicarbonato oppure una bustina di lievito istantaneo per torte salate
- 100 g di prosciutto crudo (ho usato un fondo del banco salumi del supermercato)
- sale e pepe
- 9 piccoli fichi freschi, viola o verdi non importa purché siano dolci
- burro e farina per la teglia se non usate quelle in silicone

Accendete il forno su 180 gradi.
Tagliate il prosciutto a scagliette se è abbastanza secco o a minuscoli dadini se è morbido. Mettetelo da parte.
Sbattete le uova con lo yogurt o il latte, unite l'olio quindi la farina setacciata con il lievito, un pizzico di sale e pepe e mescolate giusto quanto basta ad amalgamare. Ora aggiungete il prosciutto, mescolate e versate nelle formine da muffin. In ognuna adagiate un piccolo fico aperto a croce, senza premere troppo, lievitando l'impasto li avvolgerà comunque.
Infornate a 180 gradi per 25-30 minuti, senza lasciare che i fichi inizino a bruciare. In compenso, se maturi al punto giusto, è inevitabile (e delizioso) che inizino a colare.


Lasciate intiepidire un po' prima di sformare. Fate raffreddare su una griglia ma sono buoni anche tiepidi. Se volete portarli in picnic, chiusi in una scatola da frigo si conservano decorosamente fino al giorno dopo.
Buon Giochino d'Autunno a tutti!
Kat

ps: mentre li sfornavo è arrivato in dono un cesto di uva fragola. Magari qualcosa riusciamo ancora a combinare...

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20 luglio 2009

Tortaflan di Zucchine e Formaggio di capra


Che se non vi piace il formaggio di capra non lo mettete oppure lo sostituite bellamente con altro di vostro gusto, ecco.
Immaginate un cake che, seppur ben cotto, all'interno rimane un po' cremoso grazie all'umidità delle zucchine. Tante zucchine.
Questa non è soltanto la stagione delle zucchine (vedi meme dei bei tempi ;-) è anche quella delle tavolate e dei picnic, quindi eccovi le dosi per 8 (facilmente divisibili a metà):

- 3 zucchine medie (o una fuori misura purché privata dei semi)
- 4 uova (3 se XL)
- 250 g di farina
- 100 g di parmigiano grattugiato
- una bustina di lievito per torte salate (= il tipo senza vanillina)
- 2 dl di latte
- 1 dl d'olio evo
- sale
- noce moscata
- burro per la teglia
- mezzo tronchetto di formaggio di capra - Sainte Maure, al supermercato o, se avete la fortuna di passare dalle Valle d'Aosta e volete ottenere un risultato davvero godereccio, mezzo Champchevrette de La Chèvre heureuse. E' reperibile direttamente alla fattoria, oppure in un megamercato di Aosta, oppure, sempre ad Aosta, al Mercatino mensile dei produttori .

La prima cosa da fare è grattugiare le zucchine, in modo da lasciarle scolare un po', diciamo una mezz'ora, in uno scolapasta. Prima di aggiungerle -per ultime- all'impasto, andranno strizzate fra le mani. Il liquido di vegetazione che fuoriesce ha il più bel verde mai visto.
Togliete la "buccia" al formaggio e tagliatelo a dadini.
Quindi accendete il forno su 180° e, mentre si scalda, preparate l'impasto.
In una ciotola mescolate farina, formaggio grattugiato, sale, lievito e noce moscata. In un' altra sbattete le uova, aggiungete olio e latte, versate nella ciotola della farina e mescolate.
Strizzate le zucchine e aggiungetele man mano all'impasto. Unite i dadini di formaggio di capra. Mescolate quel poco che basta per amalgamare il tutto, versate nella tortiera imburrata e infornate. Indicativamente per 60-70 minuti secondo spessore, abbassando a 150° se verso la fine dovesse colorire troppo. La prova coltello non darà mai un risultato proprio asciutto ma la lama non deve uscire coperta d'impasto ancora liquido. Idealmente questo tortino dev'essere bello "tostato"all'esterno per contrastare con la cremosità dell'interno.


Gustare tiepido o freddo.
Ciomp. Kat e Remy

ps: magari la prossima volta proviamo una versione con latte vegetale e tofu affumicato.
pps: se con le zucchine grattugiate, vi ispira di più l'idea di fare frittelle, fate un salto da Tinuccia.

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26 agosto 2008

Muffins di Ferragosto

L'orto aveva offerto l'insalata, io per accompagnarla degnamente ho finalmente trovato il tempo di provare l'impasto dei muffin di Lilizen in versione salata.

Per questi Muffins "aux fines herbes", ho aggiunto un pizzicone di sale alle erbe (Herbamare in questo caso) e 3 cucchiai di erbe fresche dell'orto tritate a coltello (prezzemolo, basilico, erba cipollina, santoreggia, mentuccia, ecc...) a
- 120 ml di latte
- 100 ml d'olio evo
- 2 cucchiai di formaggio cremoso tipo Philadelphia
- 200 g di farina
- 2 uova sbattute
- 2 terzi di bustina di lievito istantaneo per torte salate
- (due o tre cucchiai di pinoli leggermente tostati in padella asciutta)
mescolato poco, come recitano tutte le ricette di muffin, e versato nelle coppette.
20/25 minuti di cottura nel forno a 180°.
Semplicissimi e davvero buoni sia per un pic nic, una cenetta vegetariana o, in versione mini, per accompagnare un aperitivo!

Kat

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19 marzo 2008

Pane di meliga con pinoli e rosmarino

Ho trovato la ricetta da Pascale, precorritrice di quasi tutti - o forse proprio di tutti - noi foodbloggers europei. Di ricette di cornbread ne ho provate parecchie, questa a mio avviso le batte tutte.
Tra gli ingredienti c'è persino il latte fermentato (buttermilk) che avevo avvistato nel banco frigo del discount sotto l'ufficio e volevo testare da tempo senza però sapere cosa farne.
Serve anche farina fioretto di mais ovvero di farina di mais macinata finissima (gialla), da non confondersi con la fecola di mais (Maizena) che è bianca e impalpabile. Il fioretto si usa prevalentemente in pasticceria, in particolare per fare deliziosi biscotti.

140 g di farina fioretto di mais
125 g di farina O
1,5 cucchiani di lievito per torte salate (quindi senza vanillina) oppure di cremor tartaro
1,5 cucchini di bicarbonato
½ cucchiaino di sale
1 uovo XL
50 g di olio evo (o, come nella ricetta originale, di burro salato fuso)
da un cucchiaino a 3 cucchiai di miele ( secondo i gusti e gli abbinamenti previsti)
22,5 cl di latte fermentato
2 pugnetti di pinoli
1 cucchiaio di rosmarino fresco tritato
1 rametto di rosmarino per decorare

Fate scaldare il forno a 180- 200 °.
Mescolate tutti gli ingredienti secchi in una terrina , compresi pinoli e rosmarino tritato. In un altro recipiente sbattete gli ingredienti liquidi, miele compreso. Versate i liquidi nelle farine e mescolate bene. L'impasto sarà molto morbido.
Con questa dose si ottengono 12 muffin medi.
Versatelo a cucchiaiate nelle formine, posate su ognuna un ciuffetto di rosmarino e infornate per 15-20 minuti. Il pane dovrà essere dorato e un coltello uscirne asciutto.
Lasciate intiepidire su una griglia.
Siccome si seccano piuttosto in fretta, se proprio li dovete preparare in anticipo, appena freddi metteteli in congelatore.
Kat


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22 gennaio 2008

Quasi Quiche


Ovvero: La Cuginetta Povera (leggi lait) di quella bomba calorica che è la Quiche Lorraine. Avete presente: pasta frolla al burro e ripieno di panna uova formaggio e pancetta?
Noi di solito la pancetta non la compriamo, ma di mezzo c'è stato il Natale e in frigo ce n'era un pezzetto che languiva sconsolato. Così abbiamo improvvisato una versione italica di quella che i vicini francesi chiamano Quiche senza pasta.

Per 6 tortine (3 porzioni)
50 gr. di pancetta tagliata a microdadini.
200 gr. di ricotta
1 uovo grande
tre cucchiai di pecorino grattugiato
una bella cucchiaiata di maizena

Mescolare il tutto senza aggiungere sale - formaggio e pancetta provvedono già abbondantemente.

Versare nelle formine e infornare a 180° per 30 minuti.
Gustare tiepido o freddo (seeeeeeee)
Kat

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20 dicembre 2007

Una cena in bianco


Orbene, in attesa del Natale, alla Gatteria si cerca (solo si cerca...) di tenersi un pochino leggeri.
Ma siccome siamo comunque e sempre impenitentemente golosi, abbiamo trasformato un cavolo (bianco), della pasta sfoglia (bianca), del comune provolone (bianco) e dei piccolissimi pezzetti di prosciutto cotto (rosa! per non strafare) in una cena luculliana.
La sera quando si rientra a casa siamo troppo stanchi, direi quasi sfatti, e occorrono cose calde, veloci da preparare e gustose (per coccolarci della lunga giornata che ci tiene separati!).
Si prende il cavolo, lessato al vapore, magari la sera prima, si stende la pasta sfoglia sulla pirofila e la si spolvera con il provolone, si chiede gentilmente al cavolo di stendersi sopra al formaggio e poi lo si ricopre con una coltrina di altro provolone.
Se (e solo se) tutto questo bianco stanca, allora si può colorare il tutto con pezzettini di prosciutto cotto, ma vanno benissimo anche pezzettini di Speck o di guanciale!
Si passa al forno caldo il tempo che la sfoglia cuocia e il formaggio faccia una bella crosticina (che è anche il tempo che la miciapallina da da mangiare a tutta la tribù felina).... poi pappa!
E' molto più buono intiepidito.
Ma questo dipende dalla fame, dal sonno e da quanti gatti attendono fuori dalla finestra che qualcuno sfreddi il cibo (eheheheheh ma io vi vedo piccolini!).
Mip

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17 ottobre 2007

Buon compleanno Ali

La Signorina d'Artificio oggi compie tre anni e noi le mandiamo mille baci e ...

una Tatin di patate, sperando che crescendo i suoi gusti non siano cambiati.

Per la frolla al parmigiano :
- 200 g di farina
- un pizzico di sale
- 1 cucchiaio di lievito per torte salate (quello senza vanillina, per intenderci)
- 100 g di parmigiano grattugiato
- 100 ml di latte
- un uovo
- 100 g di burro fuso
- (una cucchiaiata di senape)

Per guarnire
- patate (del tipo da fare al forno)
- rosmarino fresco
- burro per ungere la teglia
- 4 cucchiai di parmigiano grattugiato grosso

La frolla, che va fatta riposare almeno mezz'ora, possibilmente in frigo, si prepara mescolando farina, parmigiano, sale e lievito, aggiungendo quindi l'uovo sbattuto col latte, (la senape) e, quando sono incorporati, il burro fuso lasciato raffreddare.
In una teglia con cerniera apribile, si spalma burro in abbondanza, si spolverizza di sale, quindi si cosparge di rosmarino e si appoggiano a raggiera patate tagliate a spicchi quindi a fette spesse 1 mm, massimo 2, aggiungendo schegge laddove rimanessero dei vuoti. A questo punto si cosparge
sopra le patate il formaggio grattugiato rimasto e ci si dedica alla pasta. Raffreddandosi si è rassodata un po' ma rimane comunque difficile da gestire. Va stesa con le mani su un foglio di carta forno e da lì adagiata delicatamente sulle patate. Tolta la carta, con la punta delle dita si spinge in giù la pasta tutto attorno come a volerla infilare un po' sotto alla patate.
Forno 180° per 35 minuti , coprendo con alluminio se dovesse colorire troppo. Sfornare, aprire l'anello della tortiera con prudenza - potrebbe colare burro bollente - girare con le patate in sù, adagiare sul piatto da portata e gustare una volta leggermente intiepidito.

Auguri, Alice !


Gli zii Scribacchini

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19 settembre 2007

Cornbread ovvero Pane di mais


Non lo facevo da parecchio, chissà perché visto che ci piace molto. Me l'ha fatto tornare in mente Comida che, negli States, è alle prese con gli allucinanti scaffali di farine dei supermercati.
Aromatizzato con aneto o erba cipollina, mi piace un sacco col salmone affumicato.

Per 6-8 porzioni (dosi facilmente divisibili a metà):
- 225 grammi di farina da polenta, precotta o macinata fine
- 225 grammi di farina di grano tenero
- una bustina di lievito istantaneo per torte salate
- (3 cucchiaini di zucchero)
- 35 cl di latte o (meglio) 20 cl di yogurt magro + 15 d'acqua
- 2 uova
- 30 grammi di burro o tre cucchiaiate d'olio e.v.o.
- 1 cucchiaino di sale
- (erbette: prezzemolo, cerfoglio, erba cipollina, aneto fresco)

Mescolate con cura le farine, (lo zucchero), il lievito e il sale. Se avete optato per il burro, fatelo sciogliere in un pentolino e lasciatelo intiepidire. A parte sbattete le uova. Fate la solita fontana in mezzo alle farine. Versatevi le uova, il latte (o lo yogurt diluito) e il burro fuso o l'olio (e eventualmente le erbette). Mescolate con cura.
Imburrate bene una teglia, quadrata o da plum cake, versatevi l'impasto e cuocete in forno a 160 gradi per 45 minuti. Verificate la cottura con una lama di coltello che deve uscire asciutta. Sformate e lasciate raffreddare completamente prima di affettare. Tende comunque a sbriciolarsi molto.
Se optate per il formato muffin - cottura massimo 25 minuti sennò diventano secchi - direi di preferire la polenta precotta, sennò può risultare un po' cruda.

A chi soffre di intolleranze suggerirei, in base alla situzione individuale, di usare olio anziché burro, di eliminare lo zucchero e di sostituire la farina di grano con quella di kamut, il latte vaccino con un latte vegetale e il lievito con bicarbonato e cremor tartaro (un cucchiaio in tutto, metà e metà). Il sapore è ovviamente diverso ma gradevole.
Kat

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07 maggio 2007

No, le carote noooooooooo


All'OGB le carote non piacciono più di tanto, soprattutto quando ne ha già mangiato a pranzo, al canile, come -tra colleghi-chiamano la mensa aziendale. Io però, quand'è arrivato a casa, ne avevo già grattugiato una. Cosa mai potevo farne? Ormai le galline dalla padrona di casa erano già andate a dormire... Mi sono ricordata che c'era una forma da ciambella da collaudare. Ho acceso il forno e fatto una versione formaggiosa della torta svizzera di carote.

Per una ciambella da 4-6 porzioni servono:

2 uova
1 vasetto di yogurt naturale
1/3 vasetto d'olio evo
2 vasetti di farina (di kamut, volendo)
1 bustina di lievito per torte salate oppure 1/2 cucchiaio di cremor tartaro e 1/2 di bicarbonato
1 grossa carota grattugiata
50 grammi di formaggio grattugiato non troppo fine (Friburgo, Piave mezzano o affini)
una punta di cucchiaino di sale
(ci starebbero sicuramente bene un po' di nocciole tostate macinate fini fini ma avevo finito le scorte, sia di nocciole che di... come dire.. ispirazione)

Mescolate gli ingredienti nell'ordine citato, magari setacciando prima assieme farina e lievito. versate nella teglia di vostra scelta.
In una forma da ciambella in silicone, a 180°, questo impasto cuoce in 30 minuti.
Forme di metallo, soprattutto senza foro centrale potrebbero richiedere 40 minuti.
Perché aspettare che si freddi? È buona anche tiepida! ;-)
Siiiiiiiiii, le carote si!
Kat
ps: la torta allo yogurt , in versione salata, si presta a 10 mila varianti. L'ho vista per la prima volta, addirittura farcita, su Cooker.net a firma Lorenzo 74 (un grande) che suggeriva appunto di sostituire il terzo barattolo di farina con uno di formaggio. Da allora ne ho fatto muffins, ciambelle e persino una focaccia alta, comodissima per fare panini. Attenzione però, in questo caso, a non cuocerla troppo per evitare che diventi secca.

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18 dicembre 2006

Strudel ai carciofi

Suggerito da Berso, sarà probabilmente il nostro antipasto di Natale, magari in formato monoporzione. Tanto, dalla mia mamma, d'inverno, senza carciofi mica posso andare.
L'impasto è quello dell'Artusi. Lo trovate al n. 559 di qualsiasi edizione, oppure qui. Si lascia stendere docilmente col mattarello, quindi niente scuse, non vale assolutamente la pena usare una sfoglia già pronta che è grassissima, stucchevole e ammazza la delicatezza dei carciofi, oh!!!
Una volta stesa sottile sottile su un telo o una tovaglia (che non profumi di detersivo ;-) si spennella d'olio evo, si copre di uno strato sottile di parmigiano grattugiato, lasciando liberi 5 cm tutto attorno. Sopra al parmigiano si distribuiscono 4-5 carciofi (secondo pezzatura) tagliati a fette sottili e saltati in padella con due cucchiai di pancetta tritata (non troppo fine, sennò quando si mette a rosolare si appallottola) oppure un po' di speck tagliato a listarelle.
Con l'aiuto del telo, si fa il solito salamotto, si spennella nuovamente d'olio e si cuoce in forno già bello caldo per una ventina di minuti.
Siccome, ritagliando la saldatura ai due lati del salamotto, abbiamo avanzato parecchia pasta, abbiamo fatto anche uno strudelino ripieno di formaggio e nocciole tritate. Molto gustoso ma un po' asciutto. Magari riproviamo con due cucchiai di ricotta ad ammorbidire il ripieno.
Ciomp!
Kat

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23 ottobre 2006

Comfort food


Ovvero Panino rinforzato per l'Uomo di turno alla domenica che oltre al danno c'è anche la beffa della mensa chiusa.
Ovvero Focaccia Sprint con Parmigiano e Erbe aromatiche.
Avete presente la torta allo yogurt? Questa è la versione salata. Però, già che c'ero e l'avevo preparato per altri usi che scoprirete nei prossimi giorni, ho provato ad usare yogurt sgocciolato, ovvero separato da parte del siero lasciandolo per almeno un'ora in un setaccio o un colino foderato con un due strati di garza (farmacia), quindi molto più denso e meno acido.


Ho sbattuto
un vasetto di questo yogurt, ma andrà bene un vasetto di yogurt di latte intero con
2 grosse uova ( o 3 piccole)
mezzo vasetto di olio evo
un pizzico di sale
un vasetto di parmigiano grattugiato
due vasetti di farina
un cucchiaino di bicarbonato
un cucchiaino di cremor tartaro (sostituibili con lievito istantaneo senza vanillina)
un cucchiaio di erbe aromatiche essiccate (a casa nostra santoreggia ma andrà bene erba cipollina, basilico, dragoncello o un misto purché non troppo forte)

Forno caldo per 30 minuti, o più se, messo in una teglia piccola, l'impasto risulta spesso più di due dita.
Fatta raffreddare su una griglia, questa "focaccia" si farcisce a piacere. Va però avvolta in un foglio di alluminio sennò si secca un po' troppo in fretta.
Kat

Il parere del collaudatore:
All'inizio, con i primi morsi, sembrava un po' troppo asciutto. Almeno rispetto al paninozzo classico. Poi, con l'abitudine e, soprattutto, con l'aumentare dello spessore del prosciutto, verso il centro, andava moooolto meglio.
Però... la prossima volta, mortadella!
Remy

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31 agosto 2006

Muffin per il Blog Day


Quella dei muffin non è una moda
sennò sarebbero già passati di moda
Quelli scelti per festeggiare questo giorno di visite incrociate tra blog del mondo intero sono i miei preferiti in assoluto. Ma li ho scelti soprattutto perché, a mio parere sono quanto di più gustoso potesse produrre l'incontro tra orizzonti e gastronomie diverse.
C'è molto mediterraneo e altrettanta cultura anglosassone in questa ricetta sfornata da una giovane cuoca di talento venuta... dall'est. Si chiama Ilona Chovancova. In francese ha pubblicato diverse raccolte presso Marabout, ora reperibili in italiano.
La ricetta è nata come cake salato. Si presta molto bene ad essere tagliato a cubotti per un aperitivo o un buffet. Saranno molto più morbidi dei mini muffin che spesso vengono cotti troppo. A casa nostra si chiamano Muffins mediterranei.

Ingredienti per 4 - 6 porzioni
ovvero per 12 muffin medi
oppure un cake di 24 x 12 (indicativamente)
· 180 grammi di farina
· 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
· 3 uova
· 10 cl di olio e.v.o
· 10 cl di latte
· 100 grammi di pomodori secchi
. 50 grammi di capperi (meglio se piccolini)
· 4 cucchiai di basilico spezzettato
· 4 cucchiai di parmigiano o (meglio) pecorino
· burro per lo stampo

Io uso pomodori secchi sfusi. Li devo quindi dissalare mettendoli a bagno in acqua tiepida cambiandola 3 o 4 volte. Così si ammorbidiscono anche un po'. Li sgocciolo, li asciugo in carta cucina (lo stesso farete con pomodori sott'olio se avete solo quelli) quindi li taglio a filettini poi a pezzetti. Sciacquo, sgocciolo e asciugo anche i capperi. Sbatto le uova col latte e l'olio. Aggiungo il formaggio, la farina setacciata col lievito e per finire pomodori, capperi e basilico. Non serve salare. Anzi, è assolutamente necessario dissalare con cura i pomodori. Verso nello stampo unto. Forno 180 gradi per 15 -20 minuti, secondo dimensioni. 50 minuti per il formato cake.
Caldi non mi piaciono, freddi mi fanno 'mpazzì.
Kat con la partecipazione veramente straordinaria dei pomodori secchi di Mip.

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