13 febbraio 2018

Bruschetta dei SS. Freezer e Dispensa

A volte capita di doversi assentare un paio di settimane e di tornare a casa leggermente affranti, senza un adeguata motivazione per andare a fare la spesa.
A volte, capita di finire un barattolino di Bruschetta strafiga ricevuto in regalo a Natale (ancora grazie, Anita)  e di mettersi a leggere l'etichetta prima di archiviarlo nel vetro. Melanzane, carciofi, cipolle, olive nere, capperi, vino bianco, olio e.v.o., origano e peperoncino.  
E inevitabilmente parte la salivazione e scatta la voglia di melanzane anche se a Febbraio non c'entrano proprio niente.
- Ogni tanto si può anche sconfinare, no? Hai presente le Melanzane speziate al pomodoro tirato della grande nevicata?
- Vero! Però, manca poco all'ora di pranzo...
- Poco male, in congelatore ci sono delle melanzane alla griglia...  E in dispensa c'è tutto il resto.
- Anche i carciofi?
- Questa volta proviamo senza.

E' stato un attimo! (Anche perché le foto le abbiamo fatte in seguito;-)
Abbiamo tirato fuori le melanzane dal freezer e un salta pasta dal cassetto;  Remy ha affettato una piccola cipolla rossa e l'ha messa a cuocere con un filo d'olio su fuoco dolce con l'origano; Intanto ho sciacquato una decina di olive taggiasche, le ho snocciolate e tritate grossolanamente.
A quel punto, le  melanzane (4-5 fettone) erano già meno intirizzite. Tolta la buccia tagliandole tutto attorno, è stato facile farle a dadini. Hanno raggiunto le cipolle in padella dove le abbiamo portate a metà cottura prima di unire anche le olive e due cucchiaini di capperi. Un goccio di vino bianco su fuoco deciso e qualche altro minuto su fuoco tranquillo e abbiamo assaggiato. Malgrado le olive, un po' di sale ci voleva. Anche un'altro po' d'olio, ha decretato Remy che soffre molto della mia "prudenza" su quel fronte.
Tolta la padella dal fuoco, è ora di aggiungere - o meno - il peperoncino e, volendo, una micro puntina d'aglio spremuto, mescolare con cura e lasciare intiepidire almeno un po'.

Intanto, tostate il pane. Spalmate abbondandemente e assaporate. 
Si accompagna sia al pane di segale che tiene testa al sapore deciso di questo delizioso intruglio e lo completa, che ad un pane più discreto che farà da spalla anziché da co-protagonista.

 Piaciuto!  Più ancora l'indomani, bello riposato, a temperatura ambiente.
Kat

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12 dicembre 2017

L'ultima melanzana e lo gnomo da giardino

Magari fosse una fiaba! Invece è tutto vero. Anzi, il berretto di neve è ancora lì in cima alla colonnina della fontana. Si scioglierà piano piano.
Gli 80 cm di neve che ricoprivano il piazzale sono invece stati una bella lotta ma l'abbiamo affrontata in gruppo. Va detto che, dettaglio non da poco, il frutteto del padrone di casa si presta ad accoglierla.

Una palata alla volta, ci è venuto un appetito... !!!
Così, ci siamo concessi una pausa pranzo. Fortunatamente c'era ad attenderci una delizia totalmente fuori stagione ma così buona buonissima che non resisto e ve la racconto. A costo di riproporla la prossima estate perché è davvero una goduria.
La prima volta l'abbiamo assaggiata a Venezia da Orient Experience, un indirizzo prezioso e molto economico a Cannaregio, dopodiché ho spulciato ricette per settimane nella speranza di riuscire a rifare quel piatto molto gustoso eppure leggerissimo che il palato diceva composto di melanzane, pomodoro, cannella e poco altro.
  
Sarà il caso di fare arrostire le melanzane in forno, di rosolarle in padella, di cuocerle al vapore prima di affogarle nel pomodoro? E il pomodoro, andrà fatto prima addensare o andrà aggiunto all'ultimo come nella ratatouille? 
Ormai le melanzane di buona famiglia erano troppo poche per potersi permettere di sbagliare. Anzi, ne avevamo una sola che non poteva aspettare oltre.
Ho optato per una ricetta molto semplice e leggera trovata nella raccolta di Nina Kehayan, Voyages de l'aubergine, una miniera d'oro, anzi di delizie, sulle orme di quella vagabonda della melanzana, dalla Grecia al Caucaso passando inevitabilmente e ripetutamente per la Provenza e l'India. Anzi, questa è una ricetta indiana, Baigan Tamatar. Raccogliendo un suggerimento dell'Archiniere, potremmo chiamarle Melanzane speziate al pomodoro tirato ;-)

Per 2 persone e una sola melanzana  servono inoltre:
- 5 pomodori perini, provenienti dal congelatore se ci avete pensato in stagione o da una buona scatola di pelati
- 1 cucchiaio raso di  concentrato di pomodoro
- 1 cipolla media, magari rossa e dolce
- 1 spicchietto d'aglio
- 1 piccola foglia d'alloro
- 1/2 bastoncino di cannella (o tutto se piace)
- 1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
- 1/2 cucchiaino di sale
- pepe nero secondo i gusti
- peperoncino a piacere (da Orient Experience non compariva) 
- olio e.v.o. in abbondanza ma prevalentemente a crudo nella mia interpretazione (oppure ghee se volete rispettare appieno la ricetta originale).

Pelate i pomodori se ancora non lo sono, pelate anche le melanzane e tagliatele  a spicchi appena più grandi di un pollice. Tritate la cipolla.
In una cocotte a fondo spesso, fate scaldare poco olio, aggiungete la cipolla e fatela fondere senza lasciarla colorare. Mettete in pentola anche l'aglio, meglio se spremuto sennò tritato finemente, l'alloro, la cannella, il coriandolo, sale e pepe. Mescolate ogni tanto su fuoco dolce. Dopo qualche minuto aggiungete i pomodori grossolanamente tritati e cuocete finché non saranno ben disfatti.  A quel punto tocca alle melanzane che andranno girate con cura  per avvolgerle nel sugo di pomodoro. Unite anche il concentrato e girate ancora, versando poca acqua o, eventualmente, sugo dei pelati.
Coprite e lasciate pensare su fuoco dolcissimo per una trentina di minuti. Le melanzane devono risultare fondenti ma non disfatte, contrariamente al pomodoro.
Se la salsa fosse troppo lenta fate addensare rapidamente su fuoco vivace sorvegliando con occhio attento.
Aggiustate di sale, versate olio e.v.o a piacere, spegnete il fuoco e lasciate riposare qualche minuto coperto.  Gustate caldo ma non bollente con il vostro riso preferito oppure a temperatura ambiente con dei crostini.
Piaciuto da pazzi.
K.

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24 agosto 2007

Due o tre salti in padella


La padella pesa ma l'uomo di casa è forte e fa davvero "saltare" la pasta mentre io, ovviamente, lo osservo in preda ad incommensurabile e muta ammirazione ;-)
Questa pasta spadellata l'abbiamo provata una sera in cui siamo tornati tardi e affamati dal fare la spesa. E qui è scattato il lavoro di squadra.
Mentre uno riponeva gli acquisti, l'altro ha tagliato a cubetti una melanzana e l'ha messa a spurgare con il sale. Poi ha sgusciato qualche noce e ne ha spezzettato i gherigli. Intanto l'acqua arrivava a bollore e abbiamo "calato" 250 grammi di orecchiette.
(Un amico siciliano ci ha detto che gli Ziti della collezione "le Regionali" di una ben nota marca di pasta industriale lo avevano stupito per il loro onesto sapore. Le Orecchiette non sono male ma solo se in zona non c'è nessuna rivendita di prodotti pugliesi ;-)
Mentre la pasta cuoceva abbiamo rosolato dolcemente in poco olio evo i dadini di melanzana sciacquati, strizzati e asciugati al massimo. Cotta la pasta (12 minuti) erano cotti anche loro. Tutto in padella ad insaporirsi un attimo con aggiunta delle noci e di basilico spezzettato.
Chi preferisce condimenti cremosi potrebbe pestarne o frullarne una parte. Ma ci va un po' più tempo, come per il ripieno vegetariano del Duca di Salaparuta che prevede pressapoco gli stessi ingredienti.
Ovviamente chi va d'accordo col pomodoro potrebbe aver voglia di aggiungerne un po'. Suggerirei però di metterne solo una dadolata poco prima di aggiungere la pasta, in modo da lasciargli il sapore di crudo.
A Remy, che ha aggiunto peperoncino fresco nel piatto, è piaciuta anche questa versione frettolosa. D'altronde, l'ha spadellata lui ! ;-)
Kat

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09 ottobre 2006

Melanzane? Noblesse oblige


In mezzo alla valanga di libri di cucina che minaccia ormai di sommergerci, siamo mooooooooooolto fieri di possedere la prima edizione Sellerio del 1985 di "Cucina vegetariana e naturismo crudo" del Duca di Salaparuta. Chissà se un giorno ci capiterà di avere sotto gli occhi l'edizione Hoepli del 1935? Intanto abbiamo capito perché l'autore, nella sua introduzione, parla di voluttà!
Straordinario personaggio Enrico Alliata di Salaparuta, vissuto - principalmente nelle sue terre di Sicilia - dal 1879 al 1946. A noi piace ricordarlo quale cultore e divulgatore della cucina vegetariana.
Abbiamo intrecciato la sua "farcia di sostanza", ovvero melanzane e noci, con quella di funghi e noci. Con questa abbiamo realizzato sia dei ravioli che un sugo di finta ciccia. (Lui avrebbe scritto, anzi scriveva, "pseudo carne", talvolta "burla di ...", carne o pesce che fosse ;-)

Le dosi che seguono consentono di ottenere 4 porzioni, non abbondanti ma decisamente sostanziose, di ravioli.

Per la pasta :
- 60 g di farina di grano duro
- 60 g di farina tipo 0
- due pizzichi di sale
- un uovo
- un cucchiaio d'olio e.v.o
- un goccio d'acqua, se necessario (secondo l'indole della farina e i vostri gusti)

Per la farcia:
- due melanzane medie
- una manciata di funghi secchi
- una piccola cipolla (di Tropea)
- 12-15 noci, secondo pezzatura
- mollica di pane (lui la chiamava midolla) bagnata nel latte o, nel caso nostro, nel brodo quindi strizzata.
- alloro
- (noce moscata)
- sale
- (olio per friggere)

Volendo seguire alla lettera la ricetta del duca di Salaparuta, le melanzane, tagliate a dadini, fatte spurgare col sale, sciacquate, sgocciolate e asciugate, vanno prima fritte poi "triturate" quindi aggiunte al trito già rosolato degli altri ingredienti. Questo procedimento consente di ottenere un composto finale molto gustoso e già così condito da poter scegliere di servire i ravioli senza sugo, semplicemente adagiati su un tovagliolo caldo, così come si usa fare in Piemonte con i ravioli del plìn (un'esperienza mistica!!!)
In tal caso suggeriamo però di optare per una sfoglia molto sottile.
Volendo alleggerire il ripieno, si potranno saltare le melanzane da crude assieme a cipolla, alloro (parecchio) e funghi secchi (preventivamente ammollati in acqua, strizzati e tritati) finché non siano tenerissime, quindi unire le noci finemente pestate. Ancora due minuti di cottura e non resta che aggiungere la mollica di pane.
Noi, presi da chissà quale smania zen, abbiamo "triturato" il tutto, ma proprio tutto, anche le melanzane, col pestello (giapponese, taglia media, 4 euro, che ci eravamo appena regalato per abbinarlo ad un italianissimo mortaio in ceramica) ma si può ovviamente usare il mixer, evitando magari di rendere il composto troppo omogeneo.

Per condire abbiamo fatto un'emulsione di basilico verde con olio e.v.o (mentre il basilico viola era lì solo per bellezza ;-)

Per usare la farcia come condimento per la pasta, basta non mettere la mollica di pane e allungare il composto con un mestolino di acqua di cottura della pasta che, emulsionando l'olio delle noci, produrrà un sugo cremoso. La pasta, scolata molto al dente, verrà spadellata un minuto nel sugo già caldo.

Grazie all'OrtoNando per le melanzane! Erano buonissime e senza neanche un semino.
Kat e Remy

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02 ottobre 2006

Pasta con ... nostalgia

Sarà stata la nostalgia degli Amici bellunesi, o quella degli Amici catanesi ma la voglia di una pasta a norma era davvero tanta, però Kat e il pomodoro non vanno d'accordo e quel giorno (cosa rara) pranzavamo assieme.

ingredienti:

pasta a piacere
melanzane dell'OrtoNando (quelle lunghe e sottili)
ricotta stagionata etnea di Gic. (ne esistono altre?)
olio evo del supermercato (aspromontano, molto buono)
basilico (se me lo fossi ricordato)

Mentre che (neologismo?) l'acqua della pasta era sul fuoco, ho affettato le melanzane a rondelle sottili. Ho fatto scaldare un po' d'olio in una padella e vi ho gettato le melanzane. Quando la pasta è stata cotta (neologismo?), l'ho spadellata assieme alle melanzane. l'ho messa nei piatti e spolverata di abbondante ricotta grattugiata (eqqui ci stava bene il basilico che ho dimenticato ma eravamo di fretta e non avevo il tempo di scendere a prenderlo).
Remy

P.S.: La prossima volta raccolgo io il basilico! Tanto posteggio la bici accanto al "giardinetto" sotto casa. E suggerisco a Remy di scaldare tre cucchiai di sugo (quello a norma che teniamo - porzionato - in congelatore anche se la cosa a Gic fa digrignare i denti ;-) e aggiungerlo nel suo piatto. Però è davvero buona anche senza. Kat

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22 settembre 2006

Il Gran Ripieno

A Kat è venuta una delle sue idee "stagionali":
- Che dici, festeggiamo in qualche modo l'arrivo dell'autunno?
Ma certo, festeggiamo! Magari con una ricetta che di "fast"non ha proprio nulla.
Per realizzarla come si deve, è necessario prepararne una quantità considerevole.
Ma siccome:
a) sparisce a velocità supersonica,
b) è congelabile,
c) tanta o poca, il tempo necessario è più o meno sempre quello ...
io ve la racconto tutta, voi magari leggetela a puntate!

- Premessa.
Le dosi sono solamente indicative: io normalmente vado a occhio, stavolta ho provato a pesucchiare per poter dare un'idea di massima, ma è raro che faccia due volte allo stesso modo, soprattutto considerando che la materia prima dipende dai capricci dell'orto. Sarà bene, comunque cercare di equilibrare gli ingredienti, non tanto a peso quanto a intensità di sapore, in modo che nessuno predomini sugli altri.
E se non avete particolari intolleranze non omettete niente: il mix di sapori e profumi è quello che rende particolare questo ripieno.

- Premessa bis. (Si, poi cominciamo)
La preparazione è piuttosto lunghetta e anche noiosa, quindi conviene arruolare almeno un aiutante e se ne avete sottomano ... anche più di uno. :-)
Conviene anche dedicarsi un giorno alla preparazione del ripieno e il giorno dopo allo svuotamento e successivo riempimento e cottura delle verdure. Se le due fasi non possono essere consecutive, niente paura: il ripieno è congelabilissimo, quindi si può organizzare il tutto a proprio piacimento.

Ingredienti per il ripieno:
200 gr di carote
100 gr di sedano verde foglia
2 spicchi di aglio
100 gr di patate
50 gr di prezzemolo
100 gr di cipolle
80 gr di peperoni rossi e/o gialli
100 gr di melanzane
150 gr di zucchine
2 kg di carne macinata
½ lt di vino bianco secco
½ lt di vino rosso
2 bicchieri di vino marsala secco
½ litro di latte
olio e.v.o.
burro
sale
3-4 dadi
spezie miste (Suk, o La Saporita, entrambe della Bertolini)
noce moscata
100 gr di grana grattugiato

Il tutto servirebbe a riempire:
40 "scodelline", circa, fatte con
- melanzane
- cipolle
- zucchine
- peperoni rossi e/o gialli
siccome però non si usa tutto in una volta, a meno che non abbiate a tavola un esercito, ¾ del ripieno andrà in freezer e le scodelle da riempire diminuiranno in proporzione: solo una decina.

Occorreranno anche:
pancetta affumicata tipo bacon
150 gr di grana grattugiato
100 gr di pangrattato
2-3 chiodi di garofano
ancora ½ litro di vino bianco o marsala
olio e burro

Siete ancora in forze? Cominciamo? Cominciamo!

Fase 1.
Si tritano -a manina, niente aggeggi elettrici: i frullati sono ottimi ma non qui- tutte le verdure elencate alla voce "per il ripieno".
In una pentola di dimensioni adeguate, fate sciogliere un cucchiaio di burro e uno di olio, unite le verdure tritate, salate con parsimonia per farle "sudare" e fatele appassire mescolando spesso e tenendo d'occhio che non si attacchi niente. Occorre usare poco condimento, perché poi ne servirà dell'altro e non è il caso di esagerare.
Unire anche la carne e mescolare a lungo finché non sarà tutta ben sgranata e rosolata.
A questo punto bagnare con il vino bianco, meglio se caldo, e lasciarlo asciugare. Successivamente bagnare con il vino rosso, poi con il marsala e infine con il latte.
Nel frattempo aggiungere anche i dadi e le spezie.
Per tutto questo occorreranno almeno un paio d'ore, al temine dovrà risultare un composto non troppo asciutto: la carne avrà la sua consistenza ma le verdure si saranno sfatte e avranno un aspetto cremoso.
Quando il tutto si sarà raffreddato, incorporare un etto circa di grana e una generosa grattata di noce moscata.
A questo punto la prima parte è finita ed è il momento di suddividere il composto in quattro porzioni: tre in freezer e una in frigo.

Ora passiamo alla

Fase 2.
Con tanta pazienza (e qui sono mooolto utili gli assistenti) si svuotano i peperoni, le melanzane, le zucchine e le cipolle creando tante scodelline che metterete man mano in un recipiente colmo d'acqua acidulata con mezzo limone, per evitare che si ammoscino e/o si anneriscano.
Il risultato degli scavi andrà tritato e fatto appassire con poco burro e olio (ma poco davvero!), bagnato con un bicchiere dello stesso vino bianco che avete usato per il ripieno e poi, una volta asciugato, unito al ripieno di cui sopra.

A questo punto, non vi parrà vero ma ... siamo pronti per assemblare il tutto.


Fase 3.
Il destino delle cipolle si separa da quello delle altre verdure, quindi per ora dimentichiamole.
Melanzane, zucchine e peperoni hanno tempi di cottura differenti, perciò sarà opportuno predisporre tre teglie.
Sgrondare le verdure e salarne leggermente l'interno, poi riempire ogni pezzo con il ripieno, cospargerlo con una sostanziosa copertina fatta con pangrattato e grana -metà e metà- e adagiarlo nella sua teglia leggermente unta d'olio, senza dimenticare di infiocchettare con il burro, sennò la crostina non si forma.
Man mano che completate una teglia, versatevi un poco d'acqua e infornate in forno già caldo a 180°.
I tempi di cottura, come detto, differiscono e dipendono anche dalla varietà, freschezza e consistenza delle verdure, quindi dovrete fare un po' a occhio. Comunque non meno di mezz'ora per i peperoni, 45 minuti per le zucchine e anche un'ora per le melanzane.
Sarà necessaria anche una passata di grill per la doratura.
Dimenticavo di dire che, per tappare la falla che si forma nei peperoni quando si toglie il picciolo, basta creare un argine con sottili fettine di pancetta. Se ne avete tagliata troppa, la userete per decorare la superficie delle verdure.

E ora ...

Fase 4.
Le cipolle


Le cipolle non si cuociono in forno ma in pentola.
Innanzitutto occorre rosolarle con un po' di burro, rigirandole finché non avranno preso colore tutt'attorno oppure finché non avrete perso la pazienza.
Riempitele ora con il ripieno, ridepositatele nella pentola, formate su ognuna una piramidina di grana e sormontatela con un fiocchetto di burro.
Versate nella pentola un bicchiere di vino bianco e mettete anche un paio di chiodi di garofano e mezzo dado. Oppure, in alternativa, niente chiodi nè vino bianco ma un bel bicchiere di marsala secco (o vin santo).
Coperchiate a mezzo e fate cuocere a fuoco moderato per almeno mezz'ora; molto di più se le cipolle non sono novelle ma già seccate. Ogni tanto muovete le cipolle con una spatola di legno, perché tendono ad attaccarsi sul fondo. Il sugo dovrà restringersi parecchio.

E finalmente ...

Fase 5.

Si mangia! :-)

Buon autunno a tutti!

Patt

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04 settembre 2006

Tortino di Melanzane alla Mediterranea

L'amica Pabassina ci ha gentilmente inviato una ricetta della sua raccolta; l'abbiamo realizzata e ora ve la proponiamo.


Come dice Pabassina nel suo messaggio "la ricetta del tortino di melanzane alla mediterranea è di Antonino Scaccio. Siciliano, chef e gestore del ristorante Circolo dell'Altopiano a Pontecchio Marconi (BO) e proprietario di una società di catering: Saperi&Sapori... almeno così è riportato nel numero di giugno 2000 di Cucina Naturale (allora Cucina&Salute Naturale)."

Ingredienti per 4-6 persone:
2 melanzane (tonde o di tipo viola)
1 mazzetto di basilico
olio extra vergine d’oliva q.b.
1 kg di pomodori maturi
origano q.b.
300 g di formaggio dolce

Tempo: 1 ora

Affettate le melanzane nel senso della lunghezza e disponetele a strati in uno scolapasta salandole in superficie. Lasciatele riposare per un’ora, compresse da un peso, in modo che perdano l’acqua in eccesso. Dopodiché sciacquatele ed asciugatele.

Disponete a strati, in una teglia leggermente unta, le melanzane, i pomodori tagliati a fettine, un pizzico di sale, una spolverata abbondante di formaggio grattugiato, basilico a pezzetti, origano e un filo d’olio. Proseguite con la sequenza fino al riempimento della teglia.

Coprite la teglia con un foglio di carta d’alluminio e cuocete in forno preriscaldato a 220°C per 40-45 minuti. A cottura ultimata togliete la carta d’alluminio e fate gratinare per qualche minuto sotto il grill del forno.

Nella nostra versione, potete notare una "leggera" abbronzatura superiore, chiaro segno del passaggio di Grisù. Nonostante ciò, una buonezza!
Grazie Pabassina!

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01 settembre 2006

Crema Affumicata di Melanzane con Coriandolo e Menta


Tratta dall'inserto D donna de La Repubblica del 15 luglio 2006 (grazie a Kat che me l'ha spedita!)

Ingredienti, per 6-8 persone
2 grandi melanzane sode
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di olio e.v.o.
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiai di yogurt
½ cucchiaino di pimenton (paprika dolce affumicata)
½ cucchiaino di semi di coriandolo pestati
15 g di menta fresca, finemente tritata
1 piccola cipolla rossa
1 piccolo cetriolo
pane pita o verdure crude
sale e pepe

Esecuzione

Le melanzane cambiano sapore e consistenza a seconda del metodo di cottura e degli altri ingredienti usati.
Invece di arrostirle, bruciacchiatele sulla fiamma e otterrete uno splendido gusto affumicato.
Bucate le melanzane in più punti con la punta di un coltello poi, afferrandole con le pinze, mettetele a diretto contatto con la fiamma del fornello. A mano a mano che anneriscono giratele e continuate a cuocere finchè la buccia appare completamente bruciacchiata. Potete anche appoggiare una vecchia gratella da pasticceria sopra il fornello per appoggiarvi le melanzane. In alternativa potete mettere le melanzane sotto il grill o cuocerle sul barbecue, ma l'affumicatura non sarà altrettanto perfetta.
Mettete le melanzane in uno scolapasta per drenare eventuali liquidi in eccesso e, una volta intiepidite, sbucciatele e togliete i piccioli.
Mentre sono ancora tiepide mettete la polpa nel frullatore, aggiungendo l'aglio, l'olio, il succo di limone, lo yogurt, il pimenton, i semi di coriandolo, la menta, sale e pepe.
Frullate bene, versate in una ciotola, aggiungete la cipolla e il cetriolo tritati e servite con pane pita o verdure crude.

Fin qui, ho copiato pari pari il testo del giornale.
Ora veniamo alla mia versione. ;)
Dosi assolutamente a occhio, anzi: a naso.
Al posto della menta che era decisamente bruttarella ho messo basilico.
Niente cetriolo, che detesto.
Il pane pita non so nemmeno cosa sia (che 'gnuranteee ... mi illuminate, pliz?) e le verdure crude, così semplicemente, non mi attirano. Quindi? Quindi cus cus!
Ma questa è un'altra storia. :-)
Patt

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Cus Cus con Crema di Melanzane


Per utilizzare la Crema di Melanzane ho pensato bene di realizzare un cus cus a tema.

Per 4 persone:
250 gr di cus cus precotto
100-150 gr di fagioli secchi di taglia extra small
alcuni pomodorini maturi e sodi
8 - 10 fette di melanzana grigliate
se piace, alcuni anelli di porro
olio e.v.o.
sale e pepe
e, naturalmente, la crema di melanzane.

Fate rinvenire il cus cus secondo le istruzioni riportate sulla confezione. Lessate i fagioli, scolateli e mischiateli al cus cus. Unite le fette di melanzana tagliate a cubetti e dimenticate il tutto in frigo per un paio d'ore.
Mezz'ora prima di servire, riportate a temperatura ambiente il cus cus, unite il resto degli ingredienti e condite con abbondante cremina.

Variante più colorata:
Come sopra, aggiungendo anche peperoni e zucchine grigliati e dadolati e una tazza di ceci lessati.



Patt

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28 agosto 2006

Barchette di Melanzane

Sì, effettivamente così come le vedete non hanno proprio l'aria di barchette...
per contro, però, una dieta a base di queste garantisce un bel "salvagente naturale" intorno ai fianchi :o)


D'altro canto la mia mamma (che me le ha insegnate) è emiliana, la parola light per lei tutt'al più significa luce.
Per 5 o 6 melanzane medie occorrono più o meno:
300 gr. di salsiccia, 100 gr. di parmigiano, 2 uova intere, la mollica di due panini (bagnata nel latte e poi strizzata) e un po' di prezzemolo tritato.
Ho diviso in due le melanzane e le ho fatte sbianchire per 5 minuti in acqua bollente salata e acidulata.Poi le ho raccolte e le ho messe a faccia in giù su uno strofinaccio a perder bene l'acqua.
Appena tiepide le ho scavate con un cucchiaio, e qui ho fatto l'errore fatale:
avrei dovuto lasciare attaccata alla buccia tanta polpa quanto basta a mantenere alle mezze-melanzane la loro dignità di barchette...
ma c'erano un po' troppi semi, quindi le ho scavate più del dovuto e sono rimaste più simili a canotti sgonfi.
Comunque: a questo punto ho mescolato la polpa di melanzane alla salsiccia sgranata e a tutti gli altri ingredienti per fare un ripieno grossolano, ma abbastanza omogeneo (non ho aggiunto sale perché la salsiccia era piuttosto saporita).
Ho riempito le barchette e le ho spolverate di pangrattato e origano. Qualche goccia d'olio e via in forno per una mezz'oretta.
Erano buone! La prossima volta le faccio anche carine, promesso!
Marì

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21 agosto 2006

La Tortigiana


Un po' Tortiera, un po' Parmigiana. Unisce ingredienti dell'una e dell'altra con un risultato a mio avviso molto gustoso.
Ingredienti:
Melanzane freschissime
Pomodoro maturo
Basilico fresco
Mozzarella di bufala
Pane raffermo (ma non troppo, diciamo del giorno prima)
Pangrattato
Formaggio grana
Formaggio Asiago vecchio
Sale
Olio e.v.o.
Aglio, se piace, uno spicchio piccolo
Preparazione:
Affettate la mozzarella e mettetela a scolare in un colapasta.
Affettate le melanzane, diciamo un mezzo centimetro abbondante di spessore, e grigliatele (non serve salarle).
Sbriciolate il pane in una ciotola, unite il pomodoro spellato e cubettato e salato un pochino, il basilico tagliuzzato fine, mezzo spicchio d'aglio tritato finemente, il grana grattugiato e l'Asiago tagliato sottile e sbriciolato. Mescolate bene il tutto.
Ungete una teglia da forno, che avrete eventualmente strofinato con il mezzo spicchio d'aglio avanzato prima, e iniziate a formare gli strati in quest'ordine: melanzane, composto di pane, mozzarella, pizzico di sale sparso. Ripetete la sequenza tre volte.
Per finire, stendete sopra l'ultimo strato di mozzarella una bella copertina uniforme fatta da metà pangrattato e metà grana grattugiato.
Un generoso giro d'olio e via in forno, non ventilato, preriscaldato a 180°, per 20 minuti coperto con carta forno, poi 10 minuti scoperto e infine un po' di grill per la gratinatura.
A me è piaciuta calda, appena uscita dal forno, con tutti i formaggi belli filanti, ma devo dire che anche fredda non è niente male!
Se volete far scorta per l'inverno, sappiate che è tranquillamente congelabile.
Patt
Aggiornamento: viene benissimo anche sostituendo le zucchine alle melanzane!

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16 agosto 2006

Melanzane? La scelta di Nelly


Né fritte né grigliate ma - dopo lo spurgo d'ordinanza col sale, un bel risciacquo e un'asciugata- "ammorbidite" e leggermente asciugate in forno caldo (180-200°) su teglia asciutta per 9-12 minuti secondo lo spessore delle fette (idealmente 1 cm) . Poi condite a piacere (lei usa olio evo, aceto balsamico, aglio e basilico, noi olio, aglio, basilico e peperoncino fresco) e dimenticate qualche ora in frigo ad insaporirsi.

Queste le abbiamo poi sfilettate su una pizza (il solito mitico impasto di Adriano)


Proprio buone e digeribili. Grazie Nelly.
Kat

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11 agosto 2006

Melanzane? E' buona norma...


Pardon, Norma! Anzi, no, la maiuscola non ci va. Questa pasta, ci dicono siciliani veraci e acculturati, non è nata in onore alla Norma di Bellini . "Alla norma" significa semplicemente "come si deve". E non è solo buona. Con la ricetta di Giampiero, la pasta alla norma è fantastica. Persino con i pomodori di un orto noddico.
A sud a sud!!!
Kat e Remy

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09 agosto 2006

Melanzane? Anche loro in tortiera!


La ricetta è la stessa delle zucchine.
Beh, quasi.
Niente prezzemolo, solo tanto basilico fresco.
E un po' di formaggio grattugiato anche nella "copertina".
Se piace, strofinare la teglia con un mezzo spicchio d'aglio prima di ungerla.

Patt

P.S.: abbiamo sperimentato e possiamo dire che la preparazione già cotta è congelabile, debitamente porzionata. Basterà scongelare a temperatura ambiente e scaldare un attimo nel microonde o nel forno tradizionale, se preferite. Vale sia per le melanzane che per le zucchine.

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08 agosto 2006

Melanzane? A sud a sud!


A Sud a sud! Non è solo il titolo dell'ultimo album e del tour di Teresa de Sio - assolutamente da non perdere se passa dalle vostre parti. E' anche la smania che ci prende quando assaggiamo pietanze come questa. Quando a cucinare la caponata è Giampiero stesso è un esperienza mistica. Noi, al momento balbettiamo le prime strofe. Ai principianti come noi consigliamo di aspettare di aver fritto melanzane e sedano (che ha da essere bello carnoso) per valutare la quantità di uvetta e pinoli da aggiungere. E di collezionare le ricette, con o senza pomodoro, con o senza capperi, a tocchetti più o meno grandi...
Kat e Remy

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07 agosto 2006

Pronti ...


... per il nuovo meme?
Gloricetta ha già iniziato alla grande
e l'ortoNando ha fornito materia prima di pregio.

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