Gironzolando

Gironzolando, in attesa che il mio forno guarisse, ho incontrato:
Tulip, Bretzel
Maria Giovanna, Pane casereccio.
Sandra La Taillaule, Brioche de Neuchatel
Kiakkio Kim ki-Duk o kebab?
Remy
Scribacchini impegnati in cucina e dintorni

L'amica Gen ci ha ricordato questa antica usanza di regalare pane a chi entra in una casa nuova dove il focolare ancora spento non consente di panificare.
Come coniugare la nostalgia degli amici lontani, la fretta dettata dall'ora tarda e l'appetito che incalza.
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Andate pure da Patt, non preoccupatevi per me, tanto il pane di segale so prenderlo da sola.
Anzi, 'spetta che controllo se avete messo tutto in valigia.Etichette: amici di zampa
L'amica erborista mi ricorda che non basta "depurarsi" a primavera ma che sarebbe necessario anche in autunno per aiutare l'organismo a superare meglio il cambio di stagione. E allora tisane, acqua in quantità e, anche per golosità, questa insalata di porri che aiuta a scacciare le tossine.Etichette: verdure

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Ciao, Jessi.
Code incrociate, Principessa.Etichette: amici di zampa
A Kat è venuta una delle sue idee "stagionali":

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Per accompagnare i nostri auguri XXL abbiamo tentato di seguire le sue orme (però urgono lezioni private!) preparando una versione XXS della Tourte aux noix del Delfinato, zona d'origine di Kat dove la coltura del noce è tradizione secolare. Fra due strati di pasta sfoglia vengono imprigionate noci pestate con lo zucchero e un pò di burro. In questo caso un gheriglio di noce, mezzo cucchiaino di zucchero e mezzo di burro e, per dorare, una goccia di tuorlo d'uovo ;-)
Mille auguri e baci, cara Milo.
Gli Scribacchini e tutti gli assistenti!

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No, non è un post letterario. Abbiamo usato questa citazione per lanciare un'appello, un avviso di ricerca. Una foodblogger francese chiede aiuto alla blogosfera italiana per rispondere alla richiesta di un ortolano in cerca di una ricetta, perduta assieme a chi la preparava per lui: quella dei pomodori verdi sott'olio.
P.S. L'aceto di lamponi Douce Vallée che usiamo viene prodotto da Paola Vittaz, Frazione Boesse, Chatillon (Ao). In Valle d'Aosta si trova abbastanza facilmente, anche in alcuni supermercati specializzati in prodotti tipici e durante sagre e fiere.
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Abbiamo fatto, questa volta interamente a mano, il pane di Sandra ed è venuto talmente bene che abbiamo cambiato foto anche nel post originale.


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I sottoscritti richiedono che l'USDA (United states department of agriculture) interrompa le azioni legali intraprese nei confronti dei gatti che risiedono alla Hemingway House. È nostra opinione che questi gatti abbiano un grande significato storico su scala internazionale. Crediamo inoltre che l'azione intrapresa nei loro confronti non sia utile a difendere e proteggere i gatti in questione, ma al contrario li pone in pericolo, contraddicendo così lo scopo per il quale sono intese le leggi etiche per il benessere degli animali.Altre indicazioni da Carla.
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Questo, molto simile al gelato di compleanno di Cannella, l'ho sperimentato una sera di depressione e ne sono rimasta molto contenta, anche perché - pur contenendo meno panna di quanto suggerito dal fabbricante della mia amata gelatiera - se riposto in congelatore non diventa un blocco di cemento. Si solidifica ovviamente ogni giorno di più ma al quarto giorno ci si può ancora piantare dentro il cucchiaino.
400 ml di latte
200 ml di panna liquida
150 g di zucchero (magari Dulcita)
mezza stecca di vaniglia oppure un cucchiaino di estratto
una tavoletta da 100 g di cioccolato fondente (ideale quello al 70%)
2 cucchiai di ottimo cacao amaro
Se uso la vaniglia in stecche la faccio bollire con metà del latte per qualche minuto dopo averla aperta in due. Lascio in infusione per almeno 5 minuti poi tolgo la vaniglia e verso invece lo zucchero nel latte, metto sul fuoco nuovamente per farlo sciogliere, aggiungo quindi il cioccolato spezzettato e il cacao e faccio sciogliere e amalgamare su fuoco dolce. Spengo e lascio raffreddare, mescolo col resto del latte e la panna e lascio in frigo fino al momento di mettere in moto la gelatiera. Chi non ha la gelatiera potrà versare da subito il preparato in vaschette di metallo e metterle in congelatore, mescolando però ogni tanto per evitare che si formino cristalli di ghiaccio.
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"Pubblicato per la prima volta a Firenze nel 1928, immediatamente bollato come libro osceno in tutta Europa, L'amante di Lady Chatterley ha scosso nel profondo non solo la sensibilità di generazioni di lettori del ventesimo secolo, ma anche i pregiudizi sul piacere femminile e sulla virilità" dice Wikipedia. E la definizione ci sembra calzare perfettamente. Suggeriamo la lettura di questa bellissima e delicata paginetta.
Ora immaginiamo che, qualche giorno dopo, Constance capiti all'improvviso nella casupola del guardiacaccia.
L'amore, si sa, fa venire appetito. Cosa potrebbe cucinare Mellors per la sua Lady?
Avrà pur raccolto qualche fungo durante le sue ronde... anche solo qualche "field mushroom". Della famiglia degli Agaricus, i prataioli crescono spontanei, mentre da coltivati sono noti come Champignons de Paris.
Per due persone servono :
- due belle fette di pane casereccio
- una dozzina di champignon, o qualche fungo più pregiato, se disponibile
- 3-4 cucchiai di battuto di lardo (oppure olio e.v.o)
- prezzemolo
- formaggio compatto (Cheddar nella perfida Albione, Parmigiano o Piave stagionato se disponibile)
- (rucola)
Mentre lui pulisce rapidamente i funghi con uno straccetto umido, li affetta e li fa saltare in una padella con un cucchiaio di battuto di lardo (e uno spicchio d'aglio), lei taglia il formaggio a scagliette.
Quando i funghi saranno quasi cotti, spalmerà col lardo le fette di pane leggermente tostate.
Ai funghi verrà aggiunto un po' di prezzemolo tritato, sale e pepe a piacere, prima di adagiarli sul pane.
Cosparse di scaglie di formaggio, queste "tartine" verranno mangiate con le mani.
Noi moderni, italici o meno, potremmo anche aggiungere un po' di rucola spezzettata sulle nostre tartine, come da ricetta originale. Ricetta che, per quanto sia difficile crederlo, proviene dalla Gran Bretagna! L'ho solo adattata un po' all'epoca del romanzo.
Potremmo ridurre le dimensioni delle tartine in vista di un aperitivo o per farne un antipasto. Oppure accompagnarle ad un'insalata, magari di fagiolini, per una cena leggera.
Potremmo anche far finta di credere che i funghi siano afrodisiaci. Di sicuro l'appetito lo è.
Buon compleanno D.H.!
Kat
P.S.: io, quasi quasi, quella tartina la proporrei a Graziella per il suo Meme del Buon cibo veloce.
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A mia volta ho spedito a Vanessa ,questa cartolina, del fotografo Davide Camisasca scattata all'alpeggio di Valnontey, Cogne, Valle d'Aosta.
Quant à moi, c'est à Vanessa que j'ai envoyé cette carte très valdôtaine (chez nous la vache est reine) qui porte la signature du photographe Davide Camisasca. La photo a été prise à Valnontey, un alpage de la commune de Cogne, en Vallée d'Aoste - Italie (mais région autonome francophone)

Che dite, diamo da lavorare anche alle poste italiane? Aspettiamo che Canny rientri dalle vacanze, poi ci organizziamo!
Et si on lançait une édition italienne de la Pôste gourmande ? Et surtout... Merci Marie-Laure!
Kat


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Per essere buone buone devono essere freschissime e di buona famiglia perché questo modo semplicissimo di cucinare le zucchine ne esalta sia le qualità che gli eventuali difetti. Servono solo, oltre alle suddette zucchine, limoni non trattati, una padella antiaderente, olio e.v.o., sale (meglio se alle erbe: Herbamare, Rapunzel e affini) e, volendo, pepe. E un pentolino d'acqua calda pronto a fianco, dovesse servire.
Le zucchine si tagliano a bastoncini, anzi mezzi bastoncini (a fette rischiano di non reggere la cottura e spappolarsi) e si fanno cuocere in padella asciutta a fuoco basso. Se non basta la loro stessa acqua, se ne aggiunge un po', uno o due cucchiai per volta, al bisogno. Al momento di servirle, un po' al dente, calde ma volendo anche fredde, si condiscono con un bel po' di buccia di limone grattugiata e olio crudo. Stop.



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Tratta dall'inserto D donna de La Repubblica del 15 luglio 2006 (grazie a Kat che me l'ha spedita!)
Ingredienti, per 6-8 persone
2 grandi melanzane sode
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di olio e.v.o.
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiai di yogurt
½ cucchiaino di pimenton (paprika dolce affumicata)
½ cucchiaino di semi di coriandolo pestati
15 g di menta fresca, finemente tritata
1 piccola cipolla rossa
1 piccolo cetriolo
pane pita o verdure crude
sale e pepe
Esecuzione
Le melanzane cambiano sapore e consistenza a seconda del metodo di cottura e degli altri ingredienti usati.
Invece di arrostirle, bruciacchiatele sulla fiamma e otterrete uno splendido gusto affumicato.
Bucate le melanzane in più punti con la punta di un coltello poi, afferrandole con le pinze, mettetele a diretto contatto con la fiamma del fornello. A mano a mano che anneriscono giratele e continuate a cuocere finchè la buccia appare completamente bruciacchiata. Potete anche appoggiare una vecchia gratella da pasticceria sopra il fornello per appoggiarvi le melanzane. In alternativa potete mettere le melanzane sotto il grill o cuocerle sul barbecue, ma l'affumicatura non sarà altrettanto perfetta.
Mettete le melanzane in uno scolapasta per drenare eventuali liquidi in eccesso e, una volta intiepidite, sbucciatele e togliete i piccioli.
Mentre sono ancora tiepide mettete la polpa nel frullatore, aggiungendo l'aglio, l'olio, il succo di limone, lo yogurt, il pimenton, i semi di coriandolo, la menta, sale e pepe.
Frullate bene, versate in una ciotola, aggiungete la cipolla e il cetriolo tritati e servite con pane pita o verdure crude.
Fin qui, ho copiato pari pari il testo del giornale.
Ora veniamo alla mia versione. ;)
Dosi assolutamente a occhio, anzi: a naso.
Al posto della menta che era decisamente bruttarella ho messo basilico.
Niente cetriolo, che detesto.
Il pane pita non so nemmeno cosa sia (che 'gnuranteee ... mi illuminate, pliz?) e le verdure crude, così semplicemente, non mi attirano. Quindi? Quindi cus cus!
Ma questa è un'altra storia. :-)
Patt


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