30 dicembre 2008

Ancora indecisi?

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28 dicembre 2008

Ci stiamo riprendendo...


...da un Natale con nipoti :-)

Kat e Remy

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26 dicembre 2008

Chanel

Vi avevo detto che c'era una sorpresa! :-)





Patt

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E a voi come è andata? :-)

A noi, benissimo!
Finalmente un Natale senza ansie da prestazione, senza orari da rispettare, senza regole di alcun genere!
Non abbiamo passato giorni a costruire il menù e a realizzarlo, abbiamo invece preparato quel che ci piaceva, anche se il primo non andava d'accordo col secondo, e l'assenza dell'antipasto non è stata notata da nessuno.
Io, l'ortoNando, il Silenzioso e mamma siamo stati invitati dalla Pargola (con servizio catering, beninteso! ;-) e, con l'assidua assistenza dei felini di casa, ci siamo pappati:

- Pasta al Whisky, invenzione e cavallo di battaglia di papà, preparata con la solita maestria da mamma (se volete, la ricetta prossimamente).


- Secondo piatto: Cevapcici con salsa Ajvar (opera del Silenzioso) che, essendo piccantina assai, fa a pugni con la delicata pasta di cui sopra. Ma tant'è: s'era detto senza regole e così è stato!
La foto ho scordato di farla, la ricetta della salsa è una delle millemila presenti in rete e, siccome non ero presente alla preparazione e il cuoco ha la memoria corta, non posso dirvi quale sia. Bòna, però! Il tutto accompagnato da patate al forno, pregevole creazione della Pargola (si, qualcosa ha cucinato anche lei ;-)

Il mio contributo arriva ora: quattro-dico-quattro litri di macedonia di frutta fresca tagliata a pezzettini piccoli piccoli con certosina pazienza e l'immancabile pandoro farcito.
E qui ci vuole un doveroso plauso alla comare venessiana che ha dato lo spunto per una farcitura ultrarapida, semplicissima e buona buona! 'assie, vecia! :-) Oh, precisiamo, lei fa anche il pandoro, io -i vecchi amici lo ricorderanno- sono pur sempre Grisù! ;-)


E così, tra gatti giocherelloni e onnipresenti gufetti, è trascorso un piacevolissimo pomeriggio. Che sia l'auspicio, per noi e per voi tutti, di giorni sereni!


Patt

(E mi sa che è in arrivo una sorpresa! Shhhh....... ;-)

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24 dicembre 2008

Auguri di cuore

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22 dicembre 2008

Prima di incartarli


Lupi piemontesi in Valle d'Aosta in transito verso la Francia.
Grazie Marinella.
Kat e Remy

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18 dicembre 2008

Rivisitando lavoretti di natale - Last minute


Se proprio non avete voglia di biscottare... ci sono sempre ...
- le arance chiodate

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14 dicembre 2008

Regali di Natale



Franci ci ricorda che gli Amici di Zampa non sono giocattoli e non vanno regalati se non si è certi che verranno accolti con gioia e che entreranno a far parte per sempre della famiglia cui vengono donati.

E già che ci siamo, ricordiamoci anche dei canili, dei gattili e di tutti i volontari che ogni giorno si danno da fare per i pelosotti meno fortunati: un piccolo contributo (in denaro o in generi di prima necessità) li aiuta a vivere meglio. Facciamo in modo che sia un Natale buono!

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13 dicembre 2008

Santaaa Luciaaa


Auguri cara

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10 dicembre 2008

Rivisitando lavoretti natalizi

A parte la difficoltà di fotografare qualsiasi oggetto infilato nella nicchia delle scale...
quest'anno andiamo particolarmente fieri del nostro alberello home made.


Abbiamo dovuto comperare solo la neve artificiale e la stella di metallo (vendita benefica, eh!)
I cuoricini sono stati fatti con la pasta di mais.
I rami della struttura centrale provengono dal meleto sotto casa. Ne abbiamo prelevato una fascina la scorsa primavera mentre il proprietario potava. I rami di roverella sono stati tagliati negli incolti mentre si andava a spasso. Non che ci capiti spesso ma non ne servono molti.
Il trucco, per non impiegare delle ore e non aver bisogno di quattro mani, consiste nel fissare i primi rami, tutti della stessa lunghezza, con un grosso e robusto elastico quindi infilare nell'elastico gli altri rami uno ad uno.
Che dite, era più bello il "melo di natale" molto sobrio e minimalista dello scorso anno o preferite la versione un po' froufrou di quest'anno ? Nel frattempo ci hanno regalato una lanternarenna che non poteva mancare all'appello ;-)


Kat e Remy, che in realtà non vanno pazzi per il natale ma come tutti hanno un gran bisogno di dolcezza e poesia

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Chi l'avrebbe mai detto...

3 anni fa nascevano i Cuochi di carta e in tre anni: più di 1300 post quasi 500.000 visite e... che ne dite, possiamo sentirci un po' meno in colpa se ultimamente abbiamo tirato le penne in padella?

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07 dicembre 2008

Natalcord


Natalis Solis Invicti: il sole rinasce invitto.
Il latino è approssimativo e la traduzione a braccio ma, questo era il senso del Natale per i latini. Nei miei ricordi invece: sono tante cose buone da mangiare :-)
Anche il panettone era buono (lo si vedeva solo a Natale e solo uno per tutta la famiglia). Eppure non sono poi così vecchio, sono nato, lo giuro, nella seconda metà del secolo scorso.
Anche i cap'let, seppur fatti in casa erano rari e riservati ai giorni di festa, come la camicia buona per la domenica. E l'esotica insalata russa? Quella con la maionese fatta dalla mamma che preparava anche tutte le verdurine. All'epoca non c'erano ancora i supermercati e, nei negozietti dei villaggi di montagna non si trovava di certo la macedonia di verdura in scatola. E chi se la poteva permettere?
Anche le spagnolette (arachidi) arrivavano solo a Natale. I costosissimi mandarini li trovavamo, invece, nella calza della Befana... E poi c'erano le pesche, quelle dolci, fatte in casa con due biscotti tenuti insieme con la marmellata, poi bagnati nell'alkermes e fatti rotolare nello zucchero. Questo era il compito riservato a noi bambini che rubavamo con la punta delle dita i golosi grumi di zucchero e liquore. Già, la grande riunione di famiglia per preparare il pranzo di Natale, con il nonno e il papà sempre un po' tristi perché loro, essendo uomini, erano esclusi. Per fortuna io ero ancora abbastanza piccolo da essere neutro e poi si stava avvicinando il '68 e con esso la liberazione del maschio da questi ridicoli giochi di ruolo. Strano, adesso che ci penso, col Natale arrivavano anche le lunghe vacanze scolastiche; giornate intere a giocare nella neve che, nei miei ricordi, era sempre abbondantissima già dai primi di Dicembre.


Eppure, quando si avvicina il Natale, ripenso con nostalgia a quando si preparava l'albero e il pranzo tutti assieme e, solo dopo, ricordo le vacanze o i regali. Sicuramente, allora era il contrario ma la memoria, per fortuna, ci mette del suo. Quando vedo spuntare le prime decorazioni natalizie, dopo aver detto il classico: -Oddio, siamo già a Natale?- con una certa apprensione per l'aumento del traffico e l'affollamento dei negozi, mi torna in mente il papà che tornava a casa con l'albero e la mamma che frugava in remoti ripostigli. Ne tirava fuori delle scatole polverose con le palline, quelle di vetro, leggerissime e fragilissime. Com'erano belle, appese all'albero con il filo da rammendo. Che bello quando papà cominciò a lasciarmi scegliere le palline che poi avrebbe agganciato cominciando dall'alto. Che conquista quando cominciò a fidarsi dei mie nodi e qualcuna me la lasciava fissare anche a me. E quando, ormai grandi (12 anni io e 8 mia sorella) affidò a noi la responsabilità dell'intera operazione. Lui ci sorvegliava discretamente nascondendo la fierezza dietro l'immancabile nazionale senza filtro. Anche la mamma era contenta quando, seppur cresciuto, continuavo a trafficare con loro donne in cucina. E come mi sentivo adulto e importante quando decoravo con olive e cetriolini l'insalata russa. E oggi? Oggi il Natale è solo nostalgia e rimpianto. Forse perché molte di quelle persone non ci sono più. Forse perché i sogni e le illusioni sono rimaste la, insieme all'entusiasmo di un bambino che stava in ginocchio sulla sedia a modellare le pesche? No, forse no, mi manca solo quella capacità di stare insieme, di condividere una creazione, di non dare nulla per scontato, di non considerare banale nemmeno la scelta della posizione delle palline sull'albero. E' solo la memoria che mi gioca brutti scherzi? Che mi fa ricordare solo le cose belle, ingigantendole?
Dai, quest'anno, per Natale, facciamo qualcosa di.... qualcosa di ...di natalizio.
Ma alla maniera antica, senza comprare, andare, correre, telefonare. Dai, diamo inizio a una nuova/vecchia tradizione.
Remy

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06 dicembre 2008

Tzaven


Da noi si chiama Tzaven (cestino con un solo manico) il mercatino degli agricoltori che si svolge periodicamente (ad Aosta tutte le seconde domeniche di ogni mese). In occasione delle feste i mercatini si moltiplicheranno e lo Tzaven si terrà, sempre sotto i portici di piazza Chanoux, il 7, 14 e 21 Dicembre.

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05 dicembre 2008

Se non l'aiutassi io...!

...quando lo finirebbe questo albero di Natale?

Nioula

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04 dicembre 2008

Bella e impossibile immangiabile

Si chiama pasta di mais ed è una robina bella chimica che si può cucinare a casa, conservare in sacchetti di plastica e persino surgelare e serve a modellare tutto quello che vi pare senza screpolarvi le mani come la pasta al sale.
Rispetto alla pasta al sale ha inoltre il vantaggio di essiccarsi facilmente all'aria (imbarcandosi però un po' se sottile) e di non essere sensibile all'umidità ambiente una volta secca.
L'aspetto è più setoso della pasta al sale. Qualcuno dice quasi plasticoso, d'altronde l'ingrediente principale è colla vinilica...!
A dir vero, scelgo l'una o l'altra in base a quello che voglio realizzare.

I cuoricini che finiscono di seccarsi sul termosifone sono di pasta al sale e, sempre che ne trovi il tempo, verranno decorati con motivi provenzali quindi verniciati mentre con la pasta di mais faccio piccole decorazioni monocromatiche già colorate in partenza.
La ricetta della pasta di mais, semplice quanto strana, proviene dal bel volume Pasta al mais- Fabbri editori e va seguita alla lettera. Questa non è cucina , è chimica.
Servono:
- 250 g di amido di mais (qui da noi Maizena o Pan degli angeli)
- 500 g di colla vinilica
- 35 g di crema emoliente per le mani
- 12 ml (un cucchiaio) di glicerina
- 250 ml di acqua

e ancora
- una vecchia pentola antiaderente di quelle graffiate che per gli alimenti sono un pericolo
- una frusta
- un cucchiaio di legno
- tovaglia di plastica
- tubetti di colori a tempera
- guanti monouso

Si inizia mescolando la fecola con l'acqua fredda. Sul momento vi sembrerà che non voglia saperne. Datele un po' di tempo, assorbirà l'acqua e diventerà più duttile.
Aggiungete quindi gli altri ingredienti. Per non diventare cretina taglio i tubi di colla. Ovviamente si rischia sia di piantarsi il coltello in una mano che di spalmare di colla il pavimento quindi, mi raccomando, gesti misurati e calma olimpica.
Abbandonate la frusta e prendete il cucchiaio. Mettete la pentola su fuoco basso e girate continuamente. Sul momento farà i grumi, voi continuate a girare tranquillamente, tanto più tranquillamente che è meglio evitare di spruzzare il fornello. Dovesse però capitarvi, per pulire, basterà comunque fare impacchi bagnati sulle gocce di impasto colloso.
Ci vanno circa 5 minuti perché l'impasto inizi ad addensarsi e altri 6 perché inizi a staccarsi dalla pentola segnalando il giusto punto di cottura. Gli ultimi 6 sono un po' faticosi, l'impasto ha il suo peso! Da grumoso lo vedrete assumere, di buona grazia, una consistenza elastica omogenea. Mi ripeto, questa è chimica, mica béchamel !
Non insistete nella cottura. 11 minuti sono il tempo giusto. Ci vorrà molto di più a lavare la pentola, a meno di lasciarla a bagno un bel po'.
Resta da far raffreddare il blob ottenuto su un piano unto di crema mani, rigirandolo ogni tanto perché la superficie non si secchi. Quando è ben freddo, dividetelo in panetti che chiuderete in sacchetti di plastica. Non mi è mai capitato di aspettare così tanto ad usarlo ma i sacri testi dicono che si conserva 5-6 mesi a temperatura ambiente e quanto si vuole in congelatore.
Quello che i sacri testi non dicono è che ci vanno almeno due tubetti di tempera rosso primario per ottenere, su mezzo impasto, la tinta che vedete sulla foto, ( ne ho poi aggiunto ancora un po') e che, per impastare, sono consigliati i guanti ;-)

La pasta di mais si mangia letteralmente il colore che però rimane bello stabile quando l'oggetto realizzato si secca. In compenso, a mio avviso, colorarla dopo non da risultati soddisfacenti, a meno di usare vernici e con mano molto leggera.
Con l'impasto rosso devo fare dei cuoricini da appendere ai rami di natale. Quelli degli anni scorsi sono piaciuti un po' troppo ai visitatori ;-)


Kat

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03 dicembre 2008

E invece...

Come promesso... afferriamo di nuovo il passaverdura! Meno chic ma più veloce del chinois, meno veloce ma più performante del minipimer, è lo strumento indispensabile per ottenere creme di verdure senza fili né buccette.
In archivio troverete, ad esempio, la crema di carciofi ,dal colore un po' dimesso, oppure la minestra della nanna della mia Nonna Fanny.
Qualsiasi sia la ricetta di "passato" che vi attira, il consiglio è di mettere poco liquido in modo da poterlo diluire se troppo denso ma di non doverlo far restringere su fiamma alta se troppo liquido.
Una crema di verdure golosa richiede un bel po' di crostini e, magari, un zic di panna liquida o di burro, la sorella pre-festiva dovrà invece farsi bella con un semplice filo di olio evo e, per chi senza pane proprio non ce la fa, bluffare grazie alle "scaglie" di pane dei cuochi francesi dell'Ottocento ovvero fette sottilissime tostate in forno.

Chi vuole (o deve) eliminare i grassi animali ma non ha veri problemi di calorie potrebbe sostituire il formaggio grattugiato con mandorle o nocciole tritate.
Le nocciole si sposano benissimo con la crema di broccoli, le mandorle, in compagnia di un po' di basilico secco, con la crema di zucchine.
Quanto agli aromi:
- aglio e zenzero per la crema di zucca, oppure noce moscata e una grattatina di buccia d'arancia
- chiodo di garofano e peperoncino per la crema di lenticchie
- pepe bianco e prezzemolo per la crema di scalogno e champignon

Altre minestre e zuppe... anche belle corpose ;-)


Non pensate però di scampare all'Aigo boulido ;-)
Kat

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02 dicembre 2008

Epperò... masticare...


Visto che serviva del pollo per il mal benedetto brodino, abbiamo fatto un patto: a lei la prima scelta e io mi sarei sacrificato con quello che sarebbe avanzato.

Quel che è rimasto era il petto intero con tanto di cartilagine e ali che ho spellato (il petto, non le ali) e fatto rosolare direttamente in pentola a pressione (era tardi) con un cucchiaio di olio evo. Ho aggiunto il succo di un pezzo di zenzero grosso come un alluce :-) e il succo di un piccolo limone. (Il succo di zenzero si ottiene con uno spremi aglio). Un po' di sale alle erbe, mezzo bicchiere d'acqua in fondo alla pentola e... quindici minuti di cottura dal fischio. (il pollo era, come direbbe lei, di buona famiglia, altrimenti bastano dieci minuti).
Non sembrava neppure dietetico questo... Pollo con zenzero e limone!

Remy

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01 dicembre 2008

Saggi brodini e sfiziose minestrine


(immagine proveniente dal Blog Tasca da Elvira che, anni fa, l'aveva trovata chissà dove...)

Sarà per solidarietà con Cat che, per cause di forza maggiore, deve rinviare i biscottamenti.
Sarà per simpatia per chi è a dieta (ciao Luz), o per chi tanto ha faticato a perdere peso (ciao Chiaretta), sarà per arrivare a Natale senza che lo stomaco si metta in stato di agitazione (ciao Davide, ciao me stessa), sarà per affrontare meglio l'avanzata del Generale Inverno (qui la neve si sta sciogliendo ma il ghiaccio nella fontana resiste), sarà perché in tempi di crisi tendo a diventare oculata e mi tengo le pappe da festa per i giorni di festa, sarà ma... ho ritrovato nei quaderni di un'altra vita un invito ad affidarsi alla minestra e ve lo vorrei proporre.
E' corredato da diverse ricette quindi, fatevi coraggio, forse ci vorrà parte della settimana per arrivare alla fine ;-)
L'avevo intitolato Minestre e dintorni ... Rileggendolo ora, mi sembra il gioco degli aggettivi che usa Alia, la nostra giovane amica maestra, per insegnare ai suoi alunni di terza a comporre un testo... ;-)

Calda, la minestra. Siamo in inverno e il nostro stomaco avrebbe bisogno di riposo. E di calore.
Il cibo che non abbiamo scaldato in pentola lo deve scaldare lui. E questo gli costa fatica.
Leggera ma Rigenerante, la minestra. Fosse solo perché ci re-idrata in una stagione in cui, malgrado il riscaldamento che spesso ci prosciuga in modo subdolo, ci dimentichiamo di bere.
Saporita anche senza grandi condimenti, la minestra. Un po' di spezie o erbe aromatiche e il gioco e' fatto.
Preziosa fonte di vitamine e sali minerali, la minestra. Sempre che si abbia l'accortezza di trattare con cura le verdure. Se sono di buona famiglia non serve sbucciarle, basta spazzolarle bene. Senza lasciarle a bagno, molte vitamine sono idrosolubili , e limitandosi a cotture brevi su fuoco dolce.
Paziente e Disponibile, la minestra. (previo cook n'chill) Ti sa aspettare da una sera per l'altra. Ma quando hai fame, è già lì, pronta e fumante, in tre minuti.
Furba, la minestra. Ti sazia prima che ti venga voglia di sgranocchiare chissà cosa, e chissà quanto, mentre aspetti che sia pronta la cena.
Versatile, la minestra. Pronta a tutte le variazioni di colore, sapore e consistenza.
Trasformista, la minestra. Se non volete cucinare altro per i bimbi di casa, a loro proponetela con scaglie di parmigiano e dadini di pane saltati in padella con poco olio. Forse non funzionerà con la crema di zucca, ma col passato di zucchine magari si.
Insolita, la minestra ? Se prendo ad esempio quanto leggo sui foodblog ultimamente, direi proprio di no. Non è più considerata cosa da anziani . E' stata promossa al rango di comfort food.
Ecco, si, Confortante, la minestra. E mentre ti coccola il cuore (che notoriamente sta a pochi centimetri dallo stomaco ;-) sciaqua le budelle.
Epperò, se inizio dall'Aigo boulido (Acqua cotta), il gustoso rimedio provenzale a base d'aglio, erbe aromatiche e olio d'oliva contro la sbornia, i malanni invernali e le fatiche del parto, mi scappate subito. Sarò prudente e aprirò le danze con quattro brodini, buoni tutto l'anno ma veramente preziosi in questa stagione.


Brodo di verdura n. 1:
1 carota
1 porro
2 coste di sedano
(1 pomodoro)
1 cipolla con il suo bel chiodo di garofano
1 spicchio d'aglio
1 rametto di timo , o due pizzichi
mezza foglia d'alloro
qualche filo di prezzemolo
un litro d'acqua poco salata.
20-30 minuti di ebollizione. Bere caldo e/o usare come base per passati e creme di verdure.

Brodo di verdura n. 2 :
2 porri affettati
2 gambi di sedano tritati con le loro foglie
2 cipolle affettate
4 carote tritate
2 foglie di cavolo a listarelle
1 lattuga romana a listarelle
4 fili di prezzemolo
timo
alloro
sale
un litro e mezzo d'acqua
Partenza a freddo. Schiumare se necessario. Fuoco dolce 40 minuti.
Filtrare senza spremere le verdure.

Per chi teme di sentirsi "vuoto" se nel brodino non c'è ombra di proteine animali :
Brodo di carne sprint :
carne trita
sedano
carota
cipolla chiodata di garofano
foglia d'alloro
rametto o pizico di timo
parte bianca di un porro
Partenza in acqua fredda. Ebollizione 30 minuti. salare alla fine. Filtrare.

e, in alternativa al brodo di pollo della yiddishe mama, la mia versione di quello che un saggio maestro, Baba Bedi, chiamava Brodo energetico :
pollo spellato
gambo di sedano
3 spicchi d'aglio
3 grani di pepe bianco
acqua fredda
Ebollizione 20 minuti, o più se il pollo è di buona famiglia. Filtrare. Efficacissimo se siete sfiniti, depressi o convalescenti.
Bee, mi raccomando, non guardarlo negli occhi...


Vabbè, se avete letto fino a qui, vi meritate la ricetta della minestra (a prova d'orchestra ;-) che Arturo Toscanini esigeva prima dei concerti. Per ogni porzione:
2 cucchiai di sedano tritato
2 cucchai di riso
2 tazze di brodo di carne
Far saltare il sedano con poco olio. Aggiungere il riso quindi il brodo caldo. Cuocere una ventina di minuti. Servire con prezzemolo tritato.

Avete già la pentola sul fuoco ? Non speravo tanto ;-)))
Kat

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29 novembre 2008

Compiti per il fine settimana

Verniciare d'oro le pigne, con mano leggera sennò sembrano di plastica.
Cercare nel ripostiglio le scatole di nastri, cordini e bottoni (Kat lo confessa, fa razzie nelle svendite delle mercerie ;-)
Verificare lo stato dei tubetti di colla e della bomboletta di neve artificiale (per mettersi la coscienza in pace il resto dell'anno usare solo spray senza gas)
Procurarsi sacchetti o cestini per i biscotti da regalare. Ma evitare di parlarne davanti alla Bee...
E fare la lista della spesa relativa, tanto per valutare se convengono i formati da ristorazione:
- Zucchero grammi 3200 grammi
- uvetta grammi 1250
- cioccolato grammi 1050
- mandorle grammi 900
- nocciole grammi 600 ecc ecc...
Kat

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Coprivaso di iuta

La tela usata ha da essere bella dura. Deve stare sù da sola quindi iuta o canapone mi sembrano le uniche possibilità. A meno di recuperare certe garze rigide o i tessuti non tessuti dei fioriai.
Si bagna prima, in modo da non avere sorprese quando si dovrà lavare il coprivaso.
Con una semplice cucitura, se ne fa un cilindro di diametro appena superiore a quello del vaso.
Perché cada meglio conviene fare un orlo o un piegone alto in fondo, mentre la parte superiore mi sembra più bella sfrangiata.
Si infila il vaso dentro. Si lega con raffia o un cordoncino in tinta o contrastante, meglio se lungo abbastanza per fare più giri incrociati.


Tutto qua !
Kat

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28 novembre 2008

Pensierini da ordinare

Editi da Kellermann costano 8 euro l'uno e sono un grazioso pensiero per chi ama cucina e tradizioni. A chi ha dei bimbi piacerà senz'altro il primo della serie, " Gli gnomi mangioni". Al nonno magari il quaderno delle grappe.
Se le copertine sono tutte molto graziose, il contenuto dei diversi volumi è, a mio parere, di qualità disuguale. Tra i più recenti ho trovato ben fatto sia il Quaderno dei Radicchi che quello dei Biscotti delle feste che quello dei Frutti spontanei.
Siccome per noi valdostani la sede più vicina della Fnac (che li ha praticamente sempre) è a Torino, oggi o domani passerò dalla mia libraia a chiederle di ordinarne un paio. Dalla prossima settimana potrebbe anche mandarmi a spalare la neve ;-)
Kat

ps: Ebbene si, li ho praticamente tutti e non è stato l'editore a farmene dono ;-)

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26 novembre 2008

E con i gherigli...

Già sapete che fine hanno fatto i gusci ...
Con i gherigli, Tagliatelle noci e porri
Vi do le dosi per due, se vi garbano penserete voi a moltiplicare.
Per la pasta :
- 60 g di farina "O"
- 40 g di farina di segale bianca
- un uovo intero
- un tuorlo
- un pizzico di sale
- semola di grano duro rimacina per lavorarla


Per condire :
- un bel porro con anche un po' di verde se tenero
- 6 noci
- olio di noci

Ho fatto stufare il porro tagliato a rondelle spesse mezzo centimetro con olio evo e, al bisogno, qualche cucchiaiata d'acqua calda. Ho tritato metà dei gherigli e spezzetato gli altri.
Ho aggiunto le noci e mezzo mestolo dell'acqua di cottura della pasta nella padella dei porri appena prima di scolare le tagliatelle che ho poi versato in padella, avvolte nel condimento (le noci tritate fanno una cremina) e, a fuoco spento, irrorate con due cucchiai di olio di noci.
Ne avessi fatto il doppio...
Kat

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25 novembre 2008

Afternoon tea

Tradizione vuole che, nelle nostre zone alpine, Santa Caterina porti la farina, ovvero la neve.
E così è stato, con abbondanza e un paio di giorni d'anticipo. Siccome la santità non fa parte dei miei progetti, vi accontentate se vi offro un tè? Magari un high tea, ovvero una merenda sinoira all'inglese.
Twostella ha generosamente fissato la data di scadenza del suo Afternoon tea award al 30 novembre, se mettete subito l'acqua sul fuoco e accendete il forno, fate ancora in tempo a partecipare anche voi ;-)


Oltre alla foto vorrei citare anche le semplici regole dell' Afternoon tea Award proposto dal Giardino dei ciliegi:

1) indicare la miscela preferita di tè o caffè;
2) proporre uno o più tramezzini a piacere;
3) variazioni sul tema scones ovvero pane o focaccine dolci e confetture preferite;
4) dolcetti: pasticcini, torte, biscotti, ecc...
5) proporre un libro, una poesia, un film di cui vi piacerebbe chiacchierare o una musica per l'atmosfera.

L'atmosfera, iniziamo dall'atmosfera ;-) In sottofondo propongo Radio Suisse Jazz, una meraviglia satellitare che ha un'unico difetto: da quando l'abbiamo scoperta grazie all'amico Stewart, tutta l'altra musica langue in silenzio sugli scaffali.


Nelle tre teiere metterei :
- Margaret's hope, un Darjeeling del Palais des thés dall'aroma così nitido e pulito da potersi apprezzare anche di pomeriggio. L'avevo acquistato per fare un regalo fighetto e invece mi ha fregata e conquistata.
- Tè della sera de L'Aviatore (Oolong, tè verde, fiori di malva, arancio e gelsomino) per me che non vado più tanto d'accordo con la teina. Tendenzialmente si trova in erboristeria, anche sfuso.
- Lanpsang souchong, per poterlo almeno annusare.

E nei piattini, cestini, ciotoline... :

Da cuocere la sera prima :
- Pan DI noci , un soda bread molto versatile
e le Tortine allo yogurt di Elvira.

Da preparare anche questi la sera prima:
- Burro fatto in casa ( grazie Paoletta per il metodo fotografato passo passo)
- un assortimento di marmellate sfiziose (per le arance è un po' presto ma ci starebbe bene una marmettura di arancarote) e almeno due vasetti di miele, magari uno di castagno e l'altro, più tranquillo, di lavanda o tarassaco.
- l'impasto del Pan brioche

Poco prima dell'ora del tè, infornerò, nel forno già caldo della cottura del pan brioche :
- un cesto di muffins cioccarancio (ancora grazie Elvira)
e, per chi soffrisse di intolleranze ai latticini, gli Scones alternativi di Clea.

Secondo me dovrò però contendere il forno e l'impastatrice a Remy che moooolto probabilmente preparerà solo cose salate tipo queste ;-)
Vorrà dire che, volendo evitare anche il grano, farò delle cialdine al kamut sulla piatra oppure gli Spumini al vapore del Madagascar. O magari entrambi, croccanti i primi, morbidosi i secondi ma entrambi dotati di profonde affinità elettive con le confetture.

E quando non avremo la bocca piena potremmo anche esercitarci nella piccola filastrocca che ho anticipato a Twostella :
"a host of hives, a swarm of bees, bring sticky honey for your teas".
Tradotto letteralmente significa "un brulicare di api, una schiera di arnie portano l'appiccicoso miele per i tuoi tè ".

What about a nice cup of tea?
Kat

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24 novembre 2008

...e alla fine

Mentre i gherigli sono stati messi da parte e rispunteranno a breve, con i pendagli di noci dorate verranno fatte ovviamente delle decorazioni che spunteranno anche loro a breve, diciamo intorno all'otto dicembre.
Per ora, tanto per far salire un po' la febbre natalizia ma senza andare in giro a spendere soldi (così qualcuno impara ad addobbare le vetrine già a metà novembre ;-( anticipo due ideuzze.


Cordone natalizio per tendoni (di solito sono legati con una semplice corda che termina con noci non dorate)


Coprivaso di iuta colorata riciclata (era una borsa equosolidale ormai bucata) con "cintura" a pendagli. Di solito il coprivaso è di iuta naturale e la cintura di raffia.
Se vi piace, basta chiedere e, con l'aiuto del Remy fotografo, spiego. E' un lavoro da 10-15 minuti.
Anche meno se si fanno in serie.
Kat

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22 novembre 2008

Lavori in corso... con i gusci


Eccomi in esilio sulla finestra. Come sempre quando si avvicina dicembre, la mia padrona diventa mooooolto creativa e si prende sia i miei spazi che parte dei miei giocattoli ;-(
Ma quand'è che arriva la Befana ?
Nioula


Gli ultimi giorni sono stati emotivamente pesantissimi ma il fine settimana consente finalmente di fare qualcosa di creativo per allegerirsi il cuore e raccontarsi che...Che bello fra un mese è Natale!
Gli ingredienti sono semplicissimi:
- Gusci di noci (le più facili da aprire, senza romperle, dividendole semplicemente in due con un coltellino, sono in assoluto quelle di Sorrento, reperibili praticamente ovunque in questo periodo ma non molto a lungo perché la produzione è limitata)
- Vernice dorata (in barattolo o spray secondo il vostro livello di impegno nella protezione dell'atmosfera)
- Carta di recupero o giornali o una vecchia tela cerata
- Nastri e cordini, magari di recupero pure loro, eventualmente stirati
- Colla per riunire le due metà dei gusci


La noce va dorata e lasciata asciugare bene prima di richiuderla sul nastro, sia per evitare di sporcare quest'ultimo sia per via del solvente della vernice che potrebbe sciogliere la colla.
Quanto all'uso di questi "pendagli" inizieremo a parlarne lunedì ;-)
Kat

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21 novembre 2008

Prove e controprove

Mica detto che quest'anno si riesca a fare i biscotti da regalare a Natale ;-( Già l'anno scorso e, se ben ricordo quello prima e, temo, quello prima ancora abbiamo dovuto rinunciare.
Però la speranza di farcela rimane. Quindi ... abbiamo dato il via alle prove. E possiamo dire, con assssssoluta cognizione di causa (non che avessimo grossi dubbi, a dir vero), che questa versione con pistacchi dei brownies è stata promossa.
Da qualche parte in archivio compaiono come Brownies di compleanno. Abbiamo provato diverse altre ricette ma torniamo sempre a questa perché consente di ottenere un risultato particolarmente fondente.

Ingredienti per 6/8 porzioni di Brownies ai pistacchi:
· 80 grammi di cioccolato fondente al 70% di cacao
· 100 gr di burro
· 200 gr di zucchero di canna
· 100 gr di farina 00
· 100 gr di pistacchi (ovviamente non salati) tritati grossolanamente
· 1 punta di cucchiaino di lievito per torte o di cremor tartaro
· estratto di vaniglia (o vanillina)
· 3 uova

Mettere a sciogliere in un pentolino su fuoco bassissimo (o in m.o.) il burro e il cioccolato insieme. Mescolare e lasciare intiepidire.
Intanto sbattere le uova intere con lo zucchero. Quindi incorporare la miscela burro/cioccolato e la vaniglia, poi farina e lievito e infine le nocciole tritate.
Versare in una teglia imburrata (non tanto grande, lo strato di pasta ideale è alto 2 dita). Forno 180° per 20 minuti e 150° per altri 10. Se lo strato di pasta fosse più sottile ridurre di 5 minuti.
Fare la prova stecchino. Deve uscire asciutto anche se il dolce deve rimanere morbido. Lasciare intiepidire qualche minuto poi capovolgere su una griglia. La tradizione prevede che venga tagliato a cubetti. Aspettare che si freddi per tranciarlo, sennò si sbriciola tutto.
Kat e Remy

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19 novembre 2008

Ambrogio cerca (urgentemente) casa

Ambrogio, mini pantera così nera da risultare pressoché infotografabile, abita con Micia e Grande Gatto alla Gatteria. Da noi, Micia e GG sono di casa, soprattutto quando hanno contemporaneamente un problema felino e di connessione alla rete.
Ambrogio, che ha 4 anni, è l'ultimo arrivato dei mici della Gatteria e, per qualche gattesco motivo, è incompatibile con gli altri. Con gli umani invece, anche sconosciuti, è il micio più coccolo che si sia mai visto, un "pellicciotto tutto da pastrugnare"(citando testualmente Micia).
Ambrogio abita nei dintorni di Roma ma, per raggiungere una nuova casa adatta a lui, può anche viaggiare.
Per favore, rivolgetevi a noi e vi metteremo in contatto telefonico.

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18 novembre 2008

To blog or not to blog. And how ...


Anche se abitare quasi "fuori dal mondo" invita a stare fuori dalla mischia, non siamo indifferenti né a quanto càpita tra le (brutte) pieghe del web né a quanto ci càpita intorno. Tanto più che "intorno", grazie o per colpa dello stesso web, si trova ad essere a due passi da Salamanca o Panama o Isla Terceira o Roma o Milano (queste ultime due per noi particolarmente "esotiche";-)
Anche se non condividiamo gli stessi livelli di stress, ci accade di condividere gli stessi allarmi, il medesimo sgomento.
Chissà se condividiamo anche gli stessi interrogativi?
Con qualcuno sembra proprio di si...
Mentre cerco di capire come indignarmi utilmente, inevitabilmente mi interrogo a più ampio raggio.
Un tempo noi CdC mescolavamo, di certo non allegramente ma di sicuro frequentemente, le nostre ricette ruspanti, le nostre piccole scoperte del momento, con l'espressione, a volte per niente mite, di opinioni .
Ora ci accorgiamo di farlo sempre meno. Non è certo per paura. Stanchezza? O quel brutto senso di inutilità che rende scioccamente silenti e inerti? Magari stiamo solo invecchiando... Ma, per fortuna, qualche giovane a ridarci ossigeno c'è sempre.

L'altro interrogativo mi riporta agli albori di questo blog. Che non è certo stato il primo tra i foodblog italiani ma è pur sempre nato tra i primi e senza dubbio, a suo tempo, è stato tra i più attivi.
Cosa volevamo fare allora, a parte stare un po' insieme seppur a distanza e parlare delle nostre rispettive amatissime terre ? Di sicuro non competere con gli altri. Anche se, ovviamente, da umani quali siamo, le classifiche (che allora non esistevano) le guardiamo chiedendoci ogni volta come vengano stilate e se dobbiamo prenderle sul serio. Dunque, appurato che non ci interessava competere o farci notare e men che meno ci interessa ora, al momento cosa blogghiamo a fare con le nostre foto di dimensioni volutamente medie, poco impattanti e le nostre ricette alla portata di tutti ?
Qualunque sia la risposta, sempre che l'unico media ancora libero in Italia lo rimanga, tempo permettendo, continueremo a postare finché avremo voglia di condividere qualcosa, fosse ben anche un arcobaleno o un baffo di gatto o la ricerca di un attimo di sollievo.
Kat



P.S.: Dimenticavo, per quanto mi riguarda è deciso, continuerò a bloggare in italiano, che non è la mia lingua madre ma quella di un paese che ho scelto, nel bene e nel male, quindi vi toccherà sopportare qualche doppia di troppo.

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17 novembre 2008

San Martino

Prima domenica dopo l'11 novembre = Fiera di San Martino, Patrono della Città di Belluno e dell'intera Diocesi

in Campedèl
(con un Silenzioso perplesso tra la folla)


in Piazza Duomo


dedicato a Kat ;-)


dedicato alla Pargola


dedicato a Remy


dedicato a Cannella


ops, no: è questo dedicato a Canny! ;-p
(un mare di calamite per frigArturo! ;-)


qualche bau
(gli altri non stavano fermi ...)


cose belle


antiche magìe

...

e cose buone








Arrivederci al prossimo anno! :-)

Patt

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