23 agosto 2019

L'insalata di riso e ortaggi verdi secondo Luca

 
Sul fronte della cucina creativa vegetale, Luca André, chef di Soul Kitchen (Torino, via Santa Chiara) è uno dei miei evangelisti preferiti. Le ricette che pubblica sulla pagina del ristorante, a volte solo la foto, a volte (grazie grazie) la lista degli ingredienti, mi consentono di evitare la depressione tra una (troppo rara) visita e l'altra. Quando andare a Torino non è in programma in tempi ragionevoli, provo a mettere in padella quello che riesco a intuire. Va da sè che l'Albicoccola, cheese cake all'albicocca con albicocca arrostita e coulis albicoccoloso non era alla mia portata, ma l'Insalata di riso integrale e verdi sapori dell'orto, con lime e olio alla menta, pubblicata di recente, magari sì.
Siccome sono una rusticona, anziché sfilettare elegantemente il sedano l'ho tritato, ho aggiunto un po' di erba cipollina per spirito di avventura e, per il resto, tecniche e cotture, ho tirato a indovinare. Siccome il risultato è piaciuto molto, ve lo racconto.

Per due porzioni ho usato :
- 2 coppette scarse di riso basmati semi integrale cotto (2/3 di cup, da crudo)
- una manciata di edamame (surgelati)
- una manciata di fagiolini
- una piccola zucchina
- il succo di mezzo lime
- olio e.v.o.
- menta o mentuccia, tre o quattro cimette
- (mezzo spicchio d'aglio) 
- erba cipollina
- le foglie di un cuore di sedano
- sale (magari alle erbe)

Si inizia scaldando in un padellino 3 cucchiai d'olio. Si mettono in infusione nell'olio caldo a fuoco spento 3 ciuffetti di menta e l'aglio e si lascia in attesa.
I fagiolini si tagliano a tocchetti e si fanno lessare al dente.
La zucchina si taglia a dadini e si salta in padella con un filo d'olio e un pizzico di sale alle erbe, lasciando anche quella al dente.
L'edamame si sgela, come da confezione, in padella con un filo di olio e sale quindi si sbuccia. Sì, sì, assolutamente. Non guasta una spadellata finale delle verdure tutte insieme per insaporirle bene.
Il sedano e l'erba cipollina si sminuzzano e si dividono in due.
Quando tutto è pronto, si versa in padella anche il riso e la metà delle erbette e si condisce con l'olio alla menta (filtrato) e succo di lime. E magari un zic di buccia grattugiata se si riesce di trovare lime non trattiti... Si mescola senza brutalità e si lascia raffreddare.
Per servire, volendo, si unge una scodellina e vi si pressa bene l'insalata, un cucchiaio per volta, quindi si posa sopra il piatto e si capovolge con delicatezza. Si decora con le erbette rimaste ed è pronto in tavola.

Piaciuto davvero molto. Piacerà di sicuro anche la versione da Quinta stagione (i cinesi chiamano così le stagioni intermedie, in questo caso la fine dell'estate fino ai primi grigiori d'autunno) : stessi ingredienti ma senza lime e menta da spadellare e servire caldi.
Kat

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23 febbraio 2016

Riso da frigo

ovvero il segreto di un riso saltato nel wok bello sgranato come al ristorante cinese.
Già, il trucco è semplicemente quello di usare riso cotto in anticipo, meglio se il giorno prima, e messo in frigo a riposare. Nel riso, la refrigerazione modifica la struttura dell'amido e questo pare non serva solo a portare in tavola una padellata di riso e verdure bella sgranata. Pare serva anche a rendere il riso meno calorico. Forse ricorderete lo studio portato avanti in Sri Lanka e divulgato lo scorso anno a proposito dell'amido resistente. Resta che questo accorgimento serve anche a portare in tavola una padellata di riso bella sgranata ;-)
Basta tenere le verdure parecchio umide a fine cottura perché questa umidità idrati il riso aggiunto in padella pochi minuti prima di servire.
Devo questo trucchetto a un e-book scaricato per pochissimi euro, anzi, se ben ricordo quel giorno era gratuito. Si intitola Best wok recipes from Mama Li's Kitchen. L'autrice, Sarah Spencer, ha lavorato sul serio in un ristorante cinese ed è un ottima divulgatrice. 

Riso da frigo, verdure  (carota, scalogno, rapa bianca e zenzero) tagliate a fiammifero a cura di Remy, che le ha pure spadellate,  mentre tostavo in  padella asciutta un po' di anacardi e facevo grigliare del tofu. Piaciuto!
Anche per grigliare più facilmente il tofu c'è un trucchetto semplicissimo, divulgato in questo caso da uno chef francese. La globalizzazione qualche lato positivo lo dovrà pur avere!?!
Va bene se ne parliamo domani?
Kat

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22 febbraio 2016

Padellata di Riso, Verdure e Tofu grigliato

Oggi tocca a me. Siccome è lunedì mi limito a farvi vedere il risultato finale.
Domani e dopodomani, Kat vi racconterà un paio di  trucchetti per una padellata di riso bello sgranato (sgranato lo dice lei, io non capisco e non chiedo, è pur sempre lunedì) e per grigliare il tofu.

Va bene va, una cosa ve la racconto anche io, visto che le verdure, in casa Scribacchini dell'ovest, le taglio io, specialmente quando sono da cuocere nel wok. Un po' perché è una buona meditazione, un po' perché, diciamocelo, spadellare viene quasi sempre meglio a noi maschietti. E quando c'è scritto: "preparare tutto prima, tassativamente" tocca adeguarsi. Mollare coltello e verdurina sul tagliere e prendere il manico della padella per far saltare l'altra verdurina, a noi dilettanti  non sempre viene bene. Alla fine si tende a tenere il fuoco troppo basso o ritardare troppo il gesto.
Ne consegue che "tassativamente" sta per "tassativamente", anche al femminile.
Remy

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29 gennaio 2016

Gallette soffici di riso (per burger)

Sì, lo so che in inglese si usa chiamare bun il pane destinato ad accogliere le gustose polpette universalmente conosciute (e così riconosciute dai dizionari) come hamburger, ma, quando ci riesco, scelgo di dirlo e scriverlo in italiano. Diciamo che provarci giova al mio benessere (in Italia tristemente noto come welfare) culturale.
Mentre mi sembra giusto continuare a chiamare per nome il gluten-free Friday,  manifestazione internazionale nata in inglese, oltre a tutto da un gioco di parole intraducibile.                                
I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

Ho trovato la ricetta base di queste  gallette, che hanno una consistenza tra il pane e la polpetta, nell'ottimo e generoso Veggie burger di Clea e Estérelle Payani. Tanto più generoso che, oltre alle molte e deliziose ricette di burger vegetali, contiene un sacco di belle ricette di bun, che loro chiamano così quindi così le cito.
Ho tolto un po' di spezie (è una ricetta di origine indiana) ma ho rispettato le proporzioni da loro studiate per 8 pagnottine  da abbinare a 4 burger.

Servono :
- 160 g di riso ( = 1 cup, se vi vien comodo per misurarlo,) loro Basmati, io Basmati semintegrale, pesato crudo. Se, come me, usate un avanzo, vi toccherà andare a naso.
- 1 cucchiaino di sale,
- 1/2 cucchiaino di curry, o 1 cucchiaino di curcuma, se non le volete piccanti,
- 1 cucchiaio di olio ( e.v.o., girasole, colza, sesamo, fate voi)
- un "uovo di lino" (1 cucchiaio raso  di semi di lino macinati diluiti con 3 o 4 cucchiai d'acqua e lasciati riposare 15 minuti) o, per i non vegani, la chiara di un uovo.

Il riso, lavato in un setaccio a maglie fini, si mette a cuocere con due volte il suo volume d'acqua e il sale,  si cuoce, coperto e su fuoco basso, 10 minuti per il basmati bianco, il doppio per il semintegrale. Poi si lascia riposare in pentola, sempre coperto, per altri 10 minuti. Intanto di accende il forno che deve raggiungere i 200°.
Ora il riso, l'olio, il curry o la curcuma, altro sale (se serve) e "l'uovo" vanno tutti insieme nella ciotola di un mixer.  Si frulla finché non sia ben amalgamato ma senza esagerare. La consistenza finale dev'essere quella della pasta da pane quindi se fosse troppo asciutto aggiungete acqua, un cucchiaio alla volta. Se vi scappa l'acqua e diventa davvero troppo molle, direi di tamponare con poca farina di riso.
Con le mani bagnate, si mettono ora in forma gallette di circa 8 cm di diametro, adagiandole man mano su una placca da forno.  Si inforna lasciando cuocere  10 minuti da un lato e altri 5 - 10  dall'altra, dipenderà dall'indole del forno, voltando le gallette con una spatola larga.
Il forno ventilato non è indispensabile ma garantisce una crosticina molto gradevole.
Se cotte in anticipo (ma si possono anche infornare con i burger) le gallette si scaldano senza problemi anche nel tostapane. E si possono pure congelare.    

Piaciute ! Oltre a tutto, l'affastellamento ottenuto ha uno spessore adatto al morso e produce, accompagnato da una bella insalata, una porzione umanamente compatibile.
Dei burger, anche loro 100% veg e gluten-free, s'avrà ovviamente da riparlare ma, per farcire queste gallette, voglio  provare anche le "sottilette" di ceci di Richa. Poi stratifico selvaggiamente con una qualche verdura e, se piace, vi racconto.
Kat

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23 gennaio 2016

Rosa petulante

Rosa come il riso rosa semintegrale, petulante come la ricetta, amatissima e mille volte replicata (soprattutto di sabato, chissà perché) del  Risotto con Zucca, Radicchio e sentor di Fungo de La Cuoca petulante.
Petula giustamente  ricordava (la ricetta è del 2009 e porta magnificamente i suoi anni) che il riso integrale non si presta a fare il risotto perché non rilascia la giusta quantità di amido.
Però... ecco, però. Ci è venuta una gran voglia di sperimentare col riso rosa ostigliato, un riso rosso integrale non completamente raffinato che mantiene striature bruno rosate e viene venduto come semintegrale. Dopo il doveroso paio di prove, possiamo confermare che viene buonissimo. I tempi di cottura sono gli stessi, lunghi ma non eterni, del Carnaroli, indicativamente 24-28 minuti.
Uniche modifiche alla ricetta di Petula, la necessità di lavare il riso (e sgocciolarlo bene) prima di metterlo in pentola (la lavorazione lo lascia parecchio polveroso) e l'accortezza di diminuire un po' le dosi usate di consueto perché questo tipo di riso cresce molto, soprattutto rispetto al Carnaroli. Purtroppo non equivale a fare economia perché il riso rosa costa parecchio anche lui.
Ah, beh, sì, dimenticavo, noi abbiamo mantecato con un paio di cucchiai di Labneh di soia. Stesso procedimento descritto qui da Teresa ma usando  yogurt di soia.
Ecco, nella foto degli ingredienti, quello manca. Magari ne riparliamo.

Piaciuto ! Kat

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25 luglio 2013

Riso e rucola

Siamo alle solite.
Torno a casa tardi, il tempo è poco, sono da sola e non mi va di fare chissaché.
Però “s’ha da magnà!”
C’è un fondo di basmati, per me può bastare. Bene.
Una bottiglia -aperta- di passata di pomodoro che langue in frigo. Una mezza cipolla. Un po’di rucola avanzata da ieri. Fatta.


Prendo un pentolino. Filo d’olio, cipolla tagliuzzata alla meno peggio, soffrittino veloce.
Metto in pentola il riso, giro, copro d’acqua (era un bicchiere di riso, quindi due bicchieri d’acqua: il nasometro funziona anche così) aggiungo la rucola spezzettata, la passata di pomodoro, un dado vegetale, un pizzico di peperoncino, metto il coperchio, abbasso la fiamma e punto il timer a 12 minuti.
Il tempo di stendere la lavatrice e è pronto.

La foto? Che ha la foto? Non è impiattato? Ehmmm… ve l’ho mai detto che sono pigra? :)

Patt

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10 luglio 2013

Corona di Basmati con Bocconcini di Soia

Il tempo passa (mannaggia a lui se passa!) e si torna a trafficare anche in cucina. Tra pensiero per chi è andato avanti e una coccola al micio più vicino.

Un piatto unico inventato lì per lì per una festa da salvare all’ultimo minuto (il menù previsto era stato killerato dai soliti imprevisti, ma noi non ci fermiamo per così poco!)
Non prendete paura, è più lunga raccontarla che farla, e per nulla difficile!
Le dosi (indicative) sono un po’ abbondanti, calcolate per una decina di persone, per meno commensali basta ridimensionare il tutto.

Per la corona di riso:
Riso basmati 700 gr
Zenzero fresco 3-4 cm
Cipolla o scalogno 1
Zucchina 1-2
Erba cipollina 5-6 fili
Dado vegetale 3

Per guarnire:
Zucchine 2
Carote 2
Erba cipollina qb
Limone (succo) 1

Per accompagnare:
Bocconcini di soia disidratati 100 gr
Pomodorini freschi (o in salsa) 10/15 (o 1 barattolo)
Passata di pomodoro 1 bottiglia e ½
Zenzero fresco 2-3 cm
Cipolla o scalogno 1
Erba cipollina qb
Olio evo, sale, coriandolo

Si inizia dal riso.
Prima di tutto, con un contenitore graduato verificatene il volume (non il peso) e mettete a scaldare acqua per un volume doppio di quello del riso, più un quinto.
Tritate lo scalogno e lo zenzero, dadolate la zucchina e tagliuzzate l’erba cipollina. Fate appassire in un paio di cucchiai di olio, a fuoco vivace, quindi aggiungete il riso e tostatelo per farlo insaporire bene.
Unite il dado vegetale e versate l’acqua bollente, mescolate rapidamente, mettete il coperchio (deve chiudere bene!) e non aprite più la pentola per i successivi 15 minuti. Abbassate un po’ la fiamma, il calore deve mantenersi ma non essere eccessivo.
Trascorso il tempo, sbirciate sotto il coperchio: se l’acqua si sarà tutta assorbita siete a posto, in caso contrario richiudete e fate andare ancora qualche minuto, ma non dovrebbe essere necessario.
Mescolate delicatamente per staccare i chicchi e versate il tutto o in uno stampo da ciambella o, se non ne avete uno abbastanza grande, in una pentola con un bicchiere posto al centro. Per facilitarvi le operazioni per quando lo dovrete sformare, avrete foderato lo stampo con la pellicola.
Mettete a raffreddare per alcune ore.

Prendete adesso le zucchine e le carote per guarnire e riducetele in fili con l’apposito attrezzo (quale? questo qui), mettetele in una ciotola con l’erba cipollina e condite con sale, olio e succo di limone.
Mettete in frigo e lasciate macerare.

Passiamo all’intingolo.
Mettete i bocconcini di soia a mollo in acqua tiepida per una decina di minuti.
Nel frattempo fate un trito di scalogno e zenzero e fatelo rosolare in poco olio evo, unite i pomodorini spellati (o, più semplicemente, un barattolo di quelli in salsa), la passata di pomodoro, sale e coriandolo qb, acqua se necessario, e fate levare il bollore.
Scolate e strizzate i bocconcini di soia e uniteli all’intingolo, fate cuocere per una decina di minuti, spegnete il fuoco e unite l’erba cipollina tagliuzzata.

Ora si assembla.
Recuperate lo stampo con il riso, che nel frattempo sarà diventato ben freddo, e capovolgetelo sul piatto di portata.
Inserite nel buco al centro le verdurine macerate e disponetene un po’ tutt’attorno come decorazione.
Servite accompagnando con l’intingolo caldo.

A dirla tutta, le mie intenzioni erano di versare l’intingolo nel buco al centro, l’effetto visivo sarebbe stato migliore, ma qualcuno (i soliti guastafeste, tzè!) mi ha fatto notare che appena avessimo intaccato la corona di riso tutto il contenuto si sarebbe spatasciato fuori dal piatto, quindi ho ripiegato sulla soluzione che vi ho detto.

Varianti? Tutte quelle che volete! Questo è uno spunto, poi scatenate la fantasia!

(i nipotini pelosi)

Patt

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10 febbraio 2009

Risotto o non risotto?

Ehmmm ..... non ho fatto la foto ......

Però c'è questa, ricordo d'estate, che in fondo mostra la materia prima!



Allora, per un risotto godurioso per tre persone:

una noce di burro
una cipolla piccola tritata
una tazza di porcini secchi, ammollati, strizzati e tagliuzzati
una tazza di zucca cotta al forno e schiacciata
250 gr di riso (nel mio caso, vialone)
brodo (vegetale, di dado o di carne, quello che avete)
un tot di asiago vecchio per mantecare
prezzemolo fresco tritato

Soffrittino di cipolla nel burro, aggiungere i funghi e poi la zucca.
Versare il riso, bagnarlo con l'acqua di ammollo dei porcini filtrata, portarlo a cottura con il brodo e, all'ultimo, mantecare con il formaggio e aggiungere il prezzemolo.

Tutto qua! :-)

Patt

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03 marzo 2008

Riso e Latte


Ci sono cose per le quali, secondo me, è impossibile parlare di "ricetta originale". Si fanno in tutte le case, o quasi, e ognuno ha elaborato la sua personale versione. Questo vale, ad esempio, per il minestrone, o per il sugo di pomodoro, oppure per il “riso e latte”.

Quando ero piccola, compariva spesso a tavola. Troppo spesso, tanto che nella mia vita adulta lo avevo completamente rimosso.
Poi un giorno, anni fa, la Pargola lo ha fatto tornare in auge, complici le frequenti cene a casa del moroso di allora, dalla cui genitrice si fece dare acconce istruzioni.
Ed ecco qui.

Tutto in pentola, a freddo, per due persone:
50 grammi di burro (perlamordiddio lasciate perdere l’olio, qui non ha cittadinanza! ;-)
200 grammi di riso
almeno un litro di latte, ma di solito ne occorre di più, dipende da quanto denso lo volete
sale qb
Far levare il bollore e portare il riso a cottura a fuoco bassissimo, mescolando sempre, aggiungendo latte all’occorrenza.
Completare con l’immancabile spolverata di grana.

Patt


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21 febbraio 2008

Risotto con la zucca


La zucca, si sa, non è tra i miei ortaggi preferiti, ma se si traveste da pane, gnocchi o risotto ... allora ... allora si che mi piace! :-)

Essenziale, quasi minimalista, ecco il risotto come lo facciamo qui:

Innanzitutto ci si procura un ortoNando che coltivi la materia prima, poi si attende il fresco e, alla prima accensione della stufa, si taglia a metà una zucca e, privata dei semi, la si ficca in forno a cuocere lentamente. Òcio a non dimenticarla, però! ;-)
Cotta che sia la nostra zucca, si elimina la scorza che è diventata sottile sottile, infine si passa la polpa col passaverdura o, meglio, la si schiaccia con la forchetta fino a ottenere un purè.
Il "di più" si porziona e si affida a san freezer.

E ora parliamo del risotto vero e proprio.

In un cucchiaio di burro (quello della latteria del paese vicino) si fa appassire una cipollina autoctona piccina ben tritata, si unisce una tazza di purè di zucca, si fa insaporire e si aggiunge il riso, diciamo un etto a testa.
Si "tira" il risotto con brodo vegetale, senza mantecare, e si spolvera di grana quando è già nel piatto.

Tutto qui! :-)

Patt

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11 febbraio 2008

Risotto godurioso e risparmioso

Rispondendo all'invito di Comida de Mama e della Cuoca Petulante, correlato alla manifestazione promossa da Caterpillar il 15 febbraio, abbiamo messo in pentola il Risotto alle Mele e Malvasia del Maiale. Sembrava fatto per noi e per l'occasione:
Le mele e le cipolle sono cresciute davanti all'uscio. Le alleva il nostro padrone di casa. Non hanno mai conosciuto la cella refrigerata. Basta il "frescolino" del pianerottolo del solaio. Anche quello gentilmente concesso dal padrone di casa.
La salvia fa parte del nostro modestissimo giardino dei semplici che è sopravvissuto all'inverno grazie ad una spessa coltre di foglie secche. Quelle degli alberi che hanno fornito le mele ;-)
Il riso è da sempre merce di scambio tra la Valle d'Aosta produttrice di burro e formaggi e il Vercellese.
La nostra Malvasia nasce a Nus (km 12) e per scendere in cantina a prenderla abbiamo usato una pila a carica manuale !



La ricetta del Maiale ubriaco che citiamo pari pari:
"Ingredienti x 4 persone

230 g di riso Vialone Nano
2 cipolle bianche grandi
4 mele renette
salvia fresca
bacche di ginepro
40 g di burro
1/2 bicchiere di Malvasia
parmigiano
sale
pepe

Lasciate imbiondire nel burro fuso le cipolle affettate grossolanamente insieme con alcune foglioline di salvia fresca spezzettate con le mani ed una manciata di bacche di ginepro. Tostatevi il riso e sfumate con il mezzo bicchiere di Malvasia. Versate un mestolo di acqua bollente preparata precedentemente continuando per circa 10 minuti avendo cura di rabboccare solo quando tutta l'acqua sia stata assorbita. Aggiungete le mele lavate, asciugate e tagliate a tocchetti grossolani con tutta la buccia. Mescolate e aggiustate di sale e di pepe. Portate a cottura, spegnete il fuoco e mantecate con una gentile spruzzata di parmigiano. Lasciate riposare coprendo la pentola col coperchio per 5 minuti buoni. Impiattate in piccole scodelle, guarnendo con qualche bacca di ginepro, il pepe, la salvia e la mela affettata sottile."


La nostra interpretazione :

- 1 cipolla gialla (quella ci hanno regalato)
- mele sbucciate perché inevitabilmente vizze
- niente parmigiano
- olio evo al posto del burro (la tradizione e la vicinanza vorrebbero il burro ma se ha da esse vegan...)

La sera di San Valentino lo rifacciamo, al lume di candela :-)
Kat e Remy

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04 febbraio 2008

L'abbiamo fatto nero


Cioè, veramente... nera ero io.
Ma come diavolo si fa a pulire una seppia senza rompere la sacca dell'inchiostro?
Con tutta la buona volontà, l'unica cosa che sono riuscita a fare è stato incatramare ben bene il lavello, le mie mani e il provvidenziale grembiule. Qualcuno mi sa indicare qualche video per pulitori di seppie troppo principianti?
Detto questo, usando una bustina di nero industriale qualcosa ho poi combinato.
Ho fatto a pezzi la mia bella seppiolona nera dopo averla spellata e maldestramente svuotata. Poi seguendo la più classica delle ricette ho fatto un soffritto di aglio, cipolla e prezzemolo nel quale ho fatto cuocere i pezzi di seppia bagnando prima con un bicchiere di vino bianco poi con brodo vegetale nel quale avevo stemperato la bustina di nero. Dopo 20 - 25 minuti, ho aggiunto il riso (il mio amato Vialone nano) e portato a cottura bagnando con fumetto di pesce home made. Mantecatura con olio evo e doverosa aggiunta di prezzemolo e olio piccante nel piatto.
Kat

Troppo buono! Speriamo che impieghi molto ad imparare, così lo rifà sovente :-)
Remy

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18 gennaio 2008

Chi l'avrebbe mai detto

Ho fatto anche io (si proprio io, l'OGB) il risotto con le carote, però in una versione semplificata e quasi lait.

Mentre tagliavo due carote a dadini di 3-5 mm di lato (qualcuno mi è venuto più grosso :-) e un piccolo scalogno, la pentola di coccio si scaldava lentamente con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio che ho tolto un attimo prima di alzare il fuoco e versare nella pentola carote e scalogno. Ho lasciato cuocere un quarto d'ora prima di aggiungere il riso. Dopo qualche minuto ho aggiunto il brodo vegetale (acqua e granulato di brodo vegetale :-) come al solito, ma non ho mantecato in nessun modo (per pigrizia, mica per convinzione filosofica).
L'abbiamo trovato buono anche se... probabilmente ci sarebbe voluta una spezia, ma non siamo riusciti ad individuare quale: zenzero, curry, pepe, noce moscata?
Remy

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14 dicembre 2007

Risotto alle carote

Ed ecco la cronistoria di un risotto.
Nato a 4 mani e due boccucce affamate (GG boccuccia? mah?) e da un ricordo di GG che si diverte sempre a sperimentare.
Ovvero, lui si inventa le cose, o le ricorda, io poi passo all'applicazione "pratica", il braccio e la mente.
Intanto abbiamo tagliato a julienne 4 carote belle fresche e cicciotte.
Purtroppo ci manca l'attrezzino adatto, quindi è stato tutto uno spruzzare pezzetti di carota in giro per la cucina.
I gatti erano molto divertiti dalla insolita pioggia.... le pareti della cucina un po di meno, direi.
Anche una cipollotta è stata ridotta a fettine.
Abbiamo fatto "appassire" in pentola queste due signorine (le carote si riducono molto) con un filo d'olio evo.
Quindi abbiamo aggiunto il riso (quello è un bel parboiled).
Eravamo in 4 quindi 400 grammi (decisamente non siamo tipi da dieta).
Quando il riso ha cominciato a chiacchierare sul fondo della pentola, abbiamo prima "sfumato" con un bicchiere di vino bianco (non troppo secco) e poi pian piano, una mestolata alla volta, aggiunto brodo fino alla completa cottura.
Mantecato con un pezzetto di burro di quello buono, aveva assunto un colore arancio intensissimo.
Una gioia per gli occhi!
Ci si è vestita a festa la tavola!
Naturalmente noi vi aspettiamo alla gatteria per provarlo.
GG promette all'ogb che per quella data sarà pronta anche una buonissima birra hand made!
Vi aspettiamo?
Allora vi aspettiamo???
E daiiiiiii............
nasi nasi
Mip.

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12 settembre 2007

Ci risiamo!

I bravi cuochi si godono, meritatamente, la Grecia? E io, impunita, vi propino un'altra delle mie cosette che piùsemplicinonsipuò! ;-)


Cominciamo dall'inizio.
L'altro giorno ho preso un tòcco di manzo (magro, che a me il grasso non piace) e lo ho lessato con cipolla, carota, sedano, porro, aglio e pezzettino di noce moscata. E sale, ma solo alla fine.
Un po' di carne l'abbiamo mangiata in insalata con le patate (lesse pure loro) e il radicchio verde dell'orto. Un altro po' (taaaanto) se lo sono spazzolato i Quattro dell'AveMIAUria (per dirla con Maina ;-) E il pezzettino rimanente? Sminuzzato fino-fino, insieme alla cipolla ripescata dalla pentola, ficcato in tegame con un tot di riso, coperto da brodo bollente e tirato a cottura. Non proprio asciutto, ma nemmeno brodoso. Né risotto, né minestra. Una bella nevicata di grana e via nel piatto.
Lo so. Una cosa così non si può definire "ricetta" ma a me piace. E anche a Memeo! ;-)


Patt

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10 aprile 2007

RisoBleu

Era tornato il freddo, avevamo ancora il frigo semi deserto e una gran fame, così abbiamo risottato con, per 2 persone, la parte bianca di un porro rosolata in poco olio evo, brodo vegetale in polvere e, per la mantecatura finale, un bel pezzo di bleu d'Aoste, un erborinato delicato non troppo grasso della locale Centrale del Latte.
Lo rifaremo, anche se fa già meno freddo.
Ma se Patt cena con noi, cambiamo formaggio ;-)
Kat e Remy

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26 luglio 2006

Zucchine? Coi baffi!

Emulo di Triny, il gatto del monte ha detto si!


Ma ... "si" a cosa?

A una preparazione semplice, congelabile, che può essere contorno oppure primo piatto o anche snack: loro, sempre loro, le zucchine. Come le faceva nonna: in tecia!
Via la bilancia e fuori il nasòmetro, pliz! :)

Affettate un tot di zucchine, quindi unitele a un po' di cipolla bianca tritata grossolanamente e fatta imbiondire in poco, poco burro (non olio!). Salate, coprite e lasciate cuocere a fuoco medio mescolando spesso. Di solito non occorre aggiungere acqua ma non si sa mai, magari un goccetto ci vuole.
Quando le zucchine. si saranno sfatte, saranno pronte.


Preparate così sono un ottimo contorno, con una fetta di formaggio io ci faccio cena.

Ne avete avanzato? Si aggiunge brodo e riso ... ed ecco un ottimo risottino.


È una giornata uggiosa e avete voglia di coccole? Mettete più brodo e meno riso (o pastina) e avrete una minestrina coccolosa. Si, quella che si sta slappando Memeo!


Avete scelto il risotto ma siete state troppo generose con le dosi? Niente paura! Cubettini di formaggio saporito, uovo, grana e pangrattato, la padella del fritto ... e vualà, le crocchette!


Ma cosa volete di più da una zucchina, dico io! ;)

Patt

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20 giugno 2006

W la libertà!


L'insalata di riso è un piatto democratico: non ha una ricetta fissa e inderogabile, ognuno la fa con quel che più gli piace, trovando il proprio equilibrio di sapori preferito.
Io ci metto, in ordine sparso e in quantità variabili: pomodorini secchi, capperi dissalati, würstel, tonno sott'olio, acciughe sott'olio, salsiccetta piccante, peperoni sott'olio, olive verdi in salamoia, olive verdi piccanti, olive nere toste, grana padano, montasio mezzano, asiago vecchio, coriandolo macinato, succo di limone, olio evo; oltre naturalmente al riso, lessato al dente e sciacquato a lungo sotto l'acqua fredda (per bloccare la cottura ed evitare l'effetto "attaccaticcio").
Lascio riposare il composto in frigo per alcune ore, poi lo riporto a temperatura ambiente e lo accompagno con le "personalizzazioni fresche" che i commensali aggiungono a piacere nel proprio piatto: pomodori, peperoni, zucchine, carote, rucola, prezzemolo, basilico, uova sode, maionese, harissa ... e quant'altro offrano al momento l'orto, il frigo e la dispensa!

Patt

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03 maggio 2006

Risotto di Primavera con Asparagi Verdi


Ingredienti per 3 persone:

250 gr di riso
una cipolla piccola
una carota
una costa di sedano verde con tutta la foglia
uno spicchio di aglio piccolo piccolo
un ciuffetto di prezzemolo riccio
asparagi verdi, almeno 3 o 4 a testa, se sono di più è meglio

una noce di burro
un cucchiaio scarso di olio d'oliva e.v.
un dado (ebbene si, confesso!)
sale
formaggio grana a piacere

facoltativi, se ne avete sottomano, alcuni funghi champignon e/o un pugnetto di pisellini piccoli

Preparazione.

Incominciate (con largo anticipo!) dagli asparagi: lavateli e tagliate la parte terminale del gambo, quella dura e legnosa, che NON butterete via ma metterete a bollire in un litro abbondante d'acqua non salata. Lasciate cuocere a lungo, aggiungendo acqua via via che evapora, così otterrete il brodo di asparagi per il vostro risotto.
Preparate un trito con tutte le verdure, tranne l'aglio, che lascerete intero per poterlo poi togliere, e gli asparagi che taglierete a rondelle lasciando però intatte le punte. Fate soffriggere il tutto (tranne le punte) con l'olio e il burro -poco, mi raccomando- poi unite il riso, fatelo insaporire rigirandolo per qualche minuto e spegnete con una prima mestolata di brodo bollente.
Eliminate l'aglio e continuate a "tirare" il riso aggiungendo brodo man mano che occorre, sbriciolatevi dentro il dado e, se necessario, aggiustate di sale. A metà cottura unite le punte degli asparagi, dopodiché badate a mescolare con delicatezza per non romperle.
Questo riso non va mantecato, servitelo un po' all'onda, accompagnato da formaggio grana.

Se volete approfittare delle ultime offerte di asparagi per farne scorta, preparate il brodo come sopra descritto, dividete la parte buona del gambo dalle punte e mettete in congelatore le porzioni complete, composte da brodo, gambi da rondellare e punte: risotti garantiti tutto l'anno!

Patt

(Qui Belluno, a voi Aosta!) ;-)

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30 aprile 2006

Il mio pane quotidiano


Ennnnno che non è una foccaccia! E nemmeno un tortino di riso, cioè... quasi, però ha un nome figo, riso iraniano, e sta assieme senza uovo. Da quando l'ho incontrato ho risolto la frustrazione da assenza di crosta da mordere che mi rimaneva dopo aver fatto colazione, o accompagnato il pranzo o la cena, con una ciotola di riso. Perché questa, praticamente, è una ciotola di riso con la crosta ed è buonissima.
E si fa ... non è difficile, però con una sequenza fotografica si capisce meglio. Lavori in corso...
Kat

ps: non incolpate l'ogb, la foto l'ho fatta io. Quando è tornato a casa non c'era più nulla da fotografare ;-)

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