30 novembre 2006

Tagliatelle "castagnaccio"

Era un sabato grigio e afoso di questo strano e inquietante autunno quando, guardando l'archivio di CdC (che se Patt non esistesse sarebbe un pantano) , ci siamo resi conto di una vergognosa scarsità di verdure. A ben vedere, scarseggiano anche i secondi. Insomma, l'incubo del dietologo, carboidrati a tutto spiano. E allora?
Allora per consolarci ci siamo fatti due tagliatelle di castagne.
E' un piatto che ci mette allegria perché ci ricorda un esperimento fatto con troppa farina di castagne. La pasta non stava insieme, era un delirio da trafilare. Ma noi, stoici, ne avevamo comunque ricavato tagliatelle che in cotttura sono diventate... un bel puré.
Avendo nel frattempo abbondantemente foraggiato le galline del vicino con altri disastri, abbiamo imparare a fare metà e metà, 50 g di farina di frumento e 50 di farina di castagne, un uovo, un pizzico di sale e farina di semola di grano duro per la lavorazione.
E per condirle? Abbiamo discusso un bel po'. Funghi ? Noci? Gorgonzola? Finché Remy l'ha spuntata ricordandomi quanto ci sta bene il rosmarino sul castagnaccio. Avevamo ancora un pezzo di burro di buona famiglia e il rosmarino era nel pieno della fase balsamica autunnale. Ne abbiamo messo un bel po' in infusione nel burro caldo, senza rosolare, a fuoco spento.
Sia nella foto che nel piatto mancavano i pinoli. Ci sarebbero stati benone, magari tostati due o tre minuti in padella asciutta.
Un giorno però proveremo a riprodurre il condimento lardo di Arnad/miele di castagno gustato al ristorante. Magari presto!
Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (7)

invia a un amico

MEME - Alla fermata -L'alba sulle ferriere


Prendete la stessa inquadratura scelta da Kat ma da più vicino una mattina alle 7.40.
Ho barato, la foto l'ho scattata dal posteggio ;-)
Remy

Etichette:

COMMENTI (1)

invia a un amico

29 novembre 2006

I muffins cioccarancio di Elvira

Ehm, oltre a bucce d'arancia "qualsiasi", per usi aromatici non alimentari non ancora ben definiti, vi riesce di procurarvi qualche arancia bio? A dir vero ne basterebbe una ;-) Grazie ad Elvira, che è bilingue e pubblica in francese le buonezze che scova su riviste brasiliane, ho potuto assaggiare questi muffins cioccarancio pur non capendo una virgola di portoghese .

Per 10-12 muffins, secondo pezzatura
(una tazza= un vasetto vuoto dello yogurt)

- 3 tazze di farina
- 1 tazza di zucchero
- 1 pizzicone di sale
- 2 uova
- 1 tazza di latte
- 1/2 tazza d'olio
- 1 cucchiaione di buccia d'arancia grattugiata fine fine
- 180 g di cioccolato fondente grossolanamente tritato
- 1 cucchiaio di cognac o brandy
- 1 cucciaio di succo d'arancia
- mezza bustina di lievito per dolci oppure un cucchiaino di bicarbonato e uno di cremor tartaro (oppure, se la usate, basta prendere farina con lievito incorporato come da ricetta originale)
- olio e farina per la teglia se non usate quelle di silicone

Lavate accuratamente l'arancia, asciugatela e prelevate la parte esterna della buccia. Se avete usato un rigalimoni dovrete tritarla. Io l'ho messa in un mixerino assieme allo zucchero. Si distribuisce meglio.
Accendete il forno su 180-190°. Ungete e infarinata la teglia.
Mescolate la farina con lo zucchero, il sale e il lievito quindi incorporate uova, latte e olio, buccia e succo d'arancia e liquore. Da ultimo il cioccolato, senza mixare.
Distribuite l'impasto nelle scodelline della teglia e infornate per una ventina di minuti.
Lasciate intiepidire un po' prima di sformare e far raffreddare su una griglia.
Sempre che vi riesca di lasciarli raffreddare!!!
Chi è intollerante al latte vaccino potrà usare il latte vegetale di suo gusto, oppure sostituire interamente il latte con succo d'arancia (una tazza). Il risultato è inevitabilmente meno morbido ma pur sempre molto gradevole. Garantisco!
La ricetta non prevede spezie, ma perché no? Un pizzico di zenzero o di cannella o di entrambi , secondo me ci sta bene.
Kat

Etichette:

COMMENTI (11)

invia a un amico

28 novembre 2006

I Pacchetti della felicità


Che buffa è la sorte! Come me è straniera la destinataria che il sorteggio effettuato dalla pazientissima Fiordizucca ha abbinato al mio nome... Sono felice e spero di riuscire a far felice anche lei ;-)
Kat

COMMENTI (0)

invia a un amico

Buccia d'arancia

Già pensavate a qualche post cellulitico, eh?!
E invece è solo un invito a mettere a seccare le bucce delle arance e dei mandarini che mangerete in questi giorni. Perché ? Perché così ne avrete una scorta quando vi proporrò di macinarle con spezie varie per fare.... una cosa che non si mangia, quindi non preoccupatevi se sono trattate. Semplicemente, se sono spesse, asportate la parte bianca con un cucchiaino così si seccheranno più in fretta.
Segue... ;-)
Tranqui, a breve, che sennò Natale ci arriva tra capo e collo ;-(
Kat

Etichette: ,

COMMENTI (8)

invia a un amico

27 novembre 2006

Golosi concorsi transalpini





Meraviglie, follie, stranezze? Lascio valutare a voi.
Il tema del KKVKVK (ovvero, approssimativamente, kizelokecivadikucinare, e questa sarà l'unica volta che trovate qualcosa scritto così in CdC) n.14, scaduto sabato scorso alle 24, sono i ravioli. Nessun limite, un unica regola, fare tutto con le proprie mani.
Se vi va di votare, basta lasciare un commento in coda al post linkato citando i numeri prescelti. Ricordatevi però che non accettano voti anonimi .
Buoni ravioli a tutti e vinca il migliore ! Avete la scelta tra 81 ricette!
Kat

COMMENTI (5)

invia a un amico

Le cotogne secondo Donna Hay


Il recente post di Cat dedicato alle cotogne mi ha ricordato una ricetta notata a suo tempo nel volume Recettes vite prêtes, di Donna Hay, edizione francese Marabout( 2001 ).
Donna Hay è una maga. La sua magia sta nel saper abbinare pochi ottimi ingredienti in preparazioni semplici e spesso molto rapide ricavandone autentiche delizie. Non per niente il suo motto è "Turn simple into special", fai che semplice diventi speciale. I suoi libri di cucina sono senza dubbio tra i miei preferiti. Tra le sue fans più note, il Cavoletto di Bruxelles e Piperita.

Di mio, ho aggiunto il riutilizzo dello sciroppo in una crema inglese e una decisa diminuzione della dose di zucchero.

Per 2 porzioni di Cotogne scirocaramellate :
- una bella cotogna
- 50 cl d'acqua
- 150 g di zucchero
- un pezzo di stecca di vaniglia

Per l'eventuale crema inglese di accompagnamento:
- lo sciroppo di cottura delle cotogne
- 2 tuorli d'uovo (uno solo se XL)
- un quarto di litro di latte

In una padella dal fondo bello piatto versate l'acqua, lo zucchero e la vaniglia aperta in due e mettete su fuoco dolce finché lo zucchero non si sia sciolto del tutto.
Intanto sbucciate la cotogna e tagliatela a fette alte un centimetro. Se il cuore è bello e sano lasciatelo, sennò scavatelo via con un leva torsolo. Mettetele in padella. Inzuppatele bene nello sciroppo poi rivoltatele. Fate cuocere coperto 6 minuti da un lato e 6 dall'altro. Lasciate raffreddare nello sciroppo.

Se volete accompagnarle con una crema inglese, prelevate gran parte dello sciroppo lasciandone solo quanto basta per lustrare le fette di cotogna. Sbattetelo con due tuorli d'uovo. Fate bollire il latte e versatelo, frustando senza sosta, nelle uova. Trasferite in una pentola su fuoco dolcissimo e fate addensare girando in continuazione, senza raggiungere l'ebollizione, finché non vela il cucchiaio. Lasciate raffreddare.

Al momento di servire, versate la crema inglese a specchio sul piattino e adagiatevi due fette di cotogne. Per quanto siano state cotte nello sciroppo, saranno ancora un po' acidule, in piacevole contrasto con la dolcezza della crema inglese.
Kat

Etichette:

COMMENTI (6)

invia a un amico

26 novembre 2006

A volte il lavoro ...

... richiede qualche "giretto" :-)


il Castello di Andràz (click, click)



dal Passo Falzàrego (click)

20 novembre 2006.

Il Silenzioso

COMMENTI (8)

invia a un amico

25 novembre 2006

Agognate crocchette


Nioula e Punkie

Etichette:

COMMENTI (6)

invia a un amico

KKVKVK # 14 - Tortelli Chèvre et Potimarron

Ragazzi, non siamo impazziti, stiamo partecipando ad un bloggogioco francese e non volevamo trasformare il post dei tortelli arancioni in un lenzuolo a tre piazze aggiungendo in coda la traduzione.
----------------------------------------------------------------------------------------

OK, nous on veut bien venir kuisiner ! Vous nous voulez ? On a tout traduit, promis!
Tout ça c'est grace à Alhya mais c'est aussi un peu la faute de Gracianne qui a repéré nos tortelli et, en bonne copine, nous a signalé le thème du dernier KKVKVK .


Ça c'est la première version, avant que notre copain d'Artificio nous prenne en pitié et nous apprenne le tour de main pour chasser l'air des pâtes fraiches.
Ce qui ne veut pas dire qu'on arrive déjà à faire des tortelli tous pareils ! Faut pas pousser les raviolis dans les orties !!! A propos, c'est très bon les raviolis aux orties. Avec de la bourrache c'est encore meilleur, surtout si on met de la farine de seigle dans la pâte. ( Si ça vous branche, faites nous signe).


Ingredients pour 20 tortelli (= 2 maxi portions) + un reste de pâte permettant de faire, par exemple, 2 portions de quadrucci (petits carrés) à cuire dans la soupe ou le bouillon ou en "Pasta e fagioli" ( deux tiers de haricots, un tiers de pâtes = une soupe solide qui est aussi une solide soupe) ou une portion de tagliatelle.

Pour la pâte :
230 gr de farine 55 + celle qui servira pour le plan de travail
2 oeufs entiers + 2 jaunes
une pincée de sel

Pour la farce
300 gr de potimarron (pesé une fois pelé et épépiné)
1 échalotte
100 gr de fromage de chèvre frais bien goûteux (et bien égoutté ;-)
un baton de cannelle
beurre ou huile dolive vierge extra

Per assaisonner :
1 verre de vin blanc demi-sec et d'excellente qualité*
une grosse noix de beurre
2 pincées de filaments de safran


Une fois les ingrédients de la pâte bien amalgamés par un patient pétrissage, nous la laissons au repos une bonne heure au frigo sous film plastique.

Pendant que le safran infuse dans le vin, nous préparons la farce :
L'échalotte hachée une fois bien fondue dans du beurre ou de l'huile (sans laisser colorer) nous ajoutons quelques éclats du baton de cannelle et le potimarron coupé en petits dés. Nous faisons cuire sur feu doux en tournant sans cesse pour le faire cuire et sêcher sans qu'il accroche. Nous ne salons pas, le fromage de chèvre qui sera ajouté ensuite suffisant souvent à saler l'ensemble.
Quand le potimarron est bien tendre nous le passons à la moulinette ou au mixeur.
SANS OUBLIER D'ENLEVER AVANT LES MORCEAUX DE CANNELLE!!!
Nous incorporons le fromage et vérifions s'il faut ajouter du sel. Puis nous laissons refroidir.

Comme, malgré nos mamma italiennes, nous serions bien incapables d'étaler la pâte au rouleau, nous la passons au laminoir. C'est pas donné, même le modèle mécanique qui reste le plus fiable, mais ça vous accompagne une vie durant et chez nous ça sort du placard au moins une fois par semaine. Nous partageons la pâte en plusieurs morceaux que nous façonnons et aplatissons d'abord un peu à la main. La chaleur des mains les assouplit et les rend plus faciles à laminer. Nous en faisons de longues bandes d'une bonne dixaine de centimètres de largeur.
Nous les humidifions au pinceau avant d'y déposer, à distance régulière, des petits paquets de farce, puis nous replions la bande sur elle même. Nous chassons l'air entre un tortello et l'autre avec le tranchant de la main puis nous les découpons à la roulette.

Pendant que l'eau pour les cuire arrive à ébulliton dans une casserolle bien large, nous préparons l'assaisonnement. Dans une grande poèle ou une sauteuse nous faisons bouillir et réduire de trois quarts, sur feu doux, le vin où a infusé le safran.
Toujours sur feu doux, encore plus doux, nous ajoutons à cette réduction une noix de beurre en tournant bien à la cuillère en bois. Dès que c'est bien émulsionné nous enlevons du feu mais nous gardons au chaud.
Nous faisons cuire les tortelli, une dixaine à la fois et nous les repéchons avec une écumoire et nous les posons directement dans l'émulsion qui les attend dans la poèle . Ça les brutalise bien moins que de les cuire tous ensemble et surtout de les égoutter d'un coup dans une passoire. Quand ils sont tous dans la poèle,nous rallumons le feu et nous faisons sauter le temps de bien les enrober de sauce.
Nous servons sur des assiettes chaudes. SANS AJOUTER DE FROMAGE !!!
Buon appetito

* un vin qui aurait des défauts ne les perdra pas en réduisant. Au contraire, ils se concentreront. Côté italien nous avons osé un Recioto di Gambellara, vin des Vénéties, entre demi-sec et doux. Côté France nous opterions quasiment pour du Champagne.

Etichette: ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

24 novembre 2006

Colletta alimentare - Appuntamento domani

foto trovata qui

Domani decima edizione della colletta alimentare. Basta andare a fare la spesa nei punti di raccolta.
Ennò, la fame non è scomparsa, anzi è sempre più presente anche in occidente.

Etichette:

COMMENTI (3)

invia a un amico

Va bene, va bene !

Non che ci sia molto da dire a proposito di questa pasta condita con un umido di lenticchie speziate!
Ho lessato al dente delle lenticchie di Castelluccio (nelle mie preferenze si alternano con le Lentilles vertes du Puy, che però mi sono dimenticata di comprare l'ultima volta che siamo andati in Francia) , le ho unite ad un piccolo soffritto di cipolla, carota e sedano al quale avevo aggiunto, anziché salvia o alloro o rosmarino, una bella cucchiaiata di Garam masala, un fratello figo del curry. Ho aggiunto un po' di brodo vegetale e portato a cottura lasciandole abbastanza cremose da poterci condire una pasta corta. Se vi piace la pasta integrale, meglio ancora. Olio evo a crudo alla fine.
Kat

ps: facile che questa non sia l'ultima versione di pasta e lenticchie che troverete a casa nostra. La prima dovrebbe essere questa ;-)

Etichette: , ,

COMMENTI (2)

invia a un amico

MEME DEL RIGATTIERE - La grattugia di Mara


Mara ci aveva descritto la grattugia a rullo ereditata dalla nonna, poi l'ha gentilmente fotografata per noi.
Chissà se, facendo prima due coccole a Bimba, la bellissima assistente di Mara, siamo autorizzati a rivoltarla per vedere la rotella che fà scendere il fermo per fissarla alla tavola. La grattugia, non la gatta ;-)

Grazie Mara! E' bellissima. Anche la gatta!

Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

23 novembre 2006

Pane biondo


Il mio solito Pan Provvista con l'aggiunta però di due mestoli di farina integrale grossa e due di polenta fine al solito kg di farina (questa volta 500 gr di farina "0" e 500 di integrale tipo 2 ) . Non solo bello!
Kat

COMMENTI (1)

invia a un amico

Aosta -> Castelluccio via Bombay


Scommettiamo che gli ingredienti li indovinate da soli? ;-)
Però la risposta, esageratamente facile, è qui.
Kat e Remy

COMMENTI (6)

invia a un amico

22 novembre 2006

Grattugia misteriosa


Con questo robo estremamente aggressivo, mia nonna ci grattugiava le barbabietole da zucchero, per farci una marmellata che non ho mai visto ne assaggiato ma della quale parla ancora mia mamma.
Remy

Etichette:

COMMENTI (5)

invia a un amico

La stagione degli intingoli

ovvero coda "vaccinata"!
Avete presente le 4 ore necessarie per portare in tavola una vaccinara di buona famiglia?
Ho fatto un esperimento, gustativamente molto soddisfacente seppur infedele, con l'aiuto della pentola a pressione, e ridotto i tempi a circa un ora e mezza, cioè 20' + 20' + 20' + tempi tecnici.
Vostro Onore, a mia difesa dirò che così si riducono i tempi ma non la quantità di pentole da lavare che rimane inesorabile ;-) :
- una pentola a pressione grandicella
- un colapasta
- una padella
- una pentola di coccio con coperchio e frangifiamma

Oltre ad una coda di manzo di un kg circa ho usato :
- olio evo
(- 50 g di grasso di prosciutto)
- 2 carote medie
- 2 belle coste di sedano + un cuore (due se piccoli)
- 1 piccolo porro
- 1 piccola cipolla
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- 3 chiodi di garofano
- 1 foglia d'alloro
- 1/2 bastoncino di cannella
- due cucchiai d'uvetta
- due cucchiai di pinoli
- 1 quadretto di pasta di cacao 100% ( Vannucchi, una bomba, senza zucchero ne edulcoranti, trovata in autcgrill - come ho fatto a vivere senza fino allora?)
e niente pomodoro, chiedo venia, col pomodoro vi tocca provare voi.

Ho lavato con cura la coda, già porzionata dal macellaio, e l'ho lasciata in acqua fredda a spurgare il tempo di far bollire due dita d'acqua nella pentola a pressione assieme a mezza costa di sedano, una carota, il porro e i chiodi di garofano. Quando ha iniziato a bollire ho salato (poco, il brodo verrà usato e ristretto in seguito), aggiunto la coda e fatto cuocere 20 minuti dal sibilo.

Ho fatto ricadere il vapore mettendo la pentola sotto un filo d'acqua fredda e messo la coda, pescata con una schiumarola, a scolare in un colapasta. Il brodo invece l'ho versato nella pentola di coccio. Ecché, dovevo lavarne un'altra ancora? Anzi, ho pure messo il coperchio, così il brodo è rimasto bello caldo.
Intanto ho fatto scaldare la padella. Essì, una delle stranezze della coda alla vaccinara è che va lessata poi rosolata. Ho quindi rosolato la coda in olio evo. Non è facilissimo perché l'osso centrale spesso sporge ma con un po' di pazienza...
Ho ripreso la pentola a pressione e messo a rosolare nel grasso di prosciutto (ebbene si, tre o quattro volte l'anno mi concedo un autentica perversione!) un trito misto di carota, sedano e cipolla con l'aggiunta di una foglia d'alloro e di qualche scheggia di cannella.
Quando la coda è stata dorata, l'ho messa in pentola e insaporita ben bene nel trito.
Ho versato sopra tre mestoli di brodo e fatto cuocere altri 20 minuti dal sibilo, su fuoco basso basso.
La pentola di coccio intanto fremeva aspettando il suo turno.
E io, mentre l'uvetta si ammollava in acqua tiepida - cambiata due tre volte per togliere la paraffina- lavavo il cuore di sedano e lo tagliavo a bastoncini. I pinoli li avevo già fatti colorire leggermente in padella asciutta prima di rosolare la coda. Ecché, dovevo forse lavare un' altra padella?
A questo punto, dopo aver nuovamente fatto ricadere il vapore sotto un filo d'acqua fredda ho aperto la pentola a pressione e trasferito l'intingolo nella terracotta in compagnia dei bastoncini di sedano. E' il momento di aggiungere spezie e peperoncino se volete una pietanza più "calda".
Ho coperto e lasciato pensare un quarto d'ora quindi ho aggiunto l'uvetta scolata e asciugata, i pinoli e il quadretto di cioccolato grattugiato. Ho mescolato con cura e lasciato cuocere pianissimo gli ultimi 5 minuti.

I tempi indicati si riferiscono a quelli necessari per una coda di bestia grossa. Una coda più piccola e/o più giovane cuocerà più in fretta. Suggerirei in questo caso di accorciare di 5 minuti la bollitura e la prima cottura in umido, mantenendo sui 20 minuti la finitura nel coccio.
Al massimo dovrete allungare a 30 minuti ma eviterete di trovarvi con una coda sfatta come mi è capitato durante un primo esperimento che non documenterò no no !
Kat

Etichette: ,

COMMENTI (7)

invia a un amico

21 novembre 2006

MEME - Alla fermata - AO


ovvero ferrovie, ferriere e, oltre, i monti che cingono il capoluogo.
Aosta Viale Carducci ore 12.47 del 20.11.2006
Bella idea, Patt!
Kat

Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

Ruvida la vita

Questa grattugia, mia nonna l'ha portata con se quando è emigrata qui in Valle d'Aosta ed io, da bambino, ci ho fatto i miei primi passi nel pericoloso mestiere di grattugiatore di parmigiano.


All'origine, in Emilia ma al confine con la Lombardia, veniva usata per la preparazione di una cosa dolce che... che voi sicuramente indovinerete ;-)
Remy

P.S. : Che dite lanciamo il MEME del rigattiere?

Etichette:

COMMENTI (10)

invia a un amico

20 novembre 2006

Zucca? Tortelloni arancioni


Dopo una lezione privata a casa d'Artificio, abbiamo trovato il coraggio di riprovarci.
Il sapore dell'esperimento n° 1 c'era piaciuto molto ma le cose che non andavano erano parecchie. Tortelli sgonfi, mal sigillati e via dicendo. (vedi foto qui sopra)
Non che questa volta ci sia riuscito fare tortelli tutti uguali :-)


Però si comincia a ragionare e, quel minimo di tecnica in più ci ha consentito di affrontare nuovamente questa interpretazione, forse un po' osé ma gustosissima, dei tortelli di zucca.

Ingredienti per 20 tortelli (= due maxi porzioni) + 2 porzioni di quadrucci con la pasta avanzata.

Per la sfoglia:
230 g farina "0" + quella per la spianatoia
2 uova intere
2 tuorli
un pizzico di sale

Per il ripieno:
300 g di zucca a polpa soda (pesata già mondata)
1 scalogno
100 g di formaggio di capra fresco
un pezzetto di stecca di cannella
(2 pizzichi di santoreggia)
olio evo

Per il condimento:
1 bicchiere di vino bianco amabile
una grossa noce di burro
due pizzichi di pistilli di zafferano (Grazie Canny, è fantastico!)


Impastare gli ingredienti della sfoglia e farla riposare in frigo per un'oretta sotto pellicola.
Preparare il ripieno:
Lo scalogno tritato va fatto appassire nell'olio senza farlo colorire. Si aggiunge qualche scheggia di cannella e la zucca tagliata a dadini e si porta a cottura su fuoco dolce girando sempre in modo che si asciughi senza attaccarsi. Non salare, il formaggio di capra che verrà aggiunto spesso è parecchio salato.
Quando la zucca è morbida passarla col passaverdure o con il frullatore ad immersione. (Ricordarsi di togliere prima i frammenti di cannella ;-)
Incorporare il formaggio e, solo a quel punto, aggiustare eventualmente di sale.
Lasciare raffreddare.
I tortelli li sapete fare vero?
Mentre l'acqua bolle versare il vino in un saltapasta, aggiungervi lo zafferano e fare ridurre di tre quarti su fiamma bassa. Sempre su fiamma bassa incorporare il burro emulsionando bene con un cucchiaio di legno. Aggiungere i tortelli tolti dall'acqua con una schiumarola per non rischiare di romperli. Saltare delicatamente per avvolgerli nel condimento e servire subito su piatti caldi.
NON AGGIUNGERE FORMAGGIO GRATTUGIATO!

N.B. Usando formaggio di capra cremoso (tipo il Delicapra reperibile al supermercato) il ripieno potrebbe risultare un po' troppo morbido ma ugualmente gradevole. La ricetta è ovviamente interpretabile con latticini vaccini.
Per la riduzione di vino abbiamo osato un Recioto di Gambellara. Risultato particolare ma affascinante. Qualsiasi sia il vino scelto, più o meno aromatico e amabile, ricordatevi che la riduzione ne concentra gli eventuali difetti.
Kat e Remy

Etichette: , ,

COMMENTI (11)

invia a un amico

19 novembre 2006

Per un euro...

...abbiamo comprato, al mercato, questo coso...


Un campione nella sua categoria. Ah, se lo avessimo avuto per fare questo!
Remy

Veramente, quel giorno, avrei preferito avere della pasta di pistacchi... Ma in Italia, si troverà?
Kat

Etichette: ,

COMMENTI (4)

invia a un amico

18 novembre 2006

Gatti d'Artificio


Cosa stanno facendo?
Stanno seguendo una lezione di Berso sulla preparazione del brodo :-)

Etichette:

COMMENTI (5)

invia a un amico

17 novembre 2006

Spoja lorda - "non anniversario"

Delle persone care scomparse preferiamo ricordare il giorno del compleanno. A volte però la loro assenza punge forte. Quella di MuffaMonica punge ogni volta che, facendo la pasta fresca, ci troviamo a trafilare pasta marezzata di ripieno, quella che lei, ravennate, chiamava appunto "spoja lorda".
MuffaMonica c'è!
Kat e Remy con il supporto del Premiato Pastificio d'Artificio

Etichette: ,

COMMENTI (5)

invia a un amico

16 novembre 2006

Calamari ripieni


Possiamo confermare che la fortuna dei principianti esiste. A saltare i calamari in padella ormai ce la caviamo, ma ripieni non li avevamo fatti mai. Va detto che, per sua sfortuna, Berso era inchiodato al divano da una frattura e ci ha guidati in chat.
I calamari erano piccoli (lunghi una decina di cm una volta separate le sacche dai tentacoli) e di conseguenza teneri ma un po' noiosi da pulire a fondo (indice prensile indispensabile) e da farcire (cucchiaino). Ne abbiamo pulito, lavato e asciugato tre a testa.
Per il ripieno abbiamo fatto saltare tre minuti i tentacoli che abbiamo poi tritato con prezzemolo, olive taggiasche sott'olio, buccia di limone, panpesto bagnato con un po' di fumetto di pesce e bianco d'uovo sbattuto a neve morbida.
Li abbiamo riempiti con moderazione, memori delle disavventure occorse ad un amico che li ha visti tracimare in cottura.
Restava da decidere come cuocerli. L'umido con piselli ci ispirava poco, il pomodoro è purtroppo bandito e non sappiamo ancora gestire bene il vapore che Berso suggeriva. E allora via, senza rete, per una cottura ultra rapida in padella, la stessa usata per i tentacoli, appena unta d'olio evo. 4 minuti o giù di lì.
La prossima volta li chiuderemo con mezzo stecchino soltanto, in modo che non intralci le giravolte in padella. Ma di sicuro li rifaremo. E di sicuro seguiremo l'ottimo consiglio di Berso di avvolgerli per 5 minuti nella carta stagnola, dove la cottura finirà di uniformarsi, prima di trasferirli nei piatti.
Qualche suggerimento di contorno?
Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (6)

invia a un amico

15 novembre 2006

Non di solo cibo...

Oltre la costellazione di Orione ho visto cose che voi umani...

Domenica, nei dintorni di Modena, alcuni frequentatori del forum di Gennarino si sono incontrati per ... diciamo anche per mangiare.
Per quanto ci fossimo ripromessi di limitarci, questo è (solo) il buffet dei dolci.
In primo piano una mousse al caramello in ciotola di croccante. A seguire, in ordine sparso: Stollen, Torta di riso, Torte al cioccolato e pere, Rame di Napoli, Torta di pere e crema Frangipane, Pain d'épices, Treccia di frutta secca e Paperelle di cioccolato plastico.
Forse abbiamo dimenticato di citarne qualcuno ma non di assaggiarli :-)


A questo punto, penserete che ci siamo abbuffati e ... e invece si, ma non solo.
Un segno distintivo di questi incontri è che i convitati (?) sono davvero appassionati di cucina e non si sognano nemmeno di incontrarsi al ristorante ma approfittano dell'occasione per scambiarsi trucchi e consigli tecnici per la preparazione delle specialità delle loro zone di origine.


Mentre qualcuno imbandiva la tavola o cuoceva la farinata nel forno a legna altri imparavano a stendere la pasta delle piadine e, dopo il caffè, Glutine ha improvvisato una lezione di impasto del pane.
Kat e Remy

Etichette:

COMMENTI (9)

invia a un amico

14 novembre 2006

Cosa sarà? - la soluzione, con quesito aggiuntivo.


A cosa serve il "coso" lo avete indovinato in molte, ma come si chiama? Katy, che è fransè, lo chiama Tricotin, ma in italiano un nome ce l'ha?

Questa volta non ho la soluzione, spero che qualcuno sia così gentile da fornircela. Magari Typesetter che sa tutto sul lavoro a maglia. Io confesso che non so nemmeno da che parte si incomincia e che anche il semplice cordoncino che esce dal rocchetto è una magia. :-)
Mamma, orgogliosa titolare dell'antico rocchetto in legno, mi ha spiegato che -moooolto tempo prima dei funghetti plasticosi- veniva usato per insegnare alle bambine i primi rudimenti del lavoro, poi si passava ai ferri, con i quali già a sei anni dovevano saper fare i calzini.
Nel frattempo, i cordoncini realizzati col "coso" servivano come lacci per le scarpe, come cinture e tante altre cose.

Brave a tutte, e una menzione particolare a Teo che ha suggerito un uso improprio ma intrigante dell'aggeggio! ;-)))

Patt

COMMENTI (11)

invia a un amico

Zucca? Crumble !


Questo piatto unico è un autentica coccola. Piace persino a Remy che non va matto per la zucca. Vero è che uso zucchette dalla polpa soda e molto asciutta che sanno più di castagna che di cucurbitacea.
E' una versione italianizzata di una ricetta scovata a suo tempo in "Crumbles" di Camille Le Foll, edizione francese Marabout.

Ingredienti per 6 porzioni
- 1 kg di zucca pesata già mondata
(- 100 g di "scaglie" di prosciutto crudo un po' secco o pancetta affumicata o speck o bacon)
- 1 cipolla o due scalogni
- 6-8 foglie di salvia
- olio extra vergine di oliva
- 200 g di grana padano grattugiato grosso
- 150 g di farina (meglio se integrale)
- 80 g di burro salato

Per prima cosa preparate le briciole mescolando con la punta delle dita il burro con la farina e metà del formaggio. Lasciatele riposare al fresco, risulteranno più croccanti.
Accendete il forno su 180°.
Sbucciate la zucca, lavatela, asciugatela e tagliatela a dadini.
Tritate cipolla e salvia e fateli appassire in padella con l'olio extra vergine di oliva. Aggiungete la zucca e fate stufare finché non sia tenera ma non sfatta.
In presenza di una zucca molto acquosa, la si potrà far cuocere in forno mescolandola prima in una pirofila con cipolla, salvia e 2 cucchiai d'olio. Ci vorranno però 30-40 minuti.
Quando la zucca è morbida, schiacciatela grossolanamente con una forchetta, aggiungete l'altra metà del formaggio e, volendo, il salume prescelto. Regolate di sale tenendo presente che sia il formaggio che i salumi ne cederanno alla pietanza. Io non ne metto proprio.
Coprite con le briciole e infornate nuovamente per una ventina di minuti finché la crosta non sarà dorata.
Kat

Etichette: , ,

COMMENTI (5)

invia a un amico

13 novembre 2006

Cosa sarà?


Non serve in cucina! ;-)

Patt

(La soluzione domani, se avrete indovinato, sennò arriverà l'aiutino!)

COMMENTI (5)

invia a un amico

PPP: Pasta, Porcini, Prosciutto


Ammollare un pugno di porcini secchi in due-tre bicchieri di acqua tiepida.
Nel frattempo affettare sottilmente un centimetro di porro oppure alcuni steli di erba cipollina (eventualmente va benissimo quella secca) e farlo appassire in una noce di burro, utilizzando una padella grande o un saltapasta.
Unire i funghi strizzati e tagliuzzati grossolanamente, farli saltare un paio di minuti, poi spegnerli con un bicchiere di marsala secco. Far asciugare a fuoco dolce.
Cuocere la pasta e scolarla quando mancano ancora tre o quattro minuti alla cottura, versarla nella padella con il condimento e "risottare", ovvero terminare la cottura come si farebbe per un risotto cioè aggiungendo man mano l'acqua di ammollo dei funghi, ben filtrata e calda.
Quasi alla fine, unire due cucchiai di mascarpone, una fetta di Asiago vecchio tagliata a pezzetti piccoli, un etto di prosciutto crudo di San Daniele tagliato a listarelle e un pugno di rucola tritata (anche surgelata va bene). Mescolare finché il formaggio si è sciolto, profumare con pepe nero.

Patt

Etichette: , ,

COMMENTI (4)

invia a un amico

12 novembre 2006

In questa stagione, l'orto...


"In questa stagione l'orto ha un'atmosfera da chiusura di cantiere: raccolgo le zucche, gli ultimi zucchini, quel che resta dei pomodori, delle melanzane, dei peperoni. Dico addio agli ortaggi estivi. Fino all'inverno avrò la compagnia di porri, finocchi, cavoli verza, bietole da coste; non mancheranno prezzemolo, sedano, spinaci, radicchi.
Ricomincio a seminare le lattughe, le cicorie da taglio, i capolini. Ma sento incombere l'inverno, concludersi un'epoca."

Da L'orto di un perdigiorno, confessioni di un apprendista ortolano, di Pia Pera - Ponte alle Grazie 2003

Etichette: ,

COMMENTI (1)

invia a un amico

11 novembre 2006

Tanti auguri "Di TV e TV"


Cara Graziella
In onore del compleanno del tuo blog abbiamo infornato... Madeleine salate.
Volendo, trasformano una banale insalata in antipasto.

Adesso come facciamo a dirti che l'impasto è il solito di Kat, ovvero la torta allo yogurt ma senza zucchero? Ebbene si, per lei è più di un cavallo di battaglia, potrebbe persino sembrare una mania ma, in fondo,perché complicarsi la vita quando esiste un impasto perfetto e tuttofare che piace sempre?

Per prima cosa accendi il forno su 180°.
Mescola in quest'ordine - senza insistere troppo quando aggiungi gli elementi secchi:
- 3 uova
- uno yogurt naturale di latte intero
- 2/3 di vasetto (dello yogurt) d' olio evo
- 1 vasetto di parmigiano grattugiato
- 2 vasetti di farina (anche integrale)
- un cucchiaino di lievito istantaneo senza vanillina oppure (mooooolto meglio) un cucchiaino di bicarbonato e uno di cremor tartaro.
- 1 vasetto di formaggio (magari di capra;-) a dadini proprio ini
- erbe aromatiche essiccate (abbiamo usato basilico+ cipollina+ santoreggia) senza esagerare

Metti nelle formine preferite e inforna, secondo il formato, da 10 a 20 minuti.
Si gustano calde, tiepide o fredde e sono ovviamente disponibili a molte altre varianti ( tranne ovviamente quella con le zucchine;-)
Un bacio in fronte anche al tuo template

Etichette: ,

COMMENTI (1)

invia a un amico

10 novembre 2006

Calamarata Senza Storie

Quel giorno, la nostra pescivendola di fiducia (essì, alla fine ne abbiamo scovata una anche qui sotto al Monte Bianco) aveva dei calamari veramente belli, piccoli e sodissimi e siccome stava per chiudere... insomma, con pochi euro siamo tornati a casa con una quindicina di calamari di buona famiglia. Sarebbero però diventati infrequentabili se non li avessimo cotti e mangiati in giornata quindi..."calamarata" a pranzo e calamari ripieni a cena. I secondi li "surgeliamo" in bozze per qualche giorno...
Dunque, calamarata. Fusion? Ennò. Troppo facile. Prima invochiamo l'autunno, poi quando arriva davvero il freddo capita che ci torni la voglia di basilico e limone!
Il basilico c'era, proprio nelle scale di casa, salvato in extremis dal gelo che la notte successiva ha annerito tutto quanto gli era stato lasciato in pasto. Anche i limoni non trattati c'erano. Quanto al fumetto, quello vero, da quando Teresa/Gennarino ci ha insegnato a sfilettare i pesci per usare testa e lisca per prepararlo, ne abbiamo quasi sempre in congelatore.
E allora Calamarata Senza Storie.
Mentre uno (vi lasciamo indovinare chi...) separava, spellava,lavava e asciugava i calamari e li tagliava ad anelli della stessa dimensione della pasta, l'altro rosolava uno scalogno in olio evo nel saltapasta. Poi, a fiamma alta, abbiamo fatto saltare anche i calamari. Per tre minuti tre, non uno in più sennò dimentano duri.
Come per la calamarata fusion, li abbiamo lasciati in attesa, in un altro recipiente, recuperando però i loro succhi che abbiamo aggiunti al fumetto.
Nella padella non lavata (sarebbe un crimine) abbiamo poi risottato la pasta, ovvero a metà cottura l'abbiamo scolata dall'acqua e trasferita in padella e abbiamo finito di cuocerla facendole assorbire fumetto bollente un mestolo per volta. Quand' è stata quasi cotta, abbiamo aggiunto i calamari, giusto il tempo per scaldarli, spadellato un minuto, spolverizzato di prezzemolo, basilico e buccia di limone e ...gradito molto.
Kat e Remy

Etichette: ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

All'alba sul tetto


In cucina andremo più tardi. Ora devo consolare Nioula.
Non mi perdona di non averla lasciata uscire sul tetto...
Se cliccate abbastanza piano sulla foto, il responsabile di tanta smania non dovrebbe volare via...
Kat

Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

09 novembre 2006

I Mici di Micia e un altro orfanello


Ecco i nostri piccoli orfanelli. Non sono bellissimi?
La paura grossa dei primi giorni è passata lasciando posto alla soddisfazione delle levataccie mattutine (per pappa-coccole della mattina) e alle lunghe sedute al freddo del terrazzo la sera tardi, cercando di carezzare e catturare questi musini buffi!
Ma i risultati ci piacciono tanto.
Ormai hanno due mesi, e mangiano ..... come testimoniano le quattro zampine sormontate da pancine tonde tonde.
Macchia li ha segnati tutti, con varie pennellate di buffo colore.
Anche quello tutto nero (l'unico che ha preso da lei) in realtà ha un occhietto "colorato"..... e noi lo adoriamo!
Volevamo condividere con voi anche questo piccolo sollievo, perchè il bello dell'amicizia sta nella condivisione, delle cose brutte e tristi, si, ma anche dei sollievi e dei sorrisi.
Io e GG abiamo comprato una bella cuccia foderata da maglioni caldi, per proteggerli dal freddo e dalla pioggia, latte da svezzamento, microcrocchette per cuccioli.
Quello che non possiamo dargli è l'affetto e il calore di un abbraccio, e nessuno dica che i gatti stanno bene anche da soli..... sarà anche vero..... ma preferiscono la compagnia!
I cinque orfanelli cercano casa e amore.
Ogni essere peloso dotato di quattro zampe, baffi e coda, che passa di li per loro è MAMMAAAAAAAAAAAAAA............. e gli corrono incontro!
Perfino il micione di casa, perfetto gentiluomo, si è visto apostrofare così dalle 5 pulci, e dall'alto dei suoi sette kili (quasi otto direbbero.... ma sono voci maligne) li ha guardato molto molto perplesso... per poi girarsi verso di noi miagolando come per dire "mamma????? chi, io?"
Ci aiutate?


Noi vi mandiamo le foto del "mucchietto peloso" e dei loro sguardi meravigliosi.
Grazie per esserci, comunque!
a tutti
Mip e GG


Ci sarebbe anche un piccolo dalmata sfortunato bisognoso d'affetto.
Adottabile in tutta Italia
per contatti:
333/8079363 - 347/7819982
mail: alessissi@yahoo.it

Grazie

Etichette:

COMMENTI (10)

invia a un amico

Cannyberries

Indovinate un po' chi mi ha spedito queste meravigliose Cranberries essiccate ? Era un po' che mi incuriosivano e, come primo assaggio, ho goduto della qualità migliore, le cranberries come le conoscono i canadesi. Grazie cara!
Quelle che mi sono procurata in seguito al supermercato, reparto frutta secca (da tenere però in frigo dopo l'apertura), non sono male, però... ecco... appartengono , come dire, ad un altra cilindrata.
Primo esperimento! Taddaaaan.... muffins!
B-u-o-n-i-s-s-i-m-i!!!

Sarà perché ho usato yogurt sgocciolato ?
Per il resto, il solito impasto della torta allo yogurt che riporto qua sotto (nella versione con aggiunta di mela sperimentata in seguito), tanto per non mandarvi a leggere altrove se proprio non la conoscete.
Ma c'è ancora qualcuno che non la conosce?

Per la "Torta da tagliare in porzioni formato merendina" servono:

- uno yogurt ai frutti di bosco (responsabile del delizioso color grigioverde dell'impasto;-)
- 3 uova
- 3/4 di vasetto (dello yogurt) di zucchero di canna
- 3/4 di vasetto d'olio di riso
- 3 vasetti di farina "O" o "OO"
- un cucchiaino di estratto di vaniglia
- un cucchiaino di cremor tartaro e uno di bicarbonato
- un pugno di cranberries
- una piccola mela gattugiata grossolanamente

Come l'uvetta, le cranberries sono "lucidate" con olio vegetale. Basta lavarle due o tre volte in acqua calda per asportarlo. Vanno quindi asciugate con carta cucina. La mela grattugiata (non troppo fine sennò il dolce rischia di diventare un po' gommoso) conferisce una gran morbidezza a questa torta.
Kat

Etichette:

COMMENTI (7)

invia a un amico

08 novembre 2006

MEME - Alla fermata ...

... del tram, dell'autobus, del treno, ... insomma: là dove aspettate e aspettate ... e aspettate ..., lo fate anche un click? :-)


Mas di Sedico, BL
2 novembre 2006, ore 16.30 circa
Monte Perón

Patt

"Siccome che a me mi"capita di aspettare davanti alla timbratrice mentre la bici aspetta me... mi sarei permessa di interpretarla così.


L'inquadratura è già nota. Il tramonto (dietro il massiccio del Ruitor, Valle d'Aosta) è di questa sera, ore 16.57.
Kat

Etichette:

COMMENTI (9)

invia a un amico

Polenta e Tòcio


Ricetta collaudata da tempo. Inventata illo tempore da paparino, è apprezzata perfino dal Silenzioso, il che è tutto dire! ;-)
E la apprezza al punto che stavolta ha cucinato lui, visto che io di tempo non ne avevo proprio!
Io ci ho messo soltanto la polenta, morbida per raccogliere il sugo, il resto è opera sua.
La ricettina la copio uguale-uguale dal libricino di papà, ma confesso candidamente che qui la seguiamo solo nelle linee generali: tanto lui era preciso -contava, pesava, misurava- tanto io sono approssimativa e nasomètrica, e il mio pessimo esempio influenza chi mi sta intorno.
Voi? Seguite la vostra inclinazione: il risultato è garantito comunque!

Spezzatino alla Barbarossi

Ingredienti, per 4/5 porzioni

- per il macero:
1 kg di polpa di manzo
21 bacche di ginepro
42 grani di pepe nero
21 chiodi di garofano
6 cm di cannella in canna
6 foglie d'alloro
3 cucchiaini di semi di finocchio
6 cucchiaini di semi di coriandolo
1 litro di merlot o barbera

- per la cottura (oltre, ovviamente, alla carne)
una noce di burro
un cucchiaio di olio d'oliva extravergine
150 gr di pancetta affumicata
50 gr di cipolle (bianche o dorate)
2 grossi spicchi d'aglio
3 grosse carote
3 pugnetti di cime di sedano
3 pugnetti di prezzemolo
2 ombre (bicchieri) di vino bianco secco
1 dado
sale e pepe quanto basta

Preparazione

Togliere alla carne qualsiasi traccia di grasso e membrane varie, tagliarla a pezzetti grandi come un mezzo uovo e metterla a macero -in frigorifero- per tre giorni nel vino unitamente a tutte le spezie ed aromi indicati alla voce "per il macero".
Un paio di volte al giorno dare una rimescolata con un cucchiaio di legno.
In un tegame, con i condimenti indicati, soffriggere contemporaneamente la cipolla e la pancetta finemente tritate e l'aglio sbucciato ma intero.
Quando la cipolla comincia a cambiare colore, aggiungere le carote tagliate a dischetti dello spessore di una moneta. (Qui le tritiamo, sennò rimangono tutte al bordo del piatto!)
Soffriggere a fuoco lento e, quando la carota comincia a prendere colore, aggiungere il sedano e il prezzemolo tritati grossolanamente.
Quando comincia ad attaccare sul fondo aggiungere il vino bianco e togliere l'aglio che va gettato via.
Dopo alcuni minuti unire la carne scolata dal vino e ripulita dalle spezie eventualmente attaccatevisi (io risolvo in anticipo mettendo le spezie in una garza pulita e legata con spago da cucina: cedono l'aroma ma non bisogna diventar matti a staccarle dalla carne).
Setacciare il vino e gettare le spezie.
Ricoprire con il vino da macero, aggiungere il dado e cuocere a fuoco lento per almeno due ore e mezza.
Se il vino da macero dovesse evaporare tutto prima del tempo, aggiungere brodo non salato.
Dopo un paio d'ore di cottura regolare di sale e di pepe.
A cottura ultimata il liquido dovrà essere quasi completamente evaporato. (Non troppo, dico io, sennò dove tòcio la polenta?)

Patt

Etichette: , ,

COMMENTI (10)

invia a un amico

07 novembre 2006

Piccole grandi gioie private

Mobilitarci a favore delle zone buie del mondo non ci fa dimenticare le piccole grandi gioie private. E inversamente.
Per tranquillizzare tutti gli Amici che sono stati in ansia per le sorti di Principessa, ecco qui un brevissimo video che la ritrae in azione!



Come potete vedere, schizza via tanto in fretta che non si riesce nemmeno a riprenderla!
Un grazie immenso ai mitici veterinari Luca e Belinda e alla Clinica San Marco!
E a "certi" Amici valdostani che hanno scarrozzato qua e là noi e la piccola! :-)))

Patt

Aggiornamento.
Makallè e Paola necessitano di code incrociate e pensieri positivi. Dai, Makallè, facciamo tutti il tifo!

Etichette:

COMMENTI (11)

invia a un amico

06 novembre 2006

24 ORE CONTRO LA CYBER-CENSURA


Getty images

Dalle ore 11 di martedi 7
alle 11 di mercoledì 8

Amnesty International lancia una campagna globale contro la repressione su Internet:
Dopo il successo del lancio della campagna della Sezione Britannica di Amnesty International per la libertà d’espressione su internet, l’organizzazione per i diritti umani rende da oggi globale la propria azione, attraverso l’iniziativa irrepressible.info. La campagna di Amnesty International ha l’obiettivo di restituire al web la sua caratteristica di forza per il cambiamento, a fronte della crescente disponibilità delle aziende ad aiutare la censura e la repressione.
Dall’Iran alle Maldive, da Cuba al Vietnam, i governi stanno intensificando il giro di vite nei confronti di chi usa internet per comunicare i propri punti di vista e contestualmente negano ai propri cittadini l’accesso alle informazioni.
Il quadro della repressione è il seguente: utenti di internet arrestati, internet café chiusi, chat room sorvegliate, blog cancellati, siti bloccati, notizie dall’estero censurate, motori di ricerca sottoposti a filtri per non trovare “risultati” sensibili...
“Internet può essere un grande strumento per la promozione dei diritti umani: gli attivisti possono far sapere al mondo cosa accade nel proprio paese con un solo click. La gente ha un accesso senza precedenti a informazioni provenienti da un numero amplissimo di fonti. Ma il potenziale di Internet per il cambiamento è sotto l’offensiva di quei governi che non tollerano la libertà d’informazione e di quelle aziende che sono disposte ad aiutarli a reprimerla” – denuncia Amnesty International.
Sun Microsystems, Nortel Networks, Cisco Systems, Yahoo! e Google sono tra le compagnie...
segue... con links per le varie petizioni

Irrepressible.info, per aderire firmando

Etichette:

COMMENTI (1)

invia a un amico

Banana Big Bread


La ricetta, senza uova né prodotti lattiero caseari, è la stessa usata a suo tempo per i muffin "da diporto". L'ho adattata ad un caschetto di banane nere pagato o,52 al super e ad una teglia grande (24x28).
Per un dolce che sembra un fondant alla banana servono :

- 5 banane molto mature (circa 500 g sbucciate)
- 200 g di zucchero
- 200 g di crema di riso
- 125 ml (un vasetto dello yogurt) di olio dal sapore neutro
- 1 cucchiaio di spezie (2/3 cannella, 1/3 zenzero o un misto di vostro gusto)
- 3 cucchiaini di bicarbonato e 3 di cremor tartaro oppure una bustina di lievito

Forno 180° per 30 minuti circa (secondo lo spessore dell'impasto nella teglia).
Far raffeddare su una griglia. Volendolo portare in giro o nella cartella per meranda conviene metterlo in un contenitore rigido perché rimane molto morbido e un po' appiccicoso.

Kat

Etichette: ,

COMMENTI (3)

invia a un amico

05 novembre 2006

MEME - Le Stagioni del Fiume - BL

Cordevole, novembre.


2006

1966

Patt

Etichette:

COMMENTI (4)

invia a un amico

Un raccolto insperato


Raccolta appena in tempo prima che gelasse, questa borsata di borraggine ci ha consentito di rifare gli Sblisigoni dell'Archiniere con un ripieno all'altezza!
Siccome avevamo setacciato la farina di segale, abbiamo potuto tirare la sfoglia più sottile.
Forse un po' troppo sottile... ovviamente qualche schlutzer si è aperto dando questo bellissimo colore all'insieme :-)
Complessivamente ci sembra che il sapore ci guadagni.


Ancora grazie Cat per la ricetta (proposta in coda al sorbo rosso)
Kat

Etichette:

COMMENTI (1)

invia a un amico

04 novembre 2006

Tana!

E allora?


Uff, che noiosi, non vi guardo più!
Nioula

Etichette:

COMMENTI (9)

invia a un amico

03 novembre 2006

Un dono prezioso


Forse qualcuno di voi ricorderà questa foto scattata da Remy in Grecia e pubblicata "con calma" nel gennaio scorso per il complimese dei Cuochi di Carta.
Chissà se ricordate anche la poesia che l'accompagnava? Ora possiamo finalmente firmare quel bellissimo augurio.
"Ti auguro tempo" è di Elli Michler e compare in questa raccolta.
Grazie di cuore a sua figlia Barbara per avercelo comunicato.
Gli Scribacchini

COMMENTI (4)

invia a un amico

Meme de L'Artusi - 559


Il meme è stato ideato da Gourmet che ci ha dato appuntamento ad oggi. E noi ben volentieri onoriamo un grande della cultura italiana e ci tuffiamo nella sua opera magna.
L'edizione fotografata è quella della Einaudi, che vanta introduzione e note a cura di Piero Camporesi, una vera chicca!
Inutile dire che scegliere tra le oltre 700 voci repertoriate dal buon Pellegrino era davvero difficile. Però il tempo delle mele ci ha rammentato un dolce rimasto in sospeso un annetto fa e così...

559. Strudel

"Non vi sgomentate se questo dolce vi pare un intruglio nella sua composizione e se dopo cotto vi sembrerà qualche cosa di brutto come un'enorme sanguisuga, o un informe serpentaccio, perché poi al gusto vi piacerà" scrive il buon Pellegrino e noi non gli daremo certo torto. Vi siete mai chiesti come mai lo strudel viene praticamente sempre fotografato a fette? ;-)

Abbiamo provato a farlo come recita Lui, salvo che, per raschiare il limone, pur avendo appena rotto un bicchiere, abbiamo preferito il rigalimoni.

Mele reinettes, o mele tenere di buona qualità, grammi 500.
Farina, grammi 250.
Burro, grammi 100.
Uva di Corinto, grammi 85.
Zucchero in polvere, grammi 85.
Raschiatura di un limone.
Cannella in polvere due o tre prese.


Spegnete la farina con latte caldo, burro, quanto una noce, un uovo e un pizzico di sale per farne una pasta piuttosto soda che lascierete riposare un poco prima di servirvene. Tirate con questa pasta una sfoglia sottile come quella dei taglierini e, lasciando gli orli scoperti, distendetevi sopra le mele che avrete prima sbucciate, nettate dai torsoli e tagliate a fette sottili. Sul suolo delle mele spargete l'uva, la raschiatura di limone, la cannella, lo zucchero e infine i 100 grammi di burro liquefatto, lasciandone un po' indietro per l'uso che sentirete. Ciò fatto avvolgete la sfoglia sopra se stessa per formarne un rotolo ripieno che adatterete in una teglia di rame, già unta col burro, assecondando per necessità la forma rotonda della medesima; col burro avanzato ungete tutta la parte esterna del dolce e mandatelo al forno. Avvertite che l'uva di Corinto, o sultanina, è diversa dall'uva passolina. Questa è piccola e nera; l'altra è il doppio più grossa, di colore castagno chiaro e senza vinacciuoli anch'essa. Il limone raschiatelo con un vetro."


Per "spegnere" la farina abbiamo usato 125 ml di latte e 25 g di burro. Abbiamo ridotto la quantità di zucchero a 50 g che abbiamo mescolato con la cannella prima di avvolgervi le mele rimestandole in una ciotola.
E la prossima volta metteremo una mela in più.
Con tutto il rispetto, s'intende!

Il menù al completo, assemblato da Gourmet, è qui

Etichette: , ,

COMMENTI (9)

invia a un amico

02 novembre 2006

Fave dei morti

Ci stiamo allenando per il meme lanciato da Gourmet (attenzione, la data di consegna, il 3 novembre, è...domani!) e spulciando tra le pagine de l'Artusi ... ci siamo imbattuti in questi dolcetti tradizionali del giorno della Commemorazione dei defunti che si rifanno a riti pre-cristiani. Tradizionali romani, non valdostani. Qui il rituale prevede castagne. Vengono consumate arroste, accompagnate da una bella insalata riccia raccolta nell'orto prima che arrivino le gelate.
Però questi dolcetti, anzi queste "pastine" per chiamarle come il buon Pellegrino...


Alle voce 622, l'Artusi elenca tre diverse ricette di Fave alla romana o dei morti. Ho scelto la terza, che non prevede ne burro ne farina.

Mandorle dolci, grammi 200
Zucchero a velo, grammi 200
Chiare d'uovo, N.2
Odore di scorza di limone o d'altro


Ho preferito altro, ovvero cannella, e usato un bel mixerone che mi ha consentito di fare molto in fretta. Prima ho mixato lo zucchero che da semolato è diventato impalpabile poi ho aggiunto le mandorle, pelate e ben asciutte e infine le chiare d'uovo. Seguendo le indicazioni dell'Artusi, ho infarinato il tavolo e fatto un salamotto con l'impasto, tagliandolo poi a fettine che ho adagiato su una teglia. Se antiaderente o coperta con carta forno non è necessario imburrarla.
Volendo si può dare ai biscotti la forma di una fava.
Forno già caldo - 180°- una decina di minuti, sorvegliando.
Kat

Etichette: ,

COMMENTI (7)

invia a un amico

Il pastore e le tre viandanti

il nostro gregge è stato scolpito da Cesare Marguerettaz

Emicrania, Colica e Morte, un bel giorno si trovarono a viaggiare assieme.
Da parecchio non s'incontravano e decisero di festeggiare degnamente. Una bella cena, ecco cosa ci voleva. Rivoltarono le borse stupendosi poco di trovarle vuote.

- Cosa sarà mai! dirono scorgendo un pastore che pascolava il suo gregge in una pietraia. Ci faremo dare una pecora da quel pezzente. Basterà spaventarlo appena un po' !

Il pastore si stava sfamando con un tozzo di pane e un pezzo di formaggio all'ombra di una roccia. Emicrania si fece avanti, gli occhi lucidi, lo saluto e disse :

- Belle bestie!
- Non mi lamento, rispose il pastore.

- Ne voglio una, bello grassa
- Se la puoi pagare, è tua, disse l'uomo.
- Pagarla? sbuffò Emicrania. Tu non sai chi sono io!

- Non lo so e poco n'importa, biascicò il pastore masticando tranquillo il suo pranzo.
- Mi chiamano Emicrania. O mi dai una pecora o ti entrò nella testa.
Per tutta risposta il pastore scolò il vino rimasto nella borraccia.

Emicrania gli entrò allora nella testa come una furia. Vi accese dolori lancinanti. L'uomo, la fronte in fiamme, si avvio verso il torrente che scendeva dai monti e vi tuffò la testa.
Emicrania, gelata, corse via tremando e battendo i denti.
Quando raggiunse le due comari, si lasciò crollare a terra gemendo :
- E' un osso duro !
- Ci penso io, disse Colica. Io non ho certo paura dell'acqua fredda. Anzi!

- Salve, disse gracidando la seconda comare al pastore che ora stava masticando beato un rametto di lavanda. Dammi una pecora !

- Fuori i soldi, poi se ne può discutere.
- Dammi una pecora e rimpiangerai di avere le budelle!
- Ma va a ramengo! sbottò il pastore. Sai che paura mi fai!
Colica entrò in azione con tutta la rabbia che aveva in corpo ma l'uomo, seppur piegato in due, accese due grandi fuochi e tra questi andò a coricarsi avvolto in una coperta .
Colica prima sudò poi soffocò e , soffiando come un mantice, dovette battere in ritirata.
- E così ha fregato anche te ! ma non preoccupatevi per la cena, disse Morte. Ci penso io.

- Sai chi viene a farti visita ? disse al pastore spalancando le braccia scarne.
- No, ma non mi piaci.
- La cosa mi sorprende poco. Sono la Morte.
- E cosa vuoi da me ?
- Una pecora, nulla più.
- E sia! A te non posso rifiutarla. Prendi quella che vuoi. In cambio, vedi di dimenticarmi il più a lungo possibile. Sono povero ma vivere mi piace assai.
- Ignoro come te quel che ti resta da vivere, gli rispose la Morte, ma se proprio vuoi sapere è facile!


Gettò su di lui, il suo manto nero. Un batter di ciglia e il pastore si trovò in un immenso campo orlato di nebbia. Un campo di candele. Milioni di candele accese.
La Morte ne mostrò all'uomo una fra le tante.
- Questa è la tua !
- Brucia proprio bene, disse felice l'uomo. Ma un po' in fretta, aggiunse subito dopo. Dai, dammi una mano a farla bruciare cent'anni!

- Non posso nulla per lei, gli rispose la Morte. Io aspetto, tutto qua. Quando la fiamma si spegne, vado a prendere il mio uomo. Lì si ferma il mio compito.

Il pastore rimase un attimo trasognato. Poi scoppiò a ridere.

Era tornato in mezzo alla pietraia dove le sue pecore brucavano tranquille un erba rada ma profumata.
- Non puoi nulla, disse alla Morte, ne per me ne contro di me, vero? E io dovrei darti una delle mie bestie? Ma neanche la più magra! Anzi, smamma o ci penso io a darti ...un sacco di legnate!
La Morte non aspettò di vederlo alzare il bastone. Si dissolse come fumo nero.

Più potente delle montagne, più debole di un capello, andò quel giorno a nascondere la sua vergogna nel villaggio dove il gallo non canta mai.

Liberamente adattato da un leggenda corsa raccolta da Henri Gougaud nel suo L'arbre d'amour et de sagesse, ed.Seuil.
Kat

COMMENTI (1)

invia a un amico

01 novembre 2006

Danza


Quando ero albero, c'è una parte di me che avverte
con tale tenerezza l'umida acerbità delle cortecce
e il legno autunnale infradicirsi sotto il musco
da sentirsi fatta di verde. Così è nata la metamorfosi in pietra,
e quella delle ragazze in rami
e le incantevoli storie.

(...)

da, Scritture vegetali di Pier Luigi Bacchini edizioni Mondadori 1999.

COMMENTI (3)

invia a un amico