31 luglio 2006

Che bella sorpresa...

...non siete babbani! Benvenuti!!!
Pix

P.S.: Però arrivate troppo tardi per i pasticcini di zucca e zenzero. Sono rimasti solo questi scones ai semi di zucca ;-)))


Peccato! Sono rimasti solo gli scones! Vabbè, non sono un pappagallo ma se mi lasciate i semi di zucca ... gradisco!
Edvige

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Carissimo Harry, se, con le tue avventure, sei riuscito a far leggere un po' di più gli italiani, allora sei un mago per davvero. Buon compleanno!
Remy

Per 12 scones :

400 g di farina
4 cucchiaini rasi di lievito
un cucchiaino raso di sale
2 cucchiai di zucchero
2 yogurt di latte intero
4 cucchiai di burro fuso freddo o d'olio evo
un pizzico di sale
un uovo per dorare
semi di zucca o di sesamo o di papavero

Mentre si scalda il forno (180°) mescolate con cura la farina, il sale e lievito o meglio setacciateli assieme. Quindi unite lo zucchero. Fate la fontana e versate in mezzo lo yogurt e il burro (o l'olio se lo preferite). Amalgamate con cura e impastate stirando col palmo della mano, ripiegendo e stirando nuovamente. La pasta è elastica ma non collosa. Se lo fosse troppo aggiungete poca farina per volta. L'ideale sarebbe impastare almeno 5 minuti (anche nell'impastatrice o la mdp, se preferite). Dividete l'impasto in palline regolari, spennellatele col tuorlo dell'uovo diluito con poca acqua, appoggiatele in un piattino pieno dei semi più graditi, facendoli aderire senza schiacciare troppo e infornate per 20-25 minuti. Lasciate intiepidire su una griglia.

Se cercate il sapore dei panini allo yogurt di Gen rimarrete delusi, se invece volete dei panini semi dolci pronti in mezz'ora sono piacevoli. Sono buoni aperti in due e spalmati di marmellata ma anche con formaggi e/o salmone. In questo caso lo zucchero si può eliminare, in parte o del tutto. Come molte specialità inglesi non si conservano bene. Oltre le 4-6 ore diventano gnucchi.
Kat

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Diagon Alley, ore 17


Siete tutti invitati al té di compleanno del maghetto più famoso del mondo e della sua autrice.
Succo di zucca per tutti!
Non ve lo sarete mica dimenticati anche quest'anno?
Gli Scribacchini

Chi non trova la strada è un babbano!
Pix

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30 luglio 2006

Dall'orto n°3

"Erbacce" *
( spinacio selvatico,boraggine, convolvolo)

La spesa

Un elfo?


Remy


* Come ebbe a dire l'unico giardinetto o archiniere che abbia mai ascoltato prima di incrociare cat, "erbaccia" è solo una pianta che cresce nel posto sbagliato.
Kat

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Dall'orto n°2

Dedicato a Nando. I suoi fagioli nell'orto valdostano per tentare di consolarlo dei danni della grandine nell'orto bellunese.

Dedicato a Cat. Per confermare la sua risposta al nostro indovinello.

Dedicato a Patt. Lei che ama tutti gli animali saprà sicuramente apprezzare questo fiero guardiano dell'orto.

Kat e Remy (e mamma Isaura, che se non ci fosse lei ad annaffiare ogni giorno...)

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29 luglio 2006

Ma la Fontina ha gli occhi azzurri?


Questa è una battuta che non potrei mai fare ad un casaro. Scommetto che lo vedrei impallidire. Essì perché per lui gli "occhi" sono i buchi del formaggio, che nella Fontina hanno da essere pochi e piccoli e ovviamente privi di muffe, azzurre o verdi che siano. I buchi della Fontina hanno da essere così pochi che in patois francoprovenzale esiste addirittura un termine per designare il difetto della Fontina con troppi occhi: froumie, una parola che richiama l'immagine delle formiche.
Quanto mi piace però il simpatico manifesto che invita alla Sagra della Seupa à la Vapelenentse domani, domenica 30 luglio, a chiusura della festa patronale di Valpelline, graziosa località dell'omonima vallata laterale delle Valle d'Aosta!
Date le attuali temperature e le caratteristiche prettamente invernali di questa zuppa portentosa, a chi fosse in zona o progettasse una gita, suggerisco soprattutto la visita al magazzino di Frissonière, poco sopra Valpelline in direzione di Ollomont.
Si tratta delle gallerie di un'antica miniera di rame, ora adibite alla stagionatura della Fontina. Temperatura costantemente fresca. Interessante piccolo museo tematico. Aperto sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Visite guidate alle 10 e alle 16.
Kat

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28 luglio 2006

L'insalata di pasta "della domenica"


Paccheri si ma affettati, contenta Graziella? Appena cotti, li ho conditi con un goccio d'olio e tranciati in due o tre anelli. Elloso che facevo più in fretta a comprare calamare ma avevo per le mani paccheri di ottima famiglia e ho dato loro la precedenza.
Eppoi ho aggiunto:
- un cuore di sedano a rondelle
- qualche pomodoro perino pelato al momento e fatto sgocciolare quindi tagliato a dadini
- un po'di capperi e olive verdi dissalati un acqua fresca
- basilico spezzettato e/o prezzemolo tritato
e, da ultimo appena prima di condire il tutto con altro olio evo e qualche goccia di limone
- mezzo avocado, anche lui a dadini.
- qualche bella coda di gambero*, anche surgelata, sgusciata, privata del budellino nero, affettata e saltata in padella con un filo d'olio prima di deglassare con un cucchiaio di succo limone.
Ho versato il tutto nella pasta, mescolato con cura ma con delicatezza, coperto l'insalatiera con la pellicola prima di abbandonarla in frigo un paio d'ore, servendola però non troppo fredda.
Kat
(* Chi ha pensato che si trattasse di surimi faccia in modo che io non lo venga mai a sapere :-)

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27 luglio 2006

Granita? No!


Queste erano le Bocche di Leone.
Nell'orto non sono andata.
L'Ortonando sta coniando nuovi vocaboli.
Sob. Sgrunt.
Patt

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Affettando con affetto

Mi sono regalata una mandolina nuova che costa come un gioiello- ognuno le sue perversioni- e ho iniziato ad affettare, affettare e mentre affettavo affettavo mi è tornato in mente un classico della cucina mediterranea, la torta di verdure a strati. Chi, come me, non butta le riviste di cucina neppure quando trasloca, la troverà in Sale e Pepe del mese di Giugno 2001. Per la precisione a p. 40 e senza patate. Nelle cucine del web, compare in varie versioni.
A me l'ha insegnata 10 anni fa la zia Carla, o forse sua sorella Paola, ma in seguito una Benedetta ragazza mi ha suggerito un trucco che ne migliora parecchio la cottura.
Se vi va di affettare un po' di verdure di stagione...


Per 4 porzioni servono ( per come la faccio io, ma voi magari avete più simpatia o antipatia per un ortaggio o per un'altro e cambierete le proporzioni come vi pare) :

- 2 patate medie
- una zucchina grande ma senza semi
- mezzo peperone
- una cipolla di Tropea (oppure bianca) media
(- mezza melanzana oppure una piccola)
(- 4 pomodori perini non troppo maturi)
- olio evo
- erbe aromatiche di vostro gusto (io preferisco la santoreggia, più delicata, al timo e all'origano)
- sale e pepe
- pangrattato
-(pecorino o parmigiano grattugiati)

Non indispensabili ma più che utili : mandolina e pennello da pasticcere, la prima per evitare di affettare per ore e in modo irregolare, il secondo per dosare meglio l'olio tra uno strato e l'altro.

Per ottenere questo (e magari qualcosa di meglio) ...


...bisogna semplicemente affettare sottili tutte le verdure - zucchine, pomodori e melanzane per lungo, cipolle ad anelli, peperone a filetti - disporle a strati regolari in una pirofila unta d'olio, sovrapponendole un po'. Se mettete melanzane, affettatele per prime e lasciatele a spurgare sotto sale mentre preparare le altre verdure. Subito dopo affettate i pomodori e metteteli ad asciugare su carta cucina. Conviene affettare tutto prima di iniziare gli strati ma chi ha paura di sbagliare le dosi può benissimo affettare le verdure man mano. Primo e ultimo strato, le patate, in mezzo come vi pare e piace. Su ogni strato, una spennellata d'olio poi sale, pepe e erbe aromatiche. In cima al tutto, per fare la crosta, metà formaggio metà pan grattato e un filo d'olio. Forno già caldo, 180-200° per... un' ora. Essì. La prima mezz'ora coperto con carta stagnola, la seconda senza, in modo che possa gratinare.
Si porta in tavola nella teglia, come tutti i gratin.

Siccome è buona sia fredda che tiepida ma decisamente meno buona calda, conviene prepararla in anticipo, facendola però raffreddare rapidamente. In questa stagione le verdure cotte fermentano maledettamente in fretta. Basta mettere la teglia in acqua fredda e cambiare l'acqua man mano che assorbe calore. E mettere in frigo appena possibile.

Varianti ricche :
- spalmate, con mano leggera sennò domina troppo, gli strati di verdura con pesto genovese. Idea suggerita da Lilizen.
- cospargete ogni strato di formaggio grattugiato mescolato con le erbe aromatiche.
Variante piatto unico :
- inserite sottili fette di formaggio (per esempio caciotta di pecora) tra gli stati di verdura.

E se conoscete o inventate qualche altra gustosa modifica, passate parolaaaaaaaaaaa!
Tra le più affascinanti, la variante portoghese, con baccala, di Elvira che mi riprometto di tradurre al più presto.
Kat

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17 31 7 1


No, non stiamo dando i numeri!
Ma se volete giocarli, per noi sono numeri fortunati: il 17 e il 31 luglio di un anno fa, due amiche ci aprivano le porte del loro mondo, e tra un'annusatina e una leccatina, partenze e arrivi, ci siamo conosciuti e abbiamo fatto amicizia. Per festeggiare, vi offriamo i nostri Croccantini Riserva Speciale e qualche bell'Osso da rosicchiare!

Buon Compliblog, Lizzy e Zora!!!
E insieme a voi, vogliamo festeggiare anche un'amica che tra cani e gatti ci sta a meraviglia e che un mesetto fa (circa) ha compiuto gli anni:

Tanti Auguri Paola!
I Gatti Scribattari (e i loro attendenti umani)

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26 luglio 2006

E questo...

... cosa diventerà?

Dedicato a Patt che, se proprio non li riconosce...
Remy

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Zucchine? Coi baffi!

Emulo di Triny, il gatto del monte ha detto si!


Ma ... "si" a cosa?

A una preparazione semplice, congelabile, che può essere contorno oppure primo piatto o anche snack: loro, sempre loro, le zucchine. Come le faceva nonna: in tecia!
Via la bilancia e fuori il nasòmetro, pliz! :)

Affettate un tot di zucchine, quindi unitele a un po' di cipolla bianca tritata grossolanamente e fatta imbiondire in poco, poco burro (non olio!). Salate, coprite e lasciate cuocere a fuoco medio mescolando spesso. Di solito non occorre aggiungere acqua ma non si sa mai, magari un goccetto ci vuole.
Quando le zucchine. si saranno sfatte, saranno pronte.


Preparate così sono un ottimo contorno, con una fetta di formaggio io ci faccio cena.

Ne avete avanzato? Si aggiunge brodo e riso ... ed ecco un ottimo risottino.


È una giornata uggiosa e avete voglia di coccole? Mettete più brodo e meno riso (o pastina) e avrete una minestrina coccolosa. Si, quella che si sta slappando Memeo!


Avete scelto il risotto ma siete state troppo generose con le dosi? Niente paura! Cubettini di formaggio saporito, uovo, grana e pangrattato, la padella del fritto ... e vualà, le crocchette!


Ma cosa volete di più da una zucchina, dico io! ;)

Patt

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25 luglio 2006

La donna cannone

Premessa, in francese un canon non è una cosa voluminosa ma una fanciulla molto attraente. Sicché questo regalo di mia sorella, bionda quarantenne di 42 chili con occhi azzurri, intitolato "50 ricette per rimanere un cannone" è un pensiero davvero gentile.
A scorrerne rapidamente le pagine direi che si tratta di un libretto assai simpatico, con ricette golose ma light, anzi, light ma decisamente golose, ottimi consigli per far finta di non essere a dieta, insomma per godersela senza appesantirsi. Che faccio, ne traduco qualcuna o evito di coinvolgervi mentre cerco di prendere a cannonate i miei chilotti ?


Dimenticavo... Che ci posso fare se l'editore si chiama... Tana ?
Kat

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Il "pesto" di Gigetto


In famiglia, chi ha la reputazione di essere una gran cuoca è mia mamma. Però... secondo me... cucinava meglio suo fratello, mio zio Gigetto appunto. Da lui ho imparato a semplificare, ad esaltare i sapori "denudandoli", cioè liberandoli da inutili salse e cotture elaborate. Mi ha portata sul lato italiano della cucina e gliene sono molto grata.
Nel suo "pesto" non c'è formaggio e neppure pinoli e il basilico è solo un comprimario.
L'elemento base sono.... olive verdi e, volendo, pomodori secchi ma a me piace quasi di più senza. Uso le olive più carnose che riesco a trovare, le snocciolo e le faccio dissalare mettendole a bagno in acqua fresca che cambio spesso, così come un cucchiaio di capperi ( uso quelli sotto sale). Lo stesso per i pomodori secchi che metto però a bagno in un altra ciotola, senno l'acqua si satura troppo in fretta. Sgocciolo e asciugo poi il tutto in carta cucina e butto nel mixer assieme ad un misto di erbe aromatiche ( fresche in stagione, surgelate o secche durante l'inverno).
Prezzemolo, basilico e erba cipollina sono indispensabili, mentuccia e foglie di sedano ci vorrebbero proprio, santoreggia, maggiorana e dragoncello sarebbero i benvenuti, purché nessuno domini.
Niente sale, solo un bel po' d'olio buono ad emulsionare il tutto e, se proprio serve, un cucchiaio o due d'acqua della pasta, come per il pesto genovese.
A me piace molto anche per condire una pasta fredda. In quel caso la condisco con largo anticipo poi Remy aggiunge nel suo piatto dadini o filetti di pomodoro fresco, magari pelati per una consistenza più fondente.
Kat

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24 luglio 2006

VIVA VIVA FDZ


Essì, sembrerebbe che il blog di Fdz sia nato proprio un 24 Luglio. La scusa per cucinare qualcosa di appropriato era davvero troppo invitante ...

Straccetti ai fiori di zucca
per 2
Per gli straccetti:
100 g di semola di grano duro rimacinata (quella fine)
un uovo
la buccia gattugiata di mezzo limone (evvai col rigalimoni!)

Per il condimento:
tutti i fiori di zucca e zucchina presenti nell'orto (una ventina in un colpo solo e proprio al momento giusto!!!)
olio evo
sale
qualche foglia di basilico
pecorino romano grattugiato

I fiori erano stati colti con cura e subito posati su un vassoio pulito e non hanno avuto bisogno di essere lavati. Abbiamo selezionato i sei più belli che abbiamo messo da parte per la guarnizione. Anziché impastellarli, per assaporarne davvero il gusto unico e delicato, li abbiamo fatti semplicemente appassire in padella con olio evo, piano piano in modo da non farli scurire. Li abbiamo scolati, salati e messi da parte. Gli altri li abbiamo aperti e strappati a listarelle, poi li abbiamo fatti appassire a loro volta, sempre in padella e sempre con olio evo e un pizzico di sale e partendo da freddo per non rosolarli. Abbiamo aggiunto in padella gli straccetti cotti molto al dente e il basilico spezzettato e abbiamo fatto saltare velocemente il tutto.
Una volta nei piatti, abbiamo spolverato di pecorino, adagiato sopra i fiori interi e siamo passati a tavola brindando a Fiordizucca.
Auguri e baci e mille grazie per le quotidiane delizie gastronomiche e fotografiche.
Gli Scribacchini

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23 luglio 2006

Dall'orto








Basilico







Boraggine








Fagioli di Lamon







Fagiolini (tegoline, cornetti, ghiaccioli)

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22 luglio 2006

Tutti al mare? 2


Nioula si. Spiaggetta privata ;-)

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21 luglio 2006

Soluzione del quiz pest...ifero


Questi paccheri sono stati conditi con ... un sugo di fagiolini (tegoline se abitate ad Est, cornetti se siete di Roma, altrove ditecelo voi) elaborato a partire da quello che Xaxa ha insegnato a Kat anni fa.
Non possiamo promettervi che con fagiolini surgelati abbia un sapore deciso. Con fagiolini dell'orto, quelli un po' spessotti destinati al minestrone, è invece assai gradevole, leggero ma nutriente.

Per 2 porzioni servono:

150 - 200 g di paccheri (o ruote o altro formato di pasta corta un po' rustica)
150- 200 g di fagiolini
1 spicchio d'aglio
maggiorana fresca o secca
olio evo
2-3 cucchiai di pecorino (o parmigiano) grattugiato
(Philadelphia o affini)
pepe

Mondate i fagiolini, lessateli finché non siano molto teneri, scolateli e fatene una crema col passaverdura. E' meno comodo del frullatore ad immersione ma trattiene gli eventuali fili.
Versate l'olio in un wok o un saltapasta, aggiungete l'aglio schiacciato e la maggiorana e fate scaldare piano senza far rosolare. Spegnete e lasciate gli aromi in infusione nell'olio caldo. Quando la pasta è a metà cottura aggiungete in padella il passato di fagiolini e fatelo insaporire su fuoco medio. Da ultimo aggiungete il formaggio e qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Chi ama i sughi molto cremosi potrà aggiungere un cucchiaio di Philadelphia. Scolate la pasta molto al dente e fatela saltare un minuto nel sugo.
Un po' di pepe macinato al momento non ci sta affatto male.

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Quiz pest...ifero


Vediamo se indovinate l'ingrediente principale di questo sugo che pesto non è e neppure abbiamo copiato da Fiordizucca anche se inizio a pensare che con lei abbiamo inconsci ma solidi collegamenti psicoalimentari.
Dite, dite...
Kat

ps: Marì, che probabilmente si ricorda la ricetta, è gentilmente pregata di astenersi e anche mia cugina Xaxa, dovesse mai affacciarsi.

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20 luglio 2006

Tromsø


No che non è una parolaccia, è una città norvegese famosa per possedere l'università, il parco botanico e la distilleria più a nord del mondo. A volte mi chiedo se non sia approdata là una persona a me cara che gira il mondo di mare freddo in mare freddo con in tasca una conchiglia africana e in valigia un paio di specialissimi calzini. E se non è lei, chissà...
Kat

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Provviste di sole


Dubito che pensare all'inverno aiuti davvero a sentire meno il caldo ma tant'è... Inoltre queste "provviste" non obbligano ad accendere i fornelli, richiedono solo un po' di pazienza e un angolino libero in congelatore (io so che qualcuno sa che io so che lei sa che proprio a lei penso;-)
Servono :

- parecchio prezzemolo
...............................................................................................................
- un po' di erba cipollina
- un po' di mentuccia
- un po' di santoreggia, dragoncello e maggiorana se le trovate
...............................................................................................................
- parecchio basilico
- pecorino e parmigiano
- pinoli

Col prezzemolo faremo cubetti di trito, con basilico, pinoli e formaggio del pesto quasi pronto, con tutte quante le erbe aromatiche, e qualche altra se la gradite, un trito misto che metterà un po' di sole nella vostra cucina invernale, in particolare se vi piace il "pane condito" o "conza" che sia.
Perché non diventi un lavoro lungo e fastidioso serve anche un robot che triti il tutto al posto vostro. In tre volte. Se applicate la sequenza che segue, senza neppure aver bisogno di lavarlo tra un erba e l'altra. Mica per pigrizia. Per preservare al massimo gli aromi è meglio lavorare in fretta.

Si inizia dal prezzemolo, velocemente lavato, accuratamente sgrondato e asciugato delicatamente in un telo ( meglio se lavato con sapone di Marsiglia che non lascia profumo di detersivo) .
Quando è tritato bello fine versatelo in una vaschetta di plastica per il ghiaccio pressandolo bene con un cucchiaio in modo da ottenere cubetti compatti. Infilate in congelatore e quando sono gelati staccateli e chiudeteli in una scatola ermetica.

Il secondo round prevede parti uguali di prezzemolo, basilico e erba cipollina, qualche rametto degli altri odori disponibili e un rametto di mentuccia, al massimo due sennò rischia di dominare.
In questo caso conviene lavorare rapidamente in modo che il basilico non faccia in tempo ad annerire. Metto questo trito in una vaschetta, lo surgelo immediatamente e quando ne ho bisogno ne prelevo piccole quantità grattando con una forchetta.

Terzo round, il pesto, al quale mancheranno solo l'aglio (che in congelatore diventa forte) e l'olio.
Se tritato assieme a pinoli e formaggio il basilico non annerisce.

Mentre toglievo gambi e staccavo foglie mi è tornato in mente un episodio raccontatomi dall'amica Manu. Lei abita in media montagna, ha un orto grande e un frutteto e mette via verdure per l'inverno, marmellate, frutta sciroppata... Un giorno d'estate vennero a trovarla amici sudmericani di passaggio in Italia. Visitarono la sua casa con entusiamo ma uscendo dalla cantina lei li vide perplessi e ne chiese il motivo. Non capivano... il perché di quelle "provviste".
Lei spiegò che servivano per l'inverno, quando sotto la neve non cresce nulla. Li vide letteralmente impallidire. "Meglio un paese dove abbiamo poco ma la terra da frutti tutto l'anno", finirono col dire.

Io amo le stagioni e cerco di rispettarle evitando di mangiare fragole a Natale e castagne a maggio ma, quando l'inverno gioca sporco, un po' di conza (pan grattato, erbe aromatiche, aglio se gradito, olio evo) sul cibo mi fa da antidepressivo. E mettiamoci anche un po' di pomodori secchi, va!
Kat

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Griglia profumata


Ricettina nasometrica, come dice l'amica Milo! ;)

Occorrente:
Zucchine e/o melanzane grigliate
Sale
Prezzemolo
Basilico
Pomodori secchi di Sicilia
Aglio, se piace
Peperoncino
Olio e.v.o.

Preparazione:
Disporre le verdure grigliate su un piatto e salarle a piacere.
Tritare tutto il resto con la mezzaluna e sparpagliarlo sopra le verdure.
Un giro d'olio e vualà.
Se ve lo dimenticate in frigo per un po' è meglio, ma se avete fretta si lascia mangiare lo stesso.
Patt

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19 luglio 2006

MEME ODOROSO - PEPITA, ESTER e CRISTINA


L'amico Guercino ha spruzzato dettagliatamente il proprio blog con i suoi profumi preferiti e meno amati. Noi abbiamo il piacere di ospitare i pareri di Pepita, la gatta che abita con lui. Pepita però ha preferito esprimersi "in famiglia". L'hanno gentilmente accompagnata Ester e Cristina, ovvero la deliziosa signora Guercino e figliola.

Ester risponde in rosso
Cristina in blu
Pepita avrebbe volentieri scritto in tabby ma al momento non è disponibile

1 - Quale odore di cucina preferivi quando eri bambino/a?

L’odore di qualunque marmellata che sobboliva in pentola.
La noce moscata nel riso e latte, le torte e le frittelle di carnevale con mele e uvetta.
Il latte fresco nella ciotola, ma ricordo con commozione l’odore dei primi resti di pesce scoperti nella pattumiera.

2 - Quali sono gli odori (di cibo) che più ti stuzzicano l'appetito

Pane, soffritto, torte infornate.
Il soffritto di cipolle, la fonduta e le verdure grigliate.
Sono tanti e molto varii: il tonno, il salmone, la trota, le acciughe. In tutte le versioni: freschi, in scatola o in decomposizione.

3. Quale odore evoca per te
L’estate.
Anguria
Pino marittimo misto a salsedine
L’odore della mia cuccia estiva.

L’inverno.
Polenta
La naftalina sulle coperte di lana
L’odore della mia cuccia invernale.

L’autunno.
Funghi
Il fumo delle caldarroste
L’odore della mia cuccia autunnale.

La primavera.
Erba tagliata.
Fieno e fiori degli alberi da frutto.
L’odore della mia cuccia primaverile.

4. Qual è la tua spezia preferita?

Tutte, escluso il cumino. Il peperoncino al primo posto.
Cannella
Bottarga e stoccafisso grattugiato.

5. Qual è la tua erba aromatica preferita?

Salvia, rosmarino, erba cipollina.
Erba cipollina e basilico
L’erba sulla quale crescono i croccantini di pollo e salmone, non so come si chiama.

6. Quale profumo o dopobarba usi?

Nessuno.
Deodorante al muschio bianco.
“Eau de poisson pourri”, ma ne uso poco, per non farmi cacciare di casa.

7. Qual è l’odore della casa dei tuoi sogni?

Una casa che non puzzi di fumo, come invece purtroppo è.
Legno fresco e appena cerato.
Una lettiera con le pareti foderate di prosciutto cotto.

8. Quale essenza legnosa ha per te il profumo migliore?

Resina.
Noce misto a cera d’api.
Qualunque ceppo per farmi le unghie; ottime le gambe appena incerate del tavolino in soggiorno.

9. Qual è l’odore che più detesti?

Quello del vomito.
Quello dei cassonetti in località marine, che sanno troppo di pesce marcio.
Acqua, non capisco proprio a cosa serva.

10 . Qual è l'aroma artificiale che più ti fa schifo?

Quasi tutti, perché troppo marcati.
Tutti quelli dei deodoranti per ambienti e auto.
Tutti quelli che non sanno di pesce.

11 . Anticipando i tempi in cui , non avendo più petrolio, viaggeremo ad olio di colza (mandando in giro odore di fritto?) quale carburante commestibile e odoroso metteresti volentieri nel tuo motore?
Lavanda, muschio bianco.
Agrumi o frutti di bosco.
Tutti quelli a base di pesce.

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La focaccia d'artificio

Una sera, in chat, sono riuscito a farmi svelare da Berso la sua formula segreta per la focaccia. Insomma svelare, gliel'ho proprio tirata fuori con le pinze, tipo: «Ma quanto lievito?» e lui, criptico: «2%». Ma io imperterrito: «Ma quanto tempo?» e lui, sornione: «12 -16 0re» ... pausa ... «in frigo».
Non mi scoraggio facilmente e: «Ma dopo, per far rinvenire il poolish?» e lui enigmatico: «30 - 40%». Insomma, dopo lunga e laboriosa decifrazione ho ottenuto questo:


Ingredienti per il poolish:
-300 g farina tipo "0"
-300 g acqua
-6 g lievito di birra
Impastare e far lievitare 12-14 ore in frigo in una scatola chiusa poi un'altra mezz'ora a temperatura ambiente e rimettere nell'impastatrice.
Aggiungere: 90 g di farina tipo "0" un cucchiaio alla volta, alla fine mettere da 8 g a 12 g di sale secondo le vostre abitudini e, dopo un minuto o due, 2 cucchiai di olio evo.
Lasciare riposare 10 minuti e stendere in una teglia oliata stando attenti a non rompere la maglia glutinica (che cosa sia lo sa Berso).
Quando l'impasto è raddoppiato (e il forno ben caldo,200-230°) spennellarlo delicatamente con acqua e olio (metà e metà) cospargerlo di sale e infornare per una ventina di minuti.
Remy

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18 luglio 2006

Te lo do io il gelo!


Gran bella cosa la tradizione! Epperò, qualche variazione sul tema...
Gran bella cosa l'estate. Epperò è decisamente meglio limitare sia l'uso del forno che quello di panna e creme e ... cioccolato, tant'è che questo gelo di pompelmo rosa vi viene prima proposto senza salsa al cioccolato. Ma solo per suggerire che si può, che con il rametto di menta che mi sono scordata di aggiungere, presenta bene lo stesso. Epperò con la salsa al cioccolato...!!!
La preparazione è semplicissima, solo un po' noiosa perché richiede la sbucciatura degli spicchi di pompelmo, essì tutti, non solo quelli della decorazione. Sono le buccette interne ad essere amare.

Per 2-3 porzioni occorrono:
due bei pompelmi rosa
30-80 g zucchero
7-8 g di colla di pesce
50 g di cioccolato amaro ma non troppo
un pizzico di zenzero in polvere
un rametto di menta
olio di mandorle o riso per ungere gli stampini


Sbucciate i pompelmi e appoggiateli su un piatto che ne raccoglierà il succo mentre spellate gli spicchi. Iniziate spellando quelli che serviranno per la decorazione. Incidete la pelle sul lato sottile dello spicchio con un coltellino appuntito ben affilato e toglietela delicatamente. Quando avrete il numero di spicchi presentabili necessario metteteli da parte in frigo coperti con pellicola. Togliete tutte le pellicine a quelli rimasti. Il succo, che servirà a sciogliere la gelatina, va versato in un pentolino mentre la frutta va mixata col frullatore assieme a 30-50 gr di zucchero.
Solo chi ama molto il pompelmo si accontenta di 30 gr di zucchero. Complessivamente il frullato più il succo rappresentano circa 300 ml. Dosate secondo i vostri gusti.
Se il pompelmo, seppur rosa e meno aspro, vi crea perplessità, meglio non affrontare questo dessert. Il sapore è affascinante ma un po' esigente. Se invece è la colla di pesce a destare i vostri dubbi, datemi il tempo di fare una prova con l'agar-agar. Al momento, l'ho finito. Oppure aspettiamo che Lionello ci suggerisca quanta fecola usare.
Mettete in ammollo in acqua fredda la colla di pesce.
Portate a bollore il succo, toglietelo dal fuoco e fatevi sciogliere la colla di pesce sgocciolata e strizzata. Mescolate con cura ma senza brutalità, aggiungete la polpa mixata e amalgamate bene. Versate nelle formine di vostra scelta precedentemente unte. Ponete in frigo a rapprendere.
Saranno necessarie almeno 4 ore.
Al momento di servire, rovesciate le formine sul piatto, decorate con gli spicchi messi da parte e lasciate a temperatura ambiente mentre preparate la salsa. basterà far fondere il cioccolato spezzettato su fuoco bassissimo con qualche cucchiaio d'acqua ( e lo zucchero rimasto se vi sembra troppo amaro). Mescolate in continuazione finché non sarà sciolto e ben emulsionato. Aggiungete, se vi piace, lo zenzero e versate sui dessert.
A questo punto sistemate il ciuffetto di menta che ho scordato e ci sta proprio bene.
Kat

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17 luglio 2006

MEME ODOROSO - MARIBER


1. Quale odore di cucina preferivi quando eri bambino/a?
Pannocchie abbrustolite e caldarroste, per la strada...

2. Quali sono gli odori (di cibo) che più ti stuzzicano l'appetito?
In assoluto l'aglio crudo, fresco, che per me ha un profumo inebriante e sensuale (... poi cipolla, soffritto... tutte robe belle grezzotte, insomma) Ma non è solo questione di stuzzicare l'appetito... questi profumi mi piacciono anche "in assoluto"; mi ispiro a Ugo Tognazzi che diceva: "l'odore di un buon ragù lo userei anche come dopobarba" . Ecco, visto che già da diversi anni le donne sembrano entusiaste di profumare di ananas o cocomero, ed ora anche di cacao e crema pasticcera (scelte che non condivido)... orsù, facciamo un passetto avanti, e via libera ai bagnoschiuma al pesto e alla bruschetta, su! :o)

3. Quale odore evoca per te ...
L’estate - cocco (inteso come "odor di turista", abitando al mare...)
L’inverno - mandarino
L’autunno - legna bruciata
La primavera - fresie

4. Qual è la tua spezia preferita?
La noce moscata, of course!

5. Qual è la tua erba aromatica preferita?
Le adoro tutte, mi riesce difficile scegliere... la maggiorana, forse.
Poi il basilico, il timo, ma anche l'origano, la santoreggia, la menta... gnafò, non posso scegliere...

6. Quale profumo o dopobarba usi?
Da sempre e per sempre Mitsouko di Guerlain (lo "usavo" già prima di nascere, ma questa è un'altra storia....)
D'estate però lo abbandono, e per non tradirlo non uso nulla, o al massimo qualche colonia leggerissima, quasi impercettibile...

7. Qual è l’odore della casa dei tuoi sogni ?
Legno e scorza di limone.

8. Quale essenza legnosa ha per te il profumo migliore?
Il pino, poi il sandalo.

9. Qual è l’odore che più detesti?
L'odore di "rinfrescume" (... mi sa che non si dice, in italiano... quell'odoraccio che talvolta lascia l'uovo sulle stoviglie, come si chiama?!?)

... non so rispondere alle altre domande...

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Tipi da spiaggia



La plage, c'est le pied ! (ndt : espressione idiomatica dove piede sta, chissà perché, per goduria)
Tutta colpa dell'amica Katoche. Dopo le nostre più obbrobriose kitcherie, ora vuole il ritratto estivo dei nostri piedi. E noi abbiamo pensato di accontentarla mandandole questo ritrattino balneare di bianchi piedoni puzzoni (al pecorino) e di dolci piedini dorati al limone e lavanda.

Per i piedoni al formaggio (che assomigliano come fratelli ai coniglietti di questa primavera) :
100 gr di farina 0
60 gr di pecorino grattugiato
un pizzico di spezie miste
un uovo
2 cucchiai di olio evo

Per i piedini:
80 gr di farina integrale fine
40 gr di farina di mandorle
2-3 cucchiai di zucchero integrale fine (Dulcita)
un uovo
un pizzico di sale
3 cucchiai d'olio di riso o mais
buccia di limone grattugiata e/o fiori di lavanda secchi macinati

In entrambi i casi si procede mescolando gli elementi secchi in una ciotola, facendo la fontana in centro, versandovi l'olio e l'uovo sbattuto e mescolando rapidamente. L'impasto va messo a palla e lasciato riposare un'oretta in frigo avvolto con pellicola.
Lo si stende quindi col rullo su un foglio di carta forno, si ritaglia e si adagiano i biscotti su una placca antiaderente. Forno 180-200° per una decina di minuti.
Vanno lasciati raffreddare su una griglia.
I piedoni vanno molto d'accordo con la crema fredda di zucchine e avocado.
Kat e Remy

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16 luglio 2006

Tutti al mare?

Per i diritti d'autore, rivolgersi a Berso e Simo

Alice d'Artificio si!

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Ultime dall'orto


Le pesche sono ancora verdi, i fagioli di Nando iniziano a fiorire e all'ombra di quelle larghe foglie, sono sbocciati così tanti fiori di zucca che ... vi racconteremo presto cosa ne abbiamo fatto.

Per le ultime dal medio oriente, vi rinviamo al vostro canale di fiducia ;-(
Kat e Remy

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15 luglio 2006

Buon compleanno Berto


Gente strana questi Scribacchini aostani penserà qualcuno. Festeggiano Patt con focaccia di cipolla, Perec con uno strano verbo e per Alberto, l'amico disegnatore, cucinano spaghetti! Beh, per Jazzer, con le zucchine, hanno toppato (ma si rifaranno). In questo caso invece vanno a colpo sicuro.
La ricetta di questi spaghetti con il branzino è interpretabile in due diversi modi, secondo il tempo a disposizione e la manualità, ma gli ingredienti rimangono gli stessi :

Per 2 persone:
160 g di spaghetti o linguine
un branzino di 400 g circa,
gentilmente pulito dal pescivendolo
un bicchiere di fumetto di pesce
olio evo
prezzemolo
uno spicchio d'aglio

-Versione classica
Sfilettare il branzino, senza preoccuparsi troppo se i filetti si disfano un po', mica siamo professionisti! Metterli in frigo in attesa.
Mettere a bagno, in acqua fredda, la lisca e la testa a spurgare per almeno un'ora. Mettere poi testa e lisca in una pentola con acqua fresca, una foglia di alloro, una costa di sedano, mezza cipolla bianca e mezzo bicchiere di vino. Far bollire per almeno mezz'ora e filtrare.
Quando si butta la pasta, si versa in un saltapasta l'olio, lo spicchio d'aglio e metà del prezzemolo tritato e si cuociono rapidamente i filetti di pesce cercando di salvarne qualche pezzo intero. Si tolgono dalla padella e si lasciano in attesa al caldo.
Nel frattempo la pasta sarà a metà cottura. Si scola e si versa in padella dove si finisce di cuocerla versando mestoli di fumetto bollente. Quando è quasi al dente si aggiusta di sale, si aggiunge il pesce (tranne i filetti "belli" che verranno posati sopra all'ultimo) e il resto del prezzemolo tritato, si fa saltare un attimo e stop.

-Versione frettolosa ma gustosa
stessi ingredienti ma il fumetto di pesce arriva dritto dritto dal congelatore

Abbiamo lavato ed asciugato e messo in forno il branzino, in una teglia antiaderente per 18 minuti e 27 secondi circa, a 180°. Nel frattempo abbiamo messo su l'acqua per la pasta e fatto scongelare il fumetto (se volete farlo fresco tornate alla versione classica).
Mentre uno puliva il pesce, l'altro, scolata la pasta a metà cottura, l'ha messa in padella per tirarla con il fumetto come se fosse un risotto. Pronta la pasta vi abbiamo aggiunto il prezzemolo e il pesce sbriciolato (abbiamo lasciato interi i filetti, il tempo della foto).
Saltato tre secondi con un filo di olio evo e in tavola.

Tanti auguri Alberto! E una promessa, un giorno riusciremo a trovare la quadra tra i tuoi orari e un momento in cui siamo lì, chiudiamo Patt sul balcone assieme ai gatti così lei non deve sopportare l'odore del pesce e noi non dobbiamo scacciare i mici, e ci lanciamo nella versione classica che richiede il doppio di tempo ma c'è più gusto. Non solo nel piatto.
Un abbraccio, Kat e Remy

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14 luglio 2006

Speriamo siano in pochi

Ti sto ancora aspettando, perché so che tornerai a prendermi. Mi hai messo qui solo per farmi sgranchire un po’ le zampe, perché il viaggio che mi hai fatto fare era davvero interminabile.
Poi sei risalito … e … no!!! Non puoi esserti dimenticato di me,non può essere così. Si, sono certo che tra un attimo sarai qui!
Mi siedo sul bordo della strada … ho paura delle macchine che passano veloci ma cerco di pensare a te e ai nostri giochi, ai momenti bellissimi e anche ultimamente ai tuoi nervosismi verso di me.
Ma sarai stato arrabbiato per altri motivi, io a te non ho mai fatto nulla!
Forse quella è la tua macchina, che gioia, lo sapevo che tornavia prendermi.
Sono trascorsi tre giorni e sono ancora qui!
Sto morendo di dolore, di fame, di sete, di tremenda solitudine.
I miei occhi non vedono più lontano; seguono ora soltanto il battito del mio cuore stanco che sta lasciandomi per sempre.
Eppure so che tornerai e resisto in segno della mia fedeltà verso te, perché tu non puoi essere cattivo.
Un cane abbandonato (ma potrebbe essere un gatto, un coniglio, un furetto, un criceto, ...)

Grazie a Paola

E, naturalmente, a Franci
Noi siamo in tanti, basterà?

Intanto, qualche indicazione, speriamo utile:

Amici - un sito dove trovare tante indicazioni per vacanze tutti insieme!

848 588 544 - il numero della L.A.V. per segnalare abbandoni, maltrattamenti e qualunque situazione di abuso su animali, aiutiamoli ad aiutarci. (Memorizziamolo nel cellulare, non si sa mai quando ci può servire!)

02.86463111 - risponde Gaia Italia che ti aiuta a trovare una pensione per animali.

Pronto Fido - il motore di ricerca per trovare l'albergo che fa per te e per il tuo amico di zampa. E molto altro!

E.N.P.A. - occorre presentarla? Via ... ;-)

Lega Nazionale per la Difesa del Cane - come sopra ... e in più un'opportunità facile come un sms.

Infine, non dimentichiamo che l'abbandono degli animali, oltre che un'infamia, è un reato e far intervenire le forze dell'ordine è non solo possibile ma doveroso.

Se non puoi (o vuoi) più tenere il tuo amico di zampa, non abbandonarlo: telefona alle associazioni animaliste della tua zona e chiedi consiglio al veterinario, ti aiuteranno!

E già che ci siamo, ricordiamoci che c'è anche chi ruba e chi cerca.
Se vuoi pubblicare anche tu i manifesti di Franci nel tuo blog o sito, puoi liberamente prenderli da qui con un semplice copia-incolla, oppure scriverci per averli via e-mail.

Grazie a tutti, facciamoci sentire!

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